Vittorio Feltri, com’è cambiato dopo il ’94: cosa diceva di Craxi, Berlusconi e Di Pietro

In queste settimane è in atto un montante anti-meridionalismo (soprattutto la anti-napoletanità) da parte dei media mainstream. Con la riminiscenza di vecchi stereotipi mai sopiti da parte dei settentrionali e di certe trasmissioni tendenziose.

Tra i tanti, si sta distinguendo in particolare Vittorio Feltri, bergamasco doc. Già in passato autore di “perle” contro i meridionali ed i napoletani. Feltri, con le sue uscite a mezzo Libero o ospitate televisive, non perde mai tempo per esercitare il suo copione. Dando l’impressione che certe uscite siano più speculari che sincere.

Avendo ormai compreso la pubblicità che esse gli stanno fruttando grazie ai Social. Un po’ quello che accade a Vittorio Sgarbi, giullare alla corte di Berlusconi, che da anni ormai antepone il suo ruolo di buffone televisivo a quello di straordinario critico d’arte.

Tornando a Vittorio Feltri, personalmente credo che l’anti-meridionalismo sia solo l’ultimo dei mali. Il vero peccato originale il direttore di Libero lo ha commesso nel ‘94. Ecco quale.

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Vittorio Feltri, com’è cambiato dopo il ’94: cosa diceva di Craxi, Berlusconi e Di Pietroultima modifica: 2020-04-28T10:41:53+02:00da LucaScialo
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