Sgosh!

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QUESTIONE DI CENTIMETRI

Post n°524 pubblicato il 17 Maggio 2010 da ausdauer

Sono una viziosa, e non ho giustificazioni. O meglio, ho anche provato a darmene, adducendo come scusa principale che ero semi-digiuna da 8 ore (digiuno interrotto da un misero snack Vitasnella, di trascurabile apporto energetico) e che mangiare alle undici di sera dopo una giornata di intenso lavoro era improponibile. Mettiamoci pure che avevo fatto tardi al lavoro e mi era toccata una corsa forsennata in centro per commissioni, mi ero dovuta mettere in piega i capelli e poi avevo sostenuto stoicamente 40 km alla guida per raggiungere la bruschetteria, poiché il CdM si era spruzzato del deodorante in un occhio ed era momentaneamente cieco.

In realtà no, non ho giustificazioni, se non che il mio stomaco è estremamente capiente.
E mentre tutti gli amici del CdM ordinavano bruschette da 40 cm, i più temerari dividevano in due una maxi bruschetta da 120 cm, il Cdm e io, consapevoli di avere una fame mondiale, abbiamo ordinato una bruschetta da 80 cm ciascuno. 

Per fortuna abbiamo sempre cura di assumere la postazione più esterna del tavolo e mentre tutti cominciavano a dare segni di evidente cedimento negli ultimi cm di bruschetta (e le donne generosamente donavano la loro parte ai consorti, che però sembravano sul punto di esplodere), la sottoscritta dopo aver rubato una quindicina di cm alla porzione del CdM ,continuava a fagocitare senza ritegno alcuno la sua parte di cena. Ad un certo punto uno degli amici più impavidi, arrivato a stento alla fine dei suoi 60 cm, rivolge un'occhiata pietosa ai miei 20 cm rimasti e mi dice "è dura arrivare alla fine, vero?". Colta alla sprovvista, malcelando l'imbarazzo e cercando di non perdere prezioso radicchio dalla bocca, blatero qualcosa come "Mah, veramente nemmeno troppo", frase che poi realizzo essere particolarmente infelice visto l'andazzo della tavolata. A malincuore, rimangono sul mio legnetto 20 cm di bruschetta che il CdM non è riuscito a mangiare e che io, invece, avrei addentato volentieri per raggiungere il livello di sazietà minimo, ma a cui rinuncio per non diventare una sorta di fenomeno da baraccone. Quando la cameriera mi chiede se ho finito, con la morte nel cuore rispondo che sì, sto per esplodere. Naturalmente, non mi concedo il dolce, cercando di riportare la mia immagine ad un minimo di umanità, ma ormai il danno è fatto. E' la seconda volta che mi tocca rinunciare all'ultima parte di bruschetta per un senso di decenza e pudore che non ha ragione di esistere. 

La prossima volta che la periodica cena in bruschetteria avrà luogo, mi concederò una merenda molto più sostanziosa.

 
 
 
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Data di creazione: 02/03/2005
 

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