Creato da gratiasalavida il 09/09/2007

Rubra domus

Paole parole parole

 

 

In dispari...

Post n°2261 pubblicato il 30 Giugno 2015 da gratiasalavida

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Nessuno si salva da solo...

Post n°2260 pubblicato il 30 Giugno 2015 da gratiasalavida
 

Credo che quando Altiero Spinelli, dall'isola in cui era stato confinato, nutriva il sogno di un'Europa unita, non avrebbe mai ipotizzato che si potesse arrivare alla condizione in cui oggi versa la Grecia.

Credo che tale condizione sia una sconfitta dell'Europa.

Aver costretto una popolazione a scegliere tra due opzioni entrambe dolorose e incognite rappresenta, a mio parere, l'antitesi degli ideali comunitari.

Non vorrei mai trovarmi nei panni di un cittadino greco e dover scegliere tra il ritorno alla dracma, con tutte le implicazioni negative e gli imprevedibili sviluppi che tale scelta porterebbe con sé, oppure la permanenza nell'area dell'euro, a patto però di ulteriori sacrifici per un popolo che già ha subito un trattamento che lo ha impoverito e incattivito a dismisura. 

Dover accettare il taglio delle pensioni e l'aumento dell'imposta sull'acqua pubblica, in aggiunta a ulteriori tagli dei servizi, oppure varcare la soglia dell'euro in uscita e lanciarsi in un'avventura finanziaria priva di certezze e di garanzie.

Se fossi nei panni di un cittadino greco non saprei proprio cosa scegliere.

Come dover scegliere se morire con un colpo di fucile o tramite impiccagione.

Non è giusto.

Non è ammissibile.

Gli organi della politica comunitaria avrebbero dovuto impedire che si arrivasse a questo, poiché portare  uno stato membro a dover scegliere tra due opzioni entrambe altamente negative significa negare l'idea stessa di Europa Unita.

La popolazione greca ha sbagliato, d'accordo. Ha sbagliato, negli anni precedenti, offrendo la propria fiducia a governi che hanno portato il paese al collasso economico.

All'interno di una relazione, tuttavia, non si sbaglia mai da soli.

Perché gli organi di controllo non sono intervenuti in Grecia "prima", quando i conti erano ancora rivedibiili, prima che il debito andasse fuori controllo?

Possibile che nessuno si fosse accorto che la Grecia aveva imboccato una strada senza uscita?

E poi, siamo sicuri che, ancora oggi, non vi sia una via di uscita che non contempli le due opzioni che una popolazione, già così duramente provata, non è in grado di sostenere?

Basterebbe una proroga sui tempi di risarcimento degli interessi sul debito.

Basterebbe dare al governo Tsipras il tempo di avviare quella politica di riforme che non ha potuto fino ad ora impostare serenamente a causa della pressione di cui è stato oggetto da parte degli stati comunitari. Basterebbe, credo, rinunciare alla restituzione di una parte degli interessi sul debito, per consentire al paese di rimettere in moto l'economia e uscire dalla spirale in cui si è venuto a trovare a causa di una politica di tagli che ha impoverito la popolazione comprimendone sensibilmente la  capacità di spesa.

Basterebbe impostare i rapporti con la Grecia su una parola densa di risonanze: fiducia.

Certo, in passato la Grecia non si è mostrata degna di fiducia, ma oggi è guidata da un governo che nulla ha a che vedere con quelli che si sono resi resoponsabili di una pessima gestione delle finanze del paese, un governo che vorrebbe impostare la politica economica e fiscale della Grecia su basi completamente nuove e che ha ricevuto un mandato pieno da parte della popolazione, che probabilmente non aspetta altro che un imput positivo per rimettersi al lavoro e ricominciare a progettare il futuro, non solo sul piano economico.

La fiducia fa miracoli.

L'alternativa?

Il rischio di precipitare un paese nel caos.

E dal momento che il paese è inserito in un sistema comunitario, il caos si propagherebbe inevitabilmente agli stati che del sistema fanno parte.

Il concetto di sistema implica ineluttabilmente che qualsiasi modifica, positiva o negativa, si applichi in un punto qualsiasi dell'insieme, essa si propagherà su tutte le parti collegate a quella ove  la trasformazione è intervenuta.

Aiutiamo la Grecia a salvarsi.

Aiuteremo in questo modo non solo la Grecia, ma l'Europa intera.

A salvarsi.

 
 
 

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Post n°2259 pubblicato il 16 Giugno 2015 da gratiasalavida

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La parte sbagliata

Post n°2258 pubblicato il 16 Giugno 2015 da gratiasalavida

Me l'ha detto.

Me l'ha detto come si chiama, ma non me lo ricordo.

Il fatto è che parla tanto.

Ogni volta mi viene incontro con il sorriso.

Mi chiama per nome.

Lei il mio nome se lo ricorda.

Mi chiama per nome, con un sorriso.

Poi comincia a parlare.

Io, schiva, cerco di defilarmi, ogni volta.

Ogni volta con qualche senso di colpa che tento di soffocare con uno spicciolo in più.

Se le offro qualche spicciolo in più, lei si ritira prontamente nel suo angolo, dopo avermi salutata con un sorriso.

Altrimenti ricomincia a parlare.

A tentare di convincermi a donarle qualcosa in più.

Quasi sempre ci riesce, perché è abile.

Ed è intelligente.

Mi sono chiesta tante volte che cosa avrebbe potuto fare della sua vita se non le fosse toccata in sorte la povertà.

Se avesse studiato.

Se l'emarginazione non l'avesse ghermita dalla nascita.

Avrebbe fatto grandi cose, ne sono sicura, perché è intelligente e sa trovare le parole giuste, le parole giuste ogni volta.

Per convincerti ad aiutarla, anche se ha caopito benissimo che hai altro per la testa e non avresti nessuna voglia di donarle qualche spicciolo.

O semplicemente di donarle un istante del tuo tempo.

Una volta le ho chiesto se suo figlio vada a scuola.

Si è illuminata in volto.

Mio figlio, mi ha detto, va a scuola e prende bei voti.

E non farà la sua vita.

Me lo auguro, che  prenda davvero dei bei voti e sia destinato a qualcosa di più che la povertà e l'emarginazione, ma il confine è sottile, sottilissimo.

Il confine tra una possibilità e l'altra è impercettibile.

Per tutti.

Si cammina in bilico tra due possibili esistenze.

Sempre.

E basta vacillare un istante per ritrovarsi dalla parte sbagliata.

Probabilmente suo figlio è già nella parte sbagliata.

O forse no. 

Una volta, nel tentativo di convincermi a donarle qualcosa in più, si è sporta sulla strada.

- Attenta!

Le ho detto.

- Attenta! Potrebbero investirti.

- Forse sarebbe meglio.

Mi ha risposto.

- Forse sarebbe meglio, piuttosto che tirare avanti in questo modo.

L'ho guardata a lungo.

Non sorrideva più.

Un'ombra scura  le pesava sugli occhi nerissimi.

L'ombra più nera delle pupille.

L'ombra lunga di un destino cattivo.

Mi sono vista per un istante al suo posto.

Condannata a non avere speranza.

Consapevole di non avere speranze.

Dalla nascita confinata in un campo sterrato.

Nella polvere e nella miseria.

Dalla nascita condannata a strappare al primo che passa un istante del suo tempo e qualche spicciolo dal suo portafogli.

Con una stretta al cuore.

Tutti i giorni.

Tutti i giorni.

Quando la vedo le offro i miei spiccioli e poi cerco di defilarmi.

Pure penso spesso a lei, alla sua vita, al suo bambino cui la sorte ha riservato solo un'esile, esilissima possibilità di riscatto.

Mi piacerebbe che la fortuna esistesse.

E che qualche volta guardasse dall'altra parte del varco.

Dalla parte sbagliata, quella dove i sogni delle madri bambine e dei loro figli sono abitati dalla polvere.

 

 

 

 

 
 
 

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Post n°2257 pubblicato il 19 Maggio 2015 da gratiasalavida

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NOTA DELL'AUTRICE DEL BLOG

Tutti i testi qui pubblicati

sono esclusivo frutto della mia creatività. Cinzia M.

Tutti i diritti sono riservati.

Ho scorto su You Tube un canale intitolato Rubra Domus.

Non ha a che fare con me, che sono unicamente l'autrice

di questo blog e dei testi che vi sono quotidianamente

inseriti.

Cinzia M.

 

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"L'ombra lunga di un cattivo destino".
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