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notizie choc, curiose,strane,assurde, incredibili, dall'Italia e dal mondo

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Alda Merini

E' necessario

che una donna

lasci un segno

della propria anima

ad un uomo...di sè,

perchè a fare l'amore

siamo brave tutte.

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41 MIGRANTI SBARCATI DALLA DICIOTTI CHIEDONO IL RISARCIMENTO DANNI ALL'ITALIA

Post n°3615 pubblicato il 22 Febbraio 2019 da dolcesettembre.1
 

Alcuni migranti che erano a bordo della nave Diciotti hanno presentato un ricorso al tribunale civile di Roma per chiedere al governo italiano un risarcimento per essere stati costretti a rimanere a bordo diversi giorni. Secondo quanto si apprende da fonti del Viminale, il ricorso è stato present ato da uno studio legale a nome di 41 migranti, tra cui un minore, che erano a bordo dell'imbarcazione e che ora chiedono al premier Giuseppe Conte e al ministro dell’Interno Matteo Salvini un risarcimento tra i 42mila e i 71mila euro. Dei 41 migranti che si sono rivolti allo studio legale, dicono ancora le fonti del Viminale, 16 risultano essere nati l'1 gennaio. Contestualmente è stato presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Dopo esser scesi dalla Diciotti (cosa accadde a bordo della nave), gli stranieri si erano rifugiati presso le strutture di Baobab Experience.

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IN PUGLIA,TARTARUGHE DECAPITATE

Post n°3614 pubblicato il 20 Febbraio 2019 da dolcesettembre.1
 

ROMA - Le ultime notizie sono agghiaccianti: sale a 5 il numero delle tartarughe trovate decapitate in Puglia. La denuncia del Wwf passa per Twitter, richiamando l'attenzione sull'allarme dato dal Centro recupero tartarughe Wwf di Molfetta, in provincia di Bari, che ha ritrovato i carapaci delle Caretta Caretta senza la testa: diversi casi in pochi giorni, sulle spiagge del litorale tra Bari e Trani. Non basta la plastica a minacciare una specie che ha visto ridursi drammaticamente la popolazione. Le tartarughe Caretta Caretta, a rischio estinzione, ora fanno i conti con quella che secondo il Wwf è un'emergenza legata a riti scaramantici. Un'ipotesi avanzata anche dagli esperti del progetto europeo TartaLife, che si occupa della tutela di questi animali. "Se realmente la causa della morte delle cinque tartarughe decapitate recuperate in Puglia è attribuibile a riti scaramantici effettuati da pescatori, dobbiamo mettere in chiaro che questi vandali nulla hanno a che fare con la maggioranza dei pescatori che, al contrario, verso il mare e le sue creature, nutrono grande rispetto e attenzione", sottolinea Alessandro Lucchetti del Cnr-Irbim di Ancona, capofila del progetto, che in oltre cinque anni ha lavorato a fianco di numerosi pescatori professionisti, grazie ai quali "la mortalità delle tartarughe accidentalmente catturate è diminuita notevolmente".Sempre più pescatori in Puglia, in Italia e nel mondo, spiega il Wwf, contribuiscono alla conservazione delle tartarughe marine adottando delle semplici pratiche a bordo, che aumentano le loro probabilità di sopravvivenza dopo il rilascio o semplicemente adottando modifiche degli attrezzi da pesca che riducono le catture."Con il progetto TartaLife lavoriamo quotidianamente proprio per contribuire fattivamente alla conservazione della tartaruga marina - ha continuato Lucchetti -.  E lo abbiamo fatto proprio insieme a molti operatori della pesca, sviluppando e diffondendo specifici attrezzi da pesca a basso impatto, potenziando i centri di recupero, formando i pescatori su cosa fare in caso di catture accidentali. E se pure molto rimane ancora da fare, possiamo dire che la collaborazione è stata un successo".Circa 900 tartarughe ferite vengono soccorse e accolte ogni anno nei Centri di Recupero Wwf (Policoro, Molfetta, Lampedusa e Torre Guaceto) dove vengono curate e liberate. La tartaruga marina comune è una specie carnivora diffusa tanto nelle acque degli Oceani Atlantico, Indiano e Pacifico quanto nel bacino del Mediterraneo e del Mar Nero. In particolare, nel Mediterraneo, i siti di deposizione delle uova sono localizzati soprattutto nella parte orientale (Grecia, Turchia, Cipro, Libia). In Italia, i nidi deposti ogni anno sono solo alcune decine di unità (7mila nell'intero Mediterraneo), ma i nostri mari rivestono grande importanza per le popolazioni del bacino.

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IL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE PREMIA I SUOI DOCENTI CON UN CORSO SULL'ESORCISMO

Post n°3613 pubblicato il 18 Febbraio 2019 da dolcesettembre.1
 

Bisogna riconoscere che il Ministero dell'Istruzione non smette mai di stupire. La propensione alla novità, elevata a sensazionalismo è assodata.Da quest'anno, alunni e insegnanti si confronteranno con un esame di maturità rivisto e (s)corretto. Un'occasione unica:un corso di formazione sull'esorcismo e la preghiera di liberazione. Sembra uno scherzo, ma non lo è, sfortunatamente. Per verificare, è sufficente navigare in Rete, andando sulla piattaforma del Miur Sofia, che raccoglie l'elenco di tutte le iniziative messe a disposizione dal Ministero. Corsi ideati per premiare i docenti più intraprendenti. In questa occasione, si tratta di un modulo di lezioni offerte dall'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, soggetto che, in quanto Università, è accreditato automaticamente ai sensi della direttiva 170/2016, hanno cercato di spiegare dal Miur, appena la notizia ha cominciato a rimbalzare, creando sorpresa e sdegno. Già, perchè sulle finalità del Corso non ci sono dubbi. Come si legge sulla piattaforma,"propone un'attenta ricerca accademica ed interdisciplinare sull'esorcismo e la preghiera di liberazione, approfondendo sia le tematiche direttamente connesse alla pratica dell'esorcismo ed a una corretta prassi." Nonostante tutto, questa volta,il Miur ha stupito per l'ennesima volta.Gli esorcismi lasciamoli all'Associazione internazionale fondata nel 1990 da Padre Gabriele Amorth. Agli insegnanti e docenti serve altro.

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OPERAVA COME CHIRURGO MA AVEVA SOLO LA LICENZA MEDIA

Post n°3610 pubblicato il 07 Febbraio 2019 da dolcesettembre.1
 

Faceva il chirurgo plastico in Romania spacciandosi per medico, ma il picco dei suoi studi è stata la licenza media. E' stata un'inchiesta giornalistica del quotidiano Romeno Libertatea a smascherare il finto medico, un veneziano di 39 anni che esibiva documenti e titoli prestigiosi fasulli. I titoli che erano appesi in bella vista nello studio di Matteo Politi, questo il suo nome, erano stati acquistati in varie parti del Mondo. I timbri per creare le false credenziali, come riporta il Corriere del Veneto, gli sarebbero stati passati da un complice. Sono state alcune infermiere, basite dalle sue difficoltà nel seguire i protocolli minimi della professione, come, lavarsi le mani e indossare i guanti in lattice, a far scattare le Indagini. Un intervento di Mastoplastica, che di routine dura un'ora, era stato eseguito in 4 ore. Durante il 2018, Politi ha operato in 5 cliniche private di Bucarest, tra cui la Clinica Monza, che si è detta pronta a denunciarlo come parte lesa. Il falso medico decantava le proprie abilità anche attraverso un profilo Facebook, falso pure questo, dove il dottor Matthew Mode dispensava consigli ai suoi seguaci. La Direzione della Sanità Pubblica di Bucarest, ha riconosciuto di avergli rilasciato la qualifica di medico, benchè non fosse in possesso di un titolo di studio idoneo a svolgere l'attività, ed ha avviato un'inchiesta interna svolta a stabilire le modalità che hanno portato all'assegnazione del praticantato.

PS:Ho problemi col computer, se volete vedere la foto del falso medico andate su Facebook,grazie.


 
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IL RICATTO CHOC DI UNA DOTTORESSA AL SUO PAZIENTE MALATO DI CANCRO

Post n°3609 pubblicato il 04 Febbraio 2019 da dolcesettembre.1
 

Dottoressa fa sesso in ospedale col paziente malatoDiagnostica il cancro a un paziente e inizia con lui una relazione, sfociata in un ricatto. Così un medico è finito nei guai, perché secondo alcuni referti avrebbe approfittato della debolezza di un suo paziente per fare sesso con lui. Theepa Sundaralingam, 37 anni, ha diagnosticato il cancro a un uomo, poi lo ha aggiunto sui social e ha iniziato a scrivergli dei messaggi. I due si sono frequentati arrivando anche a fare sesso in ospedale.
Ora però la donna, di Toronto, in Canada, non potrà esercitare la professione, riconosciuta come manipolatrice di un paziente in stato di bisogno. Il paziente ha detto di essersi sentito in colpa: «Se avessi detto che avevo fatto sesso con il mio oncologo mi avrebbero detto che ero un latin lover», ha raccontato in tribunale come riporta Metro, «Ma non sono quel tipo di persona e mi sono sentito in colpa, a disagio ed emotivamente maltrattato». Si è soliti pensare che questo tipo di violenze siano comuni solo quando la donna è la vittima, ma in questo caso è stata la carnefice, arrivando ad abusare del suo paziente.«Ero fisicamente emaciato ed emotivamente esposto e la fine di una relazione mi ha sconfitto. Ciò che ha aggravato questo bilancio è stato il suo rifiuto di continuare a fornire assistenza medica». La donna avrebbe detto che avrebbe lasciato il suo caso se non fosse stato possibile andare oltre, condizionando la scelta di un paziente in condizione di fragilità emotiva. La donna è stata riconosciuta colpevole, costretta a pagare un risarcimento al paziente e radiata dall'albo. . 

 
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IL CARNEVALE, FESTA ANTICA E TRADIZIONALE

Post n°3608 pubblicato il 01 Febbraio 2019 da dolcesettembre.1
 

Secondo il detto popolare:"l'Epifania, tutte le feste si porta via". Ma non per molto perchè, già dopo il Capodanno, si guarda al Carnevale, una festa di origine antichissima, legata probabilmente ai culti Pagani dell'antica Roma, e poi ripresa dalla religione Cattolica. Anche la tradizione di utilizzare le maschere e di travestirsi è antica, così come il concedere e il concedersi in quei giorni, comportamenti insoliti, contrari alla morale e alle abitudini del resto dell'anno. Nel Medioevo, per esempio, rappresentava la possibilità per la Plebe di "ribaltare" la realtà, di deridere i nobili,(cosa che, negli altri giorni potevano fare solo i Giullari), di avere potere. A patto che, con il Martedì grasso, tutto rientrasse nei ranghi. Anzi, tutto venisse espiato tramite il periodo di Quaresima, che iniziava immediatamente per condurre alla Pasqua. Questa, a grandissime linee, la storia di questa festa che, sviluppandosi ha portato alla creazione di maschere e di personaggi tipici per ogni città. Personaggi che spesso discendono da quelli della Commedia dell'Arte. In Italia, sono numerose quelle famose dappertutto: Brighella e Arlecchino a Bergamo, Pantalone a Venezia, Capitan Spaventa in Liguria, Pulcinella a Napoli, Gianduja in Piemonte, Meneghino a Milano, Rugantino a Roma, Nappa in Sicilia, Burlmacco a Viareggio. Ma il Belpaese vanta, rispetto all'Europa, anche un'altro primato storico carnevalesco: quello dei carri allegorici. Si contendono il primato, Fano, citata in un documento del 1347, e Foiano della Chiana(Arezzo), che raggiungono anche l'altezza di 20 metri e che sfilano accompagnati da balli e canti, costituendo sempre uno spettacolo impagabile per adulti e bambini e anche un'attrazione turistica di grande importanza.

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E' BOOM DI INFEZIONI CONTRATTE IN OSPEDALE

Post n°3607 pubblicato il 30 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Che cosa sta succedendo al Sistema Sanitario Italiano?  In pochi mesi diversi episodi di malasanità hanno coinvolto due Regioni che, al contrario, dovrebbero rappresentare l'eccellenza sanitaria del nostro Paese.Quattro neonati sono morti all'ospedale Civile di Brescia nell'arco di una settimana, mentre in Veneto le istituzioni hanno lanciato un appello a tutti coloro che hanno subìto un'operazione cardiochirurgica negli ultimi dieci anni. Il motivo? I macchinari utilizzati nelle strutture potrebbero essere stati infetti: i pazienti richiamati sono diecimila. Potrebbero essere casi isolati, la Direzione stessa dell'istituto lombardo ha dichiarato più volte che i decessi dei neonati non sono riconducibili a una medesima causa, nè sono la conseguenza di un Focolaio Epidemico. Intanto la Procura ha aperto un fascicolo, anche se al momento non risultano indagati. Di recente, però,  è stata presentata una ricerca durante il congresso Waidid, l'appuntamento mondiale che si è tenuto a Milano sulle malattie infettive e i disturbi immunologici. I casi di infezioni ospedaliere, è stato reso noto, arivano fino a settecentomila su 9 milioni di ricoveri, l'un per cento delle quali con esito letale. Dunque, tra i 4.500 e i 7mila degenti muoiono ogni anno a causa di un'infezione contratta in ospedale: sono più delle vittime degli incidenti stradali(poco più di 3 mila), secondo l'Istat. Le testimonianze dei cittadini raccolte dal Tribunale del Malato rivelano criticità legate in particolare alle infezioni da ferite chirurgiche, a quelle batteriche e delle vie urinarie derivanti dal ricorso alla cateterizzazione dei pazienti e delle vie respiratorie. Non mancano segnalazioni sul cattivo o mancato uso di guanti o di càmici da parte del personale sanitario, sulla mancata sostituzione delle scarpe utilizzate dentro e fuori dall'ospedale, e sull'errata disinfezione degli strumenti dopo ogni prestazione. E poi la poca attenzione nel differenziare i rifiuti sanitari, nell'igiene degli ambienti o nel riutilizzo di materiali monouso.


 
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ANTARTIDE: IN UN LAGO SEPOLTO DAI GHIACCI, I RESTI DI ANTICHE CREATURE

Post n°3606 pubblicato il 28 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

CARCASSE di creature minuscole avvolte nelle profondità del lago subglaciale Mercer, un lago sepolto sotto il ghiaccio antartico, a circa 600 chilometri dal Polo Sud, scoperto solamente nel 2007 e rimasto fino ad oggi del tutto inesplorato. Ma ora, grazie alla missione scientifica del 26 dicembre scorso di un team di ricercatori del progetto Salsa (Subglacial Antarctic Lakes Scientific Access) il lago ci ha finalmente svelato i misteri delle sue profondità: dai campionamenti fatti sotto un chilometro di ghiaccio, infatti, gli scienziati hanno rinvenuto nelle acque gelide e buie le carcasse di minuscole creature, tra cui crostacei e un tardigrado, un piccolo animale conosciuto per le sue capacità di resistere alle condizioni estreme. Una scoperta rivelata in anteprima dalla rivista Nature, e che apre la strada a una moltitudine di dubbi e domande. Prime fra tutte, quanti anni abbiano e da dove provengano questi resti di animali.


Una volta arrivati sul posto e riusciti a raggiungere con i loro strumenti le acque del lago Mercer, i ricercatori avevano previsto di trovare forme di vita microbiche, ma sono rimasti sorpresi nello scoprire che nei campioni erano presenti anche minuscole carcasse di crostacei e di un tardigrado. Prima d'ora, infatti, non era mai stato ritrovato nulla di simile: il lago Mercer è il secondo lago subglaciale a cui gli scienziati hanno avuto finora accesso, dopo aver raggiunto ed esaminato nel 2013 il lago Whillans (a 50 chilometri dal lago Mercer), i cui campioni tuttavia non avevano mostrato alcun segno di vita se non la presenza di molti microbi.


Secondo gli autori della ricerca, l’habitat degli animali era piuttosto umido, ma continentale: il tardigrado, per esempio, è un animale a 8 zampe che somiglia a quelli che vivono nei pressi dell’acqua; quelli che i ricercatori avevano scambiato inizialmente per vermi erano invece viticci di una pianta e di un fungo terrestre. Sulla base di queste osservazioni, gli scienziati ipotizzano che le creature abitassero stagni e ruscelli dei Monti Transantartici, a circa 50 chilometri dal lago, durante i brevi periodi caldi in cui i ghiacciai si ritirarono, tra i 10mila e i 120 mila anni fa. Tuttavia, il modo in cui i crostacei e il tardigrado abbiano raggiunto il lago Mercer rimane ancora un mistero: potrebbero essere stati trasportati tramite l'acqua dalle montagne vicine fino al lago, oppure essere rimasti congelati sul fondo di un ghiacciaio che li ha trascinati via dalle montagne mentre avanzava.In ogni caso, le risposte definitive si potranno avere solo quando il team della spedizione riuscirà a determinare l'età precisa del materiale, grazie alla datazione al carbonio e all'analisi del Dna dei campioni raccolti, riuscendo a comprendere quando e fino a che punto i ghiacci dell'Antartide si sono ritirati e facendo così luce sulla storia glaciale del nostro pianeta.


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IN LOMBARDIA,GLI ANIMALI DOMESTICI NELLA STESSA TOMBA DEL PADRONE

Post n°3605 pubblicato il 25 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Gli animali da compagnia, come cani e gatti, potranno essere tumulati nella stessa tomba del loro proprietario. Lo prevede un emendamento di Forza Italia approvato mercoledì in commissione Sanità della Regione Lombardia. L'annuncio è arrivato dal capogruppo FI, Gianluca Comazzi. "In base alla volontà dei loro proprietari o dei familiari, le ceneri degli animali d'affezione potranno essere deposte vicino alle spoglie delle persone con cui hanno condiviso l'intera esistenza", afferma Comazzi.

"In attesa dell'approvazione definitiva, prevista per il 19 febbraio, da parte del Consiglio siamo orgogliosi di questa proposta che rappresenta un grande passo avanti in materia di civiltà", ha proseguito Comazzi.

Nel settembre del 2018 anche il Movimento 5 Stelle aveva ufficializzato una proposta sullo stesso tema. "Una proposta che avevamo avanzato, grazie a un emendamento approvato in commissione, consentirà di tumulare i resti degli animali d'affezione secondo le disposizioni del defunto o degli eredi. Sarà possibile tumulare l'urna contenente le ceneri degli animali nella stessa tomba dei padroni", spiega il consigliere pentastellato Marco Fumagalli.

"Molti anziani hanno soltanto come compagnia negli ultimi anni di vita un animale e non vogliono separarsi da loro nemmeno quando passano a miglior vita. È un atto di grande sensibilità da parte dell'istituzione regionale", commenta ancora Fumagalli chiarendo che "più in generale resta la nostra completa contrarietà all'ultima parte della riforma sanitaria che risulta non in linea con la normativa nazionale e sembra voler tutelare la lobby dell'industria del 'funerale' rispetto a quella più artigianale fatta di cooperazione tra imprese dello stesso settore".

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CELENTANO NON FA CELENTANO

Post n°3604 pubblicato il 23 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Signori, sembra una presa in giro. Una trollata, una mezza truffa. Con Piersilvio Berlusconi che dovrebbe pretendere spiegazioni o portare il Clan a forum. Adrian non è rock, Adrian è lento, è l'annuncio che non rispetta le attese. Celentano è fatto così:sembra che non c'è, ma quando arriva rompe i cogl..ni. Appare alle 22.19, il pubblico applaude, convinto che stia per partire lo show ma dopo 3 minuti beve un bicchiere d'acqua e saluta tutti."C'è qualcosa da cambiare quì", sentenzia, e passa la linea al cartoon. Celentano non canta, non duetta, non fa pause, nemmeno mezzo sermone, non lancia provocazioni. Niente, Celentano non fa Celentano. Marcare la presenza con l'assenza, l'idea può anche servire a trainare, ma non per reggere nove appuntamenti in prima serata su Canale5. La parte che precede il graphic novel si mostra debolissima, ancora di più se si pensa al pubblico di riferimento della rete ammiraglia del Biscione, affidata a Nino Frassica e Natalino Balasso. Ci sono riferimenti al tema migranti e alla tv, con una critica nel monologo successivo di Balasso ai reality. Non una cosa originale. Quì lo show non c'è, prima e nemmeno dopo. Sopratutto se si considera che l'evento sarebbe costato alle casse di Mediaset, circa 20 milioni di euro per 9 serate, scrive Dagospia. Un prodotto che non spicca per originalità, incapace di soddisfare da solo gli spettatori. Ci avevano visto giusto la Hunziker e Teocoli a sfilarsi dal Progetto a poche ore dal debutto.Si cambierà in corsa per salvare le restanti serate o si proseguirà con la stessa impostazione rischiando la debacle?


 
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FAMIGLIA SCHIAVA DEL COMPUTER.BARRICATI IN CASA DA DUE ANNI E MEZZO

Post n°3603 pubblicato il 21 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Non uscivano di casa da due anni e mezzo. Mangiavano solo biscotti, merendine e caramelle, ed erano sempre davanti al computer, ormai letteralmente schiavi del web. Stando a quanto riporta La gazzetta del Mezzogiorno, è successo in Puglia, nel Nord del Salento, ad una famiglia di 4 persone, composta da moglie, marito e due figli. Il quotidiano, accosta l'episodio alla cosiddetta"Sindrome di Hikikomori"(Isolarsi), una dipendenza psichiatrica patologica che generalmente colpisce gli adolescenti. Lui, 40 anni, che percepisce una piccola pensione, lei, 43 anni, poi il figlio di 15 anni e la figlia di 9. Ore di giochi e navigazione in continuo aumento, interrotte solo da brevi pause, sempre dentro casa. La famiglia non pranzava e non cenava più, nessuno si lavava e la loro condizione era ormai simile a quella di cadaveri ambulanti. Dei quattro, che hanno condiviso le stesse mura per due anni e mezzo, solo la più piccola ha continuato a varcare la soglia di casa per andare a scuola. Nelle sue uscite a contatto col Mondo esterno, la bambina provvedeva ad acquistare i beni alimentari che in questo lasso di tempo hanno nutrito tutta la famiglia:biscotti, merendine e caramelle. Sono stati gli insegnanti della piccola, notando le condizioni igieniche precarie e l'aspetto sempre più trasandato con cui si presentava in classe, ad allertare i Servizi Sociali. La situazione che gli operatori hanno trovato quando hanno raggiunto la famiglia, era ai limiti della sopravvivenza umana:piaghe ai piedi, corpi malridotti, ferite non curate. Il ragazzo ha dovuto iniziare una prolungata fisioterapia per rimettere in movimento gli arti completamente anchilosati dall'isolamento. Ora, i due figli sono stati sottratti ai genitori e affidati ad una Casa Famiglia che li cura anche con l'apporto di specialisti psicoterapeuti. Cure, cui sono stati affidati anche i genitori, nella speranza di liberarli dalla dipendenza patologica dal Web.


 
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I SENZATETTO ITALIANI DORMONO PER STRADA PER PAURA DEI TANTI STRANIERI NEI CENTRI DI RICOVERO

Post n°3602 pubblicato il 18 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

"Ci sono molti italiani che dormono all'aperto piuttosto che andare nei centri di accoglienza del Comune di Milano perché c'è un'elevata presenza di stranieri negli storici centri che ospitavano i clochard.

Alcuni muoiono fuori di freddo perché hanno paura di essere derubati". La denuncia è di Riccardo De Corato, assessore regionale alla Sicurezza e Immigrazione, intervistato dall'Agi. Secondo l'ex vicesindaco meneghino "i senzatetto italiani sono in aumento, non c'è dubbio. Del resto basta andare in giro per Milano di notte e vedere sotto i portici che cosa c'è.

 

E proprio qualche settimana fa ilGiornale.it era andato a fare un giro sotto i portici di via Vittori Pisani, tra Piazza della Repubblica e la Stazione Centrale, trovando numerosi senzatetto italiani accampati e avvolti da coperte per affrontare l'ennesima notte al freddo.

 

Le persone che avevamo avvicinato ci avevano parlato proprio delle difficoltà quotidiane nel vivere e dormire al gelo, raccontandoci però di sentirsi proprio scavalcati dagli extracomunitari. "La situazione è drammatica, perché le temperature incominciano a calare e c’è tanto freddo. Abbiamo fatto alcune domande per un ricovero al coperto, ma purtroppo essendo italiani siamo presi in considerazione un po' diversamente…", ci avevano spiegato.

 

E ancora: "Quando sono andato a chiedere aiuto, ho detto che sono di Venezia e mi hanno risposto: 'Perché non ritorni a casa?'. Su questo versante loro (gli stranieri, ndr) ci passano davanti, hanno una sorta di corsia preferenziale".

 

 

 

Da un sacco a pelo un po' appartato un uomo si alza e ci viene incontro. "Non è giusto che sia così – tuona –. La cosa allarmante è che sei fai una passeggiata qui di italiani ne trovi parecchi: il Comune dovrebbe iniziare e pensare perché ce sono così tanti per strada. E cosa fanno per noi? Niente. Abbiamo cercato un dormitorio, veniamo però preceduti da una sfilza di immigrati e richiedenti asilo. Ma l’Italia è fatta dagli italiani, non dagli extracomunitari. La guerra l’hanno fatta i nostri nonni. Non abbiamo più diritti, noi?". A poco a poco iniziano a radunarsi intorno a noi e a sfogarsi: "Questa mattina siamo andati a farci la doccia all’Opera San Francesco, in Piazza Tricolore: su una cinquantina di persone, eravamo solo cinque o sei italiani".

 

Una coppia di signori si ferma a lascia una pizza: ringraziano e le addentano. Dopo aver messo qualcosa in pancia, ci spiegano che i volontari di alcune associazioni (come la Croce Rossa) che partecipano al "Piano Freddo" passano a lasciare qualche aiuto:"Ci forniscono coperte, sacchi a pelo, tè caldi e brioches". Quello che manca sempre, però, è un posto al chiuso dove andare a dormire, oltre che un lavoro che non si trova. "Quando provo a chiedere in qualche posto se c’è bisogno di una mano, appena mi vedono mi chiudono la porta in faccia – raccontano –. Poi ogni giorno è dramma, perché appena giri la testa ti rubano tutto, a partire dalle coperte. Per questo andiamo a lavarci e a fare la doccia a rotazione: almeno uno di noi rimane sempre a fare da sentinella. Perché senza coperte dove vai? Come la passi la notte?".

 

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TELESPETTATORI ORFANI DELLA RISATA CERCANO COMICI DISPERATAMENTE

Post n°3601 pubblicato il 17 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 
Tag: oggi, più, ride

Alla televisione oggi non si ride più, io non rido più“. Nemmeno noi, sai Renzo? E non perché i tempi siano così bui da soffocare in gola il riso. Non ridiamo più perché nessuno è più capace di farci ridere, almeno in televisione. E le ragioni sono svariate.“Renzo” è Arbore (d’altronde era difficile che la citazione fosse di un qualche altro Renzo molto famoso, che ne so, Renzo Tramaglino) e queste parole le ha dette qualche tempo fa durante una lezione all’Università La Sapienza. Da allora non è che sia cambiato granché. Far emozionare o far ridere la gente attraverso la tv è sempre più complicato. Sarà che siamo diventati aridi e che il nostro senso dell’umorismo vacilla? Può darsi. Ma più probabilmente, dietro al fatto che sempre più spesso, di fronte a uno spettacolo comico in tv, si rimane imbarazzati e non si arriva nemmeno a sorridere o a fare una smorfia sghemba, ci sono altre ragioni.

I social, pieni zeppi di battutisti seriali capaci di rendere ogni tentativo di comicità catodica maldestro e poco efficace. E se ai social ci aggiungi che la realtà ha ormai preso derive così grottesche da far ridere lei stessa, solo ad osservarla da cronisti, il giochino è fatto. Un esempio? Le battute sull’attualità politica o le imitazioni di personaggi politici. Il povero comico non fa in tempo a fare l’una o l’altra che su Twitter, la stessa cosa, si è vista prima e meglio. Si è riso di più, e si è pure condiviso senza sforzo con i nostri amici. Certo, la possibilità di fare ironia e satira sull’attualità politica in tivù è sacrosanta e nessuna forma di censura è tollerabile (sempre bene dirlo, non si sa mai).Ma qui il discorso è diverso. Qui siamo al “io faccio una battuta e tu ridi, poi magari se “gioco di fino”, rifletti anche”. Cosa che in tv non riesce più a nessuno. Roberto Benigni, prima di innamorarsi del Vangelo e dalla Costituzione, faceva ridere. Renzo Arbore e Nino Frassica facevano ridere (Nino qualche sorriso te lo strappa ancora). Cochi e Renato facevano ridere, solo per fare qualche esempio. E oggi? A ben guardare e alla faccia di chi lo snobba, l’unico capace di strappare quasi sempre una risata è Checco Zalone. Sia al cinema che in tv (dove va poco, perché mica è scemo: le cose che stiamo scrivendo le sa). Aggiungiamoci Fiorello, qualche sprazzo di Crozza, una dose (sovrabbondante?) di Virginia Raffaele e una spolverata di Saverio Raimondo. Fine. Stop. Si può perlustrare il fondale della “vecchia guardia” o guardare in superficie alla ricerca di “nuovi comici” senza trovare il benché minimo spunto.

“C’è chi si diverte molto con Made in Sud e Colorado”, mi dice un amico. E c’è da essere contenti per loro: ridere, si sa, fa bene. Un applauso, sul fronte programmi, va fatto a La tv delle Ragazze, che ha riportato un registro comico satirico in tv in modo leggero e molto piacevole. Poi? Basta. Anche a livello di show. Perfino quei “diavoli” della Gialappa’s hanno portato a casa un risultato stiracchiato, e non solo all’auditel ma anche come verve comica. Restano, su Netflix, gli stand up comedians statunitensi: lì, il politicamente scorretto va ancora abbastanza di moda (nonostante Trump) e questa è una cosa che aiuta molto nella costruzione di sketch, one man show, o semplici battute. Qui nel Bel Paese, invece, oltre ai social che arrivano prima, alla realtà che fa ridere più di qualsiasi sceneggiatura, ai comici che hanno perso la verve, ci si è messa pure la mannaia del politicamente corretto ad ogni costo. Di una cosa possiamo essere abbastanza certi: non sarà una risata fatta davanti alla tv, a seppellirci.

http://xcose.it/wp-content/uploads/2016/04/Maurizio-Crozza-768x511.jpg

 
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LE MONETINE DELLA FONTANA DI TREVI NON PIù ALLA CARITAS,MA PER IL RESTAURO DI MONUMENTI E PROGETTI SOCIALI

Post n°3600 pubblicato il 14 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

I soldi lanciati dai turisti nella Fontana di Trevi? Da impiegare per il restauro e la conservazione degli altri monumenti romani. E non più alla Caritas Diocesana, cui il 28 dicembre è stato prorogato l’accordo già in essere per soli altri tre mesi, fino al primo aprile. E’ questo l’obiettivo cui da un anno e mezzo, non senza difficoltà, la Giunta capitolina sta mirando lavorando sottotraccia, fra i malumori interni e le proteste del Vaticano. Già, perché il milione di euro in monetine che ogni anno i visitatori lanciano dando le spalle alla celebre fontana settecentesca di Nicola Panni, con la speranza di tornare nella Città Eterna insieme alla persona amata, dal 2001 finisce nelle casse della Caritas Diocesana, per via di una convenzione fra il Comune di Roma e la Cei. L’organizzazione ecclesiastica impiega quei soldi per vari “servizi sociali” sul territorio, come l’accoglienza dei senzatetto e l’assistenza alle famiglie bisognose. Una destinazione concordata all’epoca con il sindaco Francesco Rutelli, tenendo conto anche del fatto che molti clochard di notte si tuffavano nella fontana a caccia delle preziose monetine.Ma i tempi cambiano e ora un milione di euro fanno gola. Specie in un settore, come quello dei beni culturali, cui da anni i governi di ogni colore tagliano costantemente risorse. L’idea è quella di destinare una consistente parte di quell’importo agli altri monumenti cittadini, per molti dei quali i fondi della Sovrintendenza comunale sono praticamente a zero. Chiese, statue, fontane e opere fruibili da tutti che devono essere restaurate e conservate. “Resterebbe comunque una consistente parte dei fondi da destinare ai progetti sociali, per i quali il Comune già collabora con la Caritas Diocesana”, spiegano fonti del Campidoglio. “Stiamo ragionando in tutte le direzioni, cercheremo di trovare la soluzione più condivisa possibile”, afferma Maria Agnese Catini, presidente della Commissione capitolina Politiche Sociali.

Ma quei soldi sono davvero del Comune di Roma? In ambiente vaticano molti non ne sono convinti, ma in realtà gli atti fin qui prodotti sembrano dare ragione al Campidoglio. Con la delibera 140 del 27 aprile 2011, la Giunta Alemanno fu costretta a riaffermare che le monetine erano proprietà del Comune di Roma, non per sfavorire l’organismo ecclesiastico – cui fu rinnovata la convenzione – bensì per poter perseguire attraverso la Polizia Locale chiunque si calasse in acqua per rubare i “desideri” dei visitatori custoditi dalla fontana. Nel 2014, tuttavia, la Ragioneria generale pose il problema della contabilizzazione di questi soldi: se sono di proprietà del Campidoglio, devono prima entrare nel bilancio capitolino e poi, semmai, versate alla Caritas. Ma con quale strumento? Un rebus tutto burocratico al quale, dopo 4 anni, i tecnici non sono ancora venuti a capo. Così, la convenzione è stata prima prorogata nell’aprile del 2015 per 2 anni, e poi di 6 mesi in 6 mesi fino alla fine del 2018. Il 28 dicembre scorso, l’ultimo atto della Giunta capitolina – una memoria firmata anche da Virginia Raggi – che diminuisce a 3 i mesi di proroga. Così la prossima puntata della telenovela andrà verosimilmente in onda a fine marzo. Sempre che i tecnici capitolini non siano in grado di sbrogliare prima la matassa.

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OPERAIO A 1.800 EURO MENSILI? NO,GRAZIE

Post n°3599 pubblicato il 11 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Siamo a Paese in provincia di Treviso. Alla Euroedile Srl Ponteggi. Il titolare Nereo Parisotto si sfoga con il Giornale. Lui sessant'anni, quasi quarant'anni di lavoro alle spalle, da qui è partito facendo di tutto: l'autista, il montatore fino ad aprirsi una partita iva 35 anni fa, a mettere in piedi un'azienda, che ora dà lavoro a un centinaio di persone. Peccato che da agosto cerchi personale e non lo trovi. E ha provato in tutti i modi: chiamando perfino la gente a casa. Cercava 30 operai tra cui 10 montatori esperti, 10 aiuto montatori, 10 manovali ma niente. Da agosto a dicembre per quei posti da quasi 2 mila euro al mese non si è fatto avanti nessuno. Il problema principale? La trasferta. Il doversi allontanare da casa. Il dover stare lontani da mamma e papà. E dire che dopo il tam tam sui social di questi giorni, è riuscito ad assumerne sette. Sette su trenta. Ma all'appello ne mancano 23. Una azienda leader nel settore dell'edilizia, che fabbrica grandi opere, strutture, ponteggi, viadotti. Se si passa sull'autostrada Bologna Firenze ci sono quattro cantieri in piedi targati Euroedile. Una realtà solida. Un lavoro sicuro. Eppure nessuno lo vuole. Un grosso danno per l'azienda che da agosto, per mancanza di personale, ha già perso commesse per un milione di euro. «Abbiamo ricevuto un centinaio di curriculum ma figure professionali pochissime - dice Parisotto al Giornale - il problema è che chiediamo la disponibilità alle trasferte per stare via una settimana e i giovani non vogliono.

Non si staccano dalla famiglia, dalla morosetta. È uno scoglio duro questo. Non c'è niente da fare». Trasferte che sarebbero in Italia, massimo in Austria, Svizzera. Trasferte di una settimana dove in genere si parte la domenica sera e si torna il sabato successivo. E dove è prevista pure l'indennità di trasferta, ma niente. Zero. Per lo stipendio si parte dai 1600 ai 1800 euro puliti, a cui poi vanno aggiunti dei plus aziendali per un comportamento corretto all'interno del cantiere. Così portando a casa quasi 2 mila euro per nove ore al giorno. Un caposquadra raggiunge i 2500. «Abbiamo gente che non vuole nemmeno sentir parlare di trasferta dice Parisotto giovani che poi si sposano, arriva il primo figlio e l'azienda va in difficoltà. Ma è una realtà veneta, ci sono tanti colleghi presi così. E il problema è che arriva gente non formata. Anche se arriva l'immigrato, non è formato. Bisogna formarlo laddove sappia l'italiano. E per formarlo ci vogliono due anni. Abbiamo bisogno di personale qualificato. Abbiamo anche ipotizzato la possibilità di creare un'accademia per ponteggiatori ma in Italia è così, ci sono mille balzelli. Troppa burocrazia».

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 IL TITOLARE NEREO PARISOTTO

 
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L'AMORE? GLI OVER 50 LO TROVANO ONLINE

Post n°3598 pubblicato il 10 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Nell’ultimo anno oltre un milione e mezzo di italiani “senior” (uno su tre) ha utilizzato almeno una volta il web per cercare un partner su siti di incontri. In un caso su due dopo l’incontro c’è stato un seguito con implicazioni di tipo sessuale e in ben un caso su sette, l’appuntamento iniziale si è trasformato in una relazione stabile. La novità però è che la convivenza non la vuole più nessuno: vige la regola delle cosiddette coppie LAT (Living Apart Together), ovvero ognuno felice a casa propria e poi ci si incontra nel fine settimana.Questi sono alcuni dei dati emersi da uno studio realizzato da Singles50, che ha analizzato i comportamenti e le abitudini online di oltre duemila italiani, uomini e donne, in età compresa fra i 50 e i 65 anni.

Le informazioni sono state rese note in occasione del lancio in Italia del servizio Singles50, diffuso in oltre 30 paesi nel mondo, un sito di incontri per chi vuole darsi una nuova, a volte una seconda o una terza, possibilità.

Che si sia ancora alla ricerca dell’anima gemella, che si desideri semplicemente qualcuno con cui stare bene ed essere sereni, o ancora un compagno di viaggio con cui organizzare semplicemente una vacanza, il dating online è uno strumento che ha segnato una svolta nel costume e nel modo di relazionarsi dopo di “anta”.

D'altronde i numeri parlano chiaro: sono milioni gli iscritti al servizio destinato ai single che in Italia, secondo l’Istat, sono 8,5 milioni, di cui più della metà con oltre 45 anni. Tra questi, coloro in cerca di compagnia sono almeno 3 milioni.

Dei circa 4 milioni di single over 45 oltre un terzo (35%) ha cercato almeno una volta un partner attraverso il web su siti dedicati, non affidando quindi il proprio cuore ai social network; l’incontro fisico avviene più o meno a distanza di una settimana dal primo contatto.

Nella metà dei casi, al primo appuntamento ne seguono altri e tendenzialmente si fa sesso: secondo gli esperti, le persone mature sono in genere più consapevoli e dunque più libere nella sfera intima, perché accade sempre più spesso che sappiano ciò che vogliono e, a maggior ragione, ciò che non vogliono, come ad esempio perdere troppo tempo. Un altro elemento positivo e degno di nota emerso dallo studio è che in un caso su sette nasce una relazione stabile, la cui durata e tenuta ovviamente non è dato sapere. Una certezza però c’è: la scelta di andare a convivere la fa solo una coppia su dieci. Meglio che ciascuno resti a casa propria e ci si veda poi con calma nel fine settimana: in America il fenomeno è conosciuto come LAT (Living Apart Together), cioè stare insieme anche se separatamente. A dettare questa scelta anche il fatto che negli incontri in età matura accade che talvolta dopo il sesso, se ci si accorge di non avere di fronte l’amore della vita, nasca un’amicizia, il che capita in quasi un quarto degli incontri nati online.

 

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IN ARABIA SAUDITA, BASTA CON I DIVORZI SEGRETI PER LE DONNE

Post n°3597 pubblicato il 07 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

In Arabia Saudita entra in vigore una nuova direttiva del ministero della Giustizia per mettere fine ai cosiddetti "divorzi segreti", ovvero quei casi in cui il marito mette fine al matrimonio senza neanche informare la moglie. Da ora, i tribunali saranno tenuti ad avvisare le donne sulle sentenze di divorzio che le riguardano attraverso l'invio di sms sui loro telefoni.

"Questo metterà fine a ogni tentativo di imbrogliare o impadronirsi dell'identità delle donne per assumere il controllo dei loro conti bancari e proprietà, usando procure precedentemente emesse", ha sottolineato un avvocato divorzista, Somayya Al-Hindi, citato dalla Saudi Gazette. Lo stesso avvocato ha riferito di diverse cause finite in tribunale di donne saudite che hanno continuato a vivere con i loro ex mariti non sapendo che questi avevano chiesto ed ottenuto il divorzio. La nuova misura garantirà che alle donne vengano riconosciuti i loro diritti, compreso quello agli alimenti, una volta divorziate.

https://img2.tgcom24.mediaset.it/binary/articolo/-afp/2.$plit/C_2_articolo_3184033_upiImagepp.jpg?20190106154849

 
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UN TERRITORIO MUORE SE NON VIENE CURATO

Post n°3596 pubblicato il 06 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

In queste ore l’autostrada del Sole è il luogo perfetto per illustrare l’Italia divisa. Dal lato sud la carreggiata è intasata, una colonna di auto si reca al Nord, torna al lavoro, agli affari o agli studi e conclude il percorso che due settimane fa aveva iniziato: tornare al paese almeno per Natale, per ritrovare i genitori, o i nonni, se ancora in vita. Aprire casa, farla respirare per un po’ e riassaporare il cibo dell’infanzia, salutare le proprie pietre. Una parentesi, in una vita che si svolge altrove. Il Sud ogni anno perde gli abitanti di una città grande quanto Foggia, ogni anno si allontana dal Nord, ogni anno si fa più vecchia e fragile. Il Sud Italia oggi è l’area più grande e più sottosviluppata dell’Unione europea. Tra due mesi, quando il Parlamento suggellerà l’autonomia allargata richiesta da tre regioni (Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna) il raffronto sarà ancora più duro perché le risorse non saranno divise soltanto in ragione degli abitanti e dei relativi bisogni (quanti malati, in quale territorio; quanti studenti e quante scuole) ma anche, come chiede il governatore leghista del Veneto Luca Zaia, in proporzione al gettito fiscale.
Se la ricchezza pro capite diviene un parametro per dividere le risorse nazionali e si aggiunge a quello rimitivo degli abitanti, il Mezzogiorno perderà due volte. Meno abitanti=meno risorse, quindi meno ospedali e meno scuole, meno insegnanti, meno inservienti. A questa sottrazione si aggiungerà la nuova: più poveri e dunque ancora più poveri. Si ridurrà ancora la qualità delle prestazioni, si agevolerà il turismo sanitario e scolastico che già ora è un costo insopportabile. Ogni anno farsi curare al Nord costa al Sud un miliardo e duecento milioni di euro. Direte: colpa del Nord se al Sud gli ospedali sono più inefficienti? La porzione di verità che contiene questa domanda non esaurisce la questione. È del tutto vero che il Mezzogiorno sia stato malamente amministrato e che quindi fa i conti anche con la propria inefficienza. Sconta la propria responsabilità e i risultati si vedono. Ma questa osservazione non risolve il problema: gli ospedali del Nord sono pieni di bravi medici meridionali che avrebbero scelto di sicuro di rimanere nella loro terra se avessero trovato disponibilità. Ma al Sud gli ospedali chiudono. Così come le scuole, come la pubblica amministrazione la cui pianta organica è ormai ferma a 20 anni fa. Da allora solo pensionamenti, null’altro. Il reddito di cittadinanza, questo sussidio straordinario, è una forma di assistenza decisiva per le fasce ancora più povere, ancora più escluse. Ma, appunto, resterà assistenza se i percettori dell’assegno non potranno essere chiamati a un lavoro. Dove si trova il lavoro? Chi lo offre il lavoro?

Un territorio muore se non viene curato. E il Sud è senza cure da oltre un ventennio. Nessun programma di infrastrutture, nessuna opera industriale, niente iniziative. Il depauperamento anche civile conduce alla transumanza. E l’autostrada del Sole diviene la triste via dell’esilio.

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Donna

Mentre urli alla tua donna

sappi che c'è un uomo

che dedidera parlarle all'orecchio.

Mentre la umili,

insulti,sminuisci,

sappi che c'è un uomo

che la corteggia

e le ricorda

che è una gran donna.

Mentre la violenti,

sappi che c'è un uomo

che desidera

fare l'amore con lei.

Mentre la fai piangere,

sappi che c'è un uomo

che le ruba sorrisi.

VIVA LE DONNE

MERAVIGLIE DELL'UNIVERSO!!   

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