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Post N° 47

Post n°47 pubblicato il 13 Marzo 2008 da illustre
 

Mais in USA: il governo incentiva obesità e diabete

Obesità e diabete sussidiati con fondi pubblici. Succede negli USA, dove il governo federale – con il Farm Bill – convoglia un’incredibile quantità di soldi nell’agricoltura, incentivando però le produzioni meno salutari.

Tra il 1995 ed il 2005, solo lo 0,37% dei sussidi USA è andato a frutta e verdura: il grosso invece è stato speso per carne, latticini e cereali. Il sistema premia la sovrapproduzione, incoraggiando l’agricoltura e l’allevamento intensivi e penalizzando invece le produzioni di qualità. L’effetto del Farm Bill, in 30 anni, è stato quello di creare un impero del mais: una civiltà che si nutre di derivati del mais.

King Corn – un documentario americano recentemente presentato al Festival dei Popoli di Firenze – fa luce su questa realtà. Il documentario racconta la storia di due ragazzi, Ian e Curt, che si fanno analizzare un capello – specchio delle abitudini alimentari di ogni persona – e scoprono che al 70% i loro peli sono composti di carbonio derivato dal mais.

Mais?? E chi lo mangia mai?

È così che i nostri eroi scoprono che i derivati del mais, negli Stati Uniti, sono presenti in quasi tutti i prodotti alimentari industriali. Non si salva niente: birra, sughi, pane, patatine, bibite gassate, carne….

I due decidono allora di lasciare la costa orientale – dove vivono – alla volta dell’Iowa, la mecca americana del mais. Là affittano un acro di terreno per coltivarlo a granoturco, venderlo, e vedere che fine fa quell’oro giallo.

Ian e Curt scoprono un sacco di cose interessanti. Il sistema dei sussidi premia un’agricoltura talmente intensiva che nel loro acro di terreno vengono piantati ben 31000 semi di mais, che daranno 4,5 tonnellate di granoturco, sufficienti per dolcificare 80000 lattine di bibite gassate. Il tempo totale necessario per la semina è 18 minuti. Quello che piantano è un mais modificato geneticamente per resistere ad un pesticida apposito, che uccide qualunque pianta tranne il mais OGM. Ogni singola pianta ha uno spazio vitale ridottissimo e il mais prodotto è immangiabile. Sa di segatura, perché le modifiche genetiche apportate servono a renderlo una materia prima ideale, ma un pessimo alimento. Rispetto al mais naturale, il Liberty Link – questo il nome del mais ingegnerizzato – ha pochissime proteine: è un cibo degradato.

Il granoturco entra nei corpi degli americani sotto due forme: sciroppo di mais (high fructose corn syrup, usato per dolcificare e/o togliere acidità un po’ in tutti i cibi e bevande) e sotto forma di carne. Gli animali infatti vengono nutriti al 90% con granoturco. Le mucche, che non hanno stomaci adatti ad assorbire tutto quell’amido, sviluppano grosse ulcere che le uccidono molto presto. I bovini vanno allora ingrassati velocemente per poter essere macellati in tempo. La carne che ne risulta è grassissima e povera di proteine. Di far brucare l’erba alle mucche non se ne parla: aumenterebbero i costi.

Visto il prezzo irrisorio del mais e le sue faraoniche quantità, l’industria alimentare lo usa a go go e la dieta americana di conseguenza è ricca di zuccheri e grassi e povera di proteine. Da qui gli alti tassi di obesità e diabete.

Solo nel 2005, i coltivatori di mais hanno ricevuto 9,4 miliardi di dollari in sussidi. Negli ultimi 10 anni, i miliardi versati sono stati ben 50. Il consumo di sciroppo di mais è aumentato in 30 anni del 1000%. Come se tutto ciò non bastasse, si è deciso di sussidiare il mais per i biocarburanti, incentivando ulteriormente la nefasta monocoltura.

Il paradosso è che questa mostruosa coltivazione intensiva di mais è antieconomica: non conviene. È il governo federale che usa le tasse degli americani per costruire piramidi di granoturco che inondano il mercato. Se il rubinetto venisse chiuso, dall’oggi al domani far brucare l’erba alle mucche tornerebbe conveniente. La scelta che fu fatta negli ’70 però è stata quella di avere sul mercato cibo a prezzi irrisori. E infatti un hamburger costa meno di $1, ma è grasso travestito da carne.

Oggi un americano spende meno del 10% del proprio reddito in cibo. Ma è veramente cibo quello che mangia? O è veleno? Perché il governo incentiva il cibo a basso prezzo, quando i costi sanitari di questa scelta sono enormi?
È una domanda alla quale gli americani devono rispondere in questi mesi, perché nel 2008 il Congresso decide sulla revisione del Farm Bill.

Medici (l’American Medical Association), vegeteriani e molti altri gruppi stanno premendo per una radicale riforma del sistema, ma pare che la maggioranza democratica del Congresso - per paura di perdere le elezioni del 2008 negli stati agricoli - non voglia tagliare i sussidi.

» Un video della CBS (in inglese) per saperne di più sul documentario King Corn
» Il
sito ufficiale di King Corn, da cui provengono i dati citati
»
Health vs. Pork: Congress Debates the Farm Bill su Good Medicine Magazine (da cui viene il grafico sul Farm Bill)

pubblicato: lunedì 26 novembre 2007 da Matteo Razzanelli in www.ecoblog.it

 
 
 
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