Sgosh!

Se qualcosa può andar male lo farà.

 

 

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E' UN MOMENTO DIFFICILE.

Post n°157 pubblicato il 23 Novembre 2005 da ausdauer
 
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Non posso credere che sia successo davvero.

Ore 15: esco dalla facoltà con addosso una stanchezza allucinante. Valuto brevemente se rimanere a studiare un po' in sala studio, ma mi accorgo di essere sul punto di strisciare, così arrancando raggiungo la Sacra Auto. Il vento gelido mi taglia faccia, credo di essere sull'orlo dell'assideramento.

Ore 15,10: inforco gli occhiali, giro la chiave.... CRAC. Panico. Riprovo. CRACRAC. Ommioddio, ommioddio, ommioddio. No. Non la Sacra Clio. Ha solo due anni.

Ore 15,11: "Pronto?" "Mamma, sono io... la mia macchina non parte più" "Ah... perché?" "Non lo so, non parte più. Morta." "Oh no... però io... non so cosa farci... chiama il babbo.".

Ore 15,12: Riflessione. Mio padre. Siamo in buoni rapporti da un paio di anni, ma fondamentalmente perché non ci vediamo più molto da quando non abitiamo più insieme. E' un rapporto fatto di "ciao come stai?" "Bene e tu?" "Ok, allora ciao!".

Ore 15,13: "Babbo? La mia macchina non parte più. Come faccio?" "Aspettami, 10 minuti e sono lì." "Ok."

Ore 15,14: Riflessione. Dieci minuti mi pare un po' ottimista. Ci sono 20 km tra la ridente cittadina e l'università. Nella migliore delle ipotesi bastano 20 minuti per arrivare al parcheggio. Boh. Io aspetto qui in macchina. Anche se c'è un gelo polare. Tanto ha detto dieci minuti.

Ore 15,50: Mi pareva strano... Aspetto.

Ore 16,15: Non mi sento più i piedi. Sono così stanca. Mi si chiudono gli occhi. Forse sono vicina alla morte.

Ore 16,30: Non devo addormentarmi... Devo resistere... Stai sveglia. Stai sveglia...

Ore 16,35: "Babbo??? Ma dove sei???" "Eh, dovevo passare in un posto...".

Ore 16,45: Io sono al freddo in un parcheggio. E' praticamente buio. E lui doveva passare in un posto. Ora mi sovviene il perché non andavo d'accordo con mio padre.

Ore 17,05: (ovvero quasi DUE ORE DOPO). Sono in un parcheggio con accesso tramite bancomat. Mio padre ovviamente non può entrare con il furgone e i cavi se non aprono le sbarre. Mica lo vorranno fare pagare. Chiamo l'assistenza e mi faccio aprire le sbarre.

Ore 17,25: nonostante i ripetuti tentativi la Sacra Auto non dà segni di vita. Mi scende qualche lacrima quando richiamo l'assistenza per far uscire mio padre e saluto la mia Ciccina Adorata. "Ti farò uscire piccola mia. Resisti."

Ore 17,40: in officina mi dicono che domani mattina, se smetterà di piovere e nevicare, andranno a riprendere la mia Ciccina. Nessuno sa dirmi che cos'ha e soprattutto perché ha avuto questo malore, lei è così giovane e piena di vita. Io sono una donna distrutta. In più  non ho idea di quanti soldi verranno scalati dal mio bancomat né come farò a far risultare che sono uscita da quel maledetto parcheggio, visto che non potevo certo lasciare il bancomat in un'officina.

Ore 18,00: torno a casa mestissima. L'idea che un conto salatissimo mi verrà presentato e prosciugherà definitivamente il mio conto mi atterrisce. L'idea che la mia Sacra Clio è a 20 km da me, in un parcheggio buio e freddo, esposta alle intemperie e ai malintenzionati per tutta la notte mi fa precipitare nell'angoscia più totale.

Ora attendo. E prego.

PREGHIERA PER LA SACRA AUTO

Resisti.
Non puoi mollarmi così adesso.
Non puoi lasciarmi sola così in un momento così difficile della mia esistenza.
Ti prego.

PREGHIERA PER ME STESSA

Che qualcuno o qualcosa mi dia la forza di affrontare il momento del conto. Perché io non ce la posso fare.

 
 
 
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Un blog di: ausdauer
Data di creazione: 02/03/2005
 

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