Sgosh!

Se qualcosa può andar male lo farà.

 

 

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LA NUOVA COLLEGA

Post n°575 pubblicato il 03 Novembre 2010 da ausdauer

Devo ammettere che non me lo aspettavo, ma siccome le condizioni lavorative sono già disastrose i casi sono due:

a) la nuova collega salverà la barca con i suoi superpoteri
b) la barca affonderà inesorabilmente e ci libererà da tutti i nostri mali e amen.

La situazione dunque ora è la seguente: il CdM è stato spodestato dal suo ufficio, quindi ora vaga come un profugo per l'ufficio senza una postazione fissa, sistemandosi per lo più dietro le mie spalle e lasciandomi zero privacy per sparlare amenamente di lui con le mie amiche nei momenti di disperazione (avere qualcuno alle spalle che guarda quello che scrivo e/o leggo è una delle cose che odio di più al mondo, ma siccome l'ha già letto in anteprima scommetto che non si stupirà nel leggerlo di nuovo).

Dai piani alti (dunque dall'ex ufficio del CdM ramingo) proviene ora una voce costante. E se dico costante, intendo, costante. Perpetua. Imperitura. Poiché il bagno si trova al piano di sopra, non posso più godere di qualche minuto di pace nemmeno sul wc, perché la nuova collega è un fiume in piena. Anche mentre la vescica si svuota, lo sciacquone si attiva, l'acqua scorre, io sento la sua voce che spiega, domanda, impreca, racconta, rivela. Ho quasi trent'anni e posso finalmente dire di aver compreso a pieno il significato della parola "logorrea". Quando usciamo di qui le nostre orecchie frizzano per almeno un'ora. Ammesso che si riesca ad uscire, in quanto dobbiamo letteralmente scardinarla dalla sedia e condurla gentilmente alla porta ogni volta alla chiusura, perché bisogna sì riconoscere che non è una che si risparmia sul lavoro, ma sapete com'è, io fuori dall'ufficio avrei anche una vita (nettamente migliore, tra l'altro).

I miglioramenti della qualità della vita in ufficio, impossibile negarlo, sono comunque evidenti. La nuova collega è sveglia, in pochissimo tempo ha capito perfettamente che qui non funziona niente, che i problemi che io reputavo enormi sono in realtà inaffrontabili e che sì, ci vorrebbe un miracolo. Non le ho dovuto dire quasi nulla, e questo è un sollievo, così come lo è il fatto che riconosca pienamente che la colpa non è nostra se va tutto in malora, e che stiamo solo pagando le conseguenze di una delirante gestione impostaci dall'alto. Per consolarci oggi è comparsa con tutta una serie di "beni di conforto", che comprendono dietorelle, barrette Kinder, gelatine di frutta e cioccolatini, a cui sto attingendo istericamente da stamattina come se fosse l'unico cibo a mia disposizione da un secolo.
Ogni volta che si presenta qualche situazione assurda (tipo il mio capo che mi chiama e mi affida i compiti più indecifrabili, scorretti, o abominevoli che esistano) e la sento gridare dall'alto "ma dai, non è possibile! Tutto questo è allucinante!" quello che prima mi usciva come un'imprecazione disperata ora si trasforma in un ghigno malefico dipinto sul viso che significa "allora non sono io che non capisco una brocca!". Ho intenzione di continuare a godere di questa empatia finché, come è inevitabile, lei non deciderà di darsela a gambe e a quel punto, beh...  io mi sono un po' stracciata la budella.

(Nel frattempo, dopo sei giorni di pastiglie e applicazione di creme, la mia faccia è tornata guardabile, Gioiamo tutti insieme alè alè).

 
 
 
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