Community
 
claudia.sogno
   
 
Creato da claudia.sogno il 20/02/2010

surfista d'anime

una zingara del pensiero..nomade delle passioni

 

 

Maddalena

Post n°777 pubblicato il 22 Maggio 2012 da claudia.sogno
 

 

Ai margini della radura Maddalena aspetta la cerva bianca di limo

danza

sfoglia il libro dello splendore,la Ginza, come ballasse

 Sylvie Guillem

 


rilucendo fra gli alberi
si offre,avviene e tutto cambiano gli archi ogni fibra d'inarrivabile luce
si allenta l'assalto dei cani l'agguato,i passi raggiungon la gola
fanno muovere i fiumi nel petto.

Si congiunge la devozione a un lamento
il candore di una presenza mai vista al silenzio, si espande
lava,si bagna la terra spaccata per tutte le seti
 
posa una benda di pioggia al costato
nelle fessure ogni canto ogni pianto
-il timbro di ogni voce-
"Fu in quel dolore che a lei venne l'amore"
Un incontro così racchiude lo spazio,la leggenda, la piana
a raccogliere il limo tra fiumi che diventano Uno

 

 

L'acqua è la perfetta che ancora beviamo  ..  ...

 
 
 

la Ginza e la cerva

Post n°776 pubblicato il 20 Maggio 2012 da claudia.sogno
 

Privo di sillabe l'alfabeto che sgrava
Si congiunge all'acqua primitiva da dove riemersi
Non sa dire parole come se lo sguardo smarrisse
l'inizio e la fine
Lascia impronte lungo la riva
la cerva si china come una divinità sconosciuta
dopo il parto si piega
ed è l'acqua scivolando che prega
scorre e soccorre si congiunge alla cerva
Parole che si reggono in piedi tremule
come sulle sottili caviglie del piccolo cervo
Non c'e salvezza senza quel foro sottile
dove noi scambiamo il respiro, con fiati d'argento

Dell'acqua la reLigione. La luce che scivola e increspa nell'ansa del ventre 

crede  I'll carro del sole sua carovana di sete

E' bianca la cerva come una donna mandei, 

otto vesti chiare  sulle rive del Tigri,

prega tra I canneti I'll delta del suono di maggio

I'll rasta. Celebrando della sua danza  I'll battesimo

l'acqua azzurra negli occhi ferma la vita,

rinasce nel sorso
l'anello inciso nel segno dello scorpione, quel nome

 
Mi guarda I'll ganzibra Scosta I'll velo  dagli occhi  scopre I'll segreto-quel chiaro-

 tra ciocche corvine di Ginza,  lo sguardo
Mi mostro
Gesti bianchi si susseguono liquidi nelle acque basse vicino alla riva in ginocchio I'll miracolo

I'll vero mistero avremmo congiunto

al fragore dell'acqua la luce I'll bagliore

Cominciò a recitare dei versi

 I'll poema del  grande tesoro

I'll libro di Adamo, nella lingua cara a Mosul

La cerva gemeva bevendo dal tempio I'll rituale ,l'eucarestia


destinata, bagnava fedele I'll batista

i lembi di Hatrac ,nella radice azzurra

rivolta come albero al cielo

 

 

 

 

 

 

 salvava quel foro sottile,la Ginza Mandei

 
 
 

Lo scossone dell'Arco

Post n°775 pubblicato il 20 Maggio 2012 da claudia.sogno
 

Ha tremato la terra in quarta vigilia

Nel sogno c'era solo la neve a fare tremare le labbra Ti ho sussurrato.Hai risposto-per sempre-

Solo il cuore ha creduto all'eterno.

La pelle ha brillato prima che il buio circondasse ogni cosa.

Poi la terra tremò

Son scalzi I miei piedi a raggiunger le alture le forre C'e' un solo sentiero nel bosco dove fan nidi nel vischio 

  Li senti ancora  gridare gli uccelli?

Trema ancora I'll cemento la trave
-Vieni via!!!-
 Una voce suadente raccomanda narimi ,l'attesa che plachi del scisma l'assestamento 
-Voglio sapere dell'Arco !-

Dimmi,son pronta,non rifiutarmi l'andare I'll mio compito e' strofinare la pietra,nominarla.Non e' una leggenda

 Mi ha svegliato del suono I'll mattone.L'arcata si e' mossa Io ero li' con un cavo che a poco a poco arrivava nel sonno. Lo sosteneva

Occhi e memoria sfiorati nello scossone I'll boato nelle orecchie ancora le grida d'uccelli

 

 

 
 
 

Löss

Post n°774 pubblicato il 19 Maggio 2012 da claudia.sogno
 

Terra di löss,placenta d'amore,s'inonda
Un altro neonato,sgrava
Trema la fibra inzuppata,si alza la cerva
Nell'impronta la_scia un foro sottile del collo,mai chiuso

 

da lí respirava solTanto,inargentata
la forma del tempo

 

 
 
 

La profezia di Baku

Post n°773 pubblicato il 18 Maggio 2012 da claudia.sogno
 

"Non invano hanno soffiato i venti,
non invano c'è stata la tempesta.
Un misterioso qualcuno ha colmato
i miei occhi di placida luce.

Qualcuno con primaverile dolcezza
ha placato nella nebbia azzurrina
la mia nostalgia per una bellissima,
ma straniera, arcana terra.

Non mi opprime il latteo silenzio,
non mi angoscia la paura delle stelle.
Mi sono affezionato al mondo e all'eterno
come al focolare natio.

Tutto in esso è buono e santo,
e ciò che turba è luminoso.
Schiocca sul vetro del lago
il papavero rosso del tramonto.

E senza volerlo nel mare di grano
un'immagine si strappa dalla lingua:
il cielo che ha figliato
lecca il suo rosso vitello."

 

Forse esistono  profezie, pronunciate con voce  tenue, intime, quelle fedi che si scolpiscono fra le persone, quelle bisbigliate ad un orecchio in lacrime, quelle che vedono un successo negli occhi di qualcuno, o una felicità imminente, quelle che ti leggono dentro ciò che dice la tua scintilla - ma di queste è bene non parlare: esistono sacri troppo sacri o ridicoli da pronunciare...

(la parola del giorno è:Profezia;oggi mi hanno detto che venerdì dovrò recarmi a Baku..ecco mi è parsa una pro-fezia)

Badu-kube..la città dove soffia l'll vento,

manciate di semi di luce che colpiscono l'll viso

un khazri burrascoso,

chiuso tra  montagne come deserti,l'Azerbaijan

bianco di neve, lino ebraico, abito di donna caduto tra due solchi di terreno

prima dell'alba,dopo la tempesta 

Avamposti così raccolti assieme da sembrare in lontananza fortezza invalicabile 
selvaggia oltre l'udito, le sue frontiere,l'll canto

fa volteggiare le parole,la voce precipita in un bisbiglio,un debole sospiro di Mugham

regole  e improvvisazioni penetrano le valli 

 radure tenere,dove fa più caldo l'll Caucaso è sempre verde

.
Sono gli alberi delle foreste, l’erba dei pascoli, l'll grano dei campi,

i frutteti degli orti,reticolati che spuntano fuori dalla neve come lunghe litanie

acqua che cola come le acque le Bosforo

Bakù è distanza, bellezza di lontananza,
murata città

Al centro del tappeto una donna

Parla con l’aria: “Tu non ferisci”, dice,
ma l’aria brucia e rade

 sembra tenere i piedi affondati in mucchi di neve,

nelle mani i segni di maggio

 e tutto ciò che di irripetibile sogna, le scuote l'anima

spinta dal cuore che batte soltanto più forte

nel bene,nel male

sul piatto azzurro del cielo la notte sogna

tende le dita,dentro l'anello di Baku

si prepara a partire

a cercare perfetta,

 la propria scomparsa

 

 

 
 
 
Successivi »
 

ULTIME VISITE AL BLOG

Perturbabilefrabonvinahanclaudia.sognowal59ter1ggparisigiessedgl1Quin5mgmarzo21simurgh2lontradelboscangelorosa2010virgola_dfilio_2009
 

ULTIMI COMMENTI

SULL'''ORLO DELLA SERA,DI OGNI SERA,

 

...sarà l'Assenza

 che m'''innamora

come m'innamorò...

 

STO LEGGENDO

 

PINA BAUSCH

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

AREA PERSONALE

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
Citazioni nei Blog Amici: 34
 

UNAVOLTAPERSEMPRE

 

 

 

UNSPOKEN WORDS...

 

LA MUSICA SVEGLIA IL TEMPO...

   

E' l'eco delle cose colme di Tempo

che ci consola nel soffio del silenzio,

la cadenza dell'0ra sconosciuta

che rintocca sulla loro corteccia.

Sguscia la Vita dalla nostra pelle

con il prorompere del dolore,

eppure

basta la docile stoffa di quel suono,

il suo morso,per lasciarci salvare...