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Post N° 45

Post n°45 pubblicato il 06 Marzo 2008 da illustre

Allarme mercurio nelle otturazioni

parte 1

L'etichetta dell'amalgama utilizzata dai dentisti. La presenza del teschio indica chiaramente che si tratta di un prodotto altamente tossico. I dentisti sono le prime vittime storiche dell'intossicazione da mercurio.

Nel 1978 nacque l’Associazione Svedese delle vittime del mercurio delle otturazioni.
Adesso in Svezia la popolazione non porta quasi più le amalgame: lo Stato si é infatti assunto il 70% delle spese della bonifica dentale di tutti gli amalgamati.

Gli studi scientifici sui danni da amalgame si susseguirono fino a raggiungere il numero di 20.000 pubblicazioni.
Negli anni ’80 Hal
Huggins studiava e documentava casi clinici incredibilmente tornati a piena guarigione con la sola rimozione delle amalgame.

Nel 1992, la Degussa AG (produttrice tedesca delle amalgame) venne messa sotto accusa dal Pubblico Ministero Erich Schrondorf con la seguente motivazione:

“(...) Essi avevano il dovere legale di mettere in chiaro:
a) se, dati i rischi alla salute del paziente provocati da tale dispositivo impiantabile, un’ulteriore produzione di amalgama era auspicabile; e in caso di continuazione della produzione di amalgama,
b) quali contromisure si imponevano allo scopo di arginare i rischi nei pazienti trattati con amalgama.
La loro decisione é stata quella di non adempiere al proprio dovere legale. Che ciò sia avvenuto per un loro errore é da escludere sotto il punto di vista giuridico o di fatto. La dimensione assunta dai danni patologici a causa del comportamento dei produttori d’amalgama é accertabile.”
 (perizia eseguita dal prof. Wasserman).

La Degussa rinunciò a produrre amalgame per la Germania, e accettò di pagare 1,5 milioni di marchi per evitare il procedimento penale.

Nel 1998 anche in Canada furono citati per danni i produttori di amalgama, i dentisti e il ministero della sanità.

E in Italia?
In Italia non solo manca una corretta informazione che metta in guardia dall’uso delle amalgame, ma esiste ancora un fronte compatto di dentisti che negano la tossicità del mercurio. Lo Stato, dal canto suo, ha fatto il suo massimo emanando un
 pilatesco decreto di legge che “sconsiglia” l’applicazione delle amalgame su donne incinte e bambini piccoli.
Ciò non solo non tutela gli amalgamati, ma permette che ogni anno si aggiungano nuove vittime a quelle già esistenti. Molti dentisti infatti usano ancora oggi le amalgame e materiali metallici nocivi. Quanti “caduti” sul campo della guerra delle amalgame ci vorranno, prima di porre fine a tutto questo?

Storia dell’amalgama

Il termine “amalgama” deriva dall’arabo almalgham e indica una lega di metalli col mercurio.
Già conosciuta nell'antica Cina, l’amalgama venne introdotta per la prima volta da
 Joseph Bell, un farmacista inglese, nel 1812. Fu usata anche in Francia, grazie ai fratelli Crowcour (che non erano neanche dentisti, ma d'altra parte all’epoca non era necessario esserlo), i quali la esportarono negli USA verso il 1830. Era l’alternativa economica all’oro, il materiale usato generalmente per le otturazioni.
Nel 1840 i dentisti americani formarono la American Society of Dental Surgeons
 (la Associazione Nazionale dei Chirurghi Dentistici), e si impegnarono ufficialmente a non usare mai amalgame per le otturazioni. Il mercurio fu definito “quicksilver”, “argento-rapido”, e presto questa definizione venne storpiata in “quacksalver”, dove per “quack” si indicava il medico ciarlatano, e per “salve” una cura per le ferite. Il mercurio veniva utilizzato per “curare” le lesioni della pelle e la sifilide, malattia estremamente diffusa all’epoca. Con questo metodo di cura le lesioni della pelle svanivano, ma il paziente si intossicava profondamente, con danni al sistema nervoso che lo portavano ad una lenta ed atroce morte. Lo stesso termine “quack” fu poi esteso ai dentisti che usavano mercurio per le otturazioni.

Nacque subito una feroce diatriba tra le due scuole dentistiche: quella del mercurio e quella dell’oro. Era scoppiata la guerra dell'amalgama.

LA PRIMA GUERRA DELL’AMALGAMA

La Scuola del Mercurio criticava l’uso dentistico dell’oro: troppo costoso, impediva alla classe sociale meno abbiente di potersi curare i denti.
Dal canto suo la Scuola dell’Oro metteva già in guardia dagli effetti dannosi dell’uso del mercurio, e lo bandiva nel modo più assoluto.
Nacque così una letteratura scientifica pro e contro il mercurio.
Questi alcuni titoli dell'epoca:
“ Malattie degli occhi e otturazioni con amalgama”
“ Irritazione della laringe causata da una otturazione con amalgama”
“ Effetti nocivi dell’amalgama”
“ Gli effetti tossici delle otturazioni con amalgama”

Lo scontro sempre più aspro tra dentisti delle due scuole creò un conflitto interno alla National Association of Dental Surgeons , che spinse molti membri ad abbandonare l'associazione. Alla fine, l'associazione si dovette sciogliere per mancanza di iscritti.
Nel 1859 fu fondata la ADA, la American Dental Association, che tutt’oggi tiene banco nella odontoiatria USA. Non solo la ADA é sempre stata a favore dell’uso del mercurio per quasi 150 anni, ma ha anche usato minacce nei confronti dei dentisti intenzionati ad avvisare i loro pazienti dei rischi delle otturazioni in amalgama.
Nel frattempo fu scoperta una “nuova” malattia: la nevrastenia. Poiché era particolarmente diffusa presso le classi più abbienti (che potevano permettersi le cure dentistiche), si mise in relazione la nevrastenia con il mercurio delle amalgame.

LA SECONDA GUERRA DELL’AMALGAMA

Negli anni ‘20 il chimico tedesco Alfred Stock realizzò uno dei primi e più esaurienti studi sulla nocività delle amalgame. Lui stesso intossicato, scoprì il nesso tra amalgame e malattie. Pubblicò oltre 30 articoli sull’argomento, guadagnandosi credibilità e fiducia nell’ambiente accademico europeo.
Purtroppo una tragica fatalità travolse il dottor Stock: il frutto dei suoi studi fu infatti distrutto durante un bombardamento nella 2° Guerra Mondiale, e di lui non si seppe più niente.
Altri studi scientifici sulla tossicità delle amalgame furono pubblicati da Lindlair (1919), Fleischmann (1928), Maschke (1930), Borinski (1931), Haber (1928), Taft (1925), Dieck (1927), Fuhner (1927), Wannenmacher (1929).

Le pubblicazioni contro le amalgame continuarono, senza essere mai prese in seria considerazione. Eppure il “Manuale di Chimica Inorganica” di Gmelin (1961) affermava: “Avvelenamenti cronici possono presentarsi in pazienti trattati con piombatura d’amalgama”.

Negli anni settanta, negli USA, il dentista Hal Huggins poneva le basi per il suo studio sulle amalgame e gli effetti nocivi sui pazienti.

Tratto dal sito www.identiavvelenati.com


 

 

 

 
 
 
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