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« Sagra della zucchina in fioreFesta »

Post N° 13

Post n°13 pubblicato il 27 Giugno 2007 da kiblyn
 

La scimmia e la tartaruga

(una leggenda indiana)

Compare Tartaruga si annoiava da morire: i giorni passavano sempre uguali.
Il mare si estendeva all'infinito, le onde succedevano alle onde. Nessuno
veniva mai a rallegrare la sua vita monotona, tranne qualche volta una
balena o un gruppo di delfini, che passavano in lontananza, al largo dell'isola.

Un giorno, scorse una scimmia che si rimpinzava di banane.

"Perché cercare un amico nel mare?" pensò la tartaruga.
"Compare Scimmia sembra un compagno ideale, certamente più
simpatico di un granchio!".

"Buongiorno Compare Scimmia! Vorresti essere mio amico?"

"Buongiorno Compare Tartaruga! Certamente!".

Da quel giorno trascorsero insieme tutto il loro tempo; la tartaruga non
si era mai divertita tanto.


Un giorno la scimmia la invitò ad assaggiare le banane. Un altro,
le disse:

"Vieni, ti insegnerò ad arrampicarti sugli alberi!".

La sera, Compare Scimmia raccontò alla moglie: "Ah! Come mi
sono divertito! Avresti dovuto vederlo mentre si arrampicava su un albero!
Compare Tartaruga è il mio migliore amico!".

Anche Compare Tartaruga disse alla moglie: "Che amico meraviglioso!
Come mi annoiavo prima di conoscerlo!".

Ma Comare Tartaruga non condivideva la sua gioia e pensava: "Mio
marito sta sempre con il suo nuovo amico. Devo sbarazzarmi di questa maledetta
scimmia!"

Una sera, Compare Tartaruga trovò la moglie a letto. "Sei
malata?".

"Sì, molto malata; il dottore ha detto che sto per morire
e che l'unico modo per salvarmi è mangiare il cuore di una scimmia!".

"Il cuore di una scimmia! Ma dove potrò trovarlo? L'unica
scimmia che conosco è il mio amico!".

"Allora, non mi resta che morire!" disse Comare Tartaruga con
voce fioca.

Compare Tartaruga era disperato. Rifletté a lungo e infine decise
che avrebbe sacrificato il suo amico.

Lentamente, si diresse verso la casa di Compare Scimmia.

"Buongiorno, Compare Tartaruga! Che piacere rivederti! Qual buon
vento ti porta?".

"Mia moglie vorrebbe invitarti a cena questa sera, verrai?".

"Certo, volentieri!". La scimmia seguì allegramente il
suo amico fino in riva al mare, ma non poteva continuare non sapendo nuotare.

"Sali sul mio guscio! - gli disse la tartaruga - Ti porterò
io!".

La scimmia si aggrappò al guscio lasciandosi trasportare tra le
onde. Avrebbe voluto chiacchierare ma l'altro non rispondeva:

"Mi sembri molto triste e silenzioso! Cosa ti è successo?
Racconta: farei qualsiasi cosa per te!".

"Ah, amico mio - finì per confessare Compare Tartaruga - c'è
solo un sistema per salvare mia moglie, e cioè che tu mi dia il
tuo cuore!".

"Ahi! - pensò la scimmia - "ho detto qualsiasi cosa,
ma c'è un limite a tutto! Come faccio a risolvere la situazione?
Compare Tartaruga può farmi annegare da un omento all'altro!"


D'improvviso, si colpì la fronte.

"E' terribile! Ti darei volentieri il mio cuore, ma dobbiamo tornare
indietro a prenderlo!".

"Il tuo cuore non si trova nel tuo petto?".

"Come? - esclamò la scimmia - Non sai che le scimmie lasciano
il cuore in una brocca, accanto alla loro casa, prima di intraprendere
un viaggio?".

La tartaruga si fermò e disse: "Ma come facciamo?".

"È molto semplice! Riportami sull'isola e andrò a prendere
il mio cuore!".

La tartaruga tornò indietro, la scimmia saltò sulla riva
e si arrampicò rapida su un albero.

"Uff! Sono salvo! Mi hai spaventato!".

"Ma - gridò la tartaruga - e il cuore che mi hai promesso?".

"Il cuore? Non sei abbastanza furbo, Compare Tartaruga. Batte nel
mio petto, naturalmente, e ci tengo molto! Addio!".

Compare Tartaruga ritornò triste a casa: aveva perso un amico,
ma ebbe almeno la consolazione di veder guarita la moglie.


(Leggenda indiana)

 
 
 
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Un blog di: kiblyn
Data di creazione: 11/06/2007
 

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No te conoce el toro ni la higuera,
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No te conoce el niño ni la tarde
porque te has muerto para siempre.

No te conoce el lomo de la piedra,
ni el raso negro donde te destrozas.
No te conoce tu recuerdo mudo
porque te has muerto para siempre.

El Otoño vendrá con caracolas,
uva de niebla y montes agrupados,
pero nadie querrá mirar tus ojos
porque te has muerto para siempre.

Porque te has muerto para siempre,
como todos los muertos de la Tierra,
como todos los muertos que se olvidan
en un montón de perros apagados.

No te conoce nadie. No. Pero yo te canto.
Yo canto para luego tu perfil y tu gracia.
La madurez insigne de tu conocimiento.
Tu apetencia de muerte y el gusto de su boca.
La tristeza que tuvo tu valiente alegría.

Tardará mucho tiempo en nacer, si es que nace,
un andaluz tan claro, tan rico de aventura.
Yo canto su elegancia con palabras que gimen
y recuerdo una brisa triste por los olivos.

Di

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