Creato da: AngeloQuaranta il 10/02/2009
"fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"

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"Noi Credevamo" di MARIO MARTORE ( Notizie , immaggini e video clip dal Web) dedicato ai giovani

Post n°230 pubblicato il 12 Settembre 2010 da AngeloQuaranta
 

Suggerito ai Giovani

A novembre uscirà nelle sale italiane il film "Noi Credevamo" di MARIO MARTORE, con Luigi Lo Cascio e Valerio Binasco, in concorso alla 67. Mostra del Cinema di Venezia.

Tre ragazzi del sud Italia, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Attraverso quattro episodi che corrispondono ad altrettante pagine oscure del processo risorgimentale per l'unità d'Italia, le vite di Domenico, Angelo e Salvatore verranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari, sospese come saranno tra rigore morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche.

Sullo sfondo, la storia più sconosciuta della nascita del paese, dei conflitti implacabili tra i "padri della patria", dell'insanabile frattura tra nord e sud, delle radici contorte su cui sì è sviluppata l'Italia in cui viviamo. 

Chiariamo subito che Noi credevamo è un’opera importante e coraggiosa: su questo non credo ci possano essere dubbi. E’ ancora più coraggiosa ed interessante per le tesi che avanza e che tutti, da chi ha gradito il film a chi l’ha gradito un po’ meno, hanno riscontrato.

 

In questo percorso che segue tre giovani ammiratori di Mazzini e delle sue idee, che prosegue con le lotte garibaldine (nonostante Garibaldi non si veda mai, o quasi) e che finisce con l’Unità gettandoci sopra un sacco di ombre, c’è soprattutto il modo di poter capire il ruolo di molti, dai Savoia ai Borboni, e soprattutto di provare ad analizzare la situazione del Nord e del Sud, divise già alla nascita…

Progettato, pensato e diretto come un film fortemente improntato sul versante storico, Noi credevamo è un film di elevata complessità, e che per questo si gioca la “solita” partita che ogni film italiano che prova a rivisitare le pagine della Storia deve giocarsi: quella tra cuore e cervello. Abbiamo già visto che a suo modo il film rilegge la nostra situazione di oggi, e quindi chi siamo e cosa siamo diventati proprio attraverso il collegamento diretto col Risorgimento. Una tesi stimolante che contribuisce però a suo modo a far vincere nettamente il cervello sul cuore.

Tornano alla mente Il Gattopardo e il nostro cinema italiano che fu guardando Noi credevamo, e tuttavia Martone non riesce a regalare quelle emozioni e quei sentimenti che un tempo riuscivamo a far nostri senza problemi. Il regista napoletano forse è troppo interessato a poter rendere cinematografici il suo pensiero e le sue idee, con la conseguenza però che il suo film a tratti sa davvero troppo di teatro (di guerra, per usare un po’ di ironia…), visto che molto di quel che capita viene raccontato dai protagonisti e non si vede in campo, e soffra di una strana “ingessatura”.

Ma alcuni momenti sono effettivamente bellissimi, come ad esempio la sequenza d’apertura che ci fa tuffare direttamente nel clima del Risorgimento, con tanto di testa mozzata e impalata. Coinvincente il gruppo di attori, da Luigi Lo Cascio a Francesca Inaudi, da Toni Servillo nel ruolo di Mazzini a Luca Zingaretti nel ruolo di Crispi. E nonostante tutto sia così cinematografico e perfetto, non riesce a staccarsi dagli occhi anche una certa patina televisiva. Non così forte, evidente ed irritante, anzi. E’ quasi invisibile, ma credo di poter affermare che inspiegabilmente è presente…

 

 
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