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Creato da Mr.Nice.Guy il 07/07/2008

Mr Nice Guy

Trovati un bravo ragazzo!

 

Carry on wayward son

Post n°323 pubblicato il 04 Aprile 2014 da Mr.Nice.Guy
 
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Ultimamente ho trascurato un po’ gli aggiornamenti su quello che mi succede nel quotidiano. La verità è che fra le difficoltà al lavoro, la situazione sentimentale e l’attacco di orsite fulminante, oggettivamente non mi andava di mettermi a fare il punto della situazione. Qualcosa tipo che se non ne parli, non è successo per davvero. Però non funziona così, quindi ecco un po’ di notizie in ordine sparso.

Chi mi legge da qualche tempo, si è accorto che da qualche mese non sono proprio al massimo della mia forma. Magari ogni tanto tiro fuori qualcosa di simpatico che fa sorridere, ma dubito seriamente che qualcuno si sia fatto una bella risata negli ultimi tempi. Il motivo, è che la bella risata non me la faccio nemmeno io, perchè tengo duro, ma non è che abbia poi tutta questa voglia di ridere. Che se ci pensate, è un po’ una fregatura, quella di non aver voglia di ridere. È tipo dormire su una sedia, lo fai se proprio devi, ma non è che la mattina ti svegli e fai i salti di gioia.

Il motivo, è che le cose mi vanno un po’ così e così. Vanno avanti, con difficoltà e impegno, ma per fortuna vanno avanti. Non così avanti però da farmi sentire una persona soddisfatta. Sarà che poi nessuno mi rompe le balle come la mia coscienza, vigorosamente spronata dalle aspettative che ho nei miei confronti, ma comunque il punto è che ancora non ci siamo. Questa cosa di tenere duro, tra l’altro, è pure abbastanza stancante. La mia esistenza è sempre girata intorno al lavoro, alla casa ed alla vita di relazione, per cui senza questi tre punti cardine giro un po’ a vuoto, e le energie mi si esauriscono in fretta. Che hai voglia a tenere duro, quando non hai un granché a cui aggrapparti.

Fortunatamente, la casa c’è, e non devo pagare l’affitto. Che solo per questo dovrei baciare per terra e ringraziare il Signore tutti i giorni che manda in terra. Ormai sono due mesi che sono qui, e da un paio di giorni finalmente dormo di nuovo in un letto matrimoniale. Dopo 6 mesi di letto singolo, mi ero scordato di quanto fosse bello. L’unico problema, è che non mi sento a casa mia, perchè oggettivamente non è casa mia. Dopo tutti gli anni in cui ho guardato le pareti delle mie case e ho pensato “questo è il frutto del mio impegno”, stare in una casa che non mi sono guadagnato, non mi fa sentire veramente a casa. Lo so che è stupido, ma sono fatto così.

Per quanto riguarda il lavoro, la bella notizia è che il famoso colloquio del 7 marzo è andato bene, per cui adesso sono un “consulente ufficiale dell’associazione”, ed è stata una gran soddisfazione. Purtroppo però come avevo anticipato, non è che i clienti hanno cominciato a fioccare a destra e a sinistra. Non è cambiato nulla, se non la soddisfazione. Per il resto, per tante cose sono fermo, per altre faccio due passi avanti ed uno indietro. Giro parecchio, e questo è un bene, sono in pari con le spese, e questo è già un traguardo, ma ancora le cose non si sono avviate come dovrebbero. Ogni tanto ci sono le giornate in cui ho delle belle notizie, ed ogni tanto mi arrivano brutte notizie. E quelle sono veramente brutte giornate.

Soldi, pochi. Prima di mettermi in proprio ho accantonato una piccola cifra da usare per l’avvio dell’attività e per il periodo iniziale. Attualmente l’attività si mantiene da sola, ma fino a quando non avrò visto come girano gli affari, dal conto non prelevo nemmeno i soldi per le mie spese quotidiane. Sostanzialmente mi gestisco la cifra che ho accantonato, e sono entrato in modalità “austerity” come non mi succedeva da tanti anni. Fortunatamente sono sempre stato abituato a fare economia, tanto che quello che gli altri giudicano necessario, a me sembra spesso superfluo. Casomai, il problema è che adesso mi sembra superfluo anche parecchio di ciò che io stesso giudico necessario.

L’amore, ne ho già parlato questa settimana, per cui non mi sembra il caso di approfondire ulteriormente. So che dovrei trovarmi della compagnia femminile, perchè io sono uno di quelli che concepisce la vita soltanto come parte di una coppia, e certe volte ne ho addirittura voglia. Il mio problema è che non vado con una donna se non ne sono innamorato, e intorno a me non è che ci siano tutte queste donne interessanti. O forse sono io, che non sono della disposizione d’animo giusta per innamorarmi di nuovo. Però c’è sempre quella storia che l’amore capita quando meno te lo aspetti, per cui facciamo finta di niente, e aspettiamo.

Insomma, resistiamo.

There’ll be peace when you are done.

 

 
 
 

Una coltellata dritta nell'infanzia

Post n°322 pubblicato il 03 Aprile 2014 da Mr.Nice.Guy
 
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Quando ero bambino io, non c’erano le fiabe della Disney. O meglio, c’erano, ma le vedevi al cinema, perchè a casa non avevamo il videoregistratore. Al massimo avevo il mangiadischi, quello a 45 giri, ma principalmente me le raccontavano. E le fiabe che raccontavano a me, erano in una versione decisamente diversa da quella della Disney. Del tipo che se le racconti ai bambini di adesso, quelli cominciano a piangere dopo 30 secondi.

Tanto per dirne una, la versione che conosco io della Sirenetta prevede che la povera disgraziata sentisse un dolore lancinante ogni volta che camminava, tanto che le sanguinavano i piedi. Senza contare che il principe si sposa un’altra, la sirenetta muore, e non si trasforma in schiuma di mare soltanto perchè si rifiuta di sgozzare il principe durante la prima notte di nozze. Sempre per stare sui grandi classici, le sorellastre di Cenerentola si tagliano le dita dei piedi e i talloni per entrare nella scarpetta di cristallo, e la Regina matrigna di Biancaneve, invitata inconsapevolmente al matrimonio della figliastra, viene costretta a danzare con delle scarpe di ferro incandescenti fino a che muore stecchita.

Sarà che mi hanno dato del brontolone e del misantropo un paio di volte, in questi giorni, ma non posso fare a meno di domandarmi se tutto il buonismo dilagante con cui inzuppiamo le nuove generazioni, non stia sortendo un effetto deleterio. Insomma, la piccola fiammiferaia muore di freddo, ma se glielo racconti ad un bambino oggi, va a finire che ti accusano di averlo traumatizzato. Mentre io credo che la lettura buonistica di tante fiabe, in realtà possa portare a delle conclusioni errate. Quindi dopo averci pensato un po’, con la mente di un adulto, mi sono accorto che in versione Disney alcune fiabe veicolano un sottotesto decisamente sbagliato.

Bella e la Bestia, in versione originale, parla di una ragazza che si sacrifica per salvare il padre, viene tradita dalle sorelle nella speranza che la bestia se la mangi viva al ritorno, e si innamora di un mostro orribile, ma che la tratta come una principessa, e che a momenti muore di crepacuore quando non la vede tornare. Nella versione Disney, dimostra invece che persino quando sei brutto come la fame e hai un carattere di merda, se hai un castello e sei sfondato di soldi, ti porti a letto la più sventola del villaggio. Però c’è il rischio che ti becchi una coltellata alla schiena nel frattempo, perchè quella fa la smorfiosa col bellone di turno.

Ne La bella addormentata in versione originale, lei dorme per 100 anni, poi passa un principe che se la spupazza mentre dorme e la lascia incinta, e si sveglia solo dopo aver partorito nel sonno, quando uno dei due gemelli le succhia il dito dove si era punta col fuso. Per poi scoprire che il principe era sposato, che la sua attuale moglie è un orco, e rischiare di finire mangiata viva insieme ai suoi figli. Nella versione Disney, invece, viene fuori che se sei abbastanza sventola, il principe si innamora di te pure se ti crede una contadina ed è già fidanzato con la principessa. E poi ci domandiamo come mai le ragazze vogliono fare le veline.

Il punto è che la Disney si dimentica che le fiabe sono racconti popolari, la cui origine condivide le radici con la mitologia e le leggende. I racconti popolari, così come miti e folklore, parlano di comportamenti reali che sono lo specchio della realtà, e mostrano comportamenti sia meschini che eroici. Dove non è sempre detto che le cose vadano bene, soprattutto nelle versioni originali più antiche, ma dove è ragionevolmente sicuro che se qualche torto è stato commesso, viene vendicato in modo atroce. Che è la realtà. Se gli levi la realtà, alle fiabe, perdono di significato, e diventano una stupida storiella dove nessuno si becca la punizione che si merita.

Perchè a farci caso, private della giusta violenza e crudezza, snaturate di quello spirito realistico che comunque permea un racconto di fantasia, le fiabe non dispensano più giustizia. Va bene la storia del Mago di Oz è quella di una ragazzina che uccide una persona appena arrivata in un nuovo paese, e poi si allea con altre tre figure per continuare ad uccidere, o che Cenerentola sottolinea che se sei una sventola pazzesca, pure se sei una morta di fame, con un po’ di trucco e parrucco ti sposi il principe. Basta che non gliela dai al primo appuntamento. Però è la verità, e quindi ha un suo perchè.

Insomma, la lampada di aladino è la storia di un arabo che trova un oggetto magico, e ci sovverte l’ordine costituito per il proprio tornaconto personale. Che voglio dire, pare una cosa che si legge sui giornali. Ma soprattutto, non c’è nessun cacciatore che salva Cappuccetto rosso e la nonna all’ultimo momento, tirandole fuori dalla pancia del lupo. C’è solo un lupo bello grasso, con la pancia piena, giustamente soddisfatto. Troppo comodo che fai la cavolata, fai ammazzare pure la nonna, e poi arriva il cacciatore a salvarti. Te l’aveva detto la mamma, di non parlare con gli sconosciuti.

E ti sta bene, stupida ragazzina del cacchio.

 

 
 
 

Le due metà del letto

Post n°321 pubblicato il 02 Aprile 2014 da Mr.Nice.Guy
 
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Tutti gli uomini di questo mondo sanno alla perfezione che il letto matrimoniale è un campo di battaglia. Una lotta per le risorse e per il territorio, combattuta durante la notte, che si conclude inevitabilmente sempre allo stesso modo. Ogni volta che dormi con una donna, va a finire che ti trovi su un fianco, a bordo del letto, senza le coperte. E guai a protestare. Il fatto che esistano due metà del letto, per la mente femminile, è pura fantascienza.

Una cosa che ogni brava femminista si sentirà in dovere di contestare, è che le donne sono decisamente carenti per quanto riguarda l’elaborazione degli spazi tridimensionali. Insomma, basta guardare una donna che legge una cartina, che quando si mette a girarla per capire da che parte andare, sai già che la catastrofe è in arrivo. Tipo che devi pregare che succeda in città, così al massimo puoi chiedere a qualcuno, perchè se succede senza nessuno intorno, è la fine. Dispersi, morti per fame, freddo, disidratazione, e sbranati dai lupi, tutto contemporaneamente. Garantito al 100%.

Tuttavia, l’esempio più lampante di questa caratteristica, è a letto. Un letto matrimoniale è fatto per due persone, e quindi si può dire che sia teoricamente costituito di due metà. Una metà destinata all’uomo, ed una alla donna. Coperte incluse. Per qualche incomprensibile motivo, l’estrema semplicità di questo concetto, risulta assolutamente incomprensibile. La realtà è sotto gli occhi di tutti, e basta osservarla. Quando si tratta di dormire, per prima cosa una donna occupa il centro del materasso, e poi nottetempo espande la sua proprietà fino ai bordi estremi del letto. Roba che se non ti butta giù a pedate, è per Grazia ricevuta.

In ogni caso, limitare tutta la questione ad una semplice incapacità di elaborare gli spazi tridimensionali, mi sembra quantomeno riduttivo. Voglio dire, quando passi anni ed anni a ripetere che vorresti almeno un terzo del letto e un pezzetto di coperte per non farti venire la polmonite durante la notte, il concetto dovrebbe passare. Se dopo tanti anni ancora non ottieni il minimo risultato, è chiaro che il motivo deve avere ragioni diverse. Dopo aver elaborato questo problema per anni, purtroppo non sono arrivato a nessuna soluzione. In compenso però ho maturato alcune ipotesi, ed anche se non è niente di conclusivo, ciascuna ha il suo perchè.

La prima ipotesi, è la mia ben nota teoria del Tocco del Gelo Paralizzante. In pratica la fisiologia femminile è così diversa da quella maschile, da conferire ad alcuni soggetti la possibilità di congelare un uomo con il solo tocco. Che generalmente avviene di notte, sotto le coperte, sotto forma di piede gelido che tentativamente si avvicina all’ignaro uomo di turno, per sondare la sua disponibilità a condividere il suo calore corporeo. Causando paralisi e surgelamento immediato, stile super poteri, seguiti da lento scongelamento durante la notte come un merluzzo fuori dal freezer.

La seconda ipotesi, è quella della Teoria Collettivista dello Stato Sociale, declinata al femminile ed in versione domestica. I beni e le superfici di casa sono quindi in perfetta condivisione, e il tutto si riassume nel motto “ciò che è mio è tuo, e ciò che è tuo è mio”. Che nella mente femminile continua con “quindi mi prendo il tuo lato del letto e le tue coperte”. Il che dimostra tra l’altro che il collettivismo e il comunismo in generale, difficilmente arrecano gli stessi benefici a tutte le parti coinvolte, come nel caso di esempi storici quali URSS e Cina, tra l’altro. Che non è la stessa cosa, ma ci si avvicina parecchio.

La terza ipotesi, è la teoria dell’Atavismo. Durante la notte la donna ripercorre inconsciamente le fasi dell’evoluzione umana, risalendo fino ai rettili ed adottandone il comportamento istintivo. Esattamente come un serpente che si infila nel sacco a pelo del campeggiatore per cercare calore, durante la notte la donna si avvicina all’uomo per riscaldarsi, e si avvolge nella coperta come un involtino per simulare la muta della pelle. Questa teoria è inoltre supportata dal fatto che, esattamente come un serpente, se per caso svegli una donna per riprenderti un po’ di coperte, quella come minimo ti morde, e in ogni caso diventa velenosa.

Per fortuna, vuoi per la selezione naturale, che ha ucciso tutti gli uomini incapaci di resistere ai rigori di una notte senza le coperte, vuoi per anni di esperienza che hanno temprato il fisico, o forse semplicemente per pura rassegnazione, alla fine gli uomini si sono abituati a sopportare. Meglio quello, di una che ti frega le coperte e basta. Perchè siamo onesti, una che di notte non ti si avvicina nemmeno per fregarti il calore corporeo, però ti leva tutte le coperte, è veramente la cosa più terribile da gestire. Ti frega le coperte, e non ci caga per tutta la notte.

Il peggio del peggio.

 

 
 
 

Tutta colpa della Miss

Post n°320 pubblicato il 01 Aprile 2014 da Mr.Nice.Guy
 
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Come qualcuno più attento di me ha notato, in tutti questi mesi non ho mai detto qualcosa di negativo sull’ultima donna di cui mi sono innamorato. Il motivo, è che non avevo niente di negativo da dire. Tuttavia, anche alla luce delle considerazioni di ieri, una cosa la devo ammettere per forza: se sarò costretto a saltare da un letto all’altro per i prossimi anni, sarà tutta colpa della Miss.

In questo periodo di singletudine, il pensiero di “come sarebbe potuto essere” l’ho fatto fin troppo spesso, inutile nasconderlo. Ormai però me la sono messa via, e sono più concentrato sul come sarà in futuro. Quindi nel momento in cui mi rendo conto che le mie prospettive di matrimonio, figli e famiglia sono sfumate, e che ragionevolmente passerò i prossimi anni ad andare a letto con un imprecisato numero di sconosciute, un po’ mi girano le balle. Perchè la Miss ha tutta la mia comprensione sul fatto che si merita di meglio, tuttavia il prezzo di questa comprensione lo pago io, e tutto ha un limite.

Ad esempio, io capisco che passare le ore a far l’amore con una persona che venera te e il tuo corpo, possa essere una cosa particolarmente fastidiosa. Soprattutto se c’è la prospettiva di continuare a farlo per tutta la vita, e a maggior ragione quando questa persona che ti venera non solo lo vuole fare di continuo, ma ha già messo in chiaro che sarà come minimo tre volte a settimana. Io lo capisco, che certe cose stancano. Quando poi il tizio in questione non è uno che si sbriga in 20 minuti, e ha letteralmente un’enciclopedia del sesso nella testa, come prospettiva dev’essere veramente allucinante.

Capisco anche che quando lavori 11 ore al giorno, compreso il sabato mattina, e sei una donna super impegnata, hai delle esigenze particolari. Quindi se uno ti dice che vuole sposarti e fare dei figli, e ti assicura che farà di tutto per guadagnare abbastanza da permetterti di lavorare part time e occuparti della famiglia, può essere dura anche solo da concepire. Voglio dire, chi mai vorrebbe lavorare di meno, soprattutto se ci sono abbastanza soldi, solo perchè in questo modo ha più tempo per crescere ed educare dei figli? Non siamo mica negli anni ’50, questo ragionamento è puro maschilismo retrogrado, fallocrate ed androcentrico. Quindi capisco anche questa cosa, ci mancherebbe altro.

Però quando hai 33 anni, sei divorziata, e un bel single di 36 anni ti offre tutto quello che ha e ti dice che sei la donna della sua vita, è un discorso leggermente diverso. Non dico che se non ti mena e non ti tradisce, tu te lo tieni e ringrazi il Cielo. In particolar modo se dopo 6 mesi già vuole vivere con te. Non dico nemmeno che gli devi dare una seconda occasione, perchè se ha commesso qualche torto irreparabile, tipo che ti ha ammazzato il cane o ti ha rubato i gioielli, ‘fanculo pure alla seconda occasione. Nemmeno se il single di 36 anni sono io. Però almeno ci parli e vedi di capire. Non passi il tempo ad offenderlo persino quando ti manda un sms.

Ma soprattutto, se lui ti ha detto che se fossi stata l’ultima donna della sua vita, sarebbe stato l’uomo più felice del mondo, hai delle responsabilità. Quindi vorrei sapere con che coraggio lo condanni ad andare a letto con una lunga fila di sconosciute. Lì è proprio non averci cuore, e nemmeno un briciolo di pietà. Perchè vedete, fra le tante cose che mi ha detto la Miss, è che sono talmente pessimo che mi vorrebbe solo una russa. E la cosa che mi spaventa, è che probabilmente mi sposerò una russa per davvero. Seriamente, è un’opzione che non dico di aver considerato, ma che sicuramente non mi sento di scartare.

Chiaramente, il motivo non sarà certo perchè sono così pessimo che le italiane non mi vogliono. Anche alla luce degli avvenimenti di questi ultimi mesi, è chiaro che alle italiane piacevo prima, piaccio adesso, e ragionevolmente piacerò anche in futuro. Quindi il mio primo problema è che andrò a letto con innumerevoli italiane, e già qui andiamo decisamente male. Il secondo, è che fra tutte le italiane che ci saranno nel mio futuro, rischio di trovarne un’altra che mi fa un tiro così. Questo pensiero mi fa venire i brividi sulla schiena. Perchè se la trovo, va a finire che mi arrendo e la smetto di andare con le italiane. Quella è la volta che prendo mille euro, vado in agenzia matrimoniale, e mi sposo una russa sul serio.

In entrambi i casi, sarà tutta colpa della Miss.

 
 
 

La generazione dei single

Post n°319 pubblicato il 31 Marzo 2014 da Mr.Nice.Guy
 
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Ogni tanto, soprattutto quando i 20 anni li hai passati da un pezzo, capita di ritrovare amici che avevi perso di vista, ed è sempre un bell’evento. Ma quando questi amici sono i tuoi vecchi compagni di rimorchio, è tutto un altro discorso. Perchè ritrovare lo stesso amico con cui sei andato a caccia di donne quando avevi vent’anni, ti mette di fronte alla realtà dei fatti. Se continua così, andrai a donne per tutta la vita.

Qualche settimana fa sono andato al bar con gli amici, e per puro caso ho ritrovato un mio compagno di serate di quanto ero un ventenne, e nelle vene avevo più ormoni che sangue. L’avevo perso di vista una decina d’anni fa, poco prima di trasferirmi a venezia, e lui poi se n’era andato all’estero per lavoro. Un gran bel giovanotto allora, un gran bell’uomo adesso. Come ci siamo rivisti, abbiamo cominciato a bere e a raccontarci cosa ne era stato delle nostre vite fino a quel momento. E' stato un po’ come guardarsi allo specchio.

Lunghe relazioni finite, l’acquisto di una casa che abbiamo lasciato, l’età che avanza, un generale senso di disillusione nei confronti di quello che ci aspettavamo da ragazzi. Le storie e le storielle che mi ha raccontato lui erano esattamente uguali a quelle che gli ho raccontato io. Eppure, non ci siamo pianti addosso. Anche se il senso di quello che ci siamo detti è che con i quarant’anni in arrivo, ci saremmo aspettati tutti e due di aver messo su famiglia già da un pezzo, non è stato un incontro di due anime in pena. Tutt’altro.

Col  proseguire della serata, e con l’innalzarsi del tasso alcolico, i racconti sulle storie finite male hanno lasciato il posto ai racconti sulle storielle collezionate negli anni. Ai ricordi di quando ogni finesettimana, con sistematica metodicità, si andava in giro per locali a rimorchiare in compagnia. Inevitabilmente, il confronto fra allora e adesso è stato assolutamente esilarante. Se da ragazzi dovevamo praticamente fare le acrobazie per conquistare le fanciulle di turno, col passare degli anni era diventato fin troppo facile. Così, senza che nemmeno ce ne accorgessimo, abbiamo cominciato ad attaccare bottone con le donne che ci stavano intorno.

Ora, prendete due trentenni, più verso i 40 che verso i 30, spigliati, navigati, con il minimo di fascino e buon gusto, aggiungete alcol a saturazione, metteteli assieme a reggersi il gioco a vicenda, ed otterrete una miscela esplosiva. Dategli in pasto una donna qualsiasi, e sarà come gettare un cosciotto di agnello in una vasca di piragna: non ci trovi nemmeno le ossa. Seduti ad un tavolino fuori dal bar, c’è stato un momento della serata in cui le donne si davano il cambio. Non facevamo nemmeno la fatica di alzarci, anche perchè eravamo decisamente sbronzi, perchè appena se ne allontanava una, nel giro di un paio di minuti se ne avvicinava un’altra come per magia. Abbiamo passato la serata a prendere in giro quelle poverelle, ridendo come dei cretini.

Il giorno dopo, con dei postumi micidiali, mi sono scoperto a fare alcune riflessioni. La prima, è che anche se non sono mai stato un donnaiolo, la verità è che negli ultimi 20 anni ho fatto più pratica di quanta mi piaccia ammettere. Quando si tratta poi di giocare in modalità cooperativa, e il secondo giocatore ha la mia stessa esperienza, ma molta più faccia di culo, viene decisamente fuori il mio lato peggiore. E la cosa più grave, è che anche se non mi va di farlo e sicuramente non me le vado a cercare, quando mi capitano le serate come quella, mi diverto un sacco.

La seconda, è che io ed il mio amico ci siamo ritrovati circondati da tutte queste donne single, perchè la nostra è decisamente una generazione di single. Dati ISTAT alla mano, in Italia un nucleo familiare su tre è costituito da una sola persona. In pratica, ogni due famiglie, c’è un single, che sia separato, divorziato, celibe o altro. Questa percentuale è raddoppiata negli ultimi 10 anni, e se è vero che c’è differenza fra nord e sud, con il primato va alla Val D’aosta che si attesta su un 40% di single, il trend è inequivocabile e continua a crescere. E questa è la vita che fanno i single: escono, bevono, rimorchiano, collezionano storielle e poi ritornano single.

Questo sabato ho incontrato nuovamente il mio amico, e mi sono fatto strappare la promessa di cena e seratina a donne per sabato prossimo. La scena di qualche settimana fa, insomma, si ripeterà di sicuro. Tuttavia, e questa è la terza riflessione, anche se dopo qualche birra mi diverto comunque, in realtà questa cosa mi mette una gran tristezza. Lo so che c’è gente che non batte chiodo, per cui dovrei starmene zitto e ringraziare la mia fortuna. Gente che rimane da sola anche se in realtà vorrebbe compagnia, mentre a me basta alzare il telefono o uscire un finesettimana, e mi permetto pure di dire che è troppo facile.

Però tutta la vita così, proprio non ci posso pensare.

 

 
 
 
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CHI È IL MISTER

Mr Nice Guy: espressione inglese per indicare il "classico bravo ragazzo".

Il mio punto di vista è quello di una persona assolutamente normale. Sono il classico bravo ragazzo. Se ci fosse una definizione di bravo ragazzo medio, nel dizionario, beh, ci sarebbe la mia foto di fianco. Ma nella mia esperienza, essere un bravo ragazzo non ha vantaggi di sorta. Solo sfighe.
E questo è il mio punto di partenza.

 

 

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Inviato da venus.veronensis il 30/10/08 @ 12:39 via WEB
Scendi tra noi umani qualche volta.

Inviato da marematite il 21/10/08 @ 10:45 via WEB
ma vaffanculo...

Inviato da  mr.controcorrente il 18/09/08 @ 13:15 via WEB
... e, aggiungo, da perfetto cattolico quale sei, dovresti sapere che uno dei 7 peccati capitali è la SUPERBIA.

Inviato da vargoli il 01/09/08 @ 16:31 via WEB
Beh, sai, forse hai trovato solo stronze egoiste perché, come si dice, "similes cum similibus congregantur".
 
 

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