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notizie choc, curiose,strane,assurde, incredibili, dall'Italia e dal mondo

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Alda Merini

E' necessario

che una donna

lasci un segno

della propria anima

ad un uomo...di sè,

perchè a fare l'amore

siamo brave tutte.

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IL PRIVILEGIO DEL CANE DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA ELISABETTA TRENTA

Post n°3730 pubblicato il 21 Novembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Non smette di montare il caso Elisabetta Trenta. L'ex ministro della Difesa dell'allora governo gialloverde viveva in un appartamento nel centro di Roma – nel quartiere San Giovanni – che aveva ottenuto come "alloggio di servizio", tenendoselo stretto anche dopo il suo addio al Dicastero di via Venti Settembre.


Ora il caso si arricchisce di un nuovo protagonista, oltre al marito dell'ex ministra del Movimento 5 Stelle (che è ufficiale nell’esercito italiano), che nelle ultime ore ha presentato ufficialmente la richiesta di rinuncia all'appartamento. Il nuovo soggetto che prende parte al "giallo" è Pippo, il cagnolino della famiglia Trenta.

Già, perché secondo una rivelazione de Il Messaggero, lo schnauzer nano dell'ex titolare della Difesa veniva prelevato a domicilio con l'auto di servizio dei militari e accompagnato al dicastero.

Gli inquilini della casa della discordia in quel di San Giovanni, insomma, erano tre. Il cane da quanto scrive il quotidiano capitolino fu regalato alla Trenta da un ufficiale dell'esercito italiano tempo fa. Da quel giorno, la ministra pentastellata – che con il suo partito ha avuto più di un problema per questo imbarazzante episodio della casa – lo portava spesso e volentieri con sé, anche al Ministero.

"Qualche militare lo andava a prendere con l'auto di servizio nella casa di via Amba Aradam e lo scortava fino al dicastero", scrive appunto il Messaggero, allegando al pezzo anche una foto del simpatico Pippo in un ufficio del Ministero della Difesa. Insomma, un bel privilegio anche per l'animale domestico, dopo quelli goduti dalla sua padrona.


 
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LA FURBIZIA DELLA MINISTRA TRENTA PER TENERSI INGIUSTAMENTE LA CASA

Post n°3729 pubblicato il 18 Novembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Secondo quanto emerso, Elisabetta Trenta dopo il suo insediamento al dicastero della Difesa, all’interno del primo governo Conte, ha chiesto l’assegnazione di un appartamento nella Capitale. Una circostanza questa certamente ordinaria e consuetudinaria, visto che i ministri devono risiedere a Roma per poter raggiungere in qualsiasi momento sia la sede del ministero assegnato che Palazzo Chigi in caso di consiglio dei ministri. Tuttavia, come rimarcato da un articolo di Fiorenza Sarzanini de Il Corriere della Sera, per quanto riguarda il ministro Trenta si rintraccia subito una prima anomalia. Al momento del suo giuramento, avvenuto nel giugno 2018, il neo titolare della Difesa risulta già titolare di una casa, assieme al marito, nella capitale.

Presidente del consiglio e presidente della Repubblica hanno appositi appartamenti all’interno delle rispettive sedi istituzionali, ma non è così per quanto riguarda i ministri: all’interno dei ministeri non ci sono appartamenti, i membri del governo possono chiedere sì un appartamento ma se hanno già casa a Roma di solito si decide semplicemente di rafforzare la sicurezza nel quartiere in cui si abita.

Elisabetta Trenta, nonostante la sua casa nella capitale, ha deciso ugualmente di chiedere un appartamento. Ed alla fine le è stata assegnata un’abitazione all’interno di uno stabile del ministero, dove va a vivere assieme al marito. Si tratta di un appartamento di “Livello 1”, assegnabile cioè a personalità di alto livello, dunque anche ad un ministro.

E se già questo risulta alquanto strano, visto che la Trenta aveva una casa a Roma, è ancora più inusuale che, nonostante dal settembre scorso non sia più un ministro, l’ex titolare della Difesa risulti ancora dentro quell’appartamento.


Questo perché in realtà destinatario dell’alloggio non è Elisabetta Trenta, bensì il marito Claudio Passarelli. Quest’ultimo è maggiore dell’esercito e, al momento dell’ingresso della consorte all’interno del governo Conte I, risulta ufficiale addetto alla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti all'ufficio Affari generali.

Ed i casi dunque potrebbero essere due: da un lato “etico”, visto che l’assegnazione fatta dalla stessa Trenta dell’alloggio al marito potrebbe apparire come un escamotage per continuare a risiedere nello stabile appartenente al ministero. Dall’altro lato però, potrebbe intervenire anche la Corte dei Conti: l’appartamento in questione, come detto, è di livello 1 ed il marito non ha una qualifica tale da giustificare l’assegnazione di un alloggio del genere.

“Non è escluso che la magistratura contabile – si legge sul Corriere – sia chiamata a valutare eventuali danni erariali e quella ordinaria debba verificare la regolarità della procedura di assegnazione”.




 
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19ENNE PARTORISCE IN DISCOTECA, IL BIMBO ENTRERà GRATIS A VITA NEL LOCALE

Post n°3728 pubblicato il 15 Novembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Ha partorito in discoteca una 19enne francese. Una vicenda assurda ma dal lieto fine, raccontata da Il Fatto Quotidiano, e che vede la giovane d’oltralpe aver dato alla luce il suo primogenito in una sala da ballo. L’episodio risale a pochi giorni fa, precisamente alla notte fra sabato 9 novembre e domenica 10, in un locale di Tolosa, la discoteca O’Club situata nella regione dell’Alta Garonna. La futura mamma si trovava in compagnia di una sua amica quando, attorno alle ore 5:30, è entrata improvvisamente in travaglio: la rottura delle acque e l’inizio delle doglie. Panico totale anche perché il parto sembrava immediato, e di conseguenza non vi era tempo per portare la giovane presso l’ospedale più vicino. La 19enne, tale Marie-Helen, era assieme all’amica una delle ultime clienti della serata, e di conseguenza il locale era ormai sgombro e poteva “trasformarsi” in un’ostetricia.

Così che, in attesa dell’arrivo dei paramedici, il barman della discoteca e altri membri della sicurezza del locale, hanno aiutato la giovane a partorire, riuscendo a rimanere calmi e tranquilli, senza farsi prendere dal panico, e soprattutto, dando conforto alla giovane ragazza appena maggiorenne. Di lì a poco sono quindi giunti gli uomini del personale sanitario che hanno fatto partorire Marie Helen: il bimbo è nato velocemente ed è in buona salute. Stando a quanto specificato dal gestore del locale, la giovane mamma non aveva assunto alcuna bevanda alcolica nel corso della serata, ma aveva deciso di recarsi in discoteca per superare le ansie pre-parto e svagarsi qualche ora con un’amica. Marie Helen, come riferisce Il Fatto Quotidiano, ha deciso di fare un primo regalo al suo bimbo: un abbonamento a vita gratis all’O’Club.


 
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VIETATO DIVULGARE NOTIZIE SULLA SITUAZIONE DISASTROSA DEGLI OSPEDALI SARDI

Post n°3727 pubblicato il 14 Novembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Donne costrette a partorire in elisoccorso, pazienti in dialisi che devono percorrere centinaia di chilometri per accedere ai trattamenti e ospedali chiusi nei fine settimana. La riorganizzazione della Rete ospedaliera in Sardegna, ereditata dalla riforma della passata Giunta di Centro Sinistra e sulla quale l'attuale maggioranza Sardo-Leghista aveva annunciato"tabula rasa"in Campagna Elettorale, continua a creare disagi e malcontento nella popolazione. Situazioni che hanno spinto la Procura di Tempio Pausania a svolgere verifiche su eventuali ipotesi di reato relative alla sospensione del punto nascita dell'ospedale Paolo Dettori di Tempio, anche se ufficialmente non è stato aperto alcun fascicolo d'indagine. Ma la risposta dei Vertici dell'azienda sanitaria regionale(Ats) è in una circolare datata 27 settembre 2019, in cui si intimano i dirigenti sanitari, il personale medico e amministrativo a non esprimere alcuna opinione su possibili episodi scaturiti dalla progressiva perdita di funzioni e di servizi nei presidi ospedalieri sardi. Un divieto talmente stringente da impegnare il personale ad astenersi da qualsiasi commento anche sui propri profili social. Divieto anche di assumere giudizi o affermazioni denigratorie nei confronti dell'Ats e delle sue articolazioni organizzative o comunque lesive dell'onorabilità e della reputazione dei propri superiori gerarchici e dei colleghi in genere. Per chi vìola queste prescrizioni sono previsti provvedimenti disciplinari da adottare nelle opportune sedi.


 
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Buon Mercoledì

Post n°3726 pubblicato il 13 Novembre 2019 da dolcesettembre.1

Un amico racconta all'altro del suo viaggio in treno: "E' stato un vero disastro…. figurati, per tutto il percorso con il treno sono rimasto vicino al finestrino col vetro rotto, ho avuto sempre il vento in faccia, così mi sono preso un forte raffreddore!!!". "Ma insomma, perché non hai cambiato posto?" gli chiede l'amico, ma l'altro gli risponde: "E con chi, se non c'era nessuno nello scompartimento?


 
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LE ARMI DA FUOCO LEGALMENTE DETENUTE UCCIDONO PIù DI MAFIA E RAPINATORI

Post n°3725 pubblicato il 11 Novembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Le armi legalmente detenute,nel 2018 hanno ucciso più di mafia e rapinatori. E' quanto emerge dalla comparizione tra i dati sui delitti denunciati dalle forze di Polizia all'Autorità Giudiziaria, pubblicati venerdì dall'Istat, e il numero di omicidi con armi registrate elencati dall'Osservatorio permanente sulle armi leggere(Opal Brescia). Nella tabella Istat si legge infatti, che sia gli omicidi volontari commessi a scopo di furto e rapina(12 in totale), che quelli di tipo mafioso(19)messi insieme raggiungono 31 casi, 18 in meno dei 49 omicidi volontari con armi legalmente detenute. A questo numero, inoltre, potrebbero essere  aggiunti anche i casi di suicidio commessi con armi registrate e legittimamente detenute, aggiunge Giorgio Beretta, analista di Opal. I numeri presentati dall'Istat forniscono anche un'altra informazione che Beretta mette in evidenza:dal 2006, sia glio omicidi mafiosi che quelli per furto o rapina sono ai minimi storici, in costante calo da 12 anni a questa parte."La mafia si è trasformata e non ammazza più come prima, o almeno non con le stesse modalità. A fronte delle migliaia di rapine ogni anno, inoltre, solo in 12 casi il fatto si è concluso con un omicidio. Questo ci dice che durante una rapina non si muore quasi mai, quindi, un allargamento delle maglie sulla detenzione di armi come quello favorito dalla legge sulla legittima difesa non è giustificato". Pistole e fucili, inoltre, sono anche l'arma più utilizzata negli omicidi che si compiono all'interno delle mura domestiche e molte di queste armi sono detenute legalmente.


 
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LE ULTRAOTTANTENNI ITALIANE FANNO LA PASTA E DIVENTANO STAR INTERNAZIONALI SU YOUTUBE

Post n°3724 pubblicato il 08 Novembre 2019 da dolcesettembre.1
 

«La pasta per fare i macarrones de Ungia». Nonna Peppa, farina di semola tra le mani e grembiule, guarda la telecamera e chiede: «E adesso che devo dire?». Il suo nome, suggerisce l'intervistatrice. «Giuseppa Porcu», 95 anni, sarda, di Ozieri, forse la più vecchia “Pasta Grannies”, nonne che fanno la pasta. «E adesso che l'ho lavorata siccome sono piccolina devo prendere lo sgabello». Nonna Peppa ha bisogno di qualche centimetro in più per impastare, lo fa da 80 anni. Ed ecco i macarrones sardi, piccoli gnochetti da condire con il sugo di pomodoro. Il video sul canale YouTube “Pasta Grannies” ha grande successo, Peppa diventa una star internazionale. Come le altre nonne italiane riprese - sempre farina e grembiule - mentre preparano tagliatelle, gnocchi, ravioli, pici, tortellini. In Toscana c'è un'altra Peppa, Giuseppina Spiganti, 92, famosa per i suoi pici. «Sono Domenica e faccio gli occhi di patate di Montese», in Emilia Romagna. «Ho detto bene?». Sì, nonna, bravissima. A Bari Porzia Petrone mostra come si fanno le orecchiette, «l'ho imparato da mia nonna quando avevo sette anni».

A raccogliere storie e ricette delle nonne italiane che arrivano da lontano e rischiano di andare perdute è Vicky Bennison, blogger e scrittrice che si divide tra l'Italia e Londra, ha una casa nelle Marche. «Il progetto ha preso il via nel 2014 quando ho cominciato a notare che l'abilità della pasta fatta a mano non veniva ormai più tramandata. Le nonne sono l'ultima generazione che ha dovuto fare la pasta ogni giorno per sfamare le famiglie». Negli ultimi quattro anni, Bennison ha filmato più di 200 nonne italiane mentre preparano ogni forma di pasta, il suo canale YouTube ora ha 437.000 iscritti. «Siamo molto popolari anche in Islanda». Adesso, dopo aver scoperto così tante ricette dalle Alpi alla Puglia, si definisce step-granny”, nonna acquisita. 


Nonne italiane famose nel mondo, ormai, di loro ha parlato anche il Financial Times.


Ed ecco, i segreti di Lucia, 93 anni, e della sua amica Betta (romagnole) per fare gli strozzapreti al sugo di pesce, «la minestra dei poveri, acqua e farina». O di Maria Argnani, 85 anni di Faenza, che prepara gli strichetti con prosciutto e piselli. Adela e Franca, di Cremona, impastano davanti alla telecamera la farina con le uova per i tortelli di zucca. Cesaria, 93 anni, foulard nero in testa e grambiule dello stesso colore, è la massima esperta di lorighittas, una pasta sarda sottile e intrecciata. E poi i tortelli maremmani di Mara, le lasagne di Franca, i cavatelli di Carmela a Lecce, le mezzelune di Emanuela, i tagghiarini di Graziella in Sicilia, la pasta alla chitarra di Maria, abruzzese che vive nel New Jersey.  E le tagliatelle di nonna Licia, influencer di 89 anni, «la vita è bella a ogni età». E anche le tagliatelle.




 
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Buona giornata

Post n°3723 pubblicato il 06 Novembre 2019 da dolcesettembre.1

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INGIUSTIZIA PER UNA MINORENNE VIOLENTATA DAL BRANCO

Post n°3722 pubblicato il 04 Novembre 2019 da dolcesettembre.1
 

A Barcellona, 5 uomini,(foto) accusati di aver violentato a turno una 14enne, sono stati condannati ad una pena minore perchè la ragazza era "incosciente". Il giudice ha infatti assolto il branco dal reato di stupro e l'ha condannato solo per "abuso sessuale", nonostante la Corte Suprema avesse recentemente ribaltato una simile decisione a seguito di proteste in tutto il Paese. La decisione ha scatenato le proteste dei Movimenti Femministi e delle Associazioni in difesa delle donne. La sindaca di Barcellona, Ada Colau su Twitter ha attaccato:"Altra indecente sentenza della Giustizia Patriarcale che non vuole capire che solo Sì è Sì. Non è abuso, è stupro". Per la legge spagnola, infatti, il reato di stupro sussiste solo in presenza di uso della forza o minaccia, mentre in questo caso, la giovane si trovava in "stato di incoscienza" indotto da alcol e droghe, e non ha dunque opposto resistenza ai suoi aguzzini. Tenuto conto anche delle proteste suscitate da una simile sentenza del 2016, è in corso una revisione della norma ma, nonostante questo il tribunale catalano ha  condannato cinque dei sei imputati iniziali al processo a condanne tra i 10 e i 12 anni i prigione contro i 15-20 previsti per la violenza sessuale. Il sesto è stato assolto per non aver commesso il fatto.

 
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LA PLASTICA NASCOSTA NEI COSTUMI DI HALLOWEEN

Post n°3721 pubblicato il 30 Ottobre 2019 da dolcesettembre.1
 

Anche in Regno Unito Halloween fa paura, soprattutto all’ambiente: solo i costumi producono duemila tonnellate di plastica, l’equivalente di 83 milioni di bottiglie di Coca Cola, più di una a testa per ogni persona che vive in Uk. Lo dice uno studio – riportato dalla Bbc – svolto dalle due organizzazioni di beneficenza Charities Hubbub e The Fairyland Trust, che hanno esaminato 324 capi d’abbigliamento venduti da 19 piattaforme online al dettaglio, fra cui Amazon, Ebay, H&M e Zara.

Risultato: nell’83% dei casi, il materiale dei vestiti è costituito da plastiche. Il più usato fra queste (69 %) è il poliestere. “È un mercato in espansione, perché il numero delle persone che festeggiano Halloween è in crescita”, ha detto Chris Rose di The Fairyland Trust. Secondo lo studio, sono oltre 30 milioni i britannici che il 31 ottobre decideranno di travestirsi. Spesso si tratta di un giro usa e getta: mentre il 90% delle famiglie prevede di comprarli, ogni anno 7 milioni di costumi finiscono nelle pattumiere inglesi. Il riciclo, poi, è quasi sconosciuto: riguarda solo l’1% dei tessuti d’abbigliamento. Lo dice A New Textiles Economy, una ricerca firmata nel 2017 da MacArthur Foundation.

Tra i materiali senza plastica, il più frequente è il cotone (10%), seguito dalla viscosa (6%). Ma poco cambia: secondo lo studio, se i rivenditori al dettaglio e i produttori non faranno qualcosa per incrementare l’uso di fibre alternative, la situazione non cambierà. È quindi necessario, dicono le organizzazioni, esplicitare con più chiarezza le etichette, dato che molti consumatori non realizzano neanche che materiali come il poliestere sono, di fatto, plastica.

Qualche modo per intervenire c’è. Chi è preoccupato per l’impatto ambientale, ma vuole comunque travestirsi per Halloween, può scegliere di comprare gli abiti dai negozi di beneficenza, ricavare nuovi travestimenti con costumi già esistenti, oppure crearli ex-novo con materiali diversi dalla plastica. Tuttavia, precisa lo studio, senza un atto normativo che limiti l’ingresso della plastica nella catena di approvvigionamento, una soluzione completa al problema sarà difficile da trovare. Secondo The Fairyland Trust, quindi, è necessario eliminare gradualmente le materie plastiche non essenziali dal mercato.


Dal canto suo, il gruppo si muove organizzando The Real Halloween, un evento plastic free dedicato alle famiglie che si è tenuto il 26 e 27 ottobre e che ha incluso una competizione per il più bel travestimento senza plastica. Hubbub, invece, fra le altre cose sta lavorando con il Gruppo parlamentare multipartitico del Regno Unito per dialogare sulla sostenibilità dell’industria della moda: “I rivenditori devono assumersi la responsabilità di offrire, per le feste stagionali, soluzioni che non peggiorino l’impatto ambientale provocato dai rifiuti in plastica, già preoccupante”, ha detto Trewin Restorick, amministratore delegato di Hubbub. Come sottolineano le due organizzazioni, gli stessi rifiuti in plastica in realtà hanno un peso molto maggiore rispetto a quanto emerge dallo studio, perché la ricerca non comprende tutto l’insieme di oggetti (dal packaging ai giocattoli) prodotti appositamente per Halloween.


 
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ANIMALI DOMESTICI SEPPELLITI ACCANTO AI PROPRI PADRONI DEFUNTI

Post n°3720 pubblicato il 28 Ottobre 2019 da dolcesettembre.1
 

Amburgo città dai due volti. Se nei giorni scorsi la storica località tedesca era tristemente salita alla ribalta delle cronache internazionali per le inaudite violenze subite da scimmie all’interno di un laboratorio “lager”, lo stesso importante centro portuale della Germania settentrionale oggi è sotto i riflettori per una legge che farà piacere agli amanti degli animali.

Il Comune anseatico, come riferisce la Welt, lo scorso mercoledì ha stabilito che le dolci bestiole domestiche potranno riposare in pace accanto ai loro padroni. Il provvedimento è stato adottato dopo mesi di discussioni. “Molti oggi hanno un rapporto emotivo strettissimo con i loro amici a quattro zampe, i quali appartengono di fatto alla famiglia, ha sottolineato Ulrike Sprar, rappresentante dei Verdi al termine del Consiglio comunale.

Animali come cani e gatti, e non solo, soprattutto per le persone anziane rappresentano un faro di luce gioiosa in una esistenza troppo spesso triste e buia fatta di solitudine. Provvedimenti analoghi sono stati presi anche in altre città tedesche come, ad esempio, a Jena, città extracircondariale della Turingia.



 
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UN PASSEGGERO SAREBBE IN GRADO DI FAR ATTERRARE DA SOLO UN AEREO DI LINEA?

Post n°3719 pubblicato il 25 Ottobre 2019 da dolcesettembre.1
 

«C'è un pilota a bordo?», è uno di quegli annunci che non vorremmo mai ascoltare mentre siamo in volo su un aereo. Vorrebbe dire che entrambi i piloti si sono sentiti male e non sono più in grado di far atterrare il velivolo. Dunque c’è bisogno che qualcuno ne prenda il posto. Eventualità molto remota e mai successa,  spiega il comandante Giuseppe Vallone, pilota dell’Alitalia e responsabile del dipartimento tecnico dell’associazione nazionale piloti: «Per evitare di sentirsi male contemporaneamente, sia il comandante sia il copilota hanno l’obbligo di consumare pasti diversi e di non condividere le bevande».

Tuttavia, in una situazione del genere una persona normale sarebbe in grado di far atterrare un aereo di linea senza avere nessuna esperienza e formazione? «Teoricamente sì», aggiunge Vallone. «In casi limite gli aerei sono ormai in grado di atterrare quasi da soli, grazie al volo strumentale, ma occorre sempre che ci sia qualcuno in cabina».

Gli aerei di linea hanno sia il pilota automatico, che permette di raggiungere l'aeroporto, sia un sistema di autoland (atterraggio automatico) che "dialogando" con i sistemi di atterraggio strumentale (ILS) più sofisticati (quelli detti CAT III B) degli aeroporti, consentono di portare a terra il velivolo in modo automatico.

Ideati per guidare con precisione gli aerei in condizioni di scarsa visibilità, sono in grado di farli toccar terra con un errore di circa 20 centimetri dal punto esatto della pista in cui bisogna atterrare. E questo sistema, in caso di emergenza e in alcune circostanze, può essere sufficiente per salvare i passeggeri.


 
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SACERDOTE CONDIVIDE FOTO HARD NELLE CHAT DEI GENITORI DEI CRESIMANDI

Post n°3718 pubblicato il 23 Ottobre 2019 da dolcesettembre.1
 

Un'immagine hot postata nelle chat con i genitori dei bambini che riceveranno la comunione e la cresima sono costate l'allontanamento dalla parrocchia ad un sacerdote di 73 anni. Tra lo sconcerto delle catechiste, nonchè di mamme e papà, il prete a fine settembre ha inoltrato su Whathsapp le foto hard e a nulla sono valse le scuse. Nonostante sulla vicenda sia stato imposto il più assoluto riserbo, come racconta Il Corriere della Sera, alla fine la faccenda è diventata di pubblico dominio, così la diocesi di Padova ha fatto sapere che appena appreso il fatto e in attesa di valutare le esatte circostanze dell'accaduto e di eventuali ulteriori provvedimenti da attuare nei confronti del sacerdote, il vescovo Claudio Cipolla ha provveduto immediatamente ad allontanarlo dalla parrocchia dove prestava servizio e da qualsiasi altro àmbito pastorale, a tutela della serenità delle persone coinvolte e di tutta la comunità.


 
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SUPERMERCATO CARREFOUR LICENZIA SU WHATSAPP

Post n°3717 pubblicato il 21 Ottobre 2019 da dolcesettembre.1
 

Con un messaggio su Whatsapp 52 lavoratori sono stati licenziati: accade a Crotone, dove i dipendenti del supermercato Carrefour a località Passovecchio hanno visto avviata la procedura di licenziamento, per giunta un giorno dopo che la struttura era stata chiusa perché non c'era più elettricità. A dare la notizia ai dipendenti è stato il direttore del punto vendita crotonese dalla società Grande distribuzione lametina di Francesco Perri, da cui dipende la struttura.

 

Dal canto suo la società Carrefour Italia ha fatto sapere di non essere coinvolta nella vicenda, perché il punto vendita era gestito in franchising da «un imprenditore esterno all'organizzazione», e di condannare le modalità di licenziamento, il messaggino su Whatsapp appunto. «Pur non entrando del merito delle decisioni di business, che afferiscono unicamente a questo imprenditore terzo, l'azienda si dissocia fermamente dalle modalità con cui questa decisione, che impatta negativamente su un'intera comunità, è stata gestita e comunicata», si legge.

 

«Tali modalità, inoltre - aggiunge Carrefour Italia nel suo comunicato - sono profondamente contrarie ai principi etici di business che contraddistinguono il nostro Gruppo in Italia. L'azienda ha pertanto chiesto immediatamente chiarimenti all'imprenditore ed è pronta ad intraprendere ogni azione necessaria alla tutela e al rispetto delle proprie procedure e del proprio modus operandi».

https://www.ilmessaggero.it/photos/MED/81/18/4808118_2028_carrefour.jpg

 

 

 

 
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IN SVIZZERA, CORROTTI I MEDICI PER PRESCRIVERE FARMACI INUTILI

Post n°3716 pubblicato il 18 Ottobre 2019 da dolcesettembre.1
 

La Novartis, la Multinazionale Farmaceutica Svizzera, è accusata di aver corrotto decine di migliaia di medici pur di far prescrivere i propri prodotti. E così, pazienti inconsapevoli e perfettamente sani sarebbero stati sottoposti a cure del tutto inutili. Coinvolti anche ministri e alti funzionari dello Stato, con l'accusa di essere stati al Libro Paga della multinazionale per omologare in Grecia nuovi farmaci a prezzi proibitivi. L'indagine è stata avviata dall'Fbi nel 2016 grazie alla collaborazione di informatori della sede greca. Ora, la trasmissione Falò andata in onda ieri sera su Rsi La1, nel documentario"La strategia", per la prima volta ha dato voce ai tre informatori che ha incontrato prima in Grecia e poi a New York, dove si sono recati per gli interrogatori delle autorità statunitensi. I tre ex manager che si autoaccusano di corruzione nei confronti di medici e funzionari dello Stato, hanno affidato ai giornalisti della tv pubblica svizzera, il racconto dettagliato delle pratiche illecite a loro dire utilizzate da Novartis per conquistare nuove fette di mercato in Grecia ed avanzare nel giro di pochi anni, dal quinto al primo posto in classifica. I tre, la cui identità per motivi di sicurezza deve restare nascosta, hanno rivelato a Falò l'esistenza di veri e propri programmi di "corruzione"camuffati da normali progetti di marketing, in parte finanziati direttamente dalla sede centrale di Basilea i Svizzera. Spetta ora a Novartis decidere se affrontare un processo o puntare ad un accordo. Il documentario sarà visibile sul Sito di Falò da venerdi 18 ottobre.


 
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LE LAUREE PIù STRANE DEL MONDO

Post n°3715 pubblicato il 17 Ottobre 2019 da dolcesettembre.1
 

Sono una più attraente dell'altra le lauree più strane del Mondo. Ti fanno studiare cose super-interessanti e ti preparano ad un lavoro da sogno, a volte in senso letterale. Chi sogna di fare il clown può laurearsi in Circo Contemporaneo all'inglese Bath Spa University. Chi vuole diventare un puparo, in Puppet Arts all'Università del Connnecticut. Chi vuole solo una vita alla Lebowski, in Gestione e Tecnologia dell'Industria del Bowling alla Vincennes University. Perchè le lauree stravaganti sono spesso delle scommesse: una puntata da qualche decina di migliaia di euro su possibili lavori(e su un possibile Mondo)del futuro. I professori dell'Università del Michigan, per esempio, vedono tanti pacchi nel nostro futuro: pacchi alimentari, pacchi Amazon, pacchi ecosostenibili, e insegnano a farli agli studenti del dottorato in School of Packaging. Quelli dell'Università della Georgia vedono tanti polli. Talmente tanti da aver creato il corso di laurea in Scienze del pollame(anche se si studiano pure tacchini, uccelli e quaglie). I dirigenti dell'Università di Edimburgo, più che vedere sentono le voci, ed hanno creato un dottorato in Scienza del Paranormale. I Rettori del Kentucky hanno scommesso saggiamente su un Mondo sempre più anziano e alla ricerca crescente di tate: The Professional Nanny si chiama il corso annuale della Sullivan University. I loro colleghi veneziani della Cà Foscari si sono concentrati su un Mondo più meditativo, ed hanno sfornato il primo Master Europeo in Yoga Studies. Quelli di Teramo e Bari, invece, su un'umanità sempre più un armonia con gli animali. I primi hanno creato la Laurea triennale in Tutela e Benessere dell'animale, i secondi, in Scienze dell'Allevamento, Igiene e Benessere del cane e del gatto. I più concreti restano però gli scozzesi della Heriot-Watt University, grandi bevitori: loro, più semplicemente hanno creato la laurea in Produzione della Birra. Sono più pop i professori di Harvard che hanno proposto il corso The Real Game of Thrones: From Modern Myths to Medieval Models: un approfondimento sul Medioevo che parte dalla serie del Trono di Spade. All'Università di Baltimora, hanno creato addirittura un corso sulla Pop Culture, con esami ora sugli eroi della Marvel, ora sulla rappresentazione degli zombie al cinema. In California, invece, sono rimasti sui più classici Simpson, ma affiancati alle Teorie Filosofiche di Kant,Rousseau e Platone. All'Università di Liverpool, invece, il corso dedicato ai Beatles e alla loro influenza sulla Storia Mondiale. I più appassionati alla Storia Inglese possono approfondire ulteriormente nella vicina Staffordshire University, e partecipare al Corso obbligatorio per gli studenti in Scienze dello Sport dedicato al calciatore David Beckham: 12 settimane per sapere tutto del suo gioco, della sua storia con Victoria e persino dei suoi vari tagli di capelli.


 
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LA BEFFA NELLE CASE POPOLARI NEL COMUNE DI MILANO

Post n°3713 pubblicato il 11 Ottobre 2019 da dolcesettembre.1
 

"Abiti in una casa popolare del Comune di Milano? L'ascensore non funziona e hai difficoltà a fare le scale? Chiama il numero verde,


sarai aiutato a fare le scale da volontari". Sembra di essere su Scherzi a Parte e invece siamo in una casa popolare in zona Piazza Abbiategrasso, che Palazzo Marino ha dato in gestione a MM-Metropolitana Milanese.

 

Uno stabile nel quale vivono molti anziani signori, anche disabili, che ha quattro scale, due da sette piani e due da dodici. "Servizio gratuito e attivo da lunedì a venerdì, dalle 8:00 alle 18:30, promosso dal Comune di Milano e MM, in collaborazione con Croce Rossa Italiana". Insomma, quando la toppa è peggio del buco. Ecco quanto si legge ancora nel volantino di avviso affisso vicino ai citofoni del condominio, in via Ulisse Dini. Un volantino (ora sparito) con il quale l'amministrazione meneghina di Giuseppe Sala sembra prenderli bellamente in giro.

 

"Nella mia scala un ascensore è rotto da mesi e l'altro funziona un giorno sì e l’altro no", ci ha raccontato un condomino, che si sente irriso dalle istituzioni. In sostanza, gli elevatori sono guasti e la soluzione, allora, non è aggiustarli, ma organizzare corsi di volontari per aiutare le persone a raggiungere il proprio appartamento. Però solo dalle 8 del mattino alle 6 e mezzo di sera, come se il sabato e la domenica, e in serata, l'ascensore non servisse (!).

 

La soluzione pensata per donne incinta, disabili e per chi ritorna a casa con un bambino in braccio e le buste della spesa dall'altra parte è chiamare il numero verde, aspettare che rispondano e che arrivino i volontari. Una genialata, targata Comune di Milano. 

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ERGASTOLO OSTATIVO, LA CORTE DI STRASBURGO RESPINGE IL RICORSO DELL'ITALIA. LA MAFIA RINGRAZIA

Post n°3712 pubblicato il 09 Ottobre 2019 da dolcesettembre.1
 

Cambiare la legge sull'ergastolo ostativo, cioè quella norma che non prevede benefìci nè sconti di pena per i condannati al carcere a vita. Lo ha deciso la Grande Camera della Corte Europea dei Diritti Umani, respingendo il ricorso presentato dall'Italia contro la sentenza del 13 giugno scorso. Con quella decisione, che riguardava il caso del boss di"ndrangheta" Marcello Viola, i giudici di Strasburgo hanno stabilito a maggioranza(un giudice era contrario)che la condanna al carcere a vita"irriducibile" inflitta al ricorrente Vìola l'articolo 3 della Convenzione Europea sui Diritti Umani. Si tratta di una sentenza storica perchè nelle condizioni di Marcello Viola ci sono alcune centinaia di boss mafiosi condannati per le stragi, per terrorismo che non hanno mai collaborato in alcun modo con la giustizia."Non condividiamo nella maniera più assoluta questa decisione della Cedu, ne prendiamo atto e faremo valere in tutte le sedi le ragioni del governo italiano di una scelta che lo Stato ha fatto tanti anni fa. Una persona può accedere ai benefìci a condizione che collabori con la Giustizia",commenta il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Oggi, la Corte di Strasburgo ci dice che l'ergastolo ostativo vìola i diritti umani e che dovremmo riformarla.Ma stiamo scherzando? Se vai a braccetto con la mafia, se distruggi la vita di intere famiglie e persone innocenti, ti fai il carcere secondo certe regole.Nessun beneficio penitenziario, nessuna libertà condizionata.Paghi, punto. Quì piangiamo ancora i nostri eroi, le nostre vittime, e ora dovremmo pensare a tutelare i diritti dei loro carnefici"? Ma come si arriva a questa sentenza? Marcello Viola, condannato a 4 ergastoli per omicidi plurimi, occultamento di cadavere, sequestro di persona e detenzione di armi, in base all'articolo 4 bis dell'ordinamento penitenziario, Viola non può accedere all'assegnazione al lavoro esterno, ai permessi premio e alle misure alternative alla detenzione visto che non ha offerto alcuna collaborazione, anche quella che risulta oggettivamente irrilevante alle indagini. Strasburgo gli aveva dato ragione: ora conferma quella decisione respingendo il ricorso dell'Italia. La Cedu, infatti, aveva definito"trattamento inumano e degradante"l'istituto giuridico dell'ergastolo ostativo.


 
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UNA MIA CURIOSITà DI INIZIO SETTIMANA

Post n°3711 pubblicato il 07 Ottobre 2019 da dolcesettembre.1

Con quale combinazione di cibo fate partire la vostra giornata? Occhio, perchè la colazione è importante.


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Donna

Mentre urli alla tua donna

sappi che c'è un uomo

che dedidera parlarle all'orecchio.

Mentre la umili,

insulti,sminuisci,

sappi che c'è un uomo

che la corteggia

e le ricorda

che è una gran donna.

Mentre la violenti,

sappi che c'è un uomo

che desidera

fare l'amore con lei.

Mentre la fai piangere,

sappi che c'è un uomo

che le ruba sorrisi.

VIVA LE DONNE

MERAVIGLIE DELL'UNIVERSO!!   

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