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Creato da complicemente1 il 23/01/2012

NERO DI SEPPIA

Il sorriso è la lampada alla finestra dell’occhio che indica che il cuore è in casa. Anonimo

 

 

Buon anno

Post n°89 pubblicato il 07 Gennaio 2014 da complicemente1

Si dice anno nuovo vita nuova, vero?
Bene.
Allora iniziamola come si deve.
Avete il coraggio di scrivere cosa vorreste cambiare di voi stessi e cosa invece vorreste non modificare mai?
Io vorrei essere più un pò più calcolatrice e un pò meno limpida...quell'aria di mistero conferisce in ogni campo interesse e curiosità da parte delle persone.
Non vorrei invece cambiare il modo di agire che ho, a volte istintivo ma che posso farci se mi scatta la molla...zac parto a raffica in qualche (RARO,EH!) caso con esito disastroso (ne sanno qualcosa le mie temerarie amiche Sciockmacker e l'Esaurita...ma di questo vi racconterò prossimamente ^__^)

Ah, dimenticavo: FELICE ANNO NUOVO A TUTTI

 
 
 

Basta un...ah scusa!

Post n°88 pubblicato il 11 Dicembre 2013 da complicemente1

Ci sono parole che oltre ad essere in  disuso penso siano state cancellate dai vocabolari, diventando quindi sconosciute alle nuove generazioni.

Pensavo per esempio alla parola SCUSA, in effetti è difficile da pronunciare pure per me, costa fatica perchè implica un riconoscimento di  torto,  passo falso o errore , commesso in modo spesso non voluto ma comunque fatto.

Ricordare di averla sentita pronunciare, mi riporta indietro di almeno dieci anni...in tempi recenti per l'appunto mi vengono alla mente solo episodi, dove in sostituzione di tale parola ormai più che desueta, ho sentito sputare parole arroganti e rabbiose.

Dicevo che ricordo l'ultimo SCUSA pronunciato da qualcuno dieci anni fa, un episodio banalissimo in cui un SUV aveva parcheggiato a 10 centimetri dall'entrata del negozio dove lavoro, era impossibile metterci piede dentro, tanto che il proprietario telefonò ai vigili...che non vennero ovviamente e quindi fece la cosidetta" posta" aspettando il conducente dell'auto. 

Arrivò dopo almeno 4 ore,  il capo era nero nero di rabbia e quando fece notare come aveva parcheggiato ed io temevo già il peggio, pensando di sentire urla e parole grosse volare, il tipo invece candidamente emise due semplici  fiati e disse "MI SCUSI"  facendo venir meno tutta la rabbia covata dal mio capo che dopo poco rientrò in negozio e disse : "ad uno che chiede scusa non puoi più replicare nulla, perchè ha ammesso lo sbaglio" 

eh, già! Come tutto sarebbe più semplice...

 
 
 

Mi ricordo...

Post n°87 pubblicato il 06 Dicembre 2013 da complicemente1

 

...e ormai siamo vicini a Natale nuovamente.
Non so voi ma io non vivo più l'atmosfera natalizia e tutto quello che ne segue, come una volta...questo periodo è diventato se non un fastidio, ininfluente.
Forse perchè non avendo figli non  vengo coinvolta dal loro entusiasmo...in effetti ricordo che da piccola tutto era magico...
Stranamente da me Babbo Natale non passava, chissà per quale motivo i doni arrivavano portati dalla Befana, quindi l'emozione del risveglio con ai piedi del letto i regali ,era giorni dopo il passaggio dell'Omino vestito di rosso dai miei compagni e mi basavo su quello per contarli.
Appena un pò più grandina, giusto quando avevo imparato a scrivere, quale migliore occasione per mettermi all'opera e mettere nero su bianco quello che desideravo...Volevo anch'io passasse almeno una volta Babbo Natale ecchecaspita, non poteva sempre saltarmi e far venire la sostituta signora Befana!!
Quindi mi impegnai per almeno una settimana, prima nel decidere cosa era "necessario e prioritario" e poi  nella stesura della lettera...
Ricordo che ai tempi ci insegnavano a scrivere con la stilografica, quindi erano più i fogli che gettavo perchè macchiati d'inchiostro (e a Babbo Natale non potevo far arrivare un simile pastrocchio) che quelli della lista...era lunga lo ammetto, ...non potevo correre il rischio di dimenticarmi qualcosa altrimenti avrei dovuto aspettare poi un altro anno per rifarmi .
Finalmente con immensa soddisfazione finii l'opera d'arte, (a scuola ci avevano insegnato anche a mettere un pò di colla ai lati della lettera e gettarci sopra delle pagliuzze argentate che faceva più chic e preziosa la richiesta oltre ad attirare sicuramente l'occhio di  Babbo Natale) la consegnai a mia madre raccomandandole di spedirla con la dovuta attenzione e cura...
I giorni passarono e finalmente era Natale, la mattina trovai i preziosi pacchetti...l'Omino vestito di rosso non ero riuscita a vederlo ma aveva finalmente avuto l'occasione di passare da casa mia...
Il regalo più importante e prezioso che mi aspettavo di trovare perchè tanto desiderato, era una bambola abbastanza particolare....sono passati 40 anni ma ricordo ancora il nome Peggy Pen Pal ...e che è direte voi? Infatti non la conosceva nessuno tranne poche bambine interessate all'articolo e non la doveva conoscere neppure quel maledetto Omino rosso perchè appena scartai i pacchetti della mitica PeggyPenPal neppure l'ombra...trovai una bambolona alta quanto me, con dei dischetti da infilare in una fessura sulla schiena che cantava e camminava....bella, nulla da dire ma non era la PeggyPen Pal!!!! Piansi così tanto dalla delusione che stetti male,...ma non tanto per dire, stetti così male che rischiai di morire perchè mi venne qualcosa di strano, mi si gonfiò il viso, labbra, occhi e naso in maniera spaventosa...bel Natale, veramente un bel Natale quello in cui per la prima volta passo' da me Babbo Natale!!!

 

 
 
 

Ma sei curiosa!!

Post n°86 pubblicato il 28 Novembre 2013 da complicemente1

Dicono che la curiosità nasca dal desiderio di sapere qualcosa. Ma qual'è il limite perchè il desiderio di apprendere non diventi semplicemente puro e semplice impicciarsi di fatti altrui?

Per me la risposta è semplice, fermarsi a quello che mi viene detto senza andare oltre, i miei dubbi nel caso mi venissero, rimarrebbero senza risposta e so per certo che me ne farei una ragione e dormirei tranquillamente.


Purtroppo invece molte persone non si accontentano di "sapere" ma vogliono "indagare" e quindi partono domande a raffica tipo interrogatorio.


Immagino vi sia capitato qualche volta che qualcuno esca con domande a cui rispondereste volentieri con un bel " ma una padellata di fatti tuoi non te li puoi fare?" Che poi queste persone sarebbero anche le meno indicate a parlare, di solito non c'è neppure confidenza, chiedono proprio solo per impicciarsi.


Dicono anche che la curiosità è femmina, forse è pure vero...almeno un certo tipo di curiosità...la donna di solito ha l'istinto dell'investigatore, vuol sapere, quindi si attrezza ^__^


Infatti la donna anche senza capire niente di tecnologia , senza neppure leggere un libretto d'istruzioni, senza sapere chi è un hacker, troverà facilmente il pin del telefono del compagno per poter leggere a chi ha scritto messaggi e vedere a chi ha telefonato.


La donna non saprà aggiustare un tubo che perde, non saprà mettere una lampadina o installare un decoder, ma saprà sicuramente tutto sulla tipa che sale ogni sera nell'appartamento del vicino di sopra, anche venisse da un paese a cento chilometri di distanza.


Certo non tutte le donne sono così...io no, proprio non son curiosa e voi?

 
 
 

Che la vuole un'ingrassata?

Post n°85 pubblicato il 27 Novembre 2013 da complicemente1

Ieri pomeriggio stavo andando al lavoro e sento uno che canta a squarciagola, ma forte,  forte proprio ed era lontano neppure lo vedevo.

Devo dire che aveva persino un bel tono profondo e non comune,  tipo quella dei doppiatori alla Alberto Lupo ( i giovani  non sapranno neppure chi è, evvabbè)  per rendere l'idea.

Quando finalmente riesco a scorgerlo e a mettere a fuoco capisco chi è: un tipo che si aggira più o meno sovente nelle vie principali del centro. Si è inventato un "lavoro" , entra negli esercizi commerciali e chiede chi vuole ed ha bisogno di una "ingrassata"  alla serranda del negozio.

 L'unico problema è che se gli si dice di no ti riempie di improperi  e  gli si dice di no  perchè passa più di una volta a settimana...un pò troppo spesso per avere di nuovo bisogno di lui.

Altro motivo per cui spesso si sente dire di no è anche perchè quello che guadagna con questo lavoro  finisce tutto in vino... infatti è sistematicamente alticcio per usare un eufemismo.

Comunque ieri mentre ero per strada, è entrato in un nuovo negozio ( quindi non necessitava sicuro del suo intervento) di una ragazza straniera, lei non capiva ciò che il tipo le diceva (spesso è incomprensibile anche a chi conosce perfettamente l'italiano perchè credo parli un misto : dialetto di qualche posto del meridione e VINESE cioè inventato da lui dopo un pieno di vino )...

quello che la malediceva e la ragazza che basita lo guardava e con la bocca e gli occhi spalancati non proferiva parola fino al punto che incavolato nero inforcava nuovamente la sua bici e zigzagando se ne andava nuovamente cantando a più non posso qualcosa di indecifrabile... 

 
 
 
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