
Mi viene da scriverla andando a capo ogni tanto:
lo decidiamo dopo se è una poesia.
L'idea era di parlare dei Dialoghi tra Leopardi,
un monologo di e con Lorena Senestro
che ho visto poco fa al Teatro della Caduta:
anche questo vediamo dopo se succede o no.
Sono arrivato lì e non c'era tanta gente
e allora hanno disposto le sedie diversamente
mettendo in sala anche dei tavolini,
come in un vero cabaré.
Mi sono seduto a un tavolino
e dopo un po' s'è seduta al "mio" tavolino
una ragazza carina da sola
con una maglia rossa con un bel decolté
(e scrivo decolté
ben consapevole che è un modo di dire demodé
ma ci sta bene coi leopardi in cabaré)
e mi ha detto «ciao, ciao, come va?»
quindi probabilmente ci conosciamo
ma io non mi ricordo
(è grave, con le ragazze carine da sole)
e le ho risposto «bene, abbastanza bene»
e basta, è finita così.
In attesa dello spettacolo
mandavano canzonette di Aznavour
(quelle di Aznavour sono canzonette
o qualcosa di più? comunque fa lo stesso)
e a volte le canzonette ti pigliano,
magari ti pigliano male:
quando ha cantato
que c'est triste Venise
quand on ne s'aime plus
m'è venuta un'agitazione tachicardica e ho pensato
«vaffanculo Aznavour la tua è un'ipotesi
che non voglio nemmeno considerare
ma proprio nemmeno considerare mai mai mai»
e poi è cominciato lo spettacolo.
All'inizio non m'è piaciuto tanto:
lei è bravissima tecnicamente bravissima
(d'altronde una che fa bene dei dialoghi
in monologo - avevate notato, vero, la contraddizione
fra il terzo e il quarto verso
o la terza e quarta riga, dipende se decidiamo
che questa è una poesia o no - dev'essere
brava per forza; poi sa pure ruggire e vagire)
tecnicamente bravissima però
mi sembrava come quelle squadre di calcio
che giocano un calcio tecnicamente bellissimo
ma, cazzo, facessero un gol! Però poi
nel finale la cosa è andata crescendo
anche sul piano emotivo, m'ha preso
di più, c'è voluto del tempo ma poi m'ha coinvolto
e quindi bene, sì, direi bene, bene.
Poi sono uscito e ho letto un messaggio
sul telefonino, di una che amo,
e diceva che aveva fatto delle cose
ed era sporca e sudata e ho pensato che a me
piacciono le ragazze sporche e sudate
e stavo per scriverglielo
però lei è ragazza come me
cioè non nel senso più comune del termine
e ho pensato che mi piacciono le giovani sporche e sudate
e allora il discorso poteva essere pericoloso
perché invece a una certa età forse è meglio lavarsi
cioè è un discorso che a me non urterebbe
se una mi dicesse «guarda, Carlo,
a vent'anni potevi piacermi non lavato da un mese
ma adesso che hai passato i cinquanta
se ogni quindici giorni un bagno te lo fai è meglio»
io è un discorso che non mi urta per niente,
lo so benissimo, è la gioventù che sta bene
sporca e sudata, una ragazza dopo una corsa al sole
(o anche un ragazzo, non facciamo gli omofobi)
è una cosa da fare impazzire, non dovrebbe
mai e poi mai cacciarsi in quella cosa perversa
che chiamano doccia, mai e poi mai,
mentre invece diciamo che in una casa di riposo
lavaggi più frequenti possono giovare
e poi ci sono tutte le gradazioni intermedie
delle varie età, dipende dai casi,
è un discorso che a me non urterebbe
ma bisogna vedere l'altro, l'altra, perché
bisogna mettersi nei panni (sudati?) dell'altro,
che un'altra amica mi dice sempre
che lo so fare poco; poi comunque pensandoci
secondo me anche la tipa che amo
che è ragazza come me e mi ha mandato il messaggio
se non si lava troppo a me piace
vale anche per lei
quindi apparentemente sto facendo un discorso senza senso,
ma invece no, il fatto è che con lo sporco e sudato
ho pensato a ragazze di vent'anni
non lo posso negare
effettivamente quindi insomma non gliel'ho scritto
ma mi sto ingarbugliando,
dov'ero rimasto? Dicevo che lo spettacolo
nel finale è andato crescendo e m'è piaciuta
questa ripresa di Giacomo Leopardi,
dai suoi dialoghi alle sue poesie alla personalità:
la tesi dello spettacolo è una critica
pessimistica alla mediocrità perenne ineluttabile eterna
- così m'è parso di capire - e in particolare
a quella, forse eluttabile, del tempo nostro
di cultura di massa e di televisione:
tesi che condivido anche se in certi punti
farei dei distinguo, per esempio nella lode degli antichi
bisogna un po' vedere, perché anche gli antichi
lodavano gli antichi, c'è questa mitica
età dell'oro che è sempre prima, prima di ogni prima
e la cosa è sospetta, magari nel quattromila
diranno che il XXI secolo fu un'età dell'oro
«mica come adesso», perciò ci andrei cauto.
Anche sul concetto di ragazzo e di adulto
- lei dice che è un mondo di troppi ragazzi -
c'è da chiarire: a me il mondo sembra
troppo adulto, stupidamente adulto, e la saggezza
ragazza, ma certo lì dipende molto anche
dai sensi che si danno alle parole.
Le sempre ambigue parole. In sostanza
è stata una bella serata questa qui al Teatro
della Caduta, e se la roba che ho scritto
non è né una recensione né una poesia
mi scuso adducendo la ragione che in fondo
non v'era alcuna necessità né domanda
né di una cosa né dell'altra e dunque basta,
vado a dormire.
Inviato da: anita_19
il 02/07/2020 alle 09:15
Inviato da: lumachina85
il 22/03/2019 alle 09:19
Inviato da: molinaro
il 06/06/2017 alle 11:31
Inviato da: molinaro
il 06/06/2017 alle 11:26
Inviato da: molinaro
il 09/08/2016 alle 11:41