zona a rischio

tutto ciò che fa spettacolo

 

SVAGO

Tutte le notizie presenti su questo Blog sono frutto dei i siti qui sotto elencati.
delTeatro - arte,danza,operaProdotti Tipici Home page  ristoranti
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

IL...

movie title screen

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena
 

FACEBOOK

 
 

CORTOMETRAGGIO

STARK DUST
INVESTIGATIVO NOIR
Di Avvisato&Silenzi
con
Andrea Cotrone


Un cortometraggio in bianco e nero interpretato da me che potete vedere nei miei video. e lasciare commenti e critiche...
 
movie title screen

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena
 
movie title screen

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena
 
movie title screen

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena
 

 

« Con molto piacereParole Sante »

Mein Kampf

Post n°408 pubblicato il 01 Febbraio 2008 da kiblyn
 

Mein Kampf

Non c'è nulla di più laido e di più inquietante della
quotidianità, dell'assoluta normalità del male. Anzi non c'è nulla di
più schifosamente laido, di più impronunciabile. A meno che non ci si
chiami George Tabori vale a dire uno dei più grandi e
discussi autori ebrei del Novecento. Uno scrittore , drammaturgo,
regista, direttori di teatri ma anche sceneggiatore ai tempi
dell'esilio americano per il cinema di Hollywood, scomparso di recente
che ha ben conosciuto l'orrore del male in tutte le sue forme e il
sapore amaro dell'illibertà più grande: quella della mancanza della
libertà.

E che lo racconta anche quando il farlo assume una
forma drammatica attraverso il grottesco più estremo costellato di
battute che nella loro quotidiana e assoluta tragicità non dimenticano
la grande lezione del witz ebraico, la storia di una
fascinazione, dell'attrazione più impensabile e anche più atroce:
quella della futura ma inconsapevole vittima per il suo carnefice.
L'ungherese Tabori lo fa in un testo che prende il titolo dal pamphlet
di Adolf Hitler Mein Kampf, La mia battaglia, sorta di
revisione farsesca dell'opera più famosa del dittatore nazista, tragica
metafora della follia sanguinaria, della capacità di irretire del
giovane Hitler. Un testo che l'autore costruisce con ritmo incalzante,
guidato da una comicità crudele e grottesca, ridanciana addirittura,
ponendosi la domanda che per un ebreo è la più indicibile di tutte: è
possibile volere bene al male, all'incarnazione al quadrato della sua
insinuante normalità, del suo feroce antisemitismo?

Si muove
proprio fra questi estremi all'apparenza incompatibili la vicenda che
per poco unisce il librario Shlomo Hertzl, povero in canna, che vive in
una specie di rifugio con la compagnia di un ex cuoco e di una gallina
e che aspetta dal libro che sta scrivendo (andando però poco oltre il
titolo stesso, Mein Kampf appunto), una grande notorietà in
grado di dargli la consacrazione definitiva e un giovane Adolf Hitler
che arriva a Vienna dalla città natale con un rotolo di disegni sotto
il braccio per sostenere un esame all'Accademia delle Arti che potrebbe
aprirgli le porte della vita artistica.

Purtroppo la cose, come
ben sappiamo, sono andate diversamente, spingendo l'antisemitismo
grossolano e stolido del giovane Adolf fine alle estreme conseguenze.
Conseguenze già intuibili fin dall'inizio nel ragazzotto pronto a
trasformare il riso nella crudeltà più inutile ed efferata fino
all'ovvio scioglimento finale dove il riso si gela sulle labbra.

Costruito per improvvise accelerazioni, con un ritmo quasi da vaudeville Mein Kampf (1985) è messo in scena da Egisto Marcucci, di cui salutiamo il ritorno alla regia, affiancato da Elisabetta Courir, nella sua prediletta e ficcante cifra grottesca peraltro in totale sintonia con il testo di Tabori.

Nasce
così un incalzante balletto espressionista che mescola Chaplin alla
Bibbia, Goethe alla saggezza spicciola, dove spiccano le
interpretazioni di forte rilievo di Marcello Bartoli e di Dario Cantarelli.
Il primo con il ciuffo a virgola, i baffetti ridicoli, in mutande o in
pantaloni alla tirolese, risibile nel suo sproloquiare sentenze alla
luce di un antisemitismo addirittura mortuario; il secondo con una
maschera impressionante da dannato della terra dalle lunghe orecchie,
del tutto impreparato quando si trova di fronte alla violenza per lui
incomprensibile di Hitler di cui sarà, né più né meno della sua
gallina, la vittima sacrificale. Un'infernale macchina drammaturgica,
un vaudeville tragico dove il dolore del mondo sa perfino ridere di
quell'orrore che sono stati il nazismo e la Shoah.



di
maria grazia gregori

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: kiblyn
Data di creazione: 11/06/2007
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: kiblyn
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 52
Prov: RM
 

page counter
 

IL PADRINO

movie title screen

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

mariomancino.mj.rippermaxbrandi1strong_passiongiuliocrugliano32bal_zacpsicologiaforenseFenice_A_ngeladuhelWIDE_REDstefaniazanfriscomarchesan67unamamma1dueoreper1Nickcc_cc
 

AREA PERSONALE

 
 

LE STELLE

Amori folli.Disastri
Lavoro e altro
nessun problema
vi risolverà tutto il

Mago Nexus
ENTER
 
movie title screen

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena

scena
 
Citazioni nei Blog Amici: 30
 

TERRA DI CONFINE

Terra di confine
regia Cesare Corrales
con Andrea Cotrone e Luca Milesi

CLICCANDO SULLA FOTO
SI VEDENO FRAMMENTI
DELLO SPETTACOLO
 
Alma ausente

No te conoce el toro ni la higuera,
ni caballos ni hormias de tu casa.
No te conoce el niño ni la tarde
porque te has muerto para siempre.

No te conoce el lomo de la piedra,
ni el raso negro donde te destrozas.
No te conoce tu recuerdo mudo
porque te has muerto para siempre.

El Otoño vendrá con caracolas,
uva de niebla y montes agrupados,
pero nadie querrá mirar tus ojos
porque te has muerto para siempre.

Porque te has muerto para siempre,
como todos los muertos de la Tierra,
como todos los muertos que se olvidan
en un montón de perros apagados.

No te conoce nadie. No. Pero yo te canto.
Yo canto para luego tu perfil y tu gracia.
La madurez insigne de tu conocimiento.
Tu apetencia de muerte y el gusto de su boca.
La tristeza que tuvo tu valiente alegría.

Tardará mucho tiempo en nacer, si es que nace,
un andaluz tan claro, tan rico de aventura.
Yo canto su elegancia con palabras que gimen
y recuerdo una brisa triste por los olivos.

Di

Federico García Lorca
 

I MIEI BLOG AMICI

- Otra Vez
- quirino di paolo
- "Atipico"
- SIR DUKE
- MONOLOGO IN ROSSO
- SCOLPIAMOCI
- diario di viaggio
- TeatroCantato
- Art&Co
- MediterraneaMenteArt
- Il diario di Nancy
- Pensieri
- Rime zoppe
- SenzaConfini
- Oniricamente
- LE BESTIE SIAMO NOI
- Spettacolando...
- La Mia Arte
- pot- pourri
- FATEMI SPAZIO!!!
- Bottega Di Maschere
- R.White
- music is my life!!!
- La compagnia
- etraARTE
- MUSICA 360
- LACQUA CHE SCORRE
- musicology
- Su il sipario
- teatro dei tamburi
- poeticamentesognando
- Sproloqui & Dintorni
- Il cuoco dellarte
- Set the controls
- Mondo Jazz
- Marco Demasi
- Improvvisare
- IL TEATRO
- Relax
- Il Cinema è Vita
- il CineBlog
- IO E TE...NAPOLI
- LADRI DI CINEMA
- Pensiero
- Le parole per dirlo
- Mondo Cinema
- CINEMASCOPE
- altamarea
- ReALIzzati
- TeatroTerra
- Blog Magazine
- Lavori in corso
- Cinema e Amenità
- Musica nella Notte
- PezziDiVetro_ilFilm
- musica!!!!
- Cinema & Co.
- TelefilmBlog
- Scrivo film Tournee
- Silvia Bacia Tutti
- e io pago...
- Gira si la vòi gira
- PAESAGGI DELLANIMA
- addore e anema
- GALLERIA O PLATEA?
- INSPIEGABILE :|
- Lanternas ViPs
- TENERELLA
- Harvey the Pooka
- La Toga Strappata®
- Rosa pequeña
- Leta in progress
- IL GIARDINO SEGRETO
- Il Lampione
- Bel film?
- Tempo di cambiare
- Kolben@
- ROMA PER ME
- *ImprovvisArte*
- ippogrillo
- Minimi
- KILL BILL
- AspirantiAttori.it
- Claudio Pizz
- Galassia dAndromeda
- TEATRO DEI SOGNI
- ON AIR
- JoEs DeLiRiUm
- KipiuComix
- Gabriele Sandri vive
- PARANOID PARK
- Impressioni digitali
- UN PO DI ME.....
- Il mondo del cinema
- gingersix
- RACCONTI DI ROMA
- Thasala
- Divisione Peugeot
- Luomo illustrato
- camillo sanguedolce
 
EL SILENCIO

Oye, hijo mío, el silencio.
 
Es un silencio ondulado, 
un silencio, 
donde resbalan valles y ecos 
y que inclinan las frentes 
hacia el suelo.

Federico García Lorca
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963