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Creato da gamberarancione il 22/05/2012

Malatempora...

il bello e il cattivo tempo...

 

 

Fallare in amore (trad.quasi lett. di "to fall in love")

Post n°112 pubblicato il 03 Dicembre 2013 da gamberarancione

Mi ha molto colpito, domenica sera, il filosofo ospitato da Fazio, tal iek  Slavoj, nome buffo, personalità intrigante.
Al di là dei discorsi sull'ermeneutica della realtà sociale, la sempre più diffusa virtualità, la sempre meno frequente voglia di contatti umani reali, ciò che mi ha fatto riflettere è la sua interpretazione sull'innamoramento. Gran bel cetriolo.
Perchè innamorarsi quando si sa benissimo che uno dei due, prima o poi, si fa la bua?
Perchè farlo consapevolmente (o anche inconsapevolmente, la legge non ammette ignoranza!) sapendo che la probabilità che due persone si innamorino contemporaneamente è praticamente nulla e se non è nulla molto più probabilmente c'è sempre dietro la sòla?
Gli anglosassoni ci sono già arrivati da un pezzo, loro stanno avanti na cifra.
Innamorarsi in inglese viene tradotto con "to fall in love" letteralmente: "cadere in amore". 
Ma con le cadute, da che mondo è mondo, nella migliore delle ipotesi, ti ci sgrugni un ginocchio, ti fratturi un arto, ti procuri una contusione alla caviglia, ti spezzi una vertebra, finisci al CTO, ti danno una bella prognosi, l'INAIL non ti rimborsa l'assenza da lavoro manco percà, insomma uno sbattimento non indifferente, non son cose belle...
Non a caso le mammine premurose raccomandano ai bimbetti durante i loro primi passi "non correre che cadi!"
Cadere in amore, è una trappola! 
Ecco, dunque, alcune belle regolette da seguire. 
Se vai sui pattini mettiti le ginocchiere e le gomitiere. 
Se giochi a calcetto usa i parastinchi. 
Se fai un'attività pericolosa proteggiti, cazzo! E' importante!
Se pensi che ti piaccia vagamente qualcuno, sottovaluta, non è niente di che, passerà.
La prevenzione è importante.
Meditate gente, meditate.

 
 
 

La nuova Gambera

Post n°111 pubblicato il 26 Novembre 2013 da gamberarancione

Mi ispiro al post di Espe deliberatamente (ti pagherò in crostate di fichi i diritti d'autore) semplicemente per comunicare che:

- non ho smesso di fumare, anzi. Ho la scimmia e mi viene l'ansia se non trovo l'accendino nella borsa.

- non vado in palestra perchè la pigrizia mi attanaglia, il sonno devasta le mie mattine e nonostante i "dai dai dai" degli amici (esclusa la Viburna) mai riuscirei a mettere la sveglia per indossare tuta e scarpette per andare a correre al parco sapendo che fa moooooooooolto bene alla psiche.

- ho tolto strati e strati di morbidezza trasformandoli in pellancica non solo in superficie ma nel profondo dell'animo. Pellancica dovunque, borse sotto agli occhi, ricrescita felice e depilazione strettamente consigliata dalle amiche intime.

- mi sono fatta una piega dal parrucchiere pazzo, gli ho ordinato di tagliare a zero ma dopo una lunga colluttazione, estenuata, ho ceduto e me li ha tagliati a due.

- non guardo la tv e manco la vedevo prima, unica cosa che non ho cambiato e che non ho intenzione di cambiare.

- non passo per blog perchè a volte non ho tempo, a volte non ho voglia, a voglia non ho niente da scrivere, altre volte sì ma son cose troppo deprimenti e abbasta che deprimo le amichette care, e poi numme posso più sentì manco io.

 

Espe, te stai già al 2.3 io sto ferma al 2.0. Ti stimo amichetta.

 

ps. Cuperlo mi fa cagare, ma Renzi forse è peggio.

 

 
 
 

A Viburnina.

Post n°110 pubblicato il 12 Novembre 2013 da gamberarancione

Cara amichetta mia. Non scrivo da un pezzo su questo blog perchè, come sai, visti gli eventi, avrei postato solo enormi paracazzate depressive, tristissime come neanche io immaginavo di essere.
Dunque ho atteso che gli eventi per un po' mi scorressero addosso come il solito fiume di merda tenendo giù la testa.
Ma non serve a niente, penso che tutta quella merda bisognerebbe lasciarla scorrere fino alla fine.
Certo non è bello che esordisco così, nel mio primo post post-depressione, e proprio nel giorno in cui è il compleanno tuo.
Amichetta sveglia, comprensiva e lucida, affettuosa e cinica, egocentrica e altruista, ma che sei bipolare pure tu?
Boh. 
A me i bipolari mi stanno simpatici, a te invece ti voglio proprio tantissimo benissimo.
Auguri Viburnina. Non spegnere le candeline senza di me, svegliami magari quando stai per esprimere il tuo desiderio.

 
 
 

Cadere e rialzarsi

Post n°109 pubblicato il 04 Settembre 2013 da gamberarancione

Mi appresto ad andare in ufficio. Come tutte le mattine.

Trafelata, di corsa, affannata, come tutte le mattine. Un po' più pensierosa del solito però, rispetto alle altre mattine. Come una ligia utente dell'ATAC mi rendo conto di non avere il biglietto da uno virgola cinque euri che va obbligatoriamente vidimato per non incorrere a sanzioni amministrative pecuniarie dai 100 ai 500 euri. Me ce manca solo quella.

Compro due ticket in edicola sulla piazza, e dopo aver ritirato i biglietti mi accorgo che un bellissimo 360 direzionemuse staziona semivuoto alla fermata. L'autista si accorge a sua volta di questa signora che dignitosamente rivestita da un vestitino svolazzante e un discreto tacco nove ha intenzione di salire su quell'autobus. Così si consuma il dramma.

Accelero il passo per non farlo aspettare, ma un sassolino mi impedisce di tagliare il traguardo in posizione eretta... inizio a cadere. Sì, inizio, la caduta è un'azione lenta, checchè se ne dica... Tento di non finire per terra ma più m'impegno e più non ci riesco. Frustrantissimo. L'atterraggio non è per niente morbido. Batto violentemente le ossa, più o meno all'altezza dello sterno, sulla pedana dell'autobus e ci rimango, per terra. Un dolore lancinante alla schiena. Temo tra me e me di essermi spezzata la schiena in almeno tre o quattro pezzi... una camicia azzurra ben stirata e profumata mi viene incontro e mi tende due maniche braccia... "signora s'è fatta male? tutto bene?" "sì, ma lasciami per terra che vojo morì" "la aiuto, se la sente di tirarsi su?" "No, vojo morì qui!". Il buon senso della camicia azzurra prevale e, dolorante, riesco a tirarmi su. Che orrore! Un ginocchio escoriato, la schiena spezzata, il vestito svolazzante sgualcito, il petto contuso. "grazie, lei è molto gentile, adesso torno a casa a disinfettare la ferita, grazie ancora..."

Nonostante il mio proverbiale stoicismo, le ore successive in ufficio presso il quale mi sono recata lo stesso come un'eroina, sono incredibilmente dolorose, al punto di decidere di passare al pronto soccorso del policlinico... il risultato è una prognosi di otto giorni, contusioni ed escoriazioni, oltre a una sospetta frattura vertebrale.

Bene. Otto giorni mi servono come il pane, che, come si dice, da una caduta ci si rialza sempre, ma solo il tempo cura davvero tutte le ferite.

 

 

 
 
 

Agosto

Post n°108 pubblicato il 03 Agosto 2013 da gamberarancione

Sì lo so, è da un po' che non bazzico per blog. Impegni, indolenza e pigrizia m'hanno tenuto lontana. Rientro solo per augurarvi buone vacanze, se passate da qui.

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