E’ banuove 013stato che un giornalista descrivesse dall’alto del suo elicottero, al seguito del Giro d’Italia,  qualche problemino del Tirreno cosentino ed ecco subito la canea politica da destra ai cinque stelle scagliarsi contro la Rai, contro lo stesso giornalista, contro tutti coloro che pensavano di difenderlo.

In effetti cosa ha detto il giornalista di tanto grave ? ha descritto qualche nostro problema e niente altro. Problemi noti ( durante il giro intanto ci sono stati in Calabria tre omicidi, qualche rapina, qualche attentato, qualche auto bruciata…che vuoi che sia )  dalla nave dei veleni a Cetraro alla presenza di qualche cosca mafiosa, e allora ? Perché scandalizzarsi ? perché continuare a nasconderci dietro un dito ? Forse il giornalista, avrebbe potuto evitare di dirlo in questa occasione, dato che i Sindaci e la Regione cacciano bei soldoni per la sfilata ciclistica ( Praia a Mare  caccia ogni anno fino a 100 mila euro !), ma avrebbe potuto dire molto di più, ed a questo punto,  per nostra fortuna  è meglio che non l’abbia fatto.

Avrebbe potuto parlare, per esempio dell’alta incidenza tumorale esistente nel nostro territorio, della mancanza di strutture sanitarie idonee, della stessa ss 18 diventata strada della morte per la sua mancata manutenzione ( salvo che in queste occasioni), dei depuratori che vanno in tilt, delle tonnellate di rifiuti tossici esistenti nell’area della Marlane, dell’archeologia industriale abbandonata quale la Marani di Cetraro, la Foderauto di Belvedere M.mo, della Lini e Lane di Praia a Mare, delle opere pubbliche abbandonate quali il porto di Diamante , dell’aviosuperficie di Scalea, dei depuratori tossici come quello di San sago a Tortora che in due anni ha sversato 4ooo tonnellate di percolato nel mare tirreno, delle aree demaniali occupate a Santa Maria del Cedro e lungo tutta la costa tirrenica, delle speculazioni edilizie in atto con lo sbancamento di intere colline e tanto altro ancora.

Non pensate in definitiva che ci sia andata bene ?

jollyIl giornalista avrà sbagliato, ma la canea che si è scatenata a difesa dei nostri territori a mio avviso è peggiore del suo errore. Una canea che si allea solo per coprire verità note a tutti i cittadini, che in migliaia senza appartenenze politiche nel 2009 sfilarono per le vie di Amanatea fischiando tutti i politici.

Solo a sentire parlare della nave Cunsky affondata a Cetraro e di navi dei veleni,  ecco l’altro giornalismo, supino ai poteri politici saltare subito sulla sedia e parlare subito di “bufala”e di “vicenda chiusa”, dimenticando la ministra Prestigiacomo e le sue vere bufale, dimenticando l’amico di Berlusconi , Attanasio che manda la sua Oceano Mare e cercare una nave della prima guerra mondiale che già conoscevamo, dimenticando le ricostruzioni precise di un pentito sui suoi incontri con la cosca di Cetraro.

I sindaci servono a questo, a  rassicurare subito tutti e far dimenticare tutto.

Ma chiedetelo a Natale De Grazia , eroe INUTILE a questo punto, il sacrificio del quale non è servito a niente,  e che serve solo a farsi vedere scoprire qualche targa in sua memoria il 12 dicembre di ogni anno, chiedetelo ai tanti testimoni coraggiosi che ne hanno parlato nelle varie inchieste aperte da magistrati che poi quelle inchieste se le sono vendute dopo essersi ampiamente pubblicizzati su quotidiani e riviste patinate. Chiedetelo a quei giornalisti coraggiosi come Ilaria Alpi che fino in fondo hanno cercato di portare a galla la verità su quel traffico internazionale di rifiuti tossici e radioattivi che ha portato ad affondare ben 40 navi ( certificate dalla Lloyd di Londra ) nel nostro mediterraneo.

12438_1259471007743_1258703339_787982_3162445_nOtto di queste navi con il loro carico tossico sono lungo le nostre coste attraversate dal Giro d’Italia ( la ASO affondata davanti Locri  nel 1979, la Misurina affondata nel 1981 davanti Capo Spartivento nel 1981, la Maria Pia M. affondata nel 1986 davanti Capo Colonna, la Rigel affondata anche questa davanti capo Spartivento nel 1987, la Jolly Rosso spiaggiata nel 1990 a Campora San Giovanni svuotata dei rifiuti sparsi lungo il fiume Olivo e poi repentinamente smantellata, la Cunsky davanti Cetraro affondata nel 1991, la Marineta affondata nel 1993 davanti Punta Stilo, la Korabi che sparì col suo carico davanti Badolato nel 1995 ).

Chiedetelo al pentito Fonti , oramai morto e dimenticato che ha rivelato i traffici nel nostro mare, chiedetelo a quei giornalisti d’inchiesta che hanno scritto libri e consultato gli archivi dimenticati sulle navi  esistenti nei magazzini polverosi delle nostre procure, ricevendo minacce e decine di querele.

Chiedetelo ai vari cittadini che da anni lottano per bonificare i nostri territori, avere una sanità efficiente, avere un mare pulito per tutto l’anno e non per un mese solo all’anno.

con miliucciMa certo l’estate è vicina e dobbiamo stare zitti. I turisti devono venire a frotte, la nostra costa tirrenica deve diventare la Striscia di Gaza ( a proposito il Giro d’Italia è partito proprio da quelle zone e nessun giornalista si è sognato di nominarla) con 1 milione di presenze in soli 50 chilometri di costa e devono stare tranquilli, anche se non troveranno il mare pulito noi dovremo dire che il mare è pulito, che non esistono tumori, che non esiste la ‘ndrangheta, che nessuno paga tangenti, che tutto va bene insomma e che ogni sindaco, ogni politico fa bene a difendere il proprio elettorato, pardon territorio volevo dire,  contro qualche altro paese vicino.

16243_1280082802641_1247188352_859820_4468406_nE’ così che si va avanti da noi,nascondendoci   le verità, facendo finta di niente, e adesso mi raccomando licenziatelo quel giornalista, perché al di là dell’opportunità o meno di dire quelle cose dall’elicottero, un giornalista può scrivere di tutto e tutti, può inventarsi storie, criminalizzare qualche disgraziato, ma non deve permettersi , mai e poi mai, di dire la verità.

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Pensavamo che la Calabria fosse uscita dalle rotte dei rifiuti tossici, ed invece la recente “Operazione Stige” , messa in atto dal procuratore Gratteri che ha portato all’arresto di colletti bianchi e ‘ndranghetisti, ci fa ripiombare in una triste realtà. Dalle intercettazioni fra i ‘ndranghetisti viene fuori un traffico di rifiuti tossici esistente dall’Ilva di Taranto ai terreni della Calabria. Si parla di dieci, dodici camion al giorno di rifiuti tossici. Non si sa ancora per quanti mesi sia avvenuto questo traffico e soprattutto dove questo materiale sia stato sversato. La Calabria resta quindi meta preferita, ancora del traffico di rifiuti tossici proprio per questa simbiosi fra ‘ndrangheta e amministratori, così come avvenuto nel recente passato. Tonnellate e tonnellate di rifiuti tossici  sversati, nei fiumi, nei terreni agricoli, nelle montagne, nelle dighe, finanche nel cemento per costruire le case, le scuole,i piazzali. Un disastro immane che trova ancora oggi solo silenzi, perché la Calabria deve restare la terra dei turisti, delle meraviglie, dei percorsi naturalistici, e la macchina dei soldi non può essere fermata da qualche malato di tumore. Ci chiediamo tutti , intanto, come sia possibile che una colonna di camion che ogni giorno transita per le strade della Calabria non venga notata dalla POLSTRADA o da altre forze dell’ordine. Forse perché tutti, abbiamo rimosso le tonnellate di rifiuti di zinco sepolti nella sibaritide. Ne sono state trovate solo 35 mila tonnellate, ma ne mancano all’appello oltre 300 mila. Abbiamo tutti rimosso che uno degli accusati nell’ordinanza di arresto avvenuto nel 1989 fu proprio un assessore all’ambiente della Regione Calabria, che poi come avviene nella nostra regione, a meno che  non si rubi uno stereo o si fumi uno spinello, tutto venne prescritto ed archiviato. Nessun colpevole, nessun processo, nessuna sentenza. Restano solo i tumori. In Calabria non possiamo neanche sapere quanta gente muore di tumore in quanto non esiste ancora un serio registro dei tumori.  Neanche a parlarne di navi dei veleni. Tutto si è perso e dimenticato. L’attenzione venuta fuori dalle dichiarazioni del pentito Fonti, oramai morto, e dalla manifestazione di Amantea nel 2009 è oramai acqua passata. Di navi dei veleni si parla solo , al momento, nelle aule dei tribunali per le denunce per diffamazione che  la Società genovese , Messina ha sparso in tutti i tribunali d’Italia, mentre l’affossatore della nave Cunsky a Cetraro e di tutte le inchieste sulle navi affondate, l’allora Procuratore capo della Dda Grasso, promosso Presidente del senato, è oggi osannato come capo della “sinistra radicale” .  Abbiamo scherzato, ma non possiamo dimenticare. Le malattie tumorali aumentano a vista d’occhio e gli ospedali calabresi non riescono nemmeno più a seguire tutti gli ammalati per mancanza di strutture specifiche, macchinari, medici, reparti specializzati. Per esempio solo a Cosenza, Catanzaro e Reggio è possibile fare la radioterapia. Nella costa tirrenica solo a Paola si può fare la chemio ed in una sala con massimo dieci posti. Questo vuol dire lunghe liste di attesa e fuga nelle altre regioni dei malati. L’allarme tumori venne lanciato già una decina d’anni fa dal dott. De Matteis medico di base di Paola che fece una raccordo con altri medici di base della stessa cittadina mettendo insieme le cartelle cliniche di ben  241 malati di tumore della cittadina.  Quello che il dott. De Matteis,avrebbe voluto era un’indagine a larga scala coinvolgendo anche gli altri paesi della costa.   Secondo la statistica stilata dal medico, nella fascia di età compresa fra i 30 e i 34 anni i giovani si ammalerebbero con una media pari a 2.90 percento rispetto alla media nazionale che è allo 0.74. “Quello che ci vorrebbe , secondo il dottor De Matteis, sarebbe il potenziamento degli strumenti diagnostici e del personale per fare una buona prevenzione “. Come  risposta De Matteis  così come tutti gli ammalati di tumore , ha solo ricevuto la Chiusura degli ospedali piuttosto che il loro potenziamento.  Se non ci sono bonifiche nei terreni della Calabria colpiti dai rifiuti tossici, vuol dire solo che le malattie si propagano come prima. E’ quanto  avviene a Crotone dove non è stata fatta nessuna bonifica per quegli interi quartieri costruiti con il materiale tossico proveniente dalla Pertusola, o a Praia a Mare nel terreno antistante la Marlane, o lungo il fiume Noce dove è stato scaricato di tutto, o lungo il fiume Oliva ad Amantea, a San Calogero di Vibo, nella galleria radioattiva della Limina lungo la Rosarno-Gioiosa Ionica.  Riguardo al Fiume Oliva nell’ordinanza di rinvio a giudizio fatta dal Tribunale di Paola nei confronti dei proprietari di una ditta accusati di aver seppellito rifiuti di ogni genere compresi rifiuti tossici nel fiume, poi assolti nei due gradi di giudizio, leggiamo che due pescatori abituali  di trote in una vasca naturale , luogo che frequentavano fin dal 1993, sono stati colpiti da tumore. Un pescatore è deceduto nel 2009, l’altro è ammalato di “sarcoidosi con interessamento polmonare e linfonodale mediastinico e steatosi epatica ed angioma epatico”. Oggi il fiume Oliva continua ad essere frequentato da pescatori sin dalla foce, e ancora oggi ci si coltiva ed alleva, nonostante che sia stata accertata la presenza di “migliaia di metri cubi di fanghi industriali, di diversa colorazione- ocra,nero,grigio,marrone e verde- con presenza importante di ferro e manganese dispersa nella matrice, rifiuti dell’edilizia, cavi elettrici e rifiuti assimilabili agli RSU ( da alcune decine di migliaia di metri cubi a ca.140 metri cubi) contaminati con metalli pesanti ed altri inquinanti”, e tutto questo determinava, leggiamo sempre nell’ordinanza del tribunale,  “ l’avvelenamento delle acque sotterranee del bacino del fiume Oliva, destinate al consumo umano diretto, all’alimentazione di animali di allevamento, alle varie fasi di un impianto di macellazione industriale, all’irrigazione di colture agricole, con il conseguente , successivo, passaggio nella catena alimentare, ove venivano registrate concentrazioni superiori ai limiti di legge per quanto riguarda i solfati, i nitrati, il manganese, il ferro, il tallio, l’arsenico e il cloroformio, con necessità di interventi di bonifica sulle sorgenti secondarie”    .  A Praia a Mare , ancora oggi, c’è una situazione simile. Sono state accertate le responsabilità di chi ha fatto sotterrare i rifiuti tossici provenienti dalla fabbrica, ma nei due gradi di giudizio anche questa volta assolti. Ci sono a proposito testimonianze, video, foto, accertamenti ed analisi fatte dall’Arpacal e da periti del tribunale di Paola. C’è un nuovo processo in corso , ma intanto i rifiuti sono ancora lì. Il “nuovo” sindaco di Praia a mare, Antonio Praticò , che per altro è il vecchio sindaco, essendo stato dipendente di quella fabbrica sa cosa è successo, ma oggi continua a far finta che in quei terreni non ci sia niente, ed anzi vorrebbe tombare tutto per far dimenticare quella storia. Restiamo speranzosi che questo nuovo caso possa servire a riaprire tutti gli altri  casi rimasti aperti.