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notizie choc, curiose,strane,assurde, incredibili, dall'Italia e dal mondo

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Alda Merini

E' necessario

che una donna

lasci un segno

della propria anima

ad un uomo...di sè,

perchè a fare l'amore

siamo brave tutte.

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DISPARITà SALARIALE:QUANDO LA DONNA GUADAGNA LA METà DELL'UOMO

Post n°3587 pubblicato il 13 Dicembre 2018 da dolcesettembre.1
 

"Il più grande furto della storia è la differenza salariale tra uomo e donna". Lo ha detto la consigliera dell'onu per le donne, Anuradha Seth, commentando il rapporto dell'Onu sul divario salariale, che rileva come le donne, a parità di mansioni e responsabilità, guadagnino in media il 23% in meno dei colleghi maschi. In soldoni, per ogni dollaro guadagnato da un uomo, una donna prende 77 centesimi. Al ritmo attuale, avverte l'Onu, ci vorranno più di 70 anni per porre fine al divario. Una differenza che inizia da giovani e non si assorbe nell'arco della vita lavorativa, e la discriminazione comincia in famiglia con la paghetta. Da un rapporto Istat, tra i 14 e i 17 anni, il 53% dei maschi riceve dai genitori una mancia contro il 42% delle femmine. Però, mentre i maschi la intascano anche stando sdraiati sul divano davanti ai videogiochi, le donne, dice l'Istat devono sudarsela come ricompensa per qualche lavoretto domestico. E' così che si gettano le basi di una mentalità sessista che si perpetua anche sul lavoro: per i maschi il denaro è un flusso, per le femmine un premio. Infatti, in Italia, i dati raccolti per la Campagna per la parità salariale promossa da Valore D sono spietati: un anno dopo la laurea, le donne guadagnano il 17,3% in meno rispetto agli uomini. Le donne manager subiscono un divario del 15%, mentre quelle nei Consigli d'Amministrazione, in media, hanno ingaggi addirittura del 69,8% più bassi. Inevitabilmente, anche le pensioni rosa sono più povere: le pensionate prendono il 28,6% in meno dei loro coetanei uomini.


 
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DA PIAZZA SAN CARLO A CORINALDO:IL MODUS OPERANDI DELLE BANDE DELLO SPRAY AL PEPERONCINO

Post n°3586 pubblicato il 10 Dicembre 2018 da dolcesettembre.1
 

Da Torino a Corinaldo, c'è lo stesso modus operandi dietro le bande che usano lo spray al peperoncino come un'arma. L'inizio di tutto porta la data del 3 giugno 2017 in piazza San Carlo. Quella sera la banda guidata da "Budino" (nickname di Sohaib Bouimadaghen, giovane di origini marocchine) spruzza lo spray al peperoncino tra la folla che assiste sul maxischermo alla finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. L'obiettivo è chiaro: approfittare del panico che si crea per sottrarre collanine, portafogli, smartphone e qualsiasi altro oggetto a tiro. Il bilancio alla fine sarà pesante: una vittima e 1526 feriti.
Le indagini hanno poi svelato che la banda non si limitava a colpire in città. Andava anche in trasferta. Comprese alcune puntate all'estero, in Belgio e in Olanda. E sopratutto era un banda flessibile: solitamente operavano in una decina, ma gli indagati arrivano a cinquanta, segno che a seconda degli obiettivi cambiavano anche gli uomini impiegati. Ma soprattutto è un modus operandi che ha avuto molte emulazioni. D'altronde come hanno raccontato ai magistrati alcuni degli indagati i colpi garantiscono buoni bottini e pochi rischi. In più c'è la facilità con cui procurarsi l'arma per mettere a segno le rapine.

E infatti da Torino a Milano, alle Marche si allunga la catena dei colpi realizzati impiegando spray al peperoncino. Con i concerti dei rapper che appaiono come uno degli eventi più gettonati da queste bande.E' accaduto proprio a Torino durante l'inaugurazione delle Ogr - un'ex fabbrica trasformata in un polo culturale della città - il primo ottobre di un anno fa, con migliaia di persone. Anche allora lo spray al peperoncino usato da un gruppo di rapinatori per distrarre il pubblico che stava seguendo il concerto di Elisa e del rapper Ghali. Ma il sistema di sicurezza aveva funzionato al meglio rispetto a Corinaldo: la sala era stata evacuata in pochi minuti senza scatenare il panico.

E Sfera Ebbasta è tra quelli più presi di mira. Quest'anno già due volte prima di ieri sera: la prima sempre nelle Marche, a Sinigallia, ad aprile. Stessa tecnica ma senza scatenare la calca di Corinaldo. E poi a Mondovì al festival "Wakeup" a settembre. Sempre Gionata Boschetti (il suo vero nome) sul palco e concerto sospeso per un quarto d'ora per consentire ai soccorritori di prestare aiuto a chi aveva inalato lo spray urticante. Stesso posto, un anno prima, nel mirino era finito Ghali. Anche a Milano lo spray urticante è diventato un incubo in molti locali. L'ultimo caso a gennaio alla discoteca Fabrique. A Garlasco, invece, durante la notte di Halloween, in venti erano rimasti intossicati dalle esalazioni.


 
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AUTOVELOX SCOUT SPEED: COME FUNZIONA E COME CI SI DIFENDE

Post n°3585 pubblicato il 07 Dicembre 2018 da dolcesettembre.1
 

Lo Scout Speed è un sistema montato sulle auto di servizio, che grazie ad un radar integrato a telecamere intelligenti e gps, è in grado di rilevare e multare automaticamente le auto che superano la velocità in entrambe le direzioni stradali, l'utilizzo degli smartphone, il non utilizzo delle cinture di sicurezza, i sorpassi vietati, il parcheggio in doppia fila e i mezzi con i documenti non in regola. Preoccupa la possibilità dello Scout Speed di rilevare la velocità senza che la sua presenza debba essere segnalata, come invece deve essere fatto per gli autovelox fissi o installati temporaneamente a bordo strada. Lo dice il Capo 7.3 dell'allegato 1 del Decreto Ministeriale 13 Giugno 2017 numero 282, secondo cui:nessuna preventiva segnalazione è prevista per i dispositivi di rilevamento della velocità installati a bordo di veicoli per la misura di velocità in movimento. Non è così però per il Tribunale di Belluno, che con la Sentenza535/2017, ha confermato la cancellazione di una multa con Scout Speed ad un automobilista che aveva già vinto con il Giudice di Pace, perchè questa norma è in contrasto con l'articolo 142 del Codice della Strada,(una fonte superiore), che prevede sempre l'obbligo di segnalazione dell'autovelox. Prima di fare ricorso al Giudice di Pace, si può chiedere la certificazione della taratura dell'apparecchio. Se manca, la multa è nulla.


 
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PAPA FRANCESCO SPIEGA IN UN DOCUMENTO COME EVITARE LE OMELIE SOPORIFERE

Post n°3584 pubblicato il 06 Dicembre 2018 da dolcesettembre.1
 

"Quante volte noi vediamo che nell'omelia alcuni si addormentano, altri chiacchierano o escono fuori dalla Chiesa". A parlare non è un anticlericale, bensì Papa Francesco. "Mi diceva un sacerdote, ha raccontato Bergoglio ai fedeli,"che una volta era andato in un'altra Città dove abitavano i genitori e il papà gli aveva detto:"Tu sai, sono contento, perchè con i miei amici abbiamo trovato una Chiesa dove si fa la Messa senza omelia". I problema, infatti, è tutt'altro che di poco conto."Chi tiene l'omelia, ha spiegato il Papa,"deve compiere bene il suo ministero. Colui che predica, il sacerdote,il diacono o il vescovo, devono offrire un reale servizio a tutti coloro che partecipano alla Messa, ma anche quanti l'ascoltano devono fare la loro parte". Francesco ha dato dei consigli pratici per evitare omelie soporifere."Anzitutto, ha sottolineato il Papa,"prestando debita attenzione, assumendo cioè le giuste disposizioni interiori, senza pretese soggettive, sapendo che ogni predicatore ha pregi e limiti. Se a volte c'è motivo di annoiarsi per l'omelia lunga, non centrata o incomprensibile, altre volte è invece il pregiudizio a fare da ostacolo. Chi fa l'omelia deve essere conscio che non sta facendo una cosa propria , sta predicando, dando voce a Gesù, sta predicando la parola di Gesù, e l'omelia deve essere ben preparata, deve essere breve". Non solo corta, quindi, ma anche non improvvisata."E come si prepara un'omelia?" Con la preghiera, ha spiegato il Papa,"con lo studio della parola di Dio e facendo una sintesi chiara e breve, non deve andare oltre i 10 minuti". Al tema dell'omelia, francesco ha anche dedicato molte pagine del suo documento programmatico, l'esortazione apostolica Evangelii gaudium  che spiega che il predicatore può essere capace di tenere vivo l'interesse della gente per un'ora, ma così la sua parola diventa più importante della celebrazione della Fede. Se l'omelia si prolunga troppo danneggia due caratteristiche della celebrazione liturgica:l'armonia tra le sue parti e il suo ritmo.


 
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14 PERSONAGGI STUDIATI A SCUOLA SBARCANO SU INSTAGRAM

Post n°3583 pubblicato il 04 Dicembre 2018 da dolcesettembre.1
 

Chissà cosa avrebbero detto Alessandro Manzoni o Dante Alighieri nel vedersi un profilo Instagram a proprio nome. Con un progetto di DataLifeLab, laboratorio di ricerca dell’Università di Firenze, cento studenti di diverse scuole del capoluogo toscano hanno lanciato una nuova sfida: ideare e animare sui social network 14 personaggi studiati a scuola. Un modo diverso e originale per trasferire ciò che si apprende tra i banchi. E così da qualche settimana sul social più usato dai ragazzi troviamo @talete40, @aristotele.real, @niccomacchia14; @giovannigiolittiofficial; @alex_imanzo ma anche il profilo di Van Gogh, Friedrich Hegel, Eraclito, Seneca, Catone e persino Beatrice.

Il risultato è stato divertente: @aristotele.real direttamente da Stagira, ha postato una fotografia dello yougurt greco magro o della popolare insalata “alla greca” con gli hashtag #dieta#healt#followforlike#salute#colazione, ma ha messo anche la celebre immagine della “Scuola di Atene” con il post Party all night long.

“Come startup tecnologica Kinoa – spiega Ester Macrì – abbiamo un laboratorio di ricerca che si occupa di indagare sui giovani e le nuove tecnologie. Da mesi stiamo studiando Instagram. L’abbiamo fatto prima da ricercatori accademici e poi ci siamo buttati sul campo ideando questa sfida. Durante un pubblico forum dove c’erano presenti tanti ragazzi di scuole diverse abbiamo pensato di proporre loro di creare dei profili di personaggi studiati a scuola facendoli rivivere sul social. Un esempio? Immaginare Seneca quando si sveglia la mattina. Il contenuto doveva essere aderente al personaggio scelto”.“La sfida del ‘Social Challenge‘ è servita – spiega Macrì – a lanciare un messaggio: i social network devono far parte della scuola; quest’ultima deve rendersi conto che Instagram è parte integrante della vita dei ragazzi; non può gettare la spugna ma far capire loro che si possono abitare anche in maniera intelligente”.

I ricercatori stessi sono rimasti sorpresi perché gli studenti sono stati capaci di padroneggiare i contenuti degli autori in maniera simpatica e intelligente. “Questi personaggi – continua Macrì – diventando virtuali sono diventati reali, li abbiamo avvicinati alla loro vita. I ragazzi finita la sfida hanno continuato a postare. Tendenzialmente abbiamo osservato che Instagram ha una grande potenzialità: lo abbiamo usato per progettare con dei ragazzi il quartiere che vorrebbero. Va utilizzzato bene. Unica difficoltà: la diffidenza di molti docenti che non stanno su Instagram e non comprendono i linguaggi dei loro studenti”.

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GIORNATA DEDICATA ALLA DISABILITà.ITALIA IMPREPARATA

Post n°3582 pubblicato il 03 Dicembre 2018 da dolcesettembre.1
 

Un Osservatorio Nazionale sulla Disabilità che esiste dal 2009 e che praticamente non viene quasi mai convocato. Una legge sul "Dopo di noi",unico Fondo che aiuta i disabili dopo la morte dei genitori, che è stata azzoppata economicamente e realizzato solo in quattro Regioni. Non da ultimo, un Ministero senza portafoglio da cui si attendono risultati concreti. L'Italia, oggi dedica la Giornata Internazionale delle persone con disabilità che si celebra ogni anno il 3 Dicembre e si fa trovare ancora una volta impreparata. Basta parlare con Associazioni e Attivisti, ogni giorno impegnati sul Campo, per scoprire un Mondo ancora troppo spesso dimenticato e la difficile quotidianità degli oltre 3 milioni di disabili che vivono in Italia. E l'elenco dei problemi è molto lungo: diritti ignorati, barriere architettoniche che impediscono la mobilità, una scuola non inclusiva, fondi pubblici insufficienti per garantire una qualità di vita dignitosa, oltre che, mancanza di politiche sociali strutturali degne di un Paese del G7. le Organizzazioni che si battono per tutelare i disabili, quelle che ogni anno invocano la riattivazione dell'Osservatorio Nazionale, rivendicano pari opportunità anche per chi ha una disabilità  motoria, psichica e intellettiva. L'evento mondiale è stato indetto nel 1992 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite e il tema dell'edizione 2018 è il coinvolgimento diretto dei disabili nell'ottica di garantire l'inclusione e l'uguaglianza, come parte dell'Agenda 2030 Onu.


 
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MIRACOLO A PISA,LA TORRE PENDE MENO

Post n°3581 pubblicato il 30 Novembre 2018 da dolcesettembre.1
 

La Torre di Pisa non pende più come prima,come mai? Trent'anni fa la Torre s'era inclinata troppo e si diede inizio a dei lavori di consolidamento che durarono 10 anni. Il monumento venne circondato con pesanti cerchi d'acciaio e il versante nord(opposto a quello inclinato), fu appesantito con lingotti di piombo del peso complessivo di 700 tonnellate. Poi si scavò sotto le fondamenta per 3 volte, fnchè, parendo la struttura abbastanza solida, si riaprì al pubblico. Da allora, un comitato formato da persone illustri, controlla assiduamente lo stato della pendenza e, qualche giorno fa ha dato questa notizia abbastanza sensazionale: in 17 anni, cioè, da quando sono finiti i lavori di consolidamento, la Torre ha recuperato 4 cm di inclinazione e sta molto meglio di quanto si potesse immaginare. Il merito di questo risultato va ad un professore polacco di 86 anni che insegnava al Politecnico di Torino,si chiama Michele Jamiolkowsky. Fu lui a decidere come si dovesse consolidare la struttura e a dirigere poi i lavori dal 1933 al 2001. La pendenza della Torre è stata provocata dalla natura del terreno, argilloso e molle. La Torre, che è poi il campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta(58,36 metri d'altezza, una massa di 14 mila tonnellate) si inclinò fin dall'inizio(1173) al punto che ci si dovette fermare al terzo piano, poi i lavori ripresero nel 1275 e da allora la Torre ha avuto costantemente bisogno di interventi.


 
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CONIUGI MUOIONO LO STESSO GIORNO A POCHE ORE DI DISTANZA L'UNO DALL'ALTRA

Post n°3580 pubblicato il 29 Novembre 2018 da dolcesettembre.1
 

Muoiono lo stesso giorno a poche ore di distanza dopo 62 anni di matrimonio
Un amore lungo 62 anni. Lungo una vita, anche di più. Benito e Rita, due coniugi di Alessandria, sono morti a distanza di poche ore. Lei aveva 85 anni ed è deceduta nella casa di famiglia, lui aveva 86 anni e il suo cuore ha smesso di battere poche ore dopo, prima di mezzanotte, in un letto di ospedale.

Muoiono lo stesso giorno a poche ore di distanza dopo 62 anni di matrimonio
Il figlio, durante la cerimonia funebre nella chiesa di San Pio V, ha ricordato come fosse stato proprio Benito a dire che se sua moglie fosse morta prima di lui l’avrebbe seguita: "La loro è stata una lunga storia d’amore, 62 anni di matrimonio, 68 di conoscenza, vissuta con il pensiero fisso sul lavoro, la dignità umana, il rispetto dei valori, che ci hanno trasmesso per tutta la vita incentrata sul lavoro, sui sacrifici, sulle difficoltà superate con il sorriso".

Muoiono lo stesso giorno a poche ore di distanza dopo 62 anni di matrimonio
Benito Bruno ha lavorato per trent’anni alla Provincia ed è stato vicepresidente dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi per servizio. Rita Porta ha dedicato la sua vita alla famiglia. Dal matrimonio sono nati due figli, Gianluca e Rossella. La notizia della morte dei due, a poche ore di distanza l'uno dall'altra, trova ampio spazio oggi sui giornali locali. "Il pensiero che così doveva essere dopo una lunga vita l’uno a fianco dell’altra, l’uno a sostegno dell’altra, entrambi innamorati come il primo giorno, ci consola non poco" dice il figlio.

Muoiono lo stesso giorno a poche ore di distanza dopo 62 anni di matrimonio
Qualche settimana fa Rita si era rotta il femore. Benito era ricoverato in ospedale per problemi cardiaci. Una lontananza che faticava a sopportare.

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PAPà-ORCO COSTRINGE IL FIGLIO 11ENNE GAY A FARE SESSO CON LA MATRIGNA

Post n°3579 pubblicato il 26 Novembre 2018 da dolcesettembre.1

Un ragazzo di 11 anni è stato violentato dal papà e dalla matrigna e il motivo è ripugnante:"Mio figlio è gay e va curato". Il padre.orco avrebbe dunque costretto il figlio a guardare film pornografici e ad avere rapporti sessuali a tre, con lui e la compagna. Gli abusi da parte della matrigna sarebbero continuati anche quando il padre era fuori casa, e le violenze sessuali sarebbero andate avanti per 3 anni. La vicenda si è svolta a Bracknell, nel Regno Unito. Come riporta The Sun, la coraggiosa vittima che oggi ha 36 anni, ha deciso di raccontare il suo calvario e condividerlo con chi ha affrontato o sta affrontando una simile tragedia. Il ragazzo sarebbe stato costretto a baciare il corpo della "matrigna" e ad avere rapporti sessuali e quando si rifiutava veniva picchiato. Qualche anno più tardi, il ragazzo avrebbe registrato una confessione del padre denunciandolo alla Polizia e l'uomo è stato condannato a 5 anni di reclusione, mentre la sua compagna a 8 anni. In tribunale, il padre-orco avrebbe detto:" Ho tentato di guidarlo nella giusta direzione perchè aveva la tendenza ad esssere gay".


 
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GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Post n°3578 pubblicato il 25 Novembre 2018 da dolcesettembre.1
 



UN'EMERGENZA SU CUI IL PARLAMENTO DEVE PRENDERE SERIAMENTE IN CONSIDERAZIONE.

 
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MA COME FA UNA SOLA BOTTIGLIA DI VINO PREGIATO A COSTARE 20 MILA EURO?

Post n°3577 pubblicato il 23 Novembre 2018 da dolcesettembre.1
 

Un Merlot di Bordeaux e un classico Pinot Nero di Borgogna:due bottiglie che sono costate oltre 30 mila euro, più dello stipendio annuale della maggior parte dei lavoratori Italiani. Cristiano Ronaldo, si è concesso lo sfarzo di due delle bottiglie più buone e più care del Mondo per una cena con Georgina, che ha promesso di sposare al ristorante Scoott's di Londra. Ora, la domanda che tutti si fanno è:perchè il Petrus 1982, un Merlot Bordolese costa circa 10 mila euro e rotti e il Richebourg Grand Cru, fantastico Pinot nero di Henry Javer di Borgogna, è costato addirittura il doppio:circa 20 mila euro, al fuoriclasse portoghese della Juventus? La risposta sta nella rarità di queste bottiglie che sono ambite da tutti i collezionisti e dai grandi ristoranti di tutto il Mondo. Il prezzo del Pinot nero di Henrique Javer è volato alle stelle da quando il geniale enologo francese è morto nel 2006. Mediamente, le bottiglie di Richebourg superano i 12 mila euro, e sono quindi considerate le più care al Mondo. Si racconta, che un collezionista abbia offerto 200 mila euro a Giorgio Pinchiorri, della nota enoteca di Firenze, per una Magnum di Romanee Conti, altro gioiello di Borgogna del 1985. Pinchiorri non ha voluto venderla:quella bottiglia, come un Sacro Graal continua a dare luce alla straordinaria cantina fiorentina, che,secondo i grandi comunicati del vino, è la numero uno al Mondo.


 
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SI DEVE PERDERE PESO E SI FA L'ERRORE DI CERCARE UN PROFESSIONISTA ONLINE

Post n°3576 pubblicato il 22 Novembre 2018 da dolcesettembre.1
 

Si è sovrappeso, si ha qualche patologia connessa al proprio stato fisico e si deve perdere peso. Si prova con il Sistema Sanitario Nazionale. Tempi di attesa spesso molto lunghi sia per la prima visita sia per i controlli successivi, costi abbastanza alti e scarsa possibilità di successo. Allora si cerca online, si trovano centinaia di offerte di tutti i colori. Alcune ci convincono che il proprio stile di vita non sia errato ma di altro genere e ci si potrebbe lasciar tentare. C'è il professionista che ci fa capire che si deve indagare i geni con un test da 200 euro,(solo così capisci esattamente quello che si deve mangiare). C'è quello dell'anti-aging in cui il suo Centro, in cui si spende 2 mila euro per trovare la dieta adatta al nostro assetto ormonale. C'è il gruppo di "Professionisti della Nutrizione" che ci sistema tutto insegnandoci a fermentare il cibo.C'è quello della nostra amica che ha preso le bustine da quell'altro:100 euro a visita e 100 euro di bustine per digiunare qualche settimana. Sotto casa, la farmacia c'ha l'offerta Groupon sulle intolleranze. Si scende. Un bel panel da 4500 alimenti a soli 90 euro,(referto: togli pane e pasta e dimagrisci). Si passa dalla libreria, è uscito il nuovo libro del guru della tv che dice che, togliendo i carboidrati e prendendo l'integratore X si campa 140 anni, come il nostro antenato Homo Erectus. Si fa un giro su Facebook e ci sono tanti gruppi sull'alimentazione, devono essere bravi, 10 mila follower. Ci si iscrive e si scopre subito che basta un integratore alimentare per controllare le malattie infiammatorie croniche intestinali. Un altro gruppo sulla vitaminaD, ammazza, risolve tutti i guai!Dal medico di famiglia non ci si va più.


 
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SICILIA, LA PIù GRANDE DISCARICA DELL'ISOLA STà PER INVADERE UN PATRIMONIO ARCHEOLOGICO

Post n°3574 pubblicato il 19 Novembre 2018 da dolcesettembre.1
 

C’e un comune in Sicilia, adagiato sulla collina, che ha una particolarità: la sua forma urbis è quella di stella marina, rimasta così nei secoli nonostante, purtroppo, negli anni 70, incaute costruzioni potessero alterarne il profilo. C’è di più, ha una spettacolare vista sull’Etna, tanto da essere definita il balcone della Sicilia. Non solo vedute particolari e suggestive, ma anche un notevole patrimonio archeologico risalente al dominio romano (tra il III e il I secolo a.C.) consistente nei resti di un imponente ponte e poi altri monumenti di età imperiale (I-III secolo d.C.), due mausolei, due edifici termali, una grande cisterna in muratura, muraglioni di terrazzamento, una struttura detta panneria (forse ad uso agricolo) oltre ad un complesso architettonico in cui veniva celebrato il culto di Augusto, con una stanza mosaicata e numerose statue della famiglia imperiale, ora esposte nel vicino Museo archeologico. Quello che più incanta,ed è la tipicità della zona data anche dal suo microclima,è la grande estensione di aranceti ed uliveti, che avrebbero colpito Emilio Sereni, l’intellettuale eclettico che per primo elevò, al pari di monumento da salvaguardare, il paesaggio delle coltivazioni attraverso la fondamentale opera Storia del paesaggio agrario italiano del 1961.

Ora, in questo contesto di arte,storia, natura e bellezza è prevista la più grande discarica dell’isola, con una piattaforma che tratterà i rifiuti attraverso un processo meccanico-biologico che accoglierà ogni giorno mille tonnellate di rifiuti urbani residui proveniente da mezza Sicilia e sarà fornita di una vasca per lo smaltimento dei residui inerti grande 2 milioni e 800mila metri cubi. La piattaforma inoltre gestirà e smaltirà all’aperto circa 90mila tonnellate di percolato tossico vicino alle arance dop, i fichi d’india, le olive ed il grano. Un’opera che ha le dimensioni di 330 ha (come 500 campi da calcio) e dovrebbe trattare più di mille tonnellate al giorno di rifiuti di ogni genere.

È in atto infatti da alcuni anni un (vergognoso per noi quanto lucroso per gli altri) turismo dei rifiuti; che rende moltissimo ad esempio alla Germania, ma anche a Regioni italiane che accolgono più di quello che producono i cittadini del proprio territorio, come Emilia Romagna e Lombardia (che è la regione dove si produce più spazzatura domestica, ma accoglie anche dall’estero oltre che dalla lontana Sicilia). Forse per questo, apparentemente giusto, motivo si è pensato, insensatamente, a una discarica così invasiva. Solitamente si scelgono territori improduttivi,grandi aree industriali dismesse, ex cave, invece di compromettere la fiorente agricoltura di questo incantevole angolo della Sicilia. In un periodo storico dove in tutti i mezzi, tv, stampa, social, si esalta la natura, la qualità dei cibi e gli chef stellati propongono da luoghi ameni prodotti della terra incontaminata, l’agricoltura biologica, i “km 0”, si moltiplicano le fiere dell’alimentazione, del mangiare sano, pulito, etico e genuino, a Centuripe invece si pensa, antistoricamente, di distruggere la salute, il paesaggio e la bellezza.

 

 
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E' BOOM DI ANIMALI SELVATICI NELLE CASE EUROPEE

Post n°3573 pubblicato il 16 Novembre 2018 da dolcesettembre.1
 

Ogni anno nel Mondo si fa traffico illecito di un numero impressionante di animali selvatici ed esotici. Tre milioni di uccelli, due di rettili, circa 50 mila scimmie e oltre mezzo milione di pesci tropicali. Molti di questi arrivano nelle nostre case, per vie lecite o illecite. Secondo le ultime stime contenute nel rapporto dell'Efa(Eurogroup for animals), si tratta di una vera moda. I più venduti? Camaleonti, gechi, e iguane, mentre i pappagali amazzonici"vincono" nella categoria uccelli. Il giro di denaro, secondo il Parlamento Europeo, solo in Europa, il mercato di questi inadatti animali da compagnia, muove circa 8 miliardi di euro l'anno(tra i 10 e i 20 miliardi di dollari a livello mondiale:fonte Interpool). Una vera macchina di soldi, molti in nero. In crescita è anche il traffico illegale di animali selvatici dal Centro e Sud America. Pare che ai ricchi dell'Est, le poltrone leopardate non bastino e amino portarsi nelle suntuose ville, tartarughe marine, caimani e coccodrilli. Oltre al problema legale, è talmente difficile garantire le loro necessità, che si finisce per far soffrire bestiole nate per vivere altrove o creare importanti problemi alla fauna locale, come nel caso delle tartarughe Trachemys, spesso liberate in maniera irresponsabile, che hanno devastato le popolazioni di testuggini, o degli scoiattolini americani che, inizialmente scappati da qualche abitazione, si sono diffusi inquinando pesantemente gli ecosistemi locali. Ma la legge che cosa dice? Secondo la Convenzione sul commercio internazionale di fauna e flora selvatiche, non si potrebbero tenere, mammiferi, uccelli, pesci, rettili, anfibi e invertebrati non autoctoni del territorio. I controlli, si basano su un sistema di permessi e certificati che vengono rilasciati a determinate condizioni, corredati di documenti che permettono l'identificazione degli animali e ne dimostrino la provenienza. Per le specie iscritte negli elenchi Cites(la convenzione sulle specie a rischio estinzione), la condizione più importante è che il commercio non sia nocivo alla sopravvivenza delle specie in natura, e che chi detiene gli animali lo faccia nel rispetto delle loro esigenze.


 
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E' MORTO IL CANE DATO ALLE FIAMME PERCHè ABBAIAVA TROPPO

Post n°3572 pubblicato il 13 Novembre 2018 da dolcesettembre.1
 

Il suo cuore ha cessato di battere lunedì 12 novembre, nel pomeriggio. Jako, il Siberian husky di 7 anni, legato e dato alle fiamme la notte tra l’uno e il 2 novembre in una casa a San Pietro Vernotico non ce l’ha fatta. È mortoin una clinica veterinaria di Bari dove sabato era stato trasferito per essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Il cane è deceduto dopo due anestesie, i veterinari non sono riusciti ad operarlo.

La triste notizia è stata immediatamente comunicata ai suoi proprietari e al veterinario Pietro De Rocco che gratuitamente si era preso cura di lui. La storia di Jako aveva commosso tutti, in paese in tanti si erano adoperati per aiutare la famiglia. Il cane viveva con una signora anziana, il proprietario si era trasferito in Olanda e lo aveva lasciato alla nonna sino a quando non sarebbe ritornato per riprenderlo. Ma Jako, secondo qualcuno abbaiava troppo, e bisognava dargli una lezione.

Già un mese fa il figlio della signora aveva trovato un biglietto fuori alla porta con la minaccia che sarebbe stato avvelenato se non avesse smesso di abbaiare.  E così la notte tra l’uno e il 2 novembre qualcuno si introdotto nella casa del primo piano dove si trovava l’husky, lo ha legato e gli ha dato fuoco utilizzando uno straccio impregnato di benzina avvolto su un bastone. Contro la porta era stato messo anche un armadietto per impedire al cane di fuggire. Intorno alle 2,30 un vicino ha dato l’allarme dopo aveva sentito un boato e odore di bruciato.

Jako si era salvato per miracolo, e nonostante avesse riportato gravi ustioni all’addome il veterinario De Rocco era fiducioso. È  stato curato e coccolato per dieci giorni. Ma non è bastato. I carabinieri di San Pietro indagano per identificare i responsabili di questo atroce gesto. Al vaglio degli investigatori le immagini delle telecamere di video sorveglianza della zona che potrebbe fornire importanti elementi. Il sindaco di San Pietro Pasquale Rizzo ha comunicato che in caso di processo il Comune si costituirà parte civile.


 
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PARTY HORROR-SATANICO IN UNA CHIESA DI NAPOLI

Post n°3571 pubblicato il 12 Novembre 2018 da dolcesettembre.1
 

C'è un nuovo scandalo che sta travolgendo l'Arcidiocesi Partenopea. La sera del 31 Ottobre scorso, nella chiesa di San Gennaro all'Olmo, nel centro storico di Napoli, si è svolta una festa di Halloween. Un party a pagamento in pieno stile horror con ragazzi in abbigliamento satanico che ballavano all'interno dell'edificio sacro. Parodie della Messa improvvisate sull'altare Maggiore della Chiesa, musica, alcol e abiti succinti a fare da cornice alla serata. Nel corso del party si è svolta anche una rappresentazione teatrale sui martiri della rivoluzione napoletana del 99 che è culminata con un'impiccagione messa in scena sull'antica cantoria dell'edificio. Il tutto sarebbe rimasto all'interno delle mura sacre se le foto della serata non fossero state postate sui social facendo rapidamente il giro del web, ma sopratutto irrompendo nelle stanze della Curia di Napoli e della Santa Sede, dove lo scandalo è arrivato con grande veemenza. L'Arcidiocesi Partenopea ha subito comunicato per iscritto alla fondazione Giambattista Vico, a cui è affidata la Chiesa, che l'accordo di convenzione per la gestione dell'edificio sacro è immediatamente rescisso. Le immagini della serata non danno adito a repliche:foto di ragazze vestite in modo provocante sedute sugli altari del Cinquecento, un bar allestito in un angolo della chiesa, e poco distante la postazione  dei due dj che hanno animato la serata. Al momento non si comprende come sia stato possibile che l'ente affidatario abbia concesso la Chiesa per il party satanico.


 
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MELANIA TRUMP: COME HA SPESO 95 MILA DOLLARI IN 6 ORE

Post n°3570 pubblicato il 09 Novembre 2018 da dolcesettembre.1
 

La questione si riferisce ad un bliz diplomatico che la compagna di Professione Riporter, altrimenti conosciuto come Presidente degli USA e uomo più potente del Mondo, ha svolto un mese fa in Egitto, dove è arrivata da sola dopo che il partner le aveva detto:"Con te in Egitto non ci vengo." Di ufficiale al momento c'è solo la cifra di 699 dollari spesa per il Semiramis Hotel Cairo, che peraltro su Trivago costa 69 euro a notte, (colazione continentale inclusa), mentre vige ancora il più stretto riserbo sul modo in cui siano passati di mano restanti 94.301, pari a quanto dovrebbe spendere in ripetizioni Luigi Di Maio. Per dimenticare di essere sposata con Trump, Melania avrebbe svuotato non solo il suo minibar, ma anche quelli di tutte le altre camere dell'Hotel, tanto che,alla ripartenza, il tappeto rosso era costituito dalla ricevuta degli extra. Melania, avrebbe versato una caparra allo scopo di acquistare la piramide di Cheope per ospitare i resti mortali del marito, poi però ha rinunciato, perchè non esiste piramide tanto alta da ospitarne comodamente il girovita. I soldi sarebbero serviti per tentare di corrompere alcuni ufficiali dei Servizi Segreti Egiziani e conoscere finalmente la verità su Giulio Regeni, lo studente friulano che due anni fa fu ucciso dal Regime e che attende ancora giustizia,nonostante gli sforzi del governo italiano.


 
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VASI DI FIORI SUL TERRAZZO CONDOMINIALE: SETTE ANNI E TRE PROCESSI PER(NON) TOGLIERLI

Post n°3569 pubblicato il 08 Novembre 2018 da dolcesettembre.1
 

In generale, il Diritto dovrebbe servire a risolvere i conflitti tra gli umani senza che questi ultimi debbano mettersi le dita negli occhi. Le assemblee di condominio sono notoriamente uno dei flagelli dell'umanità, appena un gradino sotto i maremoti e le cause civili. Quando l'assemblea dello stabile di Priaruggia(Genova),nell'Ottobre 2011 ha chiesto al condomino dell'ultimo piano la rimozione di alcuni vasi di fiori, nessuno avrebbe mai pensato che cominciava una settennale odissea legale. Il condomino dell'ultimo piano, infatti, è un avvovato che dopo aver impugnato la delibera condominiale davanti al tribunale di Genova, ed essersi fatto dare torto, ha proseguito la lite condominiale anche in Appello, dove pure ha avuto torto, su su, sino alla Suprema Corte di Cassazione. Il tutto, senza che il condominio resistesse, affidandosi a sua volta ad un avvocato. Il che, spiega perchè il condomino di cui sopra abbia intentato la causa:non perchè fosse un maniaco dei vasi di fiori, o perchè fosse una persona litigiosa, ma perchè, essendo avvocato, almeno quella spesa legale la risparmiava. Dinnanzi alla Cassazione, già che c'era, non ha risparmiato le argomentazioni a proprio favore: la delibera condominiale, a suo dire, violerebbe il diritto di proprietà, e sarebbe nulla, fra l'altro, per abuso o carenza di potere, nonchè per impossibilità e indeterminatezza dell'oggetto. Il 30 Ottobre scorso, sette anni dopo, la Cassazione gli ha dato nuovamente torto, osservando fra l'altro che non si era neppure preoccupato di indicare una disposizione di Legge violata dal condominio. Ora i vasi di fiori saranno finalmente rimossi penserà qualcuno. Macchè. La Corte d'Appello, infatti, aveva osservato che la richiesta di togliere i vasi di fiori non costituiva un'autentica delibera, ma solo un "invito bonario"di adeguarsi ad una richiesta informale. Tutto ciò, ha rappresentato solo un immane spreco di tempo, denaro e carta di questa beffarda vicenda.


 
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MALTEMPO IN VENETO: LA REGIONE E' DISASTRATA MA CI SI PREOCCUPA DEI CACCIATORI

Post n°3568 pubblicato il 05 Novembre 2018 da dolcesettembre.1
 

In questi giorni, come tutti sanno, il Veneto è dilaniato da fenomeni atmosferici eccezionali che lo hanno messo in ginocchio. Sui media scorrono immagini sconvolgenti di boschi rasi al suolo, esondazioni di fiumi, dissesti idrogeologici. Molte voci affermano che, perchè la natura ritorni a quello che era prima di questi eventi, occorreranno decine di anni, quando, non un secolo. A fronte di questa vera e propria calamità naturale, il Governatore della Regione Veneto Luca Zaia aveva emesso un decreto in cui si vietava la caccia in tutta la Regione ma solo per il fine settimana(3 e 4 Novembre). Guai! E' insorta una parte della maggioranza per chiedere la revoca immediata. In particolare, tal Sergio Berlato di Fratelli d'Italia,(foto) ha affermato:"Non vi è occasione, infatti, in cui gli animal-ambientalisti non tentino di approfittare di ogni pretesto per chiedere la chiusura della caccia, o per il troppo caldo o per il troppo freddo, o per la troppa siccità, o per la troppa pioggia". Il risultato è stato che, Zaia si è rimangiato parzialmente la decisione e ha limitato il divieto sempre solo per il fine settimana e unicamente per le province di Belluno e Vicenza.



 
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Donna

Mentre urli alla tua donna

sappi che c'è un uomo

che dedidera parlarle all'orecchio.

Mentre la umili,

insulti,sminuisci,

sappi che c'è un uomo

che la corteggia

e le ricorda

che è una gran donna.

Mentre la violenti,

sappi che c'è un uomo

che desidera

fare l'amore con lei.

Mentre la fai piangere,

sappi che c'è un uomo

che le ruba sorrisi.

VIVA LE DONNE

MERAVIGLIE DELL'UNIVERSO!!   

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