Creato da jenny662007 il 04/10/2007

RIFLESSI

siamo gocce in un oceano

 

dal

Post n°1028 pubblicato il 25 Agosto 2010 da jenny662007

kg

 

Perchè il coraggio non sta nello scendere anche se il treno è in corsa.

Il vero coraggio sta nel mettere un piede

sulla rampa di quel treno e buttarsi a capofitto,

sapere di aspettarsi qualcosa ma non immaginarsi nulla,

viverla per come è.

E se davvero quel treno è tuo,prima o poi il viaggio riparte da lì,

ad un orario diverso,ad una stazione diversa,ad una fermata diversa,

con te cresciuto e senza valigia…

Perchè tutto quello che cerchi è quel treno e quel viaggio è la tua vita.

(Alessia Auriemma)

 

 

 
 
 

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Post n°1027 pubblicato il 25 Agosto 2010 da jenny662007

kg

 

 

Quell’uomo non era soltanto mio padre.

Era un uomo speciale

coperto,come me,da una pelle normale.

Mi ha lasciato un grande insegnamento:

capisci che sei davvero entrato in contatto

con qualcuno o qualcosa

quando rompi ogni barriera.

Era pienamente convinto che il vero insegnamento

era nel “punto di rottura” poichè,

una volta rotti gli argini,

si impara e si insegna nello stesso tempo.

Posso dire che sono stata travolta da molte onde gigantesche.

Ma la differenza è riuscire a lambire senza sommergere.

 

 

(Alessia Auriemma)

 
 
 

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Post n°1026 pubblicato il 23 Agosto 2010 da jenny662007

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Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno. La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia.

( K.Gibran )

 
 
 

Ritorno.... Ancora un attimo e ritorno.....

Post n°1025 pubblicato il 06 Luglio 2010 da jenny662007

stoperka69

 

 

Si sentiva il mare, come una slavina continua, tuono incessante di un temporale figlio di chissà che cielo. Non smetteva un attimo. Non conosceva stanchezza. Non consceva clemenza. Se tu lo guardi te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Ma nel buio…Tutto quell’infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillan...te e cieco. Non lo spegni, il mare, quando brucia la notte.

Alessandro Baricco

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°1024 pubblicato il 24 Aprile 2010 da jenny662007

SASHA

 

Ho perdonato gli errori quasi imperdonabili,
Ho provato a sostituire persone insostituibili

E dimenticato persone indimenticabili

Ho agito per impulso,
sono stata delusa dalle persone che non pensavo lo potessero fare,
ma anch’io ho deluso.

Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo;
mi sono fatta amici per l’eternità.

Ho riso quando non era necessario

Ho amato e sono stata riamata,
ma sono stata anche respinta.
Sono stata amata e non ho saputo ricambiare.

Ho gridato e saltato per tante gioie tante
Ho vissuto d’amore
e fatto promesse
di eternità,
ma mi sono bruciata
il cuore tante volte!

Ho pianto ascoltando
la musica o guardando le foto

Ho telefonato solo per ascoltare una voce
Io sono di nuovo innamorata di un sorriso

Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e…
ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale ( che ho finito per perdere)…ma sono sopravvissuta!

E vivo ancora !
E la vita, non mi stanca …
E anche tu non dovrai stancartene.
Vivi!!

E’ veramente buono battersi con persuasione,
abbracciare la vita e vivere con passione,
perdere con classe e vincere osando,
perchè il mondo appartiene a chi osa!

LA VITA E’ TROPPO BELLA
per essere insignificante !
(Charles Chaplin)

 
 
 

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Post n°1023 pubblicato il 24 Aprile 2010 da jenny662007

 

 Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e’ passato 
e’ come se non ci fosse mai stato.
Il passato e’ un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
 Il passato e’ solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho gia’ visto
non conta piu’ niente.
Il passato ed il futuro
non sono realta’ ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.
Alda Merini

 
 
 

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Post n°1022 pubblicato il 16 Aprile 2010 da jenny662007

kg1

 

 Giovane amico se ami per la prima volta,
questo è il miracolo della vita.
Entra nel sogno con gli occhi aperti
e vivilo con amore fermo;
il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.
Ama la tua donna senza chiedere altro
all'infuori dell' eterna domanda
che fa tremare di nostalgia i vecchi cuori;
ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire.
Guardala negli occhi affinché l'anima tremi
e si veli di una lacrima la pupilla chiara;
stringile la mano, affinché le dita si svincolino
con il disperato desiderio di riunirsi ancora,
e le mani e gli occhi
dicano le sicure promesse del vostro domani.
Ma ricorda ancora che se i corpi si riflettono negli occhi,
le anime si vedono nelle sventure.
Non sentirti umiliato nel riconoscere
una sua qualità che non possiedi,
non crederti superiore poiché solo la vita
dirà la vostra diversa avventura;
non imporre la tua volontà a parole,
ma soltanto con l esempio;
ed anche questa sposa,
tua compagna di quell'ignoto cammino che è la vita,
amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio.
E sii sincero giovane amico,
se l'amore sarà forte, ogni destino vi farà sorridere.
Amala come il sole che invochi al mattino;
rispettala come un fiore che attende la luce dell aurora.
Sii questo per lei e, poiché questo lei deve essere per te,
ringraziate insieme Dio
che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita.

S. Agostino

 
 
 

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Post n°1021 pubblicato il 14 Aprile 2010 da jenny662007

 

 

Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale.
A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo.
Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza. L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore.
Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra.
L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza.
Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.
Sebbene l'altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla.
Con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva.
Passarono i giorni e le settimane.
Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovo il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno.
L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.
Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto.
Essa si affacciava su un muro bianco.
L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra. L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro. "Forse, voleva farle coraggio." disse.

Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata. Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare.
L'oggi è un dono, è per questo motivo che si chiama presente.

http://img147.imageshack.us/img147/2201/testatajp0.jpg

 
 
 

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Post n°1020 pubblicato il 04 Aprile 2010 da jenny662007

Buona Pasqua a chi non aspetta la festa per augurare ogni bene,

a chi pensa a un amico lontano e lo stringe a sč col pensiero,

a chi brinda al successo altrui senza vestirsi di ipocrisia,

a chi non usa i figli per i propri luridi scopi,

a chi li ama incondizionatamente per vocazione e spontaneitą senza aspettarsi nulla in cambio,

a chi stringe la mano a un povero e si sente ricco d'amore dentro,

a chi vuole bene e non pone limiti a questo sentimento,

a chi sa leggere oltre le parole e tace...

Buona Pasqua ai miei amici in rete, a quelli che vivo nel reale, a chi passa da qui e lascia un sorriso, a chi va via in silenzio, a chi pensa, a chi ama, a chi lotta, a chi vive, a chi sopravvive, ai miei nemici, a chi mi fa la guerra, a chi si pone mille perchč, e achi riesce a trovare le risposte...

Buona Pasqua da me che sono in tutto questo

e in niente...

 
 
 

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Post n°1019 pubblicato il 04 Aprile 2010 da jenny662007

Noi nemmeno col vicino di casa ci capiamo, figuriamoci con le persone che fanno di tutto per non farsi amare.
E allora te la mando io una colomba: Non portarla alle persone che ami, non serve.
Portala ai cattivi, ai delinquenti, agli assassini.
Portala al drogato, a chi porti pił odio.
Portala ai carcerati.
Portala al vicino di casa, ai terremotati, agli extracomunitari.
Vedrai, magari volerą pił piano, ma arriverą.

Michelangelo Blanco

 
 
 

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Post n°1018 pubblicato il 27 Marzo 2010 da jenny662007

kg

 

A volte la Strada ti parla. Sussurra filastrocche di domani, come una sirena che s'affaccia alla riva dei tuoi pensieri e il tuo viaggio è il suo canto, il ritmo ubriaco dei tuoi giorni la sua cadenza. Sui marciapiedi sgranati affamati di sole. Ai vertici pulsanti delle strade, negli angoli frenetici di traiettorie in ritardo. Nel caos polifasico della metropoli, mentre ti immergi fuori dai confini di te stessa e il tuo vagare ti lascia senza fiato, mentre insegui un volto tra le maschere... il tuo.

Giovanni Di Battista

 
 
 

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Post n°1017 pubblicato il 15 Marzo 2010 da jenny662007

 Il niente è da preferirsi al soffrire? Io perfino nelle pause in cui piango sui miei fallimenti, le mie delusioni, i miei strazi, concludo che soffrire sia da preferirsi al niente.

Oriana Fallaci

 

oso

 

Lacrima non cancellare il mio più grande pensiero
C'è ancora qualcuno, c'è ancora qualcuno
che ha dentro quello che ho io
E dal fondo di questo mio cuore, c'è una speranza che sal
e che non mi fa morire come te
C'è ancora qualcuno, c'è ancora qualcuno,
che PARLA DI DIGNITA', come fosse il suo bene più caro, il più sudato traguardo
Chi vive degno di se, vive da RE
C'è ancora qualcuno, c'è ancora qualcuno
che prima ci mette l'amore e alla vita non sa rinunciare, QUINDI RISPETTA LA TUA
L'UOMO CHE AMARE NON VUOLE, NON SAPRA'
C'è ancora qualcuno, c'è ancora qualcuno,
che vive le stesse paure di sbagliare,
di perdere il tempo, di non sapersi guardare,
di non sapere più dire AMORE MIO
LACRIMA NON TI FERMARE, scendi e fai grande il mio cuore
c'è ancora qualcuno, che piange come piango io
attraverso la gioia e il dolore , passo dal bene al male
quello che poi non mi uccide mi rende più forte
C'è ancora qualcuno c'è ancora qualcuno
che vive come vivi tu, scendi lacrima e non cancellare il mio più grande pensiero
C'è una speranza che sale, DENTRO ME
e che non mi fa morire, come te

(Biagio Antonacci)

 

 

 
 
 

Il pił bel regalo di anniversario.......

Post n°1016 pubblicato il 05 Marzo 2010 da jenny662007

 "C'era una volta..." tutte le favole iniziano così...

 

 

 

Quei lunghi pomeriggi d'estate trascorsi in un cortile con in mano un pallone, alla ricerca di chi avesse già finito quei compiti d'estate assegnati dal maestro, così severo, con quei baffi neri. Noi, ragazzini spensierati, inconsapevoli nel crescere che la vita, con le sue esperienze, aspettasse anche noi. Ricordo quando mia madre mi chiamava dal balcone che dava sul cortile: "Vieni su che il panino è pronto!"... Quel famoso panino, pomodori secchi sott'olio o, meglio, melanzane sott'olio, ortaggi preparati con cura da vecchie ricette custodite gelosamente da madre in figlia.  

Erano così che i pomeriggi d'estate trascorrevano, quattro calci ad un pallone e spuntini caserecci... Gli adulti erano sempre persone con problemi da affrontare, noi ragazzini sognavamo una vita senza quei problemi; chissà se poi un giorno...

"Questo con i miei figli non succederà mai!" prometteva un'amica, un pò più grande, lamentandosi con chi le aveva rubato gli anni. Quelle promesse neanche ci sfioravano ma, forse, da "grandi" avremmo capito qualcosa anche noi!  "Io farò l'avvocato, difenderò mia madre dallo zio che vuole per forza prendersi tutto quello che il nonno ha lasciato"... Un altro mio amico voleva fare il  medico, erano troppi i bambini africani che morivano; io non ricordo cosa volessi fare da grande, di certo, forse, non l'ingegnere. Ricordo i libri letti di antichi scrittori con frasi che mi affascinavano: "Panta rei os potamos" "Tutto scorre come un fiume"... cosa poi dovesse scorrere non era tanto chiaro. E' così che tra scuola, giochi e feste, gli anni scorrevano! Forse era questo il significato dello scorrere, e alla fine ti ritrovi un pò più grande e, a volte, è molto il tempo che sprechiamo per contemplare la caduta di sogni maturi, frutti di una adolescenza.

Ricordo che avevo qualche annetto in più e, rovistando tra le vecchie cose che la nonna aveva riposto in soffitta trovai un quaderno grande con tanti fogli su cui non vi era scritto nulla: mai usato! Lì mi venne un'idea, non nuova, forse perchè affascinato dai classici antichi volevo anch'io scrivere qualcosa, un romanzo e, poi, quel quaderno lasciarlo lì con le sue pagine bianche, era proprio un peccato non utilizzarlo! Ma, alla fine, quel romanzo non nacque mai e mi limitai a scrivere tutto quello che ritenevo degno di nota e che appartenesse alla mia vita! 

Era l'anno 1976

... ho scritto, per davvero, quasi tutto... tutto quello che mi è successo: sentimenti, emozioni, novità, situazioni e poi... e poi non ricordo più, è tanto che non lo leggo! L'avrei fatto volentieri ma, quel quaderno, resta prigioniero, di nuovo, in uno scatolone lasciato in una soffitta... Era forse il suo destino ritornarci. Perchè non riprenderlo? Perchè le chiavi di quella soffitta sono custodite da chi non deve sapere dell'esistenza di una cosa a me cara, e che a volte ho sporcato quel quaderno scrivendo di un tempo che non mi apparteneva... Ma quelle chiavi vanno riprese, per rileggere dei miei lunghi pomeriggi d'estate, dei panini fatti da mamma, delle buone intenzioni dei miei, allora, piccoli amici, e di quel tanto del mio crescere, ma soprattutto... la voglia di riscrivere su quel quaderno la mia storia, così cambiata come mai avrei immaginato... Insomma quello scrivere così: è tanto tempo che... ma sai, qui tutto è cambiato!  

Riscrivo il mio percorso di vita con un vento di serenità che spira nella mia direzione, e se quando, da adolescenti, si parlava di una donna, quella vicina ai tuoi sogni, ricordi?... quella donna si può anche incontrare! Non sarò mai bravo a parlarle del mio amore, ma so che lei avrà tanta pazienza e saprà aspettare... Continuerò a frugare tra le pagine del mio tempo, per ricordarmi di una canzone, un lui che affida al suo "pensiero" le spiegazioni di qualcosa che non ha fatto... "cerca di spiegarlo a lei"... ne ho trascorso di tempo ascoltando musica ed immaginando che volto avrebbe mai avuto quella lei e... che cosa avrebbe fatto quel lui. Ma, in un tempo così lontano da quegli anni, riascoltando quella canzone, ho capito che quel volto che immaginavo, io l'avevo incontrato... e se poi una sera di settembre qualcosa offuscò il nostro stare insieme... allora si possono rubare le parole di quella canzone, così appropriate, per dire al mio "pensiero": "non restare chiuso qui, pensiero, riempiti di sole e vai nel cielo, cerca la sua casa e poi sul muro scrivi tutto ciò che sai che è vero, sono un uomo strano ma sincero, cerca di spiegarlo a lei, pensiero, quella notte giù in città... male non le ha fatto mai, davvero, solo lei nell'anima è rimasta, lo sai, questo uomo inutile troppo stanco è ormai..."

Forse non avrei mai scritto tutto ciò, ma una promessa fatta a lei resta un mio debito d'amore...

... Ho conosciuto quel volto una sera, non tanto lontano da una primavera che stava arrivando, sono rimasto in silenzio e non ricordo per quanto tempo. La fissavo mentre lei parlava ed io non riuscivo a dirle niente... Nella mia mente una sola domanda mi ripetevo, era la stessa che avevo fatto a lei quando, nello stringerle la mano, le chiesi: "Scusa ma... tu sei...?" ripetendo il suo nome, e poi ricordo di quella sera, di un vaso che, non so per quale motivo, sarebbe dovuto cadere...

Ho ritenuto giusto fermare la penna così, non mi viene difficile scrivere quel nome, ma quel nome va scritto per primo su quel quaderno che non sarà mai un romanzo, ma di certo qualcosa è diventato, e chissà se poi, un giorno, lei lo leggerà.

E... "tutti vissero felici e contenti".

E' questa la frase che chiude tutte le favole, ma il mio scrivere iniziò per gioco, inventandomi un romanzo che non scrissi mai, continuai divertendomi nello scrivere le mie emozioni, ed approdo oggi con la consapevolezza che, su quel quaderno, un'altra pagina non resterà bianca, e che ho provato, forse, a scrivere una favola rubando, almeno per una volta, un pò di tempo al mio tempo.

La vita che passa non ti restituirà il tempo vissuto, ma vivendo il tuo tempo vivrai la tua vita, ed è nel tempo che potrai incontrare chi, come me, ha cercato i sogni di una adolescenza provando a non farli cadere... e se quella adolescenza ti sembrerà così lontana e qualche sogno è caduto... è solo perchè non ha ancora incontrato quel sogno.

Martedì, 2 marzo 2010

                                                           A Miriam66... da Ferry Boat

 

kg

 

 

... Era una di quelle serate in cui cercavo le parole nei tuoi occhi... ma riuscivo solamente a cullarmi nel silenzio per paura di rovinare la magia di un attimo...

"Un giorno ti racconterò una favola"... Il tuo fu un sussurro, ed io, come una bambina davanti a un pacco regalo, mi feci prendere dall'entusiasmo... "Dài, raccontamela adesso..." E il tuo sguardo si posò sulle mie ciglia... "Un giorno te la scriverò..."

Ormai non ci credevo più, e un pò temevo che, quella favola, cominciasse ad allontanarsi da noi...

E invece...

La sera del nostro secondo anniversario hai superato te stesso...  E ho capito che, in quella favola, io ero la principessa... E tu, il mio principe, sei stato sublime nell'organizzare il tutto... La cena a lume di candela, in quella sala dove, all'inizio, mi sono sentita un pò la Roberts in Pretty Woman... Non avevo mai visto niente di simile, non avevo mai vissuto niente del genere... Non c'erano violini, no, ma i nostri sguardi erano musica...

Quando, a fine serata, mi hai riaccompagnata a casa, il cuore ha perso un battito... "Questo lo leggerai dopo la nostra buonanotte..." Leggo il titolo in copertina "... Una favola..."

Dio mio, avrò impiegato meno di dieci secondi per attraversare il giardino!

La nostra favola...

 

       

 

ssss

 

Leggo le prime pagine e la mia anima si scioglie...

 

"...ho sporcato quel quaderno scrivendo di un tempo che non mi apparteneva..."

Ogni fase della nostra vita è trascorsa come fosse giusto trascorresse: non siamo noi a scegliere gli eventi... essi si susseguono nel tempo senza un programma... Anche l'esserci incontrati è stato un evento non cercato dalla nostra volontà, ma è il tempo stesso che ci ha spinti l'uno verso l'altro...

"...e se quando, da adolescenti, si parlava di una donna, quella vicina ai tuoi sogni, ricordi?... quella donna si può anche incontrare! Non sarò mai bravo a parlarle del mio amore, ma so che lei avrà tanta pazienza e saprà aspettare..."

E invece sei stato bravo a parlarmi del tuo amore... Sono stata io stupida a non dare un suono ai tuoi silenzi... Avevo semplicemente paura di illudermi ancora... Come vedi ho saputo aspettare anche le parole, perchè quella donna di cui parlavi... forse era già lì, nella tua adolescenza, ma il tempo doveva temprarci, affinchè dal dolore nascesse la gioia...

"...e se poi una sera di settembre qualcosa offuscò il nostro stare insieme... allora si possono rubare le parole di quella canzone, così appropriate, per dire al mio "pensiero": "non restare chiuso qui, pensiero..."

Fu proprio in quella sera di settembre che mi resi conto quanto tu fossi diventato già importante per me... Quando ti implorai di lasciarmi andare e , invece, non potevo fare a meno dei tuoi occhi...

"... Ho conosciuto quel volto una sera... Nella mia mente una sola domanda... Scusa ma... tu sei...?"

Si, ero io, ero jenny... Ti avevo praticamente "depistato"... Non volevo incontrarti... Non volevo piacerti... Non volevo tu mi piacessi... Perchè, in fondo, sentivo già di volerti bene, ed avevo paura di legarmi...

 "... e poi ricordo di quella sera, di un vaso che, non so per quale motivo, sarebbe dovuto cadere..."

Mi sentivo il tuo sguardo addosso... Arrossivo di continuo e non sapevo come uscire dall'imbarazzo... Quando vidi quei vasi sotto i portici di quel palazzo... mi venne spontaneo: "Pensa se ne cadesse uno proprio addosso a noi...", forte del fatto che io ne sarei uscita indenne, visto sei tanto più alto di me!

"...ed approdo oggi con la consapevolezza che, su quel quaderno, un'altra pagina non resterà bianca..."

Se vuoi... la scriveremo insieme, così un giorno la leggeranno i nostri figli, e impareranno, magari, quanto conta il saper aspettare il momento giusto per cominciare a vivere una favola...

 

Miriam66 e Ferry Boat erano i nostri nick... il mio e quello di Gigi... Ci eravamo iscritti da pochi giorni in una chat... Pochi giorni... il tempo necessario per scoprire l'uno dell'esistenza dell'altro... Ci siamo incontrati e... abbiamo dimenticato persino la password! 

... E vissero tutti felici e contenti...

Gigi fa parte della mia vita, della vita delle mie figlie, dei miei amici, della mia famiglia...

Non è vero che non ci si può innamorare in rete, basta solo essere sinceri e imparare a conoscere chi si trova dall'altra parte del monitor, con molta prudenza, proprio come nella vita reale... 

 
 
 

dal

Post n°1015 pubblicato il 19 Febbraio 2010 da jenny662007

Lady

 

Era da tanto che non incontravo la mia amica S. ... Ma penso spesso a lei, la prima persona alla quale arrivò il mio male di vivere ancor prima che io pronunciassi una sola parola... Le aprii il cuore, era un pomeriggio in piena estate, avevo appena litigato col mio ex... Ricordo il suo sguardo allibito nell'ascoltarne i motivi, e quello sguardo si posò subito, con dolcezza, sui miei occhi... Non ci siamo, tuttavia, mai abbracciate: ero troppo chiusa in me stessa, c'era come una barriera intorno a me... Una barriera che mi ero costruita per difendermi, tenendo fuori buoni e cattivi, carezze e lividi, urla o semplici parole... Ci siamo sentite spesso nei primi due anni della mia separazione, fortunatamente ha superato alla grande le difficoltà lavorative ed ora può finalmente assaporare i risultati positivi dei suoi sacrifici. Gli impegni la tengono lontana da me e, considerando anche le mie giornate... beh... ci si sente proprio di rado. Ma la nostra è una di quelle amicizie che, seppure non ci s'incontra per lunghi mesi, quando capita... è come essersi incontrate dopo un giorno. La sua amica ha conosciuto un ragazzo in chat, sembra alquanto scettica, e S. mi ha chiesto di raccontarle del mio incontro con Gigi... Non c'è niente da fare: ogni volta che ne parlo... rivivo il tutto, attimo per attimo... La sua febbre proprio il giorno prima del nostro primo incontro... Quei 40 chili di bugie sul mio peso per dissuaderlo a venire a quell'appuntamento... Quel silenzio di stupore quando i nostri sguardi si sono abbracciati per la prima volta... Quel mio "Non voglio innamorarmi più" e il suo "No, non m'innamorerò"... Quelle risate in sintonia di chi si conosce da sempre... E le prime attese di uno squillo o un msg sul telefonino... Sembra ieri, ma tra dieci giorni saranno già due anni... Cosa ne è stato di quel "Non voglio innamorarmi più" e di quel "No, non m'innamorerò"...?!?

 

ros

 

 

” Non mi interessa cosa fai per vivere.
Voglio sapere per cosa sospiri e se rischi tutto per trovare i sogni del tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai.
Voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per amore, per i sogni, per l’avventura di essere vivo.
Non voglio sapere quali pianeti minacciano la tua luna.
Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.
Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo,
se puoi ballare pazzamente e lasciarti andare all’estasi che ti riempie fino alla punta delle dita
senza prevenirti di cautela, di essere realista, o di ricordarti le limitazioni degli esseri umani.
Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l’accusa di un tradimento e non tradire la tua anima.
Voglio sapere se sei fedele, e quindi di fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni,
se sei capace di far sorgere la vita con la tua sola presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il tuo fracasso, tuo o mio, e continuare a gridare all’argento di una luna piena.
Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai.
Mi interessa sapere se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste e spaccato in due,
e fare quel che si deve per i bambini.
Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare fin qui.
Voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco, con me, e non retrocedere.
Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove.
Voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto di te non l’ha fatto.
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti più vuoti.”

http://www.ilsensodite.it/

 

 
 
 

Herman Hesse scriveva:

Post n°1014 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da jenny662007

http://i204.photobucket.com/albums/bb67/mairem66/ktt4/wa4z0h.jpg

 

 



"
Aveva un folletto dentro di sé che voleva scherzare e ballare,
e uno spirito sognatore che voleva scrivere favole,
e un continuo desiderio di associare la piccola vita quotidiana alla vita grandiosa e magnifica che risonava nelle canzoni e nei dipinti,
 nei bei libri e nelle tempeste dei boschi e del mare.
 Non era contenta che un fiore dovesse essere solo un fiore e una passeggiata solo una passeggiata.
Un fiore doveva essere un elfo,
 uno spirito bello sotto bella forma
e una passeggiata non solo un piccolo e doveroso esercizio fisico e una ricreazione, bensì un viaggio ricco di presagi verso l'ignoto, una visita al vento e al ruscello, un colloquio con le cose mute."

 
 
 
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Per te che hai ridato un senso alla mia vita...

dalla tua piccola jenny

 

 

 

Ancora non sono diventata brava coi video, ma spero ti sia arrivato ciò che custodisco, stretto stretto, in fondo al cuore...

 

 

kg

 

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Sai... quando ascolti le parole di una canzone, quando le senti come uno schiaffo che ti percuote pure l'anima, fino a farti male, fino a scuotere anche l'ultimo centimetro del corpo... Quando ti rivedi con gli occhi della mente, quando ti senti tu l'autore vero, e tu solo, di quelle parole... Sai, Tesò, è come riavvolgere il nastro della vita... maledirla, benedirla... per ciò che ti ha rubato e poi, in parte, ti ha restituito... Le mie rose spezzate: quanti graffi, quante cicatrici... E le tue, il tuo vissuto, tutto quanto si racchiude dentro alla memoria... Tutto qui, tra me e te, tra sogni, i nostri sogni... quelli che temiamo di sciupare, che abbiam paura persino di sognare... E pungono, pungono ancora quelle maledette spine, tanto che un "Ti voglio bene" rimane muto sulle labbra, a metà strada tra la voce e il cuore... E ci affidiamo al tempo, tra il groviglio di coraggio e di mille esitazioni... tra la voglia e la paura di lasciarsi andare... E tu rimani lì, ad aspettare la mia "guarigione", inconsapevole di essere tu solo... la mia vera medicina...

TI VOGLIO BENE AMO'..............

                                                tua piccola jenny

 

 

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dividers_294-2.gif medium image by ilovejacoby11

Non chiedere mai a una donna come fa ad essere cosģ forte... Forte non ci si nasce, lo si diventa! Non chiederle mai perchč indossa ancora le corazze con un uomo: forse ha combattuto troppo! Non scavare dentro ai suoi ricordi... Tienila stretta tra le braccia, e ascolta i suoi silenzi... J.

 

 
Citazioni nei Blog Amici: 42
 

 

... quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro al schiena, fregatene.
Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita...
non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca,
quella vita su cento che alla fine si spacca..... io questo l'ho capito, il mondo è pieno di gente
che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro....le sue piccole tristi biglie infrangibili.....
e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo.....
sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino...
ci si vede dentro tanta di quella roba..... é una cosa che ti mette l'allegria addosso..
.non smetterla mai..... e se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita,
a modo suo..... meravigliosa
vita.

Alessandro Baricco

 

La verità è che si vedono e si sentono e si toccano così tante cose...
è come se ci portassimo dentro un vecchio narratore
che per tutto il tempo continua a raccontarci una storia mai finita e ricca di mille particolari.
Lui racconta, non smette mai, e quella è vita.

Alessandro Baricco

 

Levitation

 

 Mi guardo dentro e li trovi ancora tutti lì.
In gruppo, come chi si conosce ormai da lungo tempo.

Capisco che non se ne andranno mai.
Delusioni e sbagli divenuti fantasmi affinché io non possa dimenticare ciò che è stato.

Un tempo sono stati fonti di sofferenza;
ora posso solo essergli grata per ciò che mi han permesso di diventare poi.

 

Mirka Naldi