Prince, l’artista che sfidò le Major e Michael Jackson

Quando nel 2004 viene inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, Alicia Keys lo presenta così:

«Ci sono molti re. Re Enrico VIII, Re Salomone, Re Tut, Re James, King Kong e i three kings. Ma c’è solo un Prince».

Già. Perché Prince è stato il Principe di nome e di fatto della Musica Pop. E non solo. Polistrumentista, è stato un cantautore e produttore capace di attraversare più generi oltre il Pop. Come il Funk, il Rock tradizionale, sinfonico e psichedelico, il Blues, nonché il Rap.

Prince amava sperimentare continuamente, mai cullarsi sugli allori. Anche e soprattutto quando arrivarono fama, soldi e popolarità. Deterrenti principali della voglia di mettersi continuamente in gioco di un artista.

D’altronde, quel ragazzo nato a Minneapolis il 7 giugno 1958, ebbe come ispiratori vari giganti della musica: James Brown, Sly & the Family Stone, Earth, Wind & Fire, George Clinton, Stevie Wonder, Jimi Hendrix e Frank Zappa. Tutti sapientemente miscelati nei suoi brani dalla sua instancabile verve artistica.

Un Principe che divenne Pirata di se stesso, quando decise di pubblicare solo online alcuni suoi lavori in contrasto con le Major. In un’era nella quale tutti gli altri artisti iniziavano la lotta al web. Dato che sottraeva loro introiti. Un guerra che poi avrebbero perso. Per un certo periodo si è anche fatto ritrarre con la provocatoria scritta ‘slave’ (schiavo) disegnata sulla guancia.

Ma Prince è stato anche altro. Ripercorriamo la sua vita, la grande rivalità con Michael Jackson e le ipotesi sulla sua morte.

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Prince, l’artista che sfidò le Major e Michael Jacksonultima modifica: 2019-06-19T10:59:01+02:00da LucaScialo
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