COSI' E' LA VITA

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Creato da satrapa0 il 13/07/2006

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*Frammenti di Luce*

Post n°199 pubblicato il 03 Maggio 2007 da satrapa0

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"Sotto le Stelle c'è quello che Cerco"

“Dove finiscono le Stelle Cadenti?”

Si dice che la Luna partorì due stelle. Le tenne sempre accanto a sé per alimentare la sua luce. Erano le sue figlie, dipendeva da loro e loro l’amavano. Per rendere felice la loro madre brillavano il più possibile.
Tremavano quando vedevano le altre stelle staccarsi e cadere.

“Dove finiscono le Stelle Cadenti?”

Nate e vissute sempre accanto, non avevano altri amici. Invidiavano la libertà delle altre stelle, modeste, sole e felici.
Ma loro due si bastavano a vicenda.
La loro paura era però la loro più grande curiosità.

E un giorno tremarono così forte da cadere nel vuoto, lasciando la loro madre. Distrutta dal dolore incominciò a calare fino a scomparire.
Il cielo la perse per sempre.

“Dove finiscono le Stelle Cadenti”

La scia di quelle due stelle aveva lo stesso suono del vagito di due bimbi.
La notte in cui la Luna scomparì, sulla Terra nacquero due bambini, un maschio e una femmina.
Avevano una carnagione molto chiara. Bianchi come il latte.
Il Bimbo aveva occhi e capelli neri. Un nero profondo come quello della notte.
La Bimba occhi cerchiati di nero e capelli ricci e d’oro, come le scie delle stelle cadenti.
Nacquero insieme, ma ancora non si conoscevano.

Quando la Bambina piangeva, le sue lacrime scintillavano e le stelle in cielo cadevano, attratte dal suo dolore.
Quando il Bambino rideva, il suo sorriso e i suoi occhi brillavano e le stelle in cielo si accendevano.

Ma erano Soli.

Si sentivano Mancanti, come il cielo. Anche al cielo mancava qualcosa.

Una piangeva, l’altro rideva, ma qualcosa in loro era immensamente triste.
La loro pelle così bianca e luminosa non ce l’aveva nessun altro. Venivano lasciati in disparte.
Nessuno li voleva perché diversi.

Una Notte la bimba camminando per un prato si sedette. Alzò gli occhi al cielo. Quel giorno dei compagni l’avevano gettata nel fango per offuscare la sua luminosità. Vide brillare in cielo le stelle. Più passava il tempo, più incrementavano la loro luce. Però si accorse che la sua pelle, quella che tutti invidiavano, scintillava più di quelle stelle.
Le M ale. Anche loro erano incomplete. Anche loro erano troppo poco lucenti.
E pianse.
Una Notte il bimbo camminava per una strada. Alzo gli occhi al cielo. Quel giorno la solitudine gli diede un colpo allo stomaco così forte che gli mancò il respiro. Il cuore impazzito lo faceva annaspare, l’ossigeno veniva rigettato, finchè anche i resti dello stomaco risalirono l’esofago. Accasciato a terra, il cuore ricominciò a battere regolarmente. Per il sollievo incominciò a ridere. Le stelle che si materializzavano in cielo, non brillavano come la sua pelle, ma gli facevano compagnia.
Ad un certo punto incominciarono a Cadere.
Le M ale. Anche loro lo lasciavano Solo. Si sentì mancare, ma più forte era la domanda: “Dove vanno a finire le Stelle?”. E iniziò a correre verso il punto in cui scomparivano.

Raggiunse un Prato. Vide qualcuno piangere nell’erba.

La bimba sentì dei passi. Smise di piangere.
Quando si girò…
Il Bimbo si Bloccò.
E le stelle si Fissarono in Cielo.

I due Bimbi si guardavano.
Si riconobbero come simili, ma tremavano al pensiero che così non fosse.
La loro paura però era la loro più grande curiosità.
Allungarono contemporaneamente la mano l’uno all’altra.
Il Bimbo Sorrise.
La Bimba si Commosse.
Avevano Trovato il Loro Frammento Mancante.

Appena si diedero la mano, la loro luminosità Bianco/Argentea aumentò.
Si riflettè e si stampò nel cielo Nero.
Così che anche il cielo ritrovò il suo Frammento.

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Ikoro e Shiro.
Io e Te.
La Bimba e il Bimbo.

(For Ale)

 
 
 
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