ErebosPubblicazione di brevi racconti e poesie |
PROEMIO ALLA LUXTENEBRAE

"Per me si va ne la città dolente,
per me si va nell'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e'l primo amore.
Dinanzi a me non fuor le cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate"
NECRONOMICON
fa itha yaji ash-shutahath al-mautu qad yantahi.
Non e’ morto cio’ che in eterno puo’ attendere
e col volgere di strani eoni, anche la morte puo’ morire
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L'ELOGIO DELLA FOLLIA

" Meglio che sia poeta a caschi morto... Essere pazzo è l'ultimo dei miei crucci " (J. Kerouac)

" Qualunque cosa dicano di me i mortali (so bene che la pazzia gode di pessima reputazione anche tra i folli più folli) ebbene sono io la sola, proprio io in carne ed ossa, grazie ai miei poteri sovrannaturali, a infondere serenità nel cuore degli uomini e degli dèi. La differenza tra un pazzo e un saggio sta nel fatto che il primo obbedisce alle passioni, il secondo alla ragione." (Erasmo da Rotterdam)
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Post n°94 pubblicato il 16 Febbraio 2008 da Erebos
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Post n°95 pubblicato il 16 Febbraio 2008 da Erebos
Ho lastricato la via a te con i sospiri del mio cuore, ho insegnato a Mercurio quelle tracce invisibili intessute con le lacrime e le risa di Eros voluttuoso. Giunto al tuo capezzale ti canterà la dolce melodia dell'anima mia. Cullata riposerai come tra petali di fiori un'ape profumosa. Una rosa addormentata in un sospiro di Fata ho scoperto. Rossa del sangue degli innamorati e fragranza di ninfa emanava. Feci per coglierla, io stolto, ma pareva non volesse. Tenace, la strana resistenza. Guardai attento in basso e svelai il segreto: le radici sue a quelle di un giglio bianco erano abbracciate. Al tirare di una corrispondeva un silente grido di agonia. Quei fiori erano uniti come due battiti di cuore in un sospiro d'anima.Come posso dimenticarmi del soffio che giace addormentato nel cuore e che ad ogni suo bacio mi fa sussultare l'anima e danzare incatenato dolcemente ad una Fata per boschi silenziosi di fruscii fugaci? Piedi che si rincorrono e mani che intrecciano fiori tra chiome che si dimenticano sul collo Suo d'avorio. Una carezza fugge sulla Sua guancia che imporpora timida, insegue un'emozione sinuosa tra le pieghe del Suo petto. Il Sogno racchiuso nel bacio scambiato tra due nuvole in un cielo coccolato dall'abbraccio luminoso della Luna. Gli occhi umidi della rugiada che un fiore partorisce e dona a due esseri che allacciati si celano tra i fili d'erba smeraldo, ma che fin dall'alto le stelle possono ammirare gelose. Quella luce che vedo riflettersi nel tuo sorriso che solo oscura il sole in una eclissi d'amore dalla quale non vorrei più separarmi. Tu sei la Musa che Apollo mi ha dato il privilegio di cantare, una tua lacrima ed il modo termina in un istante. Dimmi di varcare i cancelli pietrosi dell'Ade gelato, di sfidare le teste d'Idra che sempre ricrescono, di ingannare Medusa, superare l'astuta Sfinge, carezzare Cerbero mordace e di strappare dalla tenebrose mani di Pluto il segreto che stringe in sé, ma non chiedermi di smettere di amarti. Sarebbe come chiedere di prosciugare il regno di Nettuno o imprigionare l'alito di Eolo o di impedire all'Aurora di svegliare la terra con il calore del suo sorriso. |
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Post n°100 pubblicato il 12 Marzo 2008 da Erebos
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Post n°106 pubblicato il 29 Aprile 2008 da Erebos
Il riposo, o meglio l'otium, solo può rinvigorire fragili membra e volti esangui con il corroborante soffio del suo alito soporifero, ma può anche risvegliare assopiti sogni tra battiti d 'ali di farfalla. Quello che capiterà non si può prevedere, ma sempre porterò con me Fantasia che possa intingere il genio suo nel sangue di un povero sognatore e che ne guidi la mano affinché possa mostrare a chi vorrà, l'estensione incolmabile del regno che governa tra malie ed esseri fantastici. Spero che sempre possa accompagnarsi a me e che quando cadrò stanco con la testa sulle sue gambe prive di peso, la sue carezze ristorino un animo appesantito ed impolverato dalla Disillusione: inganna il mio occhio e la mente anche, Sorella e fa che il tuo morbo per sempre curi questa ombra che ti invoca. Risvegliami ormai vecchio e solo allora svelami il tuo dolce imbroglio, così che la luce nei miei occhi si spenga mentre un sorriso sereno baci la mia bocca.Au revoir. Questo messaggio si autodistruggerà tra cinque giorni. |
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Post n°108 pubblicato il 07 Maggio 2008 da Erebos
Anniversario di Dolore... per chi mi conosce |
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Post n°109 pubblicato il 11 Maggio 2008 da Erebos
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Post n°115 pubblicato il 22 Agosto 2008 da Erebos
La Luce e la Tenebra mai si riposano, ma talvolta le colgo, distratte, a specchiarsi in gocce di rugiada e assorte discutere amabilmente. In questi momenti approfitto e sono solito fuggire indisturbato al loro occhio vigile: in tal modo, leggero, posso vagare sereno, anche se in cuor mio so che fingono di ignorarmi perchè mosse da Compassione... Tanto sanno che poi ritorno. Au revoir. |
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Post n°117 pubblicato il 15 Settembre 2008 da Erebos
Le lezioni del Maestro Bankei non erano frequentate solo dagli studenti di Zen, ma anche da persone di ogni ceto e di ogni setta. Egli non citava i Sutra, né si dilungava in dissertazioni dottrinali. Al contrario, le parole gli uscivano diretta mente dal cuore e raggiungevano il cuore di chi lo ascoltava.Che egli avesse un uditorio tanto numeroso, fece infuriare un prete della setta Nichiren, perchè tutti i suoi seguaci lo avevano abbandonato per andare a sentire lo Zen. L'egocentrico prete Nichiren si recò al tempio, risoluto ad avere un contraddittorio con Bankei. "Ehi, insegnante di Zen!" gridò. "Aspetta un momento. Chi ti rispetta obbedirà a quello che dici, ma un uomo come me non ti rispetta. Puoi convincermi ad obbedirti?" "Vieni qua accanto a me e te ne darò la prova" disse Bankei. Con aria altera, il prete si fece largo tra la folla e si avvicinò all'insegnante. Bankei sorrise "Vieni qui alla mia sinistra". Il prete obbedì. "No," disse Bankei "parleremo meglio se ti metti alla mia destra. Vieni da quest'altra parte". Con aria sprezzante il prete passò dall'altra parte. "Come vedi," osservò Bankei "tu mi stai obbedendo e io trovo che sei veramente gentile. Ora siediti ed ascolta". |
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Post n°118 pubblicato il 24 Settembre 2008 da Erebos
Ogni Notte attendo un amico al mio capezzale prima di addormentarmi, di Sonno ha il nome. Come un fanciullo impertinente, continuo mi domanda ed io rispondo lui: dei più svariati i temi si interessa, quando improvviso mi chiede: Perché la tua anima splende tanto serena? ![]() L'occhio mio si fa lucido di gioia e le labbra tremano al pensiero. La lingua in un sospiro, così comincia: La mia anima, che qui vedi a te innanzi palesata, è simile alla Luna. La luce che Essa riflette non le appartiene, ma solo un indegno riverbero del sorriso ineffabile del Sole. Qualora diminuisca l'intensità dell'originale, anche la copia ne risentirebbe. Così son io. Al battito sublime della mia Fata, ne corrisponde l'eco nel cuore mio. Ciò che vedi animar queste membra viene dall'amor di Colei che ne governa le sorti. Se tanto ti affascina la mia anima, pensa solo quale eterno spettacolo deve essere abitar nella Sua! Beato te, mi dice, perchè non potrai mai esistere senza di Lei. |
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Post n°128 pubblicato il 18 Febbraio 2009 da Erebos
la loro luce, a Sole domandai il
tepore dei suoi raggi, alla Luna
supplicai il sorriso, provai a convincere
Vento a regalarmi la sua voce deliziosa,
il misterioso sguardo della Notte
volli per Lei, Mare, almeno tu, dammi
una lacrima, o che sia la veste di Aurora
il mio dono per Lei. Ad ognuno tentai
di ruberne l'essenza per farne un
gioiello degno della Signora mia...
Amore mi sospira un suo bacio sul
quale ricamo questo pensiero a te. |
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Post n°129 pubblicato il 08 Marzo 2009 da Erebos
Si narra che un giorno al Sole, |
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Post n°131 pubblicato il 11 Marzo 2009 da Erebos
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Post n°132 pubblicato il 30 Marzo 2009 da Erebos
Insegnami, o Amore, a governare la clessidra del Tempo di modo ![]() da assecondarla ai miei scopi; della Gioia ad imprigionarne il sorriso, così da poterlo sussurrare nei suoi orecchi. Dalle lacrime di Malinconia, dimmi come soggiogarne la dolcezza di Ricordo e che quest'ultimo possa vestirsi del volto di Lei e sempre dimorare nell'anima mia. Insegnami a fermare il mio respiro assieme al Suo e che esso non ricominci se non in risposta a quel canto di Fata. Languido, lo sguardo della Notte mi accarezza il battito del cuore: una lacrima velata, esso stilla come essenza di rugiada che all'alba si sveglia s u foglie d'edera."Perchè - mi domanda la Regina dei Sogni - forse che non hai sposato mia figlia Fantasia che ti ha reso capace di volare tra i più favolosi mondi solo immaginati?" Ed io così: "La tua natura ti ha generato ceca o mia Signora. Come posso volare se Lontananza ha imprigionato le ali mie di Fata? Come posso librarmi tra le nuvole se l'aria è pesante più del piombo? Come vivo se il mio cuore pare immobile senza Lei?" Notte mi guardò triste e concluse: "Dormi allora e che tu possa rinascere allo scoccare del Suo prossimo bacio" Il manto di una Luna senza volto ![]() chiedi in prestito stanotte: con esso avvolgi la tua anima e che ti celi a Tempo. Vedrai che al dischiudersi del sorriso d'Aurora, quando la sua legittima proprietaria se ne impossesserà nuovamente compiacendosi della tua impertinenza, ti troverai di animo sereno e riposato. E sia... |
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Post n°133 pubblicato il 19 Aprile 2009 da Erebos
Ogni volta che cala la Notte con il sorriso suo di Stelle, sempre cerca, come ladra inesperta, di sottrarre a Ricordo il volto tuo che alberga in me. Ogni volta la aspetto ormai come vecchia amica di lontani passatempi: quando la vedo lì, in attesa con malcelata timidezza, sull'uscio del mio cuore pronta all'inutile ratto, con un sorriso di compassione la accolgo. Ogni volta ella, rosea come il volto di Venere al tramonto, mi osserva abbassando lo sguardo. Io le prendo la mano e le mostro quello che sempre agogna, il tesoro più prezioso che ho: l'anima tua addormentata in me. ![]() |
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Post n°134 pubblicato il 19 Maggio 2009 da Erebos
"Vieni qua, siediti accanto a me e riposa un attimo prima di ripartire" ed io subito, come uno scolaro intimorito ubbidii a quel comando che, seppur tale, suonava dolce e rasserenante. "Forse ne ho davvero bisogno" pensai "talmente evidente il mio stato che questo corpo, anche stiracchiato al massimo, non nasconde l'anima che lo abita? Che male può mai farmi sostare al fianco di questo viandante per un attimo?" Così decisi e mi sedetti. L'aria era fresca ed ancora inzuppata come la terra sottostante, ma il cielo cominciava a sorridere tra nuvole ormai sicure nel loro pallore. Le dita di tiepida brace, Sole cominciava ad allungare verso di noi accarezzando gli stracci zuppi che ci avevano protetto invano. "Che fosse più semplice, per un'anima sola, soffrir delle pene di chi si trova in una simile situazione per empatica compassione o, piuttosto, segretamente, goderne facendosi beffe di un malore evidente nell'altrui mentre solo assopito in noi? Più facile sopportare i sinistri strali accusando una Sorte lontana spettatrice o incolpare la debolezza di un'anima che grida senza fiato il suo disagio nel bocciolo della tempesta?" "Fosse così semplice rispondere, figliolo, non mi troverei così ora". Stavo per continuare sereno nel dire, se non che lo Stupore mi fu palesato da una semplice domanda postami da Ragione: come poteva rispondermi così quell'uomo ad una domanda che non avevo proferito, ma solo pensato? ...continua... |
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Post n°141 pubblicato il 07 Aprile 2010 da Erebos
Era una creatura talmente delicata che, nel momento in cui la strinsi tra le mie braccia, smisi di respirare cercando di arrestare il battito del mio cuore temendo che, quel ritmico borbottio, potesse ferirne l'anima. " Non preoccupartene - mi disse interpretando correttamente i miei pensieri - è forte... Molto ". Lo è davvero, pensai io: con quale caparbia ostinazione si stringeva me, la forza della vita alcuni la chiamavano. " Non ne avevo mai sentito il calore così da vicino " questo il messaggio racchiuso nella lacrima che mi dipinse, di malinconica felicità, il viso e c " Presto capirai come accudirla. Normale che il tuo noviziato abbia un brusco nascere, ma ti assicuro che avrà un epilogo miracoloso " Il mio sguardo mal celava un innocente scetticismo a quelle parole, eppure era così naturale; in molti prima di me avevano avuto questo privilegio. Tra le mani sentivo scivolare impalpabile polvere, come quella addormentata sulle ali delle farfalle e che decora il cielo, seguendone gli spostamenti, con lucenti code simili a comete in miniatura. Vi è mai capitato di vederle risplendere alla lieve luminescenza generata dalle anime di lucciole radunate in un notte senza Luna per sorvegliare i sogni racchiusi in cristalli di rugiada su foglie di edera? Lo spettacolo era così sublime da paralizzare il respiro e la sua immacolata pelle cercavo di proteggere dal mio stesso soffio contaminato da anni di disillusioni e sogni improduttivi: non avrei mai potuto perdonarmi un sacrilegio come quello. Poi si mosse inaspettatamente. Fu come un brivido tiepido che dalle mani si trasmette all'interno fino a spingere il cuore a battere di nuovo, di una nuova vita, come rinascere e sentire risvegliare nella tua anima un eco che sapevi esistere, ma mai avevi avuto il privilegio di udire. Un altro movimento ancora... più duraturo e più intenso a testimoniare la sua forza in essere. Senti quel caldo avvolgerti completamente e la pace che ne deriva è così potente da confondere la realtà. " Mi auguro di rivivere presto questa sensazione ". Ecco cosa ardentemente desiderai non appena la carezza di un sogno di bambina abbandonò l'anima mia al freddo del suo attuale giaciglio. |
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Post n°142 pubblicato il 11 Settembre 2010 da Erebos
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Post n°143 pubblicato il 05 Dicembre 2010 da Erebos
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Inviato da: Erebos
il 18/04/2011 alle 16:29
Inviato da: Fior_di_Spina
il 17/04/2011 alle 11:08
Inviato da: Fior_di_Spina
il 17/04/2011 alle 11:05
Inviato da: Leuviah.75
il 06/02/2010 alle 10:16
Inviato da: Erebos
il 04/02/2010 alle 18:42