Sgosh!

Se qualcosa può andar male lo farà.

 

 

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RAGAZZA PERSA

Post n°227 pubblicato il 02 Giugno 2006 da ausdauer
 

Premesso che:

1) odio guidare in città
2) odio guidare in quella città
3) non ho assolutamente nessun tipo di senso dell'orientamento

era scontato che mi sarei perduta inesorabilmente per quelle dannate stradine di città stracolme di auto strombazzanti.

A nulla è valso armarsi di mappa della città, creare una mappa stradale con Virgilio TuttoCittà, studiare il percorso per due giorni e partire con un lauto anticipo di un'ora e mezza per raggiungere un luogo normalmente raggiungibile in meno di mezz'ora.

Mi sono persa. Mi sono completamente e inesorabilmente persa nei meandri di quella città e tutto perché chi ha concepito la viabilità stradale era indiscutibilmente malato di mente.

Perché solo un autentico psicolabile può arrivare a progettare un città in cui non solo la metà delle vie sul tuo percorso non mostrano alcun tipo di cartello nominativo, ma soprattutto in cui se per un qualche motivo sbagli la direzione al 90% non sarai più in grado di tornare indietro.

Maledetta, maledetta, maledetta città dalle mille viuzze a senso unico. Dovevo girare a ovest, in una via che naturalmente non era segnalata, e invece in un momento di panico ho girato a est alla rotonda, e di lì è iniziata l'ora di orrore e disperazione. Perché naturalmente più io cercavo di tornare verso ovest e più la manovra risultava impossibile in quanto, inspiegabilmente, ogni singola via che imboccavo speranzosa di uscire dal labirinto, ad un certo punto mostrava un divieto a proseguire e una direzione obbligatoria dalla parte opposta a quella in cui io dovevo andare. Come nei migliori film demenziali, dopo tormentose e infinite svolte, barlumi di speranza dilavati dall'ennesimo comparire di un crudelissimo divieto e inaspettati cambi di direzione dovuti ad impietosi blocchi stradali, rieccola lì: Via Maggiore. Via Maggiore, che si trova all'esatto opposto della via in cui cercavo di sbucare e da cui partono infinite traverse che, in maniera del tutto folle e dopo alcuni angosciosi km di tragitto, riconducono sempre lì, a quel maledetto semaforo.

Ne sono uscita, certo, ma solo dopo mezz'ora di telefonata isterica con la Mutti, che con l'aiuto di una cartina stradale cercava di seguirmi nel mio folle percorso da ubriaca e di darmi indicazioni utili per uscire dall'incubo. Io voglio conoscere le persone che hanno progettato questa viabilità così perversa e consegnare loro le fatture per la cura dell'esaurimento nervoso che mi hanno causato, nonché consigliare loro qualcuno bravo che possa aiutarli a riesumare qualche trauma infantile che ha causato tutto questo. Perché, ribadisco, una persona cresciuta con affetto e amore non può aver riversato così tanto odio nei confronti del prossimo. Accidenti.

 
 
 
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Data di creazione: 02/03/2005
 

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