Stirpe del Ghiaccio
Siamo l'alchimia che abita il rumore del gelo
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Post n°1131 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da imperatoreghiaccio
ripiegata nell'orlo nascosto della memoria, accartocciata ai resti di frugali pasti, aspetti la prossima sconfitta, e sorridi. lo sai che perdo, lo sai che non potrei vincere perché sarebbe inutile, ora posso solo osservare il lembo smosso, cercare una giustificazione che possa fermare questo freddo silenzioso e immobile. quindi cammino nella neve seguo la linea del tuo profumo, forse un confine prendo il punto di questa immagine, forse una macchia, perdo il senso del tempo, forse una fine. |
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Post n°1130 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da imperatoreghiaccio
Sono stanco di tutto questo rumore, delle mie ossa che scricchiolano sotto al peso del vento, delle mie labbra che muoiono mordendo aria umida, dei miei sguardi che vagano cercando immagini di luce, e trovano solo buio che illumina. Sì, sono stanco di tutto questo cadere, eppure non ho fatto altro nella mia vita, non ho fatto altro che precipitare, cascare, stramazzare, piombare, crollare dentro all’abisso che mi ha generato. Sono zero, perché in realtà non esisto, è anche per questo che sono stanco. |
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Post n°1129 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da imperatoreghiaccio
Le rocce umide, ricoperte di muschio odoroso, accolsero il mio freddo animo, non dissero nulla lasciandomi ritrovare gli odori smarriti nella memoria. Mi addentrai sempre più a fondo nell’antro, irretito dal tepore che dalle viscere della terra risaliva alla superficie, portando aromi di zolfo, di fuoco, di mistero. Mi voltai a guardare le farfalle algide, intente a cercare di raggiungermi, svolazzare lievi nella volta dell’ingresso, perdendo a ogni tremito forza, per poi schiantarsi ingenue nel bagnato selciato. Il corpo aveva ripreso fiato, per quel tepore la rendeva accogliente al mio fisico provato. Il buio compatto e impenetrabile ormai aveva conquistato la scena, ma i miei occhi riuscivano a perforare quella tenebra individuando una piccola fonte luminosa, proprio dove vi avrebbe dovuto essere il buio più impenetrabile, al fondo della grotta. Calamitato presi a camminare in direzione del chiarore, faticando tra i massi abbandonati, aiutando l’incedere con le mani contro la parete. Ad ogni passo che percorrevo, sentivo la temperatura crescere e notavo la luce farsi più vivida. I riflessi rossastri e il loro tremare, poteva far pensare a un fuoco acceso. Arrivai davanti ad un piccolo stagno di magma in lento movimento, la lava fusa ribolliva leggermente, schizzando di tanto in tanto lapilli contro le pareti di basalto nero. Costeggiai il piccolo bacino naturale, sino a giungere a una porta scolpita nella roccia, recante l’incisione del viatico. - FILIUS NOSTER MORTUUS VIVIT REX AB IGNE REDIT ET CONIUGO GAUDET OCCULTO. Nostro figlio morto, vive, torna re dal fuoco e gode del matrimonio occulto. Io, morto ad ogni mia rigenerazione, ancora vivo, salvo dall’inferno, in me si sposano gli opposti. Io sono la chiave della porta del ghiaccio – |
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Post n°1128 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da imperatoreghiaccio
- Devo scriverlo ancora – disse strappandoglielo dalle mani. - Stai mentendo – - Io non nego l'evidenza, gli faccio assumere un significato diverso – - Quindi stai mentendo – - Dove stai andando? – disse Lisa. “Bada sempre alla Legge del Tre, Tre volte nel bene, tre volte nel male. Una per chiedere, due per illudere, tre per conoscere.” - Tu sei con loro, vero? – Guardò il drappello che si stava schierando. - Dove stai andando? – - Non fare la terza domanda, non ti serve... sei una di loro? – - Sì, lo sono, sono sempre stata una di loro – Replicò solleticando con un dito per tre volte le labbra. Diaccio restò fermo osservando la sua donna, era bellissima, era stata un falò che aveva illuminato il suo cammino, ma ora era solo cenere. Cercò di avvicinarsi a lui per proporre una sensuale tregua. - Devi dirci come fare a entrare nella casa di Beliar, tu sai il modo! – - Leggilo nella mia mente – disse porgendole i polsi. - Non abbiamo più tempo, siamo vicini alla fine, devi aiutarci – Intervenne uno degli uomini, quello che sembrava, dai lineamenti del viso, il meno deciso. - Ditemi chi siete almeno. Angeli o Diavoli, Maghi e Stregoni o soltanto rompicoglioni? – Lo beffeggiò ricordandosi delle parole di Chimera “affrontando l'oscurità affrontiamo il terrore e possiamo liberarcene.” - Potremmo ucciderti – - Potresti andare a farti fottere bel moretto, quello che ho in testa non lo tiri fuori con un coltello – si avvicinò al volto del primo uomo. - Diaccio, amore, calmati, e fammi cercare in te – intervenne Lisa prendendogli i polsi per leggere il pensiero. - Amore? Questa parola nella tua bocca è un insulto – - Ma non ho smesso di volerti bene, fammi entrare nella tua mente – - Fai pure – rispose mettendosi in posa. Lasciò che i suoi pensieri divenissero acqua nella mente per affogare la lingua che s’insinuava a scrutare le viscere dell’essere. Uno schizzo del suo mare trovò fuga dagli occhi e lento iniziò a scorrere sul viso. “Vorrei farti respirare che odore ha una lacrima che scivola lenta dagli occhi, ma non hai mai saputo annusare il profumo del mio male, eppure tu sapevi da sempre chi io sono e ti sei nascosta dietro questa stilla per cercare di strapparmi un segreto che non ho, ma non riesco nemmeno a odiarti. Forse perché ti amavo davvero.” Lisa si staccò svenendo, prontamente sorretta dai suoi compari. - Che gli hai fatto? – - Ho solo lasciato che nuotasse nella mia tempesta. E’ affogata – |
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Post n°1127 pubblicato il 14 Gennaio 2012 da imperatoreghiaccio
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Post n°1126 pubblicato il 10 Gennaio 2012 da imperatoreghiaccio
c'è una solitudine oltre il tuo pianto, è una marea nera di muco e lenta imbavaglia il respiro che vorresti ancora concedere, è il dolo della luna che si specchia in questo mare desolato, abbastanza luminosa da spegnere il fuoco bruno che mangia il tuo cammino, e non c'è nessuno che possa appoggiare le sue mani a fermare l'onda dolorosa che lunga avanza ad annegare quello che hai perso o quello che non mai trovato, e non ci sono parole che possano colorare di rosso acceso una fiamma per scaldare un cuore annichilito dal freddo della solitudine. ma esiste un luogo dentro di noi fatto di tempo in cui il dolore resta immobile e le nostre angosce sanno di un sorriso o anche solo di un abbraccio. |
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Post n°1125 pubblicato il 07 Gennaio 2012 da imperatoreghiaccio
Ti guardo negli occhi, mentre fai scorrere l'arma nel fodero, sprofondando su di lei, lentamente, senza fretta in un istante lungo una vita. piano, piano, si addentra dentro la ferita, e tu ti infilzi guardandomi penetrare la tua voglia. mentre le tue pressioni aumentano d'intensità, così come il gioco che dita sgualciscono in un mugolio che sommerge il mio mare. il tuo fisico inarcato, chiede una scossa, che presto arriverà a fulminare i neuroni, sento il tuo veleno riempire l’anima, le mani dentro di te, a scavare nella tua passione, che atterra in un apice di piacere infinito, poi crolli sul mio petto.
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Post n°1124 pubblicato il 05 Gennaio 2012 da imperatoreghiaccio
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Post n°1123 pubblicato il 02 Gennaio 2012 da imperatoreghiaccio
“La Stirpe del Ghiaccio” è un romanzo Urban Fantasy che avvince, parola dopo parola. Appena superate le prime pagine si sente la necessità di proseguire nella strada con Diaccio, per scoprire il mistero del libro (l’Ultima Alchimia) che il protagonista si trova tra le mani. Ci si coinvolge insieme con lui nella ricerca dell’autore, tal Aaron Mi-ka-el Beliar (si noti qui, e in tutto il libro, il modo in cui AMB gioca come un bambino capriccioso con le parole), in un intreccio di vita reale, sogno e magia, illusioni di luci e ombre. In tutta la stesura, Aronne semina piccoli indizi che vanno poi a collocarsi, ognuno al posto che gli spetta, nella conclusione, sorprendente. Questo libro ha una peculiarità, una volta terminato, vien voglia di ricominciarlo per cogliere le sfumature che solo alla fine ci si rende conto di aver immagazzinato inconsciamente. Non perde una battuta, in tutto il viaggio, non c’è una sola parte noiosa da superare, anche grazie all’utilizzo costante di dialoghi. L’autore impiega sapientemente le conversazioni per rendere la storia spigliata e allo stesso tempo impreziosirla di tutte le informazioni che servono a chi legge, senza appesantire il racconto con lunghe descrizioni. (Fior di Spina) |
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Post n°1122 pubblicato il 28 Dicembre 2011 da imperatoreghiaccio
Quel senso di te che attraversa il brivido del mio gelo mi porta lontano come deliri. Corre lungo quel confine curvilineo, disegnando algoritmi ed incatenando brame alle voglie d'amore. Pago di questo intenso moto, cerco nell'intensità del tuo veleno, la meta sublime. Il sogno diviene reale nella libertà di essere tuo ed appartenerti, per sempre. |
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Post n°1121 pubblicato il 28 Dicembre 2011 da imperatoreghiaccio
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Post n°1120 pubblicato il 25 Dicembre 2011 da imperatoreghiaccio
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Post n°1119 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da imperatoreghiaccio
Il vento sopra al ponte gli colpiva il viso, staccando quelle lacrime che prodotte con una salinità speciale, stavano percolando dai tristi occhi. Il cellulare tuonò a risvegliare la mente, a cercare di farla ritornare alla verità, alla vita. Lasciò l’oggetto suonare indecorosamente, senza rispondere, aspettando solo che l’ultimo squillo arrivasse a terminare il tentativo di connessione. Sapeva chi era, ma non sapeva cosa dirle, non aveva avuto modo di valutare il da farsi, lui non era uomo da storie serie, la sua vita era stata un susseguirsi di giochi di sponda, un’inenarrabile giocare di rimbalzo. Fino allora il suo gioco era stato di non avere gioco, aveva vissuto da parassita, lasciando che le prede arrivassero da sole, come un ragno paziente aveva costruito una sofisticata ragnatela attorno a lui, e il solo compito era andare a catturare le libellule che, ignare, nell’euforia del divertimento, nella primavera del loro tenero cuore, osavano toccare i fili di quel leggiadro intarsio. Sapeva di essere il tipo d’uomo che lontano, lento e leggero, scardinava le difese, entrava nella loro testa dalla porta di servizio, senza grandi scene, ma poi con un continuo stillicidio operava nel cervello sino alla resa totale ed incondizionata. Le donne che avevano provato il suo veleno, quelle che erano cadute in trappola e si erano perse nei suoi caldi occhi, per poi essere divorate, dilaniate con ferocia e cinica insensibilità, sarebbero state disposte ancora a tutto pur di avere un’altra carezza o un bacio. Eppure avrebbe dovuto avere il cuore, ma quell’organo si era spento nel chiarore d’avvenimenti più grandi, e ora portava avanti il suo triste compito con puntuale solerzia. Il suo modo di agire era la propagazione di quanto vissuto, era la ricompensa che il fato gli aveva promesso, era la vendetta per l’indifferenza del mondo, era la forza di un progetto, era la mancanza di un progetto. Malgrado tutto, era un essere speciale: pulito, avvisava la vittima dandole la possibilità della fuga, e a volte restando senza pasto... [Salirà dal Mare - Aronne Micael Belial] |
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Post n°1118 pubblicato il 21 Dicembre 2011 da imperatoreghiaccio
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Post n°1117 pubblicato il 18 Dicembre 2011 da imperatoreghiaccio
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Post n°1116 pubblicato il 14 Dicembre 2011 da imperatoreghiaccio
Ali notturne all'inizio della mia storia |
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Post n°1115 pubblicato il 08 Dicembre 2011 da imperatoreghiaccio
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Post n°1114 pubblicato il 04 Dicembre 2011 da imperatoreghiaccio
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Post n°1113 pubblicato il 14 Novembre 2011 da imperatoreghiaccio
luci ammanettate al vacuo delirio illuminano spietate i miei difetti inseguendo le crepe sino dentro al fondo del loro abisso erano stelle morte o infette o magari solo imperfette piaghe ma erano pur sempre mie e non voglio questa luce a rovinare il mio buio costruito con tanta fatica errore dopo errore caduta dopo caduta |
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Post n°1112 pubblicato il 13 Novembre 2011 da imperatoreghiaccio
si crepa ancora la mia anima in miliardi di pezzi di mosaico, si spacca l'affresco arreso che voleva contenerla per sempre, si staccano i tasselli senza più colla da questo dipinto di sabbia e colori e si sgretolano nel dirupo della coscienza ormai incosciente, li vedo cadere uno dopo l'altro uno senza l'altro e li vedo decadere ammassati ai piedi della mia immagine instabile. |
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