Creato da ballolentodelcuore il 26/02/2008

ballo lento

il mio ballo

 

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Post N° 110

Post n°110 pubblicato il 13 Novembre 2008 da ballolentodelcuore

 

Vorrei non piovesse più. Ho umida l’anima, da quella sera. Da quella data non c’è stato plenilunio senza pioggia.
faccio di tutto per evitare  di prendere un ombrello, convincendomi che oggi no, forse non pioverà. Ma oggi è piovuto, il cielo s’è oscurato e io ero seduta lì, proprio come quella volta, seduta alla scrivania. Con il cuore in gola. La paura tra le dita. Non capivo il perché.
Tuoni e rumori. Inaccettabili.
Follia del cielo che si appresta a un’altra luna piena. Insopportabile dolore.
Cosa mi è successo.. io questo non so dirlo.. per un attimo era notte, per un attimo ho pianto tutte le lacrime che non piansi quel giorno. Troppo reale per non sembrare vero. Mi chiedo se anche tu non abbia percepito l’infame somiglianza, l’incredibile uguaglianza di un giorno tornato a graffiarmi l’anima. Mi chiedo se non hai sentito nei miei singhiozzi  l’urlo del mio cuore tramutato in inoffensiva voce quando oggi, chiusa in bagno ti ho chiesto “Ma come mi hai ridotto?”…
E forse il bagno era l’unico posto dove il rumore di un tuono si attutisce, dove non ci sono finestre, dove non serve accendere la luce nel mezzo di un giorno plumbeo, dove tiri uno sciacquone e pensi che l’acqua, non sia quella che lava i vetri là fuori.


Poi ripenso alle cose belle…alla lotta che con Brivido portiamo avanti, a Acqua che mi chiama solo per farmi sentire le onde del mare…. e mi basta un solo ritorno d’onda per essere certa che è lui. Un attimo che dura in eterno. I secondi che lo compongono sono uno o milioni, quel che conta, è che ancora riecheggia nelle mie orecchie. Il mare mi ricorda chi sono, chi siamo…e ogni ritrarsi al suo interno dura per quanto deve durare. Dopo, torna.


Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, diceva Shakespeare.

Noi no.
Noi siamo fatti della stessa sostanza del mare.

Bally.




 
 
 
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SE MI UCCIDI, TI UCCIDO

"Quell'uomo aveva ucciso la cosa che amava,
E pertanto doveva morire.

Eppure ogni uomo uccide la cosa che ama,
Che questo lo sentano tutti:
Chi lo fa con uno sguardo amaro,
E chi con una lusinga,
Il codardo con un bacio,
Il coraggioso con la spada

Chi uccide il suo amore da giovane,
E chi lo uccide da vecchio;
Chi lo strangola con le mani della lussuria,
Chi con le mani dell'oro:
I più pietosi usano un coltello, perché
I morti si freddano così presto.

C'è chi ama troppo poco, chi troppo a lungo,
C'è chi vende e c'è chi compra;
Chi compie l'atto con molte lacrime,
E chi senza un sospiro:
Perché tutti uccidono la cosa che amano,
Anche se dopo non tutti muoiono."

Ballata del Carcere di Reading - Oscar Wilde

 
 

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