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Addio «pugno» per il prelievo sangue

Post n°755 pubblicato il 05 Agosto 2008 da giromapa

Da Repubblica.it
Può alterare i risultati del potassio. Per «aiutare» l'infermiere basta chiudere la mano mentre si infila l'ago







(Afp)

ROMA - «Apra e chiuda il pugno, per favore». Presto potremmo non
sentire più questa frase dalla bocca del medico durante un prelievo del
sangue. Secondo uno studio inglese pubblicato sugli Annals of Clinical
Biochemistry, infatti, questa pratica altererebbe gli esiti degli
esami. I ricercatori inglesi hanno vagliato oltre 200 mila analisi del
sangue eseguite tra il 2002 e il 2005, e hanno osservato che nei
pazienti a cui si chiedeva di stringere e rilasciare il pugno per
facilitare il prelievo, si registravano valori di potassio più elevati.
Un problema non di poco conto, se si pensa che il medico, ignaro del
modo in cui è stato effettuato l'esame, può ricondurre questo valore
'alterato a problemi di cuore o fegato.


LE ALTERNATIVE - Come fare allora con le vene «difficili»? Un
suggerimento, come riportato dalla Bbc, arriva dal presidente dei
flebotomisti inglesi, Jackie Hough, che ricorda: «Il modo migliore
consiste non nel far stringere forte il pugno al paziente, ma nel farlo
chiudere gentilmente mentre si infila l'ago e nel farlo rilasciare
prima di aspirare il sangue. Anche il laccio emostatico - conclude -
non dovrebbe rimanere stretto al braccio per più di 60 secondi o
durante lo stesso prelievo».




27 luglio 2008(ultima modifica: 28 luglio 2008)

 
 
 

Attacco cardiaco: quando l'intuito del medico fa la differenza

Post n°754 pubblicato il 05 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie

I medici del pronto soccorso riescono a diagnosticare un
attacco cardiaco con accuratezza anche quando i dati degli esami sono
poco chiari o addirittura scorretti
. Il tutto è frutto di
esperienza nella medicina d'emergenza e nel confronto con i pazienti.
Lo ha dimostrato una ricerca condotta in Inghilterra e che sarà
pubblicato sul prossimo numero della rivista Emergency Medicine
Journal. "Ci si lamenta spesso del fatto che i medici non investono
abbastanza tempo nel conoscere il paziente, informarsi sulla sua storia
clinica e familiare; il nostro studio ha, invece, dimostrato che non è
sempre così. Anzi, in alcune specifiche situazioni come quelle di
emergenza la professionalità e la capacità di ascoltare il paziente
possono fare la differenza", si legge nello studio condotto da un
gruppo di medici dell'Emergency Department del Wake Forest University
Baptist Medical Center. I ricercatori hanno analizzato i dati relativi
a circa 17 mila pazienti ricoverati al pronto soccorso nell'arco di due
anni con sospetto attacco cardiaco in corso. Hanno così verificato che
uno dei test più usati, la valutazione del livello della troponina,
rileva falsi positivi più spesso di quanto si creda. "La
medicina moderna ha dalla propria parte l'ausilio di tecniche
diagnostiche che facilitano molto il lavoro di un medico; tuttavia a
volte si commette l'errore di fidarsi eccessivamente dei dati e di non
rivolgersi al paziente e affidarsi anche al proprio intuito
", concludono gli autori. Bibliografia. Study shows emergency phisicians have good first instincts in diagnosing heart attacks. Wake Forest University 2008.

emanuela grasso


 
 
 

Influenza: Esperti, Batteri Non Virus Causa Di Epidemia Spagnola Del 1918

Post n°753 pubblicato il 05 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie

Roma, 4 ago. (Adnkronos Salute) - Ormai non ci sarebbero più dubbi:
dietro l'epidemia di 'spagnola', l'influenza che fece decine di milioni
di vittime tra il 1918 e il 1919, non ci fu tanto il letale virus
influenzale ma i batteri che approfittarono degli organismi debilitati
dall'infezione virale. Da decenni infettivologi di tutto il mondo
studiano l'andamento di quella catastrofe che fu l'influenza di inizio
secolo. E ogni volta si aggiunge un piccolo tassello alla comprensione
di quanto abbia concorso a determinare l'ecatombe planetaria segnata
sui libri storia oltre che di medicina. Ora gli esperti dell'Armed
Forces Health Surveillance Center Usa scagionano il virus dell'epoca,
pur estremamente virulento, puntando il dito sui batteri della
polmonite che seguirono a ruota il tragitto del virus, decimando la
gran parte di chi era riuscito a scampare all'infezione virale.

I
risultati dell'analisi degli epidemiologi statunitensi sono pubblicati
sulla rivista Emerging Infectious Disease. E queste conclusioni sono
controfirmate anche da Anthony Fauci, direttore del National Institute
for Allergy and infectious Disease, che è arrivato alla medesima
diagnosi in un suo studio che verrà pubblicato il prossimo mese. "Sono
d'accordo - dice Fauci al New Scientist - furono i batteri della
polmonite a provocare i milioni di morti nella pandemia del 1918".
Anche perché la penicillina verrà scoperta solo 10 anni dopo, e diverrà
disponibile per i malati solo nel 1942. Più precisamente, osserva
Jonathan McCullers del St. Jude Children's Research Hospital, a Memphis
"il passaggio del virus influenzale preparò il terreno per
l'aggressione dei batteri nel tratto respiratorio". E a riprova del
ruolo centrale dei batteri nell'epidemia del 1918, gli scienziati
riesumano la letteratura medica del tempo sottolineando come "la
maggior parte dei decessi si registrò a distanza di una settimana o
due, segno inequivocabile della polmonite. Mentre, se fosse stato il
virus influenzale a uccidere, i giorni di vita sarebbero stati molti di
meno, tre o quattro".


 
 
 

Vitamina D, potente alleata che viene con il sole

Post n°752 pubblicato il 05 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie

La vitamina D o calciferolo, chiamata anche “vitamina raggio di
sole”, è un elemento molto importante per la salute umana che
l'organismo è in grado di produrre soltanto per azione della luce
solare e che può essere facilmente assunta attraverso alcuni alimenti.
È nota in particolare per la sua proprietà di regolare l'equilibrio di
calcio dell'organismo, garantendo la forza e la robustezza delle ossa,
e per prevenire il rischio di osteoporosi. Sembra però che non sia solo
questo il beneficio apportato da questa vitamina al nostro organismo.

 

Recenti ricerche hanno mostrato infatti numerose altre proprietà importanti: 

prevenzione
di alcune forme di cancro: bassi livelli di questa vitamina sembrano
aumentare il rischio di cancro del colon, del seno, delle ovaie, dei
reni, dei polmoni e dell'utero; inoltre adeguati valori di vitamina D
consentono la regolare crescita delle cellule che potenzialmente può
prevenire la loro trasformazione in cellule cancerose;

prevenzione di dolori cronici: la carenza di vitamina D sembra esser causa di dolore muscolare e debolezza;

prevenzione
delle cadute: la vitamina D sembra influenzare positivamente la forza
muscolare e l'equilibrio aiutando le persone anziane a stare salde
sulle proprie gambe;

protezione contro le malattie autoimmuni:
alcune ricerche mostrano che questa vitamina potrebbe offrire
protezione contro il diabete di tipo 2, la sclerosi multipla e
l'artrite reumatoide riducendo le infiammazioni e rinforzando il
sistema immunitario;

riduzione del rischio di malattie
cardiovascolari: alcuni studi indicano che livelli troppo bassi di
vitamina D sono associati a numerosi fattori che influenzano la salute
cardiovascolare tra cui la calcificazione delle coronarie.

Dove
trovare, dunque, la vitamina D e quanta ne occorre per soddisfare i
bisogni del nostro organismo? Le indicazioni mediche variano a questo
proposito; i ricercatori della Mayo Clinic suggeriscono che 800-1000
U.I. (unità internazionali) al giorno siano sufficienti per gli adulti.

Il
corpo produce da solo vitamina D quando esposto al sole, ma i soggetti
che mostrano carenza di vitamina D possono integrarne il livello
nell'organismo includendo nella dieta latte, burro e derivati del
latte, uova, cereali e... se sono molto coraggiosi, olio di fegato di
merluzzo.

Fonte: Mayo Clinic News

caterina visco


 
 
 

Aids: Usa; Numero Nuovi Casi Sottostimato, Sono 56mila Anno

Post n°751 pubblicato il 05 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie
(ANSA-REUTERS) - WASHINGTON, 2 AGO - Sono almeno 56.000 le persone che
vengono infettate dal virus Hiv ogni anno negli Stati Uniti, il 40% in
piu' di quanto stimato in precedenza. E' quanto emerge da una relazione
dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) degli
Stati Uniti. Questo rialzo delle stime, spiegano gli esperti
statunitensi, non e' dovuto a un aumento del tasso di infezione, ma
all'utilizzo di metodi migliori per contare le nuove diagnosi di
infezione e riportare questi dati alla popolazione generale. ''Le prime
stime ottenute con questo sistema - spiega il rapporto dei Cdc -
rivelano che l'epidemia di Hiv e', ed e' stata, peggiore di quanto si
pensasse. I risultati indicano che nel 2006 negli Stati Uniti si sono
avute circa 56.300 nuove infezioni. Questa cifra supera all'incirca del
40% la stima precedente di 40.000 infezioni all'anno, che era basata su
dati parziali e metodi meno precisi''.(ANSA).

 
 
 

Medicina: 40 Anni Fa La Morte Diventava Cerebrale

Post n°750 pubblicato il 05 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie
(ANSA) - ROMA, 4 AGO - Millenovecentosessantotto, anno di cambiamenti e
rivoluzioni anche per la medicina. Il 5 agosto, infatti, la rivista
scientifica Jama pubblica il documento della Harvard Medical School che
riconosce la 'creatura artificiale' delle tecniche di rianimazione: la
morte cerebrale. Coma, perdita irreversibile di qualsiasi funzionalita'
cerebrale, impossibilita' di una respirazione autonoma: sono questi i
criteri che quarant'anni fa spostarono il concetto di morte dal cuore
al cervello, come spiega Francesco Procaccio, primario della terapia
intensiva neurologica dell'Azienda ospedaliera di Verona. ''Prima di
allora - afferma l'esperto - la morte veniva diagnosticata usando
criteri cardiologici. Il rapporto di Harvard, invece, ha stabilito che
la fine della vita e' definibile con la morte di tutto il cervello,
dando dei criteri ancora oggi attuali''. Anche Alessandro Nanni Costa,
direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt), sottolinea la
particolare attualita' del documento, ''uno spartiacque per la medicina
la cui esattezza e' stata confermata anche dalle nuove tecnologie'',
che ha una ''importanza storica'' per i trapianti d'organo, visto che
la morte cerebrale e' la condizione essenziale per procedere al
prelievo.(ANSA).

 
 
 

Nasce Bif-online

Post n°749 pubblicato il 05 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie
Si chiama Bif-online (www.bif-online.it) il
neonato sito del Bollettino di informazione sui farmaci offerto
dall'Agenzia italiana del farmaco per il personale sanitario e non
solo: farmacisti, medici, infermieri, ricercatori, dirigenti sanitari,
privati e giornalisti
. E chiunque sia interessato ai grandi
temi che condizionano l'uso dei farmaci, alle decisioni regolatorie e
alla ricerca in farmacoterapia. Il Bif-online vuole offrire uno spazio
accreditato di approfondimento per una pratica clinica meditata e
critica. Semplice nella grafica e facile nella navigazione, raccoglie
interviste, commenti, notizie e report dai congressi nazionali e
internazionali. Navigando nel sito appare subito evidente che
il Bif-online non vuole rappresentare la semplice versione elettronica
della rivista cartacea. Ma molto di più: uno strumento informativo che
– sfruttando le potenzialità del web – integra i contenuti del
Bollettino secondo il principio di voler informare in modo indipendente
e documentato i medici e i farmacisti italiani
. In home page
viene presentata una video intervista ad Aldo Maggioni, coordinatore
del programma di monitoraggio d'uso del farmaco Ivabradina, del quale
il Bollettino cartaceo aveva già dato notizia. Maggioni, clinico e
ricercatore del Centro Studi dell'Associazione nazionale dei Medici
Cardiologi Ospedalieri, riassume i dati raccolti nei primi quattro mesi
di osservazione e descrive i prossimi passi del progetto postmarketing
che si propone di valutare l'innovatività di questo agente antiaritmico
per il trattamento di pazienti con angina instabile. Giampiero
Mazzaglia commenta in un video il punto di vista del farmacologo
clinico ai programmi di monitoraggio d'uso dei farmaci. Il focus viene
completato dall'intervento di Nicola Montanaro, farmacologo
dell’Università di Bologna, che descrive secondo quali criteri valutare
l’esistenza di una reale innovazione terapeutica e quali ruoli occupano
l'AIFA e le Regioni per il futuro prossimo dell'innovazione in Sanità.
Bifonline è stato progettato e realizzato secondo i criteri ed
accessibilità e usabilità al fine di facilitarne l'acceso. E' previsto
un servizio gratuito di newsletter per aggiornare periodicamente gli
iscritti sulle novità del sito e sulle iniziative e attività
dell'Agenzia italiana del farmaco. Fonte: www.bif-online.it

 
 
 

Medicina: Tracciata 'Mappa' Struttura Del Virus Epatite b

Post n°748 pubblicato il 05 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie
(ANSA) - ROMA, 2 AGO - Vaporizzando il virus dell'epatite B in tante
minuscole goccioline e' stata tracciata la 'mappa' dettagliata della
sua struttura, ottenendo informazioni preziose per combatterlo. Si
tratta di un nuovo metodo messo a punto dal gruppo di Albert Heck
dell'universita' di Utrecht in Olanda, riadattando la tradizionale
spettrometria di massa, tecnica molto usata ad esempio anche per i test
anti-doping ma finora inutilizzabile per analizzare particelle grandi
quanto un intero virus. Cosi' e' stata ottenuta la prima 'mappa'
completa della struttura del virus, in due lavori pubblicati sui
Proceedings of the National Academy of Sciences USA e sulla rivista
Angewandte Chemie International Edition. ''Abbiamo usato un metodo
chiamato ionizzazione elettrospray, finora utilizzabile solo per droghe
e singole biomolecole, e nebulizzato l'intero virus - ha spiegato
all'ANSA Heck - trovando per esempio che il suo rivestimento (capside)
si puo' presentare in due diverse strutture'', due distinte forme a
icosaedro, ovvero di poliedro regolare con venti facce triangolari.
''Usando questa tecnica possiamo studiare la composizione esatta del
virus e il suo modo di assemblarsi - ha aggiunto Heck - cosa che ci
permettera' di interferire con l'assemblaggio e quindi di ideare nuove
cure''. (ANSA).

 
 
 

Sesso: Lo Studio, l'Anima Gemella Si Sceglie a Naso

Post n°747 pubblicato il 03 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie

Roma, 1 ago. (Adnkronos Salute) - Altro che frecce di Cupido e siti
Internet per trovare l'anima gemella. Il compagno ideale si sceglie a
naso. Un sistema poco costoso ma raffinatissimo permette, infatti, ai
moscerini della frutta di sfruttare il sensibilissimo sistema olfattivo
per scannerizzare le differenti concentrazioni di 'indizi'
nell'ambiente, e trovare così il proprio partner.

Ma basta un
piccolo problema, come ad esempio un'overdose di odori troppo forti,
per far saltare questo sistema: gli insetti avranno dei problemi nel
trovare un compagno. Così, spiegano i neurobiologi dell'Università
della California a San Diego (Usa), dell'Università di Stoccolma e del
National Institute of Child Health and Human Development, gli insetti
hanno trovato un modo per difendersi. Il loro sistema nervoso, infatti,
può smorzare la risposta agli odori intensi, per evitare che i segnali
troppo forti sovraccarichino il circuito: l'amore è salvo.

La
ricerca, pubblicata su 'Neuron', ha evidenziato "un meccanismo di
controllo nel sistema olfattivo - spiega Jing Wang, docente di biologia
dell'Ucsd - Questo meccanismo può essere utile per permettere ai
moscerini di esplorare il panorama di odori nell'ambiente", senza
essere travolti da eventuali picchi. I ricercatori hanno scoperto che i
neuroni olfattivi rispondono a particolari sostanze chimiche, i
feromoni, per individuare i partner. Mentre altre sostanze, come
l'etilesaonato (dal profumo di banana), possono creare problemi agli
insetti.

Quando i ricercatori hanno spalmato profumo di banana
sulle antenne dei moscerini della frutta, infatti, hanno registrato un
sovraccarico di trasmissioni neuronali. E hanno visto che il processo
di individuazione di un compagno diventava più complicato. Ma i
ricercatori hanno anche scoperto che i moscerini hanno un sistema di
sicurezza che permette di escludere le interferenze. Se questo manca, i
maschi faticano a individuare le femmine nell'ambiente, anche se sono
confinati nel minuscolo spazio di un dischetto di plastica largo appena
40 millimetri.

"Gli insetti cui manca l'inibizione a livello dei
neuroni che rilevano i feromoni, spesso faticano molto o non riescono a
individuare una compagna", concludono i ricercatori.


 
 
 

Sesso: Scoperto Gene Transex, Fa Sentire La Donna Un Uomo

Post n°746 pubblicato il 03 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da  Yahoo! Notizie

Roma, 1 ago. (Adnkronos Salute) - Scoperto il gene che fa sentire le
donne un uomo. La variante associata al transessualismo femminile è in
un gene che codifica un enzima chiamato citocromo P17, che sovrintende
al metabolismo degli ormoni sessuali. La presenza della mutazione si
traduce in una concentrazione più alta del normale di ormoni sessuali,
sia maschili che femminili, nei tessuti. Con conseguenze nello sviluppo
cerebrale sin dalle prime fasi di vita.

Il transessualismo, in
genere, viene considerato una condizione frutto di un complesso di
interazioni: geni, ambiente e fattori socioculturali. Ma ora i
ricercatori dell'università di Vienna affermano convinti di essere
riusciti a trovare "la base genetica che fa sentire le donne
appartenenti all'altro sesso". Lo studio è pubblicato su Fertility and
Sterility.

La variante genetica transex è stata scoperta
incrociando i patrimoni genetici di 49 transessuali donna-uomo, 102
transessuali uomo-donna e 1.669 persone con identità sessuale, fisica e
mentale corrispondente. Così facendo, i genetisti austriaci hanno
scoperto che la modificazione genetica è molto più comune tra gli
uomini. Ma nel sesso maschile le percentuali non differiscono tra chi è
transex e chi no. Al contrario, la mutazione nelle donne è presente nel
44% delle transessuali e nel 31% di quante si sentono bene nel loro
corpo.

Queste differenze spiegherebbero, ipotizzano gli
scienziati, la condizione di quelle donne che si sentono in un corpo
sbagliato e invece vorrebbero essere uomo. "Colpa della variante
genetica che fa aumentare la concentrazione degli ormoni sessuali,
compreso il testosterone. E degli effetti che questi squilibri hanno
sul cervello anche nelle primissime fasi di vita", concludono.


 
 
 

Medicina: Memoria Fa Cilecca Per Colpa Di Un Ormone

Post n°745 pubblicato il 03 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie

Roma, 1 ago. (Adnkronos Salute) - Problemi a ricordare un numero di
telefono per pochi secondi, giusto il tempo di digitarlo sul cellulare?
Potrebbe essere colpa di un ormone. Secondo uno studio americano,
pubblicato su 'Behavioral Neuroscience', l'esposizione cronica a una
dose fissa di estradiolo (ormone sessuale) fa 'inceppare' la memoria di
lavoro e impedisce di controllarsi, almeno nei topolini. Lo rivela una
ricerca condotta sui ratti da un team di biologi statunitensi. Gli
animali trattati con l'ormone, infatti, avevano difficoltà
nell'eseguire un test 'ad hoc' e aggiudicarsi la ricompensa.

"Nel
caso della memoria di lavoro un dato viene ricordato solo il tempo
necessario al suo utilizzo", spiega Susan Shantz dell'University of
Illinois a Urbana Champanign, responsabile dello studio. Nella ricerca
alcuni ratti sono stati addestrati a premere una sola fra due leve per
ottenere del cibo: quelli che riuscivano ad alternare le due leve
ricevevano il premio, mentre gli animali che si limitavano a premere
più volte la stessa barra non ottenevano nulla. Ebbene, i ratti esposti
all'estradiolo erano meno abili dei compagni nell'aggiudicarsi la
ricompensa. Non solo: un altro test ha svelato che gli animali 'sotto
estradiolo' sono anche meno in grado di attendere qualche secondo prima
di rispondere a uno stimolo.

"Insomma, sono risultati meno capaci
di controllarsi", dice la studiosa. Per colpa dell'ormone, dunque, i
topi sono meno precisi, più iperattivi e finiscono per aggiudicarsi
meno premi rispetto agli altri.


 
 
 

Menopausa in arrivo? Occhio alla sindrome metabolica!

Post n°744 pubblicato il 03 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie
Pensiero Scientifico - Ven 1 Ago - 17.11

Nell’imminenza della menopausa, il rischio di sviluppare sindrome metabolica cresce drasticamente: lo rivela uno studio apparso sugli Archives of Internal Medicine.

I ricercatori del Rush University Medical Center di Chicago coordinati da Imke Janssen hanno preso in esame 949 donne tra i 42 e i 52 anni per quasi un decennio, scoprendo che il rischio di sviluppare sindrome metabolica cresce per sei anni a partire dall’ultimo ciclo mestruale: l’ipoesi è che il fenomeno sia legato ai livelli di testosterone nell’organismo femminile.

La sindrome metabolica viene diagnosticata quando una persona presenta tre o più dei seguenti sintomi:

- obesità centrale, caratterizzata da una circonferenza vita ≥ a 102 cm nei maschi e 88 cm nelle femmine;

- alto livello dei trigliceridi nel sangue ( ≥ 150 mg/dl);

- basso livello di colesterolo HDL (≤ 40 mg/dl nei maschi e 50 mg/dl nelle femmine);

- ipertensione arteriosa;

- alti livelli di glicemia a digiuno.

“Il messagggio per le donne è: tra i 45 e i 55 anni succede qualcosa che non è ancora chiaro ma è pericoloso”, spiega la Janssen, “e quindi in quegli anni le abitudini salutari e uno stile di vita corretto diventano più importanti che mai”.

Fonte: Imke Janssen I, Powell LH, Crawford S et al. Menopause and the Metabolic Syndrome: The Study of Women's Health Across the Nation. Arch Intern Med. 2008; 168(14): 1568-1575.

david frati

 
 
 

Abuso di alcol nonostante cirrosi, chirurgia e pericolo di morte

Post n°743 pubblicato il 03 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie
Pensiero Scientifico - Ven 1 Ago - 16.47

Anche interventi chirurgici importanti allo stomaco non inducono i pazienti malati di cirrosi a smettere di bere. Lo sconcertante dato viene da uno studio pubblicato dall’American Journal of Gastroenterology.

I ricercatori dell’University of Wisconsin School of Medicine and Public Health guidati da Michael R. Lucey hanno esaminato 132 pazienti con cirrosi epatica sottoposti a una procedura chirurgica necessaria in questi casi, che prevede la riduzione della ‘pressione’ nelle vene di esofago e stomaco per impedire gravi emorragie. La domanda era: nei 5 anni successivi a questo grave intervento chirurgico avete smesso di bere alcol come consigliato? Ben il 40 per cento dei pazienti, è emerso, aveva continuato a bere smodatamente nonostante i divieti e nonostante un aumento esponenziale del rischio di emorragie e morte.

Fonte: Lucey MR, Connor JT et al for the DIVERT Study Group. Alcohol Consumption by Cirrhotic Subjects: Patterns of Use and Effects on Liver Function . Am J Gastroenterol 2008; 103: 1698–1706.

david frati

 
 
 

Alimenti: Sacconi, Nessun Caso Contenitori In Plastica Pericolosi

Post n°742 pubblicato il 02 Agosto 2008 da giromapa

Da Yahoo! Notizie
Roma, 30 lug. (Adnkronos Salute) - "In Italia, a oggi, non ci è
pervenuta alcuna segnalazione di non congruità dei contenitori per
alimenti in polivinilcloruro". Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi
risponde così all'interrogazione a risposta immediata, questo
pomeriggio al Question time alla Camera, di Domenico Scilipoti
dell'Italia dei valori sui pericoli per la salute derivanti dall'uso di
contenitori per alimenti in plastica. "In un quadro di doverosa tutela
consumatori - replica Sacconi al parlamentare dell'opposizione -
ricordiamo che i materiali plastici sono da anni disciplinati in modo
rigoroso, sia in Italia che nell'Unione europea, con disposizioni di
carattere generale e specifiche per i contenitori di alimenti.
Materiali e oggetti - prosegue Sacconi - devono essere sempre
accompagnati da dichiarazioni di conformità. E anche l'uso del cloruro
di polivinile è strettamente regolamentato". Da qui l'assicurazione
sull'assenza di segnalazioni di pericoli per la salute. "Stessi
controlli - continua il ministro - si applicano sugli additivi
alimentari, che devono essere esplicitamente autorizzati a livello Ue e
autorizzati dall'Efsa (l'autorità per la sicurezza alimentare
dell'Unione). Il ministero - conclude Sacconi - attua infine la sua
vigilanza con Regioni e Nas. E annualmente presenta una relazione di
vigilanza e controllo sulle bevande".

 
 
 

Prezzi e fame aumentano, ma in Usa porzioni sempre giganti

Post n°741 pubblicato il 02 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie
Pensiero Scientifico - Mer 30 Lug - 17.24

L’aumento del prezzo dei generi alimentari sul mercato mondiale e la fame che colpisce 800 milioni di persone che hanno gravi difficoltà a trovare il cibo ogni giorno accendono i riflettori sulla questione delle porzioni alimentari nei Paesi sviluppati: c’è chi mangia troppo poco e chi mangia decisamente troppo...

Una recente ricerca della FAO ha sancito che gli abitanti degli Stati Uniti hanno il più elevato consumo di cibo pro capite del pianeta con 3700 calorie in media ogni giorno. Secondi in classifica i canadesi con 3590 calorie.

Chiunque abbia mai mangiato in un ristorante o in un fast-food negli Usa sarà sicuramente rimasto stupefatto dalla grandezza delle porzioni. La crisi dei prezzi inciderà su questo andazzo? Sui media americani ultimamente trovano spazio le segnalazioni di qualche riduzione delle porzioni con prezzi identici per bilanciare l’aumento delle materie prime, ma non è una tendenza generalizzata. Spiega Margo Wootan, direttrice del settore Nutrizione del Center for Science in the Public Interest: “I costi crescenti dei prodotti agricoli comunque non sono alti quanto altri costi che un ristoratore statunitense deve affrontare, come quello del lavoro, della pubblicità e dei trasporti. Se paghi 1 dollaro una porzione di patate fritte, solo 20 centesimi vanno effettivamente a coprire il costo del cibo, olio e sale compresi. Quindi offrire ai clienti porzioni più grandi della media incide poco sui costi e in compenso attira clienti. Dubito quindi che l’andazzo cambierà”.

Fonte: Melvin J. US food portions: monuments of decadence?

david frati

 
 
 

Avere figli dopo un cancro, quali speranze

Post n°740 pubblicato il 02 Agosto 2008 da giromapa

Da Yahoo! Notizie
Pensiero Scientifico - Mer 30 Lug - 16.21

E alle speranze di avere un figlio delle persone alle quali viene diagnosticato un cancro chi ci pensa? Se lo domanda un’inchiesta del settimanale Newsweek.

I tassi di sopravvivenza dei malati di cancro crescono, medici e pazienti sono sempre più attenti alla qualità della vita, e la questione della fertilità di chi ha avuto o ha un cancro è sempre più all’ordine del giorno. Il problema è che circa la metà di tutte le persone under 45 che ricevono ogni anno una diagnosi di cancro vengono sottoposte a trattamenti che danneggiano gravemente la fertilità. I tipi di cancro che più frequentemente colpiscono i giovani (leucemia, linfoma, cancro al seno) richiedono alcune delle forme più tossiche esistenti di chemioterapia, che colpiscono duro le cellule del corpo che crescono rapidamente, come follicoli piliferi, spermatozoi, ovuli.

Ma oggi i malati di cancro che vogliono avere dei figli hanno a disposizione nuove armi – dove la legge consente di usarle: banche dello sperma, fertilizzazione in vitro, conservazione di ovuli o tessuto ovarico, fecondazione assistita. Tutto questo in attesa di chemioterapie meno devastanti. Ma solo pochissimi oncologi trasmettono queste vitali informazioni ai loro pazienti, sia perché non sono molto aggiornati sulle tecniche di fecondazione artificiale, sia perché sono più preoccupati di salvare le vite dei loro pazienti che della loro voglia di genitorialità. Qualcosa sta cambiando? Spiega Nancy Lin, oncologa al Dana Farber Cancer Institute di Boston: “C’è una consapevolezza crescente tra i miei colleghi medici di questo problema, e i pazienti ne parlano sempre di più col loro medico”.

Fonte: Kuchment A. Survive cancer, have baby. Newsweek 26/07/2008.

david frati

 
 
 

Sabotare il movimento cellulare nei tessuti tumorali

Post n°739 pubblicato il 02 Agosto 2008 da giromapa
 
Tag: Salute

Da Yahoo! Notizie
Pensiero Scientifico - Mar 29 Lug - 17.15

Sabotare selettivamente i meccanismi molecolari del movimento cellulare per bloccare la crescita dei tessuti tumorali:
è la sfida del team di ricercatori della Mayo Clinic guidato da Mark
McNiven. McNiven, direttore del Mayo Clinic Cancer Center, studia il
movimento cellulare sin dagli anni ’70: “Oggi sappiamo molte più cose
su come le cellule crescono e si muovono, e questo ci sta aiutando a
capire numerosi processi patologici”. Di particolare rilievo
la scoperta di vere e proprie ‘onde’ che percorrono l’esterno della
membrana cellulare selezionando proteine-fattori di crescita che
vengono inglobate in vescicole e introdotte all’interno della cellula
dove svolgono la loro funzione
. Poiché l’Epidermal Growth
Factor (EGF) e i suoi recettori giocano un ruolo decisivo nella
crescita e nella diffusione di tumori umani quali quelli del colon, del
pancreas, delle ovaie, della mammella e del polmone, è nata l’idea di
bloccare questo processo come strategia terapeutica:
“L’internalizzazione mediata da onde di EGFR attivati nella cellula è
un meccanismo che ignoravamo e che dobbiamo assolutamente trovare il
modo di sfruttare a nostro favore”, conclude McNiven.

 

Bibliografia. Stalling biomotors to paralyze and kill cancer cells. Mayo Clinic news 2008.

david frati


 
 
 

Rai, Cappon propone Del NocePdl lascia, manca numero legale

Post n°738 pubblicato il 24 Luglio 2008 da giromapa

Da Repubblica.it
Il dg intendeva trasferire Saccà sostituendolo alla guida di Raifiction
Il dirigente ha inviato una diffida: "Decisione punitiva e senza fondamento"

Ancora a vuoto l'elezione del presidente della commissione di Vigilanza




Rai, Cappon propone Del Noce Pdl lascia, manca numero legale

Agostino Saccà










ROMA
- Il direttore generale Rai Claudio Cappon ha proposto al Cda il
trasferimento del direttore della Fiction Agostino Saccà e proposto al
suo posto Fabrizio Del Noce. Una mossa che ha disorientato i
consiglieri di centrodestra, che nella precedente riunione avevano
respinto la proposta di licenziamento
di Saccà presentata dal direttore generale. Gennaro Malgeri, Giuliano
Urbani e Marco Staderini non si sono presentati, mentre i due
consiglieri di centrodestra presenti, Angelo Maria Petroni e Giovanna
Bianchi Clerici, hanno abbandonato la seduta per evitare che si
arrivasse al voto e che quindi passasse la proposta di Cappon. Mancando
il numero legale la riunione è stata sospesa.





"La riunione è andata a vuoto, per la mancanza di numero legale
artatamente determinata da tre consiglieri - ha commentato il
consigliere di centrosinistra Sandro Curzi - Ma, nella sostanza dei
problemi finalmente messi sul tavolo del Cda, è avvenuto quello che
speravo e per il quale mi battevo da otto mesi. Finalmente, il
direttore generale ha infatti proposto la nomina di un nuovo direttore
della Fiction, contestualmente alla rimozione di Saccà".





Saccà ha intanto inviato, attraverso i suoi legali, al Cda della Rai,
una "ferma diffida a non precedere col proposito manifestato dal
direttore generale" al suo trasferimento ad altro incarico. Con il
trasferimento infatti, secondo Saccà, "si aggirerebbe la decisione del
giudice del Lavoro". Saccà parla inoltre di "trasferimento punitivo":
"Si tenta di procedere al mio trasferimento 'punitivo' e a un grave
demansionamento, - ricordo che la Direzione Generale nel suo piano di
riorganizzazione ha previsto la cancellazione della Direzione
Commerciale - e alla 'premiazione' di chi con la sua lettera, il cui
contenuto potrebbe configurare il reato di violenza privata,
sembrerebbe aver dato l'occasione per il mio demansionamento" (nella lettera di cui parla Saccà
qualche giorno fa Del Noce aveva detto che non avrebbe più partecipato
a eventi nei quali era presente anche l'attuale direttore di Rai
Fiction, ndr).
"Si procede ancora, come significato con la diffida inviata ieri dai
miei avvocati - ha scritto ancora Saccà - calpestando le norme dello
Statuto dei lavoratori sul procedimento disciplinare e sulla base di un
uso totalmente illegale delle intercettazioni, alcune delle quali,
comprese quella a base della contestazione del dr.Del Noce che
risultano alterate (scrivo alterate e non ovviamente manipolate perché
quest'ultima evenienza dovrebbe essere provata solo dall'Autorità
Giudiziaria)".





Secondo Saccà, infatti, nell'intenzione di proporre il suo
trasferimento c'è una "evidente violazione delle regole perché si
continua a dar vita ad un procedimento disciplinare che è stato chiuso
con il precedente voto del Cda", sottolinea il direttore di Rai Fiction
con riferimento alla bocciatura della proposta di licenziamento già
fatta dal direttore generale Claudio Cappon ai consiglieri.






Ancora a vuoto voto commissione Vigilanza. Anche
oggi niente da fare per l'elezione del nuovo presidente della
commissione di vigilanza Rai, che ha come candidato dell'opposizione
Leoluca Orlando. E' mancato infatti il numero legale per l'assenza dei
rappresentanti della maggioranza, c'era il solo Alessio Butti,
capogruppo di An ma la sua - come ha sottolineato - era una presenza
più che altro di "cortesia istituzionale" nei confronti di chi ha
convocato la seduta.





E' la quarta volta che va a vuoto l'elezione del nuovo presidente.
Perché il voto sia valido occorre la presenza di 24 commissari su un
totale di 40, e questo per il primo e il secondo voto mentre dal terzo
è sufficiente la presenza di 21 commissari. Ma mancando il numero
legale, finora non si è mai votato e quindi si rimane sempre fermi ad
un minimo di 24 presenti. A questo punto l'elezione dovrebbe slittare a
settembre, anche se in teoria c'è ancora tempo per altri tentativi
prima della chiusura estiva.







(23 luglio 2008)

 
 
 

Alitalia, prima il commissariopoi la cordata da 700 milioni

Post n°737 pubblicato il 24 Luglio 2008 da giromapa

Da Repubblica.it
Nuovi contratti per meno della metà dei dipendenti. Ci saranno scivoli e esternalizzazioni
Tra i nuovi soci ci sono AirOne, Intesa, Benetton e Ligresti
 
di LUCIO CILLIS ROBERTO MANIA


Alitalia, prima il commissario poi la cordata da 700 milioni




ROMA
- Alitalia, ultimo atto, nasce "Alitalia 2". Il ministro dell'Economia,
Giulio Tremonti, si aspetta entro una settimana la visita in Via XX
settembre dell'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado
Passera, con la proposta per salvare la compagnia di bandiera. Venti
giorni per analizzarlo, poi l'avvio del piano di privatizzazione per
fare nascere dalle ceneri di Alitalia una nuova aerolinea, più piccola,
tutta italiana, integrata con Air One di Carlo Toto. Un piano lacrime e
sangue, con 4-5 mila esuberi e probabili esternalizzazioni per arrivare
quasi al dimezzamento dell'attuale forza lavoro della Magliana, con un
pacchetto di prepensionamenti e cassa integrazione straordinaria che
graveranno ancora sul bilancio pubblico dopo il contestato (anche da
Bruxelles) ennesimo prestito ponte da 300 milioni di euro.



Nuovo sarà anche
il contratto di lavoro di piloti, hostess e steward che verranno
salvati dalla scure.
E proprio il pesante impatto sociale del
progetto di ristrutturazione, scritto dall'advisor Intesa, sta facendo
maturare l'idea nel governo di rinviare ai primi di settembre lo
showdown con i sindacati. Farlo prima significherebbe far esplodere il
caos nei cieli italiani durante il periodo estivo. Con nuove lesioni al
turismo dopo la Rifiutopoli napoletana.



Sottotraccia,
nel governo è in atto un braccio di ferro fra chi vorrebbe sposare una
linea decisionista e chi propone di superare, appunto, la fase estiva.



Tuttavia, tra
valutazione di carattere finanziario e di natura politico-sociale, i
contorni della nuova Alitalia sono definiti e in larga parte condivisi
dal governo. Almeno questo scaturisce dai palazzi ministeriali. D'altra
parte l'ipotesi di rilancio della Magliana presuppone un intervento
decisivo sul piano normativo: servono alcune modifiche alla legge
Marzano (quella che ha permesso il risanamento finanziario della
Parmalat) sull'amministrazione straordinaria.




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I tecnici legislativi
dei ministeri interessati (lo Sviluppo economico di Claudio Scajola, il
Tesoro di Giulio Tremonti, ma anche il Welfare di Maurizio Sacconi e
Palazzo Chigi) pensano a una norma che renda più celere il ricorso
all'amministrazione straordinaria evitando il rischio che i debiti
(Alitalia ne è oberata) possano trasferirsi sui nuovi soci,
compromettendo il progetto di rilancio. Sarà questo un passaggio-chiave
perché il successivo commissario nominato dal governo possa cedere ai
potenziali offerenti la nuova compagnia.



Che ripartirà
vendendo i vecchi aerei di proprietà e altri asset per poi ottenere
velivoli di medio e lungo raggio da una delle società di leasing che fa
capo al colosso General Electric Finance. L'acquisto dei nuovi
aeromobili, dunque, arriverà solo in un secondo momento.



La fusione con
Air One e Volare (ma non viene esclusa a priori anche una successiva
integrazione con Meridiana), creerà un gruppo che affiderà al marchio
Alitalia (bocciata l'ipotesi di un brand diverso) i voli di medio e
lungo raggio da Fiumicino mentre la compagnia oggi guidata da Carlo
Toto potrebbe accentuare la presenza sullo scalo milanese, alimentato
da una snella rete di collegamenti col resto d'Italia. Di fronte alle
possibili obiezioni dell'Antitrust di Antonio Catricalà per l'eccessiva
concentrazione di voli lungo le rotte Roma-Milano e Roma-Catania, la
nuova Alitalia potrebbe rinunciare agli slot di Catania, mentre si
difenderà sulla Roma-Milano "forte" della concorrenza che a partire dal
2011 le faranno i treni che viaggeranno sull'alta velocità a 300
chilometri all'ora.




Novità in
arrivo anche per Malpensa, da dove partiranno nuovi collegamenti per
New York e ripristinati quelli con la Cina. Resterebbero a Fiumicino
gli altri collegamenti di lungo raggio, comprese America Latina e
India. La flotta di "Alitalia 2" sarà ridotta rispetto ad oggi (circa
150 aerei) ma più competitiva e con pochi anni di servizio sulle
spalle: verranno progressivamente dismessi dei vecchi divoratori di
kerosene, come gli Md 80 per il breve-medio raggio, sostituiti dalla
serie 321 di Airbus, mentre sul lungo raggio si punterà sul leasing dei
Boeing 767 e 777 e successivamente sul nuovo modello 787.




Sulla nuova
compagnia pesano le regole dettate dalle alleanze e gli accordi
internazionali con due colossi dei cieli in competizione come Air
France (Sky Team di cui fa parte Alitalia), e Lufthansa (Star Alliance)
legata da accordi commerciali con Air One. Si aprirà su questo un'asta
per scegliere la futura alleanza.




La cordata
italiana, dunque, sembra aver preso corpo. Tre le fasce di soci delle
newco, non ancora del tutto definite: una prima (Intesa-Sanpaolo,
Benetton, Ligresti e probabilmente anche Colaninno, che tuttavia non ha
ancora sciolto tutte le riserve) con un impegno di 100 milioni a testa;
una seconda (tra cui Fossati e Gavio) con 50 milioni; una terza,
infine, con un pacchetto complessivo di 100 milioni alla quale dovrebbe
contribuire anche Marco Tronchetti Provera e il presidente della
Confindustria, Emma Marcegaglia. L'obiettivo di raggiungere i 700-750
milioni per lo start-up dovrebbe essere raggiunto. A questi va aggiunto
il conferimento della flotta da parte di Air One (250 milioni).




I tagli del
personale, infine. Non esistono ancora numeri certi ma si parla
insistentemente di un taglio accompagnato da ammortizzatori sociali di
circa 4.000 unità: nel pacchetto ci sarebbero 550 piloti (140 solo per
il cargo che dovrebbe essere ceduto), 1.100 assistenti di volo, 2.300
dipendenti di terra. A Palazzo Chigi si studiano anche la possibilità
di una cura dimagrante molto forte che prevede l'esternalizzazione
delle attività di Alitalia Airport nei piccoli scali (300 lavoratori)
ad eccezione di Fiumicino, quelle di amministrazione e It (1.800
persone circa), di Atitech (700) e di buona parte della manutenzione.




In questo caso
le indiscrezioni parlano di una uscita verso altre società (Fintecna o
Finmeccanica, per esempio) per circa 4-5 mila dipendenti lasciando alla
newco la scelta di quali settori eventualmente tenere e con quale forza
lavoro.









(23 luglio 2008)

 
 
 

Caso Tavaroli, Fassino: "Falsità"Colaninno annuncia querela

Post n°736 pubblicato il 24 Luglio 2008 da giromapa
 

Da Repubblica.it
L'ex segretario dei Ds: "Ho chiesto ai miei legali di tutelarmi contro questa vigliaccata"
Il Pd fa quadrato. Veltroni rinnova "fiducia e stima personale e politica"Smentisce anche Nicola Rossi: "Dichiarazioni destituite di ogni fondamento"




Caso Tavaroli, Fassino:

Piero Fassino










ROMA - L'ex segretario dei Ds Piero Fassino smentisce le affermazioni di Tavaroli pubblicate oggi da Repubblica.
"Ho dato mandato ai miei legali di tutelarmi contro questa vigliaccata.
L'affermazione pubblicata, nell'intervista di Giuseppe D'Avanzo al sig.
Tavaroli secondo cui non meglio precisate tangenti sarebbero "approdate
a Londra nel conto dell'Oak Fund a cui erano interessati i fratelli
Magnoni e dove avevano la firma Nicola Rossi e Piero Fassino" è una
pura falsità, inventata di sana pianta. Non conosco i fratelli Magnoni.
Non ho mai avuto firme su conti esteri né a Londra, né altrove. Non so
neanche cosa sia l'Oak Fund. Per queste ragioni ho immediatamente dato
mandato ai miei legali di tutelarmi contro Tavaroli, D'Avanzo e
chiunque altro sia responsabile di questa vigliaccata, nonché contro
chiunque continuasse a diffonderla. Trovo inconcepibile che La
Repubblica pubblichi, e per di più richiamandola con titoli di prima e
seconda pagina e mia fotografia, una notizia del tutto falsa senza
neanche verificarne non dico la fondatezza, ma la minima attendibilità.
Non si invochi il diritto di cronaca o la libertà di stampa, che non
c'entrano niente. Qui si sputtana una persona onesta e pulita ledendone
la onorabilità e la dignità. E questo è inaccettabile".





E a Fassino arriva la solidarietà dei tutto il Partito Democratico, a
cominciare dal segretario, Walter Veltroni: "Condivido integralmente la
sua dichiarazione e voglio confermargli la mia grande fiducia e stima
personale e politica". Ma è tutto il partito a schierarsi compatto al
fianco di Piero Fassino, indicato dallo 007 della Telecom come uno dei
due possessori di un presunto fondo estero a Londra: "Nessun dubbio
sull'onestà di Piero Fassino. Piuttosto la pubblicazione delle
'confessioni' di Tavaroli è un'operazione indecente, da democrazia
malata", sostengono stamane i principali esponenti del partito, riuniti
subito in coordinamento da Veltroni. "Un'operazione indecente - si
ripete al Nazareno - perché non si pubblicano atti di un'inchiesta, ma
parole di un indagato che parla senza l'onere della prova e ammette di
non avere nulla da perdere. E' chiaro che Tavaroli spara sul mucchio".


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Respingono le accuse anche gli altri esponenti politici tirati in ballo
dalle dichiarazioni di Tavaroli. Anche Roberto Colaninno le definisce
"prive di qualunque fondamento e del tutto contrarie al vero". Per
questo, si legge in una nota, il numero uno della Piaggio ha "conferito
mandato ai propri legali per tutelare la propria reputazione nelle sedi
a ciò preposte".





"Quanto riportato oggi da alcuni organi di stampa è destituito di ogni
fondamento", afferma Nicola Rossi, senatore Pd, che ha dato ampio
mandato ai suoi legali di tutelarlo in tutte le sedi opportune e in
tutte le forme consentite dall'ordinamento. A Rossi è andata anche la
solidarietà di Veltroni, che stamane gli ha telefonato per ribadirgli
il suo sostegno e la sua stima.





La polemica non è limitata agli esponenti del Pd. Annuncia una querela
nei confronti di Tavaroli anche il segretario dei Popolari-Udeur,
Clemente Mastella: "Quelle del signor Tavaroli sono soltanto illazioni,
destituite di ogni fondamento e delle quali risponderà in tribunale".





Il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli critica anche
lo stile adottato da Repubblica, oltre al contenuto dell'articolo:
"Quantomeno curioso lo stile adottato da Repubblica-D'Avanzo per le
esplosive dichiarazioni di Tavaroli, esplosive soprattutto per una
certa parte degli allora Ds, visto che vanno a toccare il nervo più
sensibile che è quello delle vicende Telecom". Cauto il presidente dei
senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: "Bisogna verificare le
affermazioni apparse oggi sulla stampa, perché le fonti vanno prese con
le pinze".






(22 luglio 2008)

 
 
 
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