Napoli rischia una nuova emergenza rifiuti tra qualche mese: ecco il motivo

Correva l’anno 2008 quando l’emergenza rifiuti a Napoli, Caserta e rispettive province, raggiunse il suo apice. Cumuli di immondizia inondarono tutti i comuni, lasciando esposti i cittadini non solo ad un indecoroso degrado urbano, ma, soprattutto, al rischio di infezioni e continui roghi tossici.

La polvere sotto al tappeto, che per anni le amministrazioni avvicendatesi avevano riposto, venne a galla con tutta la sua forza. E il suo fetore. Le discariche abusive vennero chiuse, le ecoballe furono portate a Giugliano dove fino a qualche anno fa ancora giacevano. Grondando percolato.

Poi l’avvio del termovalorizzatore di Acerra (chiamato così, ma di fatto è un inceneritore) voluto fortemente dal Governo Berlusconi e dall’allora capo della protezione civile, l’apertura delle discariche di Chiaiano e Tufino, nonché l’invio di rifiuti verso i paesi nordici e l’avvio della raccolta differenziata, hanno finalmente risolto quell’emergenza. Sebbene criticità restino e il sistema rischia sempre di andare in tilt.

Ricordo bene quel periodo, in quanto prestavo servizio civile proprio presso Legambiente Campania. I cui responsabili furono tra gli ideatori di un bellissimo documentario: Biutiful cauntri.

Non passava giorno che il Tg1 del lacchè di Berlusconi, Augusto Minzolini, non mostrasse Napoli sommersa dai rifiuti. Allontanando così sempre più turisti. Medesima attenzione che Roma non sta avendo, malgrado sia nella stessa situazione con la chiusura della discarica di Malagrotta. O alcuni comuni della Calabria.

Per fortuna, quella monnezza sommerse la classe dirigente campana che aveva contribuito a produrla. In primis, il centrosinistra che aveva governato per quasi un ventennio Napoli nelle persone di Bassolino e Iervolino. E la Campania sempre il primo. Nel 2011, il popolo napoletano decise di dare fiducia all’ex Pm Luigi de Magistris, un outsider lontano dai partiti. Mentre l’anno prima, le elezioni regionali furono vinte dal centrodestra guidato da Stefano Caldoro.

Una storia che sembra lontana, ma che purtroppo può tornare. Perché, come diceva Primo Levi: “è avvenuto, quindi può accedere di nuovo”.

Infatti, Napoli e provincia rischiano di ripiombare di nuovo in una emergenza rifiuti. Ecco perché.

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Napoli rischia una nuova emergenza rifiuti tra qualche mese: ecco il motivoultima modifica: 2019-03-16T10:42:22+01:00da LucaScialo
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