La guerra in Yemen di cui non si parla mai

Con l’avvento della televisione, ci sono guerre e guerre. Morti di serie A e morti di serie B, se non di serie C. Vittime di guerre più importanti che hanno il diritto di essere raccontate e rovinare pranzo e cena agli occidentali e vittime di guerre che possono passare in secondo piano. Se non terzo. Di cui non si parla mai. Perché si tratta di Paesi poveri, da Terzo Mondo, nei quali vengono fomentate guerre civili che ingrassano le superpotenze che vendono armi a questa o quella fazione in campo.

Dunque, perché parlarne? Ma soprattutto, perché fermarle? A chi interessano questi paesi, in generi piccoli, poveri, senza alcun interesse turistico (sebbene tutti gli Stati in fondo ne abbiano). Meglio che tali guerre continuino, si alimentino, in nome di credi religiosi o antiche appartenenze tribali.

E’ il caso, tra gli altri dello Yemen. Tra i Paesi più poveri del mondo, con condizioni di sottosviluppo diffuso e dipendenza pressoché totale da aiuti esterni, nonostante indubbi progressi siano stati fatti dal 1990, anno della riunificazione. E pensare che lo Yemen è uno dei più antichi centri di civilizzazione del mondo. Fino almeno dal secondo millennio a.C. nella regione si sono insediate popolazioni che hanno sfruttato le particolari caratteristiche orogenetiche del territorio. Ricco di alture e di corsi d’acqua a carattere perenne, lo Yemen ospita un tipo di vegetazione che produce sostanze particolarmente appetite dalle culture circostanti, che i Greci chiamavano aromata e che, sinteticamente, possiamo riferire essenzialmente all’incenso.

Un passato glorioso seppellito da un truce presente. Del quale l’Italia pure ha le sue pesanti responsabilità.

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La guerra in Yemen di cui non si parla maiultima modifica: 2018-09-13T09:17:18+02:00da LucaScialo
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