surfista d'anime
una zingara del pensiero..nomade delle passioni
RRWI...
Maui Na Ka Noi...
nella vita degli zingari c'è un momento,che segue l'orgoglio per l'ampiezza sterminata dei territori "camminati"...
un senso come di vuoto che ci prende una sera con l'odore degli elefanti dopo la pioggia e della cenere di sandalo che si raffredda nei bracieri......
una vertigine che fa tremare i fiumi e le montagne............poi
Quel che abbiamo letto di più bello, lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara.
Forse proprio perché è la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere,
è il fatto di preferirre...Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre prefererenze
a coloro che preferiamo. E queste preferenze condivise ...popolano l'invisibile Cittadella
della Nostra Libertà....SiAmo abitati da libri e da amici......
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Post n°777 pubblicato il 22 Maggio 2012 da claudia.sogno
Ai margini della radura Maddalena aspetta la cerva bianca di limo danza sfoglia il libro dello splendore,la Ginza, come ballasse Sylvie Guillem
Si congiunge la devozione a un lamento il candore di una presenza mai vista al silenzio, si espande lava,si bagna la terra spaccata per tutte le seti posa una benda di pioggia al costato nelle fessure ogni canto ogni pianto -il timbro di ogni voce- "Fu in quel dolore che a lei venne l'amore" Un incontro così racchiude lo spazio,la leggenda, la piana a raccogliere il limo tra fiumi che diventano Uno
L'acqua è la perfetta che ancora beviamo .. ... ![]() |
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Privo di sillabe l'alfabeto che sgrava
Dell'acqua la reLigione. La luce che scivola e increspa nell'ansa del ventre crede I'll carro del sole sua carovana di sete E' bianca la cerva come una donna mandei, otto vesti chiare sulle rive del Tigri, prega tra I canneti I'll delta del suono di maggio I'll rasta. Celebrando della sua danza I'll battesimo l'acqua azzurra negli occhi ferma la vita, rinasce nel sorso tra ciocche corvine di Ginza, lo sguardo I'll vero mistero avremmo congiunto al fragore dell'acqua la luce I'll bagliore Cominciò a recitare dei versi I'll poema del grande tesoro I'll libro di Adamo, nella lingua cara a Mosul La cerva gemeva bevendo dal tempio I'll rituale ,l'eucarestia
i lembi di Hatrac ,nella radice azzurra rivolta come albero al cielo
salvava quel foro sottile,la Ginza Mandei |
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Post n°775 pubblicato il 20 Maggio 2012 da claudia.sogno
Nel sogno c'era solo la neve a fare tremare le labbra Ti ho sussurrato.Hai risposto-per sempre- Solo il cuore ha creduto all'eterno. La pelle ha brillato prima che il buio circondasse ogni cosa. Poi la terra tremò Son scalzi I miei piedi a raggiunger le alture le forre C'e' un solo sentiero nel bosco dove fan nidi nel vischio Li senti ancora gridare gli uccelli? Trema ancora I'll cemento la trave Dimmi,son pronta,non rifiutarmi l'andare I'll mio compito e' strofinare la pietra,nominarla.Non e' una leggenda Mi ha svegliato del suono I'll mattone.L'arcata si e' mossa Io ero li' con un cavo che a poco a poco arrivava nel sonno. Lo sosteneva Occhi e memoria sfiorati nello scossone I'll boato nelle orecchie ancora le grida d'uccelli
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Post n°774 pubblicato il 19 Maggio 2012 da claudia.sogno
Terra di löss,placenta d'amore,s'inonda
da lí respirava solTanto,inargentata
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Post n°773 pubblicato il 18 Maggio 2012 da claudia.sogno
"Non invano hanno soffiato i venti,
Forse esistono profezie, pronunciate con voce tenue, intime, quelle fedi che si scolpiscono fra le persone, quelle bisbigliate ad un orecchio in lacrime, quelle che vedono un successo negli occhi di qualcuno, o una felicità imminente, quelle che ti leggono dentro ciò che dice la tua scintilla - ma di queste è bene non parlare: esistono sacri troppo sacri o ridicoli da pronunciare... (la parola del giorno è:Profezia;oggi mi hanno detto che venerdì dovrò recarmi a Baku..ecco mi è parsa una pro-fezia) Badu-kube..la città dove soffia l'll vento, manciate di semi di luce che colpiscono l'll viso un khazri burrascoso, chiuso tra montagne come deserti,l'Azerbaijan bianco di neve, lino ebraico, abito di donna caduto tra due solchi di terreno prima dell'alba,dopo la tempesta Avamposti così raccolti assieme da sembrare in lontananza fortezza invalicabile fa volteggiare le parole,la voce precipita in un bisbiglio,un debole sospiro di Mugham regole e improvvisazioni penetrano le valli radure tenere,dove fa più caldo l'll Caucaso è sempre verde . i frutteti degli orti,reticolati che spuntano fuori dalla neve come lunghe litanie acqua che cola come le acque le Bosforo Bakù è distanza, bellezza di lontananza, Al centro del tappeto una donna Parla con l’aria: “Tu non ferisci”, dice, sembra tenere i piedi affondati in mucchi di neve, nelle mani i segni di maggio e tutto ciò che di irripetibile sogna, le scuote l'anima spinta dal cuore che batte soltanto più forte nel bene,nel male sul piatto azzurro del cielo la notte sogna tende le dita,dentro l'anello di Baku si prepara a partire a cercare perfetta, la propria scomparsa
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...sarà l'Assenza
che m'''innamora
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LA MUSICA SVEGLIA IL TEMPO...
E' l'eco delle cose colme di Tempo
che ci consola nel soffio del silenzio,
la cadenza dell'0ra sconosciuta
che rintocca sulla loro corteccia.
Sguscia la Vita dalla nostra pelle
con il prorompere del dolore,
eppure
basta la docile stoffa di quel suono,
il suo morso,per lasciarci salvare...



Ha tremato la terra in quarta vigilia


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Inviato da: pa.oletta
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Inviato da: stradi_vari
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