Sgosh!

Se qualcosa può andar male lo farà.

 

 

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MI PORTO ROGNA

Post n°346 pubblicato il 28 Maggio 2007 da ausdauer
 

Stamattina ho aperto gli occhi alle 7. Poi alle 8. Poi ho rotolato sul materasso fino alle 9 e mezza, infine, raccogliendo forze inesistenti, mi sono trascinata in cucina emettendo rantoli d'inedia in cerca di nutrimento.

Programma del giorno (partorito mentre sgranocchiavo cereali):

- lavarmi i capelli
- asciugarmi i capelli al sole
- pulire il bagno
- pranzare
- raggiungere la biblioteca (e forse studiare)
- andare a lavoro

Mentre cercavo affannosamente di recuperare le gocce di vaniglia tra i cereali mi sono ricordata che avrei voluto scrivere qualcosa sul blog. Sì, ma che cosa?

"Non mi sono capitate sfighe rilevanti ultimamente!" ho pensato e una sensazione di presagio e nefastezza imminente si è impadronita del mio ultimo sorso di latte, rendendolo amaro.

Ed è stato così che ho notato la bustina sul cellulare: 1 Mitteilung empfangen. (io ho il telefono impostato sul tedesco, ma forse questo sarebbe stato meglio non rivelarlo)

Leggo: un sms dalla Mede. Uhm...

"Hai tutta la mia solidarietà, signorina blog del giorno"

Se questa non è una auto-iattura...

(Oltre tutto, il sole con cui avrei dovuto far asciugare la mia folta chioma è scomparso... come minimo la biblioteca sarà chiusa e sul lavoro avrò quindicimila problemi... perché come si suol dire, l'ottimismo è il profumo della vita)

 
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mpvitruvio
mpvitruvio il 28/05/07 alle 14:52 via WEB
da http://www.mpvitruvio.blogspot.com/ Sabato 21 aprile, “maxi-lezione” di sicurezza stradale per gli alunni del Vitruvio di Castellammare di Stabia (Na). In realtà, presso il “Supercinema” della città delle acque, si è tenuto il convegno conclusivo del progetto “Strade Amare, strade da amare- campagna sulla sicurezza stradale”. Il percorso formativo, ideato dal prof. Antonio Sicignano e coordinato dal dirigente scolastico, dott. Sebastiano Piccolo, consisteva in una serie di conferenze tenute da personale esperto e qualificato a vario titolo. In particolare sono intervenuti nei vari incontri previsti: il dott. Diego Marmo, Procuratore Generale presso il tribunale di Torre Annunziata, la dott.ssa Stefania Trotta, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Torre Annunziata, il dott. Luigi Riello, magistrato già componente del C.S.M., il dott. Giovanni De Angelis, dirigente del tribunale di Gragnano, il dott. Luigi Petrillo, dirigente del commissariato P.S. di Castellammare, la dott.ssa Valeria Moffa, vicequestore della polizia stradale di Napoli, il cap. Giuseppe Mazzullo, comandante dei Carabinieri di Castellammare, il sen. Luigi Bobbio, relatore della legge sulla confisca dei ciclomotori, l’on. avv. Sergio Cola, relatore della legge sulla patente a punti, con i suoi giovani collaboratori l’avv. Andrea Imperato ed il p. avv. Gaspare Jucan Sicignano. Tuttavia il fiore all’occhiello del progetto era proprio il convegno conclusivo, in cui i ragazzi hanno potuto ascoltare le tragiche testimonianze del Maggiore dei Carabinieri Giuseppe Mari, padre di Catello noto calciatore deceduto lo scorso anno a causa di un incidente stradale, e di Alessio Tavecchio da Monza, ragazzo disabile per una caduta dalla moto e presidente dell'omonima fondazione, oltre che autore del libro "Cronaca di una gurigione in-possibile". In una gremita sala del “Supercinema”, davvero toccante si è rivelato l’intervento del Maggiore Giuseppe Mari, che ha esordito con espressioni, molto commoventi: «quando ti muore un figlio, ti muore l’anima e preferiresti che i fiori al cimitero fossero gli altri a portarli a te», ed ancora: «ai genitori consiglio di non aver paura di essere petulanti, insistete con i ragazzi in frasi del tipo “metti il casco”, “metti la cintura” e “vai piano”, io questa mattina sono in veste di genitore, un genitore sfortunato». Sempre all’insegna delle raccomandazioni si è espresso Alessio Tavecchio aggiungendo un particolare agghiacciante alla sua tragica storia: «io sono caduto con la moto su una buca non sufficientemente segnalata, ad una velocità di 50 Km all’ora. I comuni, le provincie e le regioni dovrebbero avere maggiore attenzione alla struttura del manto stradale ed tutti quei pericoli ad esso connessi, perché dopo è sempre troppo tardi». Infine, dopo un breve saluto di tutti i relatori del progetto, il preside del Vitruvio ha ringraziato gli stessi, omaggiandoli con un quadretto ricordo dell’evento, e ricordando che «al Vitruvio chi si presenta senza casco a scuola non entra».
 
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