Creato da storie il 03/01/2009

FONDALI

Libri, Cinema, SerieTv e Politica

 

 

Fondali, la sinossi

Post n°115 pubblicato il 07 Marzo 2019 da storie

Oggi vi racconterò la storia di Fondali. Il romanzo del 2005 che mi ha ispirato questo blog.

Un giornalista tv sulle tracce di un complesso giro di corruzione in cui è coinvolta una clinica privata di Trieste, muore in quello che potrebbe sembrare un incidente.
La figlia Alberta, cercando fra i dossier - nonostante la contrarietà della tv locale in cui il padre lavorava - si convince che si tratti di omicidio.
Chiede aiuto a Furio, un carissimo amico a cui però non si è ancora dichiarata innamorata.
Il ragazzo non tarda a scoprire che la rete criminale, in cui viene inconsapevolmente coinvolto da alcuni amici, comprende strati importanti della città ed è manovrata da un potente senatore. Il suo braccio destro è una donna, tanto affascinante quanto spietata: la moglie del direttore della clinica, Diana D'Auteuil.
E' lei a gestire un traffico di organi dai paesi poveri, nascondendo alcuni cadaveri in fondo al mare.
Intuito il perverso giro d'affari, Furio e Alberta studiano un piano per avvicinarsi alla donna conquistandone la fiducia. Alberta però viene scoperta e segregata su una barca. Furio per liberarla deve prima eliminare dalla sua strada gli amici-complici, e poi affrontare faccia a faccia Diana stessa. In uno scontro senza esclusione di colpi...

Questa è in sintesi la trama, anche se il romanzo è molto più ricco di svolte e colpi di scena.
I personaggi sono numerosi, ruolo da quasi protagonisti anche per i due amici fraterni di Furio, e per il senatore Moria.
L'ambientazione è una Trieste divisa fra quotidianità popolare, e una stralunata borghesia. Capitolo fondamentale anche quello che si svolge in un'assolata Catania.
https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/gialli-noir/38978/fondali/

 
 
 

Finalmente il collegamento arrivato!

Post n°114 pubblicato il 13 Settembre 2018 da storie

E' stato invocato, sperato, annunciato. Ora finalmente è arrivato!

Trieste e la Regione FVG sono formalmente (oltre che intresicamente) internazionali. Dopo la rete ferroviaria-ciclabile con l'Austria, da Settembre 2018 si fa lo stesso con la Slovenia, recuperando in parte l'area di influenza triestina, per troppo tempo monca.

In attesa che dal prossimo anno, come promesso, si attivino anche i treni storico-turistici che chiuderanno il cerchio dei collegementi passeggeri su ferro interessando la stazione-museo di Trieste Campo Marzio, e augurandomi che sia concreto il progetto sloveno di connessione con bus di linea elettrici fra Capodistria e Trieste, il quadro mi sembra abbastanza soddisfacente.

 
 
 

Ciclopolitana e Metrovia in Friuli Venezia Giulia

Sono soddisfatto del fatto che finalmente la Regione abbia realizzato un depliant (da cui è tratta questa mappa) che sia da guida per il cicloturismo e non solo. 

E' immediato, come una pianta della metropolitana, il sistema logistico di trasporto regionale con i nodi e le interconnessioni. L'intero depliant con gli orari e i percorsi dettagliati per l'estate 2018 si trova QUI

Io avevo dato una mano a FIAB Ulisse di Trieste alla realizzazione di una mappa aggiornata delle stesse interconnessioni - più o meno - l'articolo e la grafica si trovano a QUESTO LINK.

Per rimanere aggiornati sulle novità in campo ferroviario regionale (e quest'anno pare ce ne saranno diverse) consiglio di tenere sott'occhio il Comitato pendolari Alto Friuli

Buone ciclovacanze!

PS. Per vedere la mappa ingrandita cliccare col tasto destro del mouse e selezionare "apri immagine in altra scheda"

 
 
 

3 soluzioni per Roma

Post n°112 pubblicato il 25 Maggio 2018 da storie

Sono ormai cittadino romano.

Ci rifletto da anni, e sono giunto ad alcune ragionevoli conclusioni.

Tre sono secondo me le drastiche decisioni da prendere per liberare Roma dalle pastoie burocratiche e dal caos di trasporti e servizi.

Sono tre soluzioni abbastanza radicali, di cui per ora non conosco le procedure, sono certo però che metterebbero in moto una serie di modifiche sostanziali anche in settori non direttamente coinvolti.

Un cambio di mentalità che pretenderebbe un atto di buona volontà da parte di tutti.

 

1) DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO

Il principale sintomo che allontana molti cittadini dal riconoscersi nel proprio contesto urbano e sociale è lo scarso senso di appartenenza a una comunità vicinale. Ci si considera cittadini romani avendo come punti di riferimento i simboli più noti del centro storico, molo meno forte mi pare il senso di appartenenza a uno specifico municipio.

Alcuni municipi periferici dovrebbero ottenere una maggiore autonomia e diventare a tutti gli effetti comuni a sé stanti. Penso ai Municipi 6, 10, e buona parte dei 14 e 15 per un totale di circa 700 mila cittadini e 430 kmq (Roma conta 2.873.494 abitanti censiti e 1.287 kmq). 

Non può continuare il Campidoglio a prendersi carico di territori complessi e avulsi dal contesto urbano omogeneo quali il litorale di Ostia, le campagne di Cesano, o l’estesa periferia delle Torri che va a confondersi con le problematiche di comuni adiacenti quali Zagarolo, Palestrina, Frascati.

I municipi 1 e 2 dovrebbero diventare un unico municipio dalla denominazione “Roma centro storico”, in tal modo da ridisegnare per un’ultima volta l’assetto del decentramento e mantenere quindi un totale di 11 municipi all’interno dell’area comunale, ognuno con una maggiore autonomia e identità.

L’identità di ciascun municipio dovrebbe passare attraverso una nuova veste della toponomastica e della cartellonista, con un’attenzione particolare alla infografica delle linee di trasposto pubblico e all’affissione di mappe ad ogni fermata degli autobus e della metro. In tal modo sarà più immediato il riconoscimento dell’appartenenza di ogni cittadino al proprio municipio, instaurando di conseguenza anche un rapporto di maggior fiducia e di più alto senso civico nel rispetto del proprio quartiere.

 

2) ROMA CENTRO STORICO

Il Primo municipio di questo nuovo assetto diventerebbe in qualche modo il Comune capofila. Il sindaco corrisponderebbe all'attuale presidente di Municipio. Molto più gestibile dal punto di vista amministrativo contando all’circa 350 mila abitanti su una superficie di 40 kmq, il centro storico avrà un’identità socio-urbanistica omogenea, seppure molto complessa in quanto accentrerebbe la maggior parte delle attrattive storiche e turistiche, oltre a quelle politiche.

La pianificazione urbana dovrebbe quindi in maniera esclusiva e specifica vedere di soddisfare le necessità di questi aspetti inalterabili. Con l’auspicio che in una nuova, dinamica e più performante strutturazione della prima periferia romana la centralità del terziario si sposti oltre il centro storico, questo potrebbe prevedere una capillare pedonalizzazione, con il divieto di transito anche ai taxi e ai ciclomotori (a cui saranno riservate corsie sulle principali direttrici).

L’aumento del costo orario dei parcheggi ai livelli di una capitale del nord Europa servirà a disincentivare l’utilizzo del mezzo privato per entrare nel centro storico, disegnato dal perimetro delle mura aureliane. Un servizio di minibus elettrici con frequenza ogni 5/10 minuti percorrerà le direttrici nord-sud est-ovest per permettere gli spostamenti all’interno della suddetta area.

 

3) MEZZI PUBBLICI

L’annoso, sconcertante, irrisolvibile dilemma! 

Al di là dello stato di usura degli autobus, della vetustà di alcune stazioni della metro, della crisi dell’ATAC, il principale problema nell’utilizzo del mezzo pubblico a Roma è la sua inaffidabilità, dovuta soprattutto al traffico privato, ingenerando un cortocircuito da cui pare non poter uscire.

E’ da dire che buona parte delle auto circolanti è da ascrivere a un'abitudine dei cittadini costretti per anni a muoversi col proprio mezzo e non abbastanza informati sulle novità in fatto di mobilità alternativa.

Il detraente di un aumento delle tariffe di sosta - e un più rigido controllo delle auto in sosta vietata e in seconda fila - dovrebbe ingenerare un circolo virtuoso in cui il mezzo privato venga visto come l’ultima alternativa per muoversi in città.

Una diminuzione significativa delle auto in circolazione determinerebbe due fattori positivi: la fluidità di attraversamento degli autobus e altri mezzi pubblici di superficie, con rispetto degli orari, e la possibilità per un maggior numero di cittadini di utilizzare le biciclette, sia quelle personali che quelle del bike sharing, sentendosi più sicuri.

Uno dei primi provvedimenti che dovrà assumere ogni nuovo municipio sarà quello di intercettare i nodi logistici e di interscambio all’interno del proprio territorio e disegnare una rete di piste ciclabili che li connettano fra di loro. Una regia comunale dovrà pianificare le varie relazioni, oltre che occuparsi del cosiddetto GRAB (Grande raccordo anulare delle biciclette) e delle interconnessioni fra questo e i nodi di quartiere.

Nella pianificazione dei mezzi su ferro, un buon lavoro è stato fatto da Metrovia, che prevede un sistema di metropolitane sotterranee e di superficie, sfruttando le numerose linee già esistenti (le tre metro, le ferrovie regionali e quelle in concessione) compattandone i nodi e i percorsi di scambio, rendendole omogenee con una nuova infografica e una mappa di facile consultazione.

Parcheggi di scambio dovranno essere intercettati o costruiti lungo il perimetro delle mura aureliane e nei pressi dei nodi dei vari quartieri, a cui andranno in appoggio dei minibus elettrici con cadenza ogni 5/10 minuti che connetteranno il centro e le aree periferiche prive di stazioni Metrovia.

 
 
 

Alla scoperta di Valli e Grotte

Ciao. Bentornati!

Oggi mi va di illustrare una gita in bicicletta che in parte ho già fatto ma rifarò prossimamente partendo dal B&B BELLAVISTA che co-gestisco vicino a Trieste.

Il tour che prevede due tipologie, A) Lungo e B) Corto, di difficoltà medio-bassa e dalla lunghezza totale di circa 50 km (di cui la metà in bicicletta), attraversa tre siti di grande interesse ambientale:

1) La Riserva Naturale della Val Rosandra 

2) Il sito UNESCO delle Grotte di San Canziano/Skocjanske Jame

3) Il Carso Triestino e Sloveno

(clicca sulla foto e apri in un'altra scheda)

A) Il Tour Lungo parte alle ore 9.30 dal B&B imboccando subito la ciclabile Cottur, all'altezza del parcheggio di San Giuseppe/Ricmanje

Arrivo alla stazione di Erpelle-Cosina/Hrpelje-Kozina in Slovenia alle ore 11.30, dopo 10 km di pedalata in leggera e costante ascesa, ammirando dall'alto il panorama della Val Rosandra.

Ore 11.54 treno per Divaccia/Divaca. Arrivo dopo 10 minuti, e proseguimento in bici fino all'ingresso del sito delle Grotte di San Canziano/Skocjanske Jame (3km).

Comoda visita al Sito UNESCO, con pranzo dal sacco (prezzi d'ingresso 2018 intorno ai 18 euro).

Il luogo è di particolare interesse non solo per il fatto di essere protetto ma perché è solcato dal più misterioso dei fiumi: il Timavo che si sa dove nasce, si sa dove sfocia, ma il suo percorso carsico nessuno è ancora riuscito a scoprire...

Ripartenza per Divaccia per prendere il treno delle 16.10 diretto a Villa Opicina.

Arrivo nel quartiere carsico di Trieste alle ore 16.38, quindi rientro in bici (per gran parte in sede protetta) attraverso i borghi di Trebiciano e Padriciano e dopo circa 10km eccoci al punto di partenza! Arrivo previsto alle ore 17.30.

 

B) Il tour Corto parte alle 13.30 per arrivare in coincidenza col treno delle 15.18.

L'esplorazione delle grotte potrà durare al massimo 80 minuti, il treno in partenza da Divaccia è schedulato alle 17.40.

L'arrivo a Villa Opicina è alle 18, e alle 19 si è tornati al punto di partenza!

 

PS. L'orario dei treni è desunto dal sito delle Ferrovie Slovene, informarsi prima di partire. Anche riguardo il trasporto bici (soprattutto nella tratta Divaccia-Villa Opicina).

 
 
 
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