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L'arroganza, vizio diffuso anche qui in Libero, ahimè!!!

Post n°191 pubblicato il 04 Maggio 2011 da rigel2_rm
 

 

 

Questo post è stato ispirato dopo aver visto certe gare  nei video più graditi del giorno! Pure domenica 1° Maggio   c'era l'affanno di passare davanti agli altri addirittura con dei video su Giovanni Paolo II. Sono rimasta basita da tutto questo! La bellezza di un video non la si vede dal numero dei voti ed io sono contenta che il mio è stato apprezzato ed addirittura inserito in alcuni blog di amiche! E anche se è stato  oscurato, tanto per cambiare, preferendo mettere in primo piano altri video meno ben realizzati, non me ne importa nulla: sono abituata a questa sorta di mobbing!  Quel video è stato creato con più amore del solito e dedicato a Lui e non per fare stupide gare o per opportunismo, ci tengo a precisarlo! Ho amato molto questo Papa e avrei voluto essere presente di persona alla sua beatificazione, ma non è stato possibile, ho dovuto accontentarmi di seguirla alla tv e l'emozione è stata tanta!

Fatta questa premessa, vorrei parlare dell'arroganza.

L'arroganza (dal latino arrogantia) è il senso di superiorità nei confronti del prossimo, che si manifesta con un costante disdegno. In questa accezione è usata al posto di alterigia o altezzosità. L'origine del termine è giuridico ed è richiedere ed attribuirsi ciò che non spetterebbe. Nel diritto romano arrogare significava "domandare al popolo": ad esempio per poter adottare una persona senza patria potestà occorreva richiedere pubblicamente, a tutto il popolo riunito, il consenso. Quindi arrogante è colui che sovverte l'ordine naturale del dare e del ricevere.

Esistono vari stadi di arroganza, quella grave è caratterizzata dalla sporcizia interiore di chi riesce, tranquillamente,  calpestare gli esseri umani con assoluta assenza di vergogna per affermare i propri diritti a scapito di quelli degli altri! La nostra Italia ne è la culla, infatti c'è la mancanza di un grande strumento esistente per il controllo del comportamento, ovvero la coscienza e di conseguenza la mancanza del sentimento della vergogna, che è sostituito dall'arroganza, con la sopravvalutazione dell'Io e l'assoluta consapevolezza dell'impunibilità, raggirando abilmente anche le Leggi.

A questo proposito riporto ciò che ha scritto in merito all'arroganza la Dottoressa Bianca Maria Fracas - Psicologa e consulente sessuale.

L'arroganza:

Le numerose manifestazioni di arroganza degli ultimi tempi sono delle spie preziose dello stato deprimente del costume attuale e danno un’immagine negativa della nostra società: un mondo dove si cercano ancora scappatoie del potere e dove arroganza e fama superano di gran lunga le legge e le regole del vivere civile.
Si tratta di un atteggiamento usato soprattutto da calciatori, veline e finti famosi da reality che indica il basso livello culturale di costoro che preferiscono le scappatoie all’ammissione della verità.
Ma strafottenza e senso di superiorità non riguardano solo politici e personaggi dello spettacolo, purtroppo sono caratteristiche presenti anche tra le persone comuni: colleghi, superiori, amici e familiari.

Un vizio storico:

L’arroganza ha radici antiche; già nel dopo guerra onorevoli e imprenditori ci ricadevano spesso e venivano sbeffeggiati nei film di Totò e Sordi. Pare sia un difetto tipico degli italiani, da sempre refrattari a certe regole e imposizioni. Negli altri Paesi le persone sono più rispettose e umili verso la legge e l’autorità e non c’è intenzione di raggirare le regole.

La colpa? L’insicurezza:

Spesso l’arroganza nasconde un’incertezza sulla propria identità e posizione sociale. Chi è realmente consapevole di essere superiore ad altri non ha bisogno di dichiararlo apertamente, ma solitamente usa strategie educate e sottili. Oggi viviamo in una società del tutto e subito dove nessuno può restare indietro ed essere inferiore, e anche chi non ha alti ruoli, esalta quel poco che si è conquistato. Le persone arroganti non riescono ad ammettere i propri limiti e la propria vulnerabilità e si nascondono dietro a frasi fatte. Ciò che si nasconde dietro questi atteggiamenti è una profonda solitudine e incapacità a rapportarsi in maniera adeguata con gli altri, oltre che un modo per mascherare le proprie insicurezze e non sempre capacità adeguate al ruolo che ricopre.

Consigli anti-arroganza:


Ci sono dei modi per sopportare il "lei non sa chi sono io", vediamo quali.

  • Essere pazienti perché di fronte ad un arrogante bisogna contare fino a dieci e respirare profondamente per non cadere nella trappola

  • Mostrare alla persona i suoi errori argomentando con calma e oggettività il proprio punto di vista

  • Cercare degli alleati per convincere l’arrogante del suo errore e per farsi forza di fronte al suo atteggiamento maleducato e presuntuoso

  • Evitare lo scontro perché è ciò che l’arrogante cerca

Per riflettere su questo argomento ecco una scena tratta dal film "I Vitelloni" di Fellini dove è protagonista Alberto Sordi:

 

 

 

 

  • L'arrogante, mentre crede di imporsi con la forza, in realtà è schiavo di se stesso e non ha intelligenza per valutarsi e definirsi. (Domenico Sigalini)

 

  • È superstizioso riporre le proprie speranze nelle formalità, ma arrogante rifiutare di sottomettervisi. (Blaise Pascal)

 

  • Il maestro disse: Il prodigo è arrogante e l'avaro è meschino. È preferibile la meschinità all'arroganza. (Confucio).

 

 
 
 
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Video creato in collaborazione con Alessandro (AngelFree)

 

 

 

 

 

 

 

 

NON TUTTI SANNO CHE:

COLORO CHE SONO TITOLARI DI UN PROFILO

O DI UN BLOG CON DATI SUFFICIENTEMENTE CHIARI

(ES.:FOTO O NOME) DA RICONDURRE A UNA PERSONA

RICONOSCIBILE NEL MONDO REALE E SONO OGGETTO

DI INGIURIE/OFFESE NEL WEB,POSSONO DENUNCIARE

PENALMENTE L'OFFENSORE

E CITARLO PER DANNO

La Corte di cassazione con la sentenza n. 8824 della Quinta sezione penale depositata il 7 marzo 2011, ha condannato chi, utilizzando un nickname su un forum online diffondeva ingiurie, in forma anonima, nei confronti di altre persone.

L'indirizzo Ip ha inchiodato l'autore della diffamazione, confermando che la traccia digitale permette l'identificazione senza dubbi.

commissariato di P.S. online:

 

 

 

 

Grazie Leon! 

 

 

 

 

 

 

 

 

DONI DEGLI AMICI/E

  Ricevuti dal caro amico Enrico

 

 

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