Da alcune settimane la malattia di Violetta è peggiorata. Il dottor Grenvil cerca di farle coraggio, ma alla cameriera Annetta rivela la triste verità: non le rimangono che poche ore di vita. Violetta sente che si sta avvicinando la fine e spera di poter rivedere ancora una volta Alfredo prima di morire. Da una lettera di Germont viene a sapere che Alfredo ha ferito in duello il Barone Douphol e per questo ha dovuto fuggire all’estero. Il padre ha rivelato al figlio la vera ragione del comportamento di Violetta e lui vuole tornare dall’amata per chiederle perdono.
Oh, come son mutata!
Ma il dottore a sperar pure m'esorta!
Ah, con tal morbo ogni speranza e' morta.
Addio, del passato bei sogni ridenti,
Le rose del volto gia' son pallenti...
Annina annuncia l’arrivo di Alfredo. Il giovane corre ad abbracciare Violetta e le promette che presto lasceranno Parigi e potranno nuovamente vivere felici insieme come un tempo. Dopo la prima gioia dell’incontro, però, Alfredo si rende conto delle reali condizioni di salute di Violetta. La donna dimentica per un momento la sua malattia e, ora che il suo amato è tornato da lei, vorrebbe ritardare quanto più possibile la sua fine, ma è ormai troppo tardi. Regala ad Alfredo una miniatura con il suo ritratto (“Prendi, quest’è l’immagine de’miei passati giorni”) e muore tra le braccia dell'unico uomo che abbia mai amato.
Addio del passato (A. Gheorghiu)
La Traviata, opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, vede la luce nel 1853 e viene tradizionalmente inserita nella cosiddetta “trilogia popolare” insieme al Rigoletto (1851) e al Trovatore (1853). Tre opere destinate ad una fortuna eccezionale, le cui arie e i cui duetti sono entrati prepotentemente nel sentire comune. Tre opere che si reggono anche sulla forza e sull’originalità dei loro personaggi: un buffone di corte, una zingara assassina, una prostituta d’alto bordo. Personaggi socialmente marginali. Verdi li pone sotto l’occhio di bue del palcoscenico, attraverso di loro compie una “stilizzazione melodrammatica, una concentrazione alfieriana del dramma in pochissimi eroi essenziali. […] L’eroe, snaturato da enormi e smisurate passioni, riacquista attraverso il dolore e l’amore la sua umanità” (Massimo Mila, Breve storia della musica, Einaudi 1963).
Il 2 Febbraio 1852 Verdi assiste a Parigi alla rappresentazione de La dame aux camélias, dramma teatrale in tre atti di Alexandre Dumas figlio. Le vicende della prostituta Marguerite Gautier descritte da Dumas si rifanno alla storia vera di Alphonsine (detta Marie) Duplessis, una ragazza conosciuta personalmente da Dumas e morta giovanissima. Per Verdi è una folgorazione, e decide che quello diventerà il soggetto della sua prossima opera per La Fenice di Venezia. Insieme al librettista Francesco Maria Piave definisce la vicenda e dà a Margherita un altro nome, ugualmente floreale (a sottolineare la caducità del personaggio, proprio come la camelia che lei regala ad Alfredo) e forse destinato a scavalcare il primo: Violetta.
Inviato da: margheritagautier2
il 27/02/2010 alle 00:17
Inviato da: margheritagautier2
il 25/02/2010 alle 22:13
Inviato da: margheritagautier2
il 25/02/2010 alle 22:01
Inviato da: massimo_decimo_m
il 03/11/2008 alle 09:10
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il 02/11/2008 alle 22:10