Sgosh!

Se qualcosa può andar male lo farà.

 

 

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CHI BEN COMINCIA...

Post n°149 pubblicato il 02 Novembre 2005 da ausdauer
 
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Porcaccia la puzzolaccia, non posso essere così cerebrolesa.

Stamattina arrivo di buon'ora in facoltà. Merendina nella borsa, libro da leggere nell'attesa, quaderno nuovo pronto all'uso. Mi guardo intorno e non vedo nessuno, così mi rendo conto che ho dimenticato gli occhiali nella Sacra Auto e che senza di essi non mi sarà possibile leggere nemmeno uno dei lucidi proiettati, anche se a carattere 80. Torno stancamente al parcheggio e mi riavvio verso la facoltà. Mi siedo, libro sulle ginocchia e comincio a leggere quando sento la voce squillante di una ragazza vicina al mio orecchio "Pronto?? Ciao, sono io, qui c'è un cartello che dice che non c'è lezione". Alzo le orecchie come fanno i cani e mi precipito a vedere il tabellone con gli avvisi (che, confesso, avevo guardato appena arrivata, ma senza attenzione). Datato 17 ottobre spicca l'avviso che la lezione di oggi non c'è. No, sgosh!

Faccio fagotto proprio per evitare di incontrare la mia amica e le sue amichette del secondo anno, tutta gente che mi guarda sempre storto e pare sempre chiedersi perché io non sono a zappare la terra come invece dovrei. Tutta gente che sa benissimo che quelle del mio anno si stanno tutte laureando all'ultimo anno, mentre la mia laurea triennale è ancora avvolta nel mistero. La mia fama tra loro non è certo quella di essere una persona sveglia, per cui cerco di darmi alla fuga, apro la porta e zac! Eccole lì, pizzette in bocca per sfamarsi in emergenza, a guardarmi uscire con l'espressione incredula di chi pensa "Non è possibile, si sta già dando alla fuga il primo giorno, l'incorreggibile". La mia amica mi ascolta a stento mentre giustifico la mia uscita, continua a dire che c'è fretta e che LEI ha molte cose da fare, da classica universitaria impegnatissima e solerte, e con un grido si porta dietro anche le altre, che mi osservano perennemente sbigottite. Resta solo una mia ex compagna di corsi, che si dimostra contenta di vedermi e mi chiede addirittura di seguire con loro la lezione, cosa che mi va almeno quanto andare a mangiare a mensa con il resto del gruppo. Ho trascorso anni a pranzare con gente che si nutriva d'insalata e guardava bavosamente il mio piatto di pasta. Ho trascorso anni a pranzare con 2 euri e 50, mentre loro con le loro misere insalatine spendevano cifre assurde e dopo venti minuti erano già lì a bere litri di acqua per riempirsi lo stomaco. Un giorno una di loro, 43 kg per 1,70 m, mi disse "Fai bene a mangiare la pasta, TU CHE PUOI". Sul significato di questa frase mi sono a lungo interrogata: vuol dire che ormai io sono talmente grassa che posso lasciar perdere definitivamente i miei propositi di dieta oppure che la sua mente distorta vedeva me, figlia dei Barbapapà, con la silouhette di uno dei neuroni di Siamo fatti così?

Lo sapevo io che iniziare per la festa dei morti non era di buon auspicio, sgrunt.

 

 
 
 
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Data di creazione: 02/03/2005
 

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