Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

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ADDIO ALESSANDRA PANARO

Post n°3208 pubblicato il 02 Maggio 2019 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Non sono solito scrivere necrologi e/o epitaffi per persone note che ci lasciano e meriterebbero un estremo saluto. In questo caso tuttavia, devo farlo, non fosse altri per i sogni, per le risate e per la bellezza della attrice Alessandra Panaro. In Svizzera, presso una clinica privata dove era ricoverata da qualche tempo, si è spenta una delle ultime stelline del nostro cinema anni cinquanta. La Panaro raggiunge, destino curioso, la "cognatina"  per antonomasia, la complice di tante avventure nei famosi film (bianco e nero) di "Poveri ma belli", "Belle ma povere" e "Poveri Milionari", tre film in serie, girati con Renato Salvatori e Maurizio Arena.  Cognatine perché interpretavano entrambe i ruoli delle sorelle dei due maschietti molto seducenti, Salvatori e Arena che erano amici di pianerottolo. Insomma, il cinema che tutti volevamo vedere negli anni '50: storie molto vicine a noi, ambienti e contesti che vivevamo alla stemma maniera. I due si innamoravano delle due e le storie ricamate sulle loro relazioni, erano di gran successo. La Panaro ha poi lavorato con registi famosissimi all'epoca: da Risi a Visconti, con Totò e in altri film storici con le prime pellicole a colori. Un'epoca, un momento molto importante del nostro cinema che segnava il passaggio dal dopoguerra alla immediata voglia di vivere in cui il nostro paese cambiava faccia ed economia. Quanti di noi hanno amato le cognatine? Quante fantasticherie per loro e quanti patemi per le ragazzine che spasimavano per i due fusti: Arena e Salvatori. Addio Alessandra, sei con tutti loro adesso lassù, hai raggiunto amici e colleghi e quel vostro essere attrici di successo in quel tempo, anche se per pochi film e un po' di tv al "Musichiere", ha segnato la storia del nostro cinema del dopoguerra: neorealismo accennato che poi divenne arte completa con i grandi registi di quegli anni. Le vostre erano storielle che catturavano attenzione e sentimenti. Noi c'eravamo sempre e immancabilmente. 

 
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