Il motivo ridicolo dietro le stragi di balene in Giappone

Brutte notizie per le balene. Ed in generale, per chi ama gli animali. Il Giappone, dopo aver tentato per anni di cambiare le regole ma invano, è riuscito a defilarsi dalla Commissione internazionale per la caccia alle balene (Iwc). La quale nel 1986 ha sancito l’intoccabilità dei cetacei in via d’estinzione.

In questo modo, il paese del Sol levante e, aggiungiamo, dell’atrocità crescente, può riprendere la sua mattanza. In nome di una tradizione millenaria. Celata dietro fantomatiche ricerche scientifiche nei mari del Polo Sud. In nome delle quali i giapponesi hanno continuato a macchiare di rosso sangue i blu mari del Polo sud. Si tratta, invece, di vere e proprie battute di pesca, come sentenziato anche dalla Corte di giustizia dell’Aja. La quale ha bollato questa atrocità in nome della «caccia per la scienza» un pretesto.

Ritirandosi di fatto dall’Iwc, il Giappone potrà riprendere la secolare pesca regionale nelle acque del Pacifico, peraltro con un sistema di quote decise dal governo stesso. E purtroppo ci sono anche dei precedenti, come quelli stabiliti dai governi di Norvegia e Islanda.

Ma cosa si cela dietro questo abominio a danno delle balene? Quali sono i reali motivi che muovono i giapponesi a cacciare le tanto grosse quanto tenere e innocue balene? Cerchiamo di capirlo di seguito.

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Il motivo ridicolo dietro le stragi di balene in Giapponeultima modifica: 2019-01-08T09:30:26+01:00da LucaScialo
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