Creato da gratiasalavida il 09/09/2007

Rubra domus

Paole parole parole

 

 

In dispari...

Post n°2353 pubblicato il 06 Maggio 2017 da gratiasalavida

In dispari...

 
 
 

Tutto il bene possibile.

Post n°2352 pubblicato il 06 Maggio 2017 da gratiasalavida
 

La contemplava con soddisfazione. Quasi con goduria. La libidine propria delle voglie soddisfatte. Quella lo era.

Aveva da poco perfezionato l'abilità di smontarla, lucidarla, rimontarla di nuovo.

Ogni passaggio ben eseguito si concludeva con un clic.

Clic. Clic. Clic.

Ognuno di quegli scatti metallici era ritmo.

Era poesia.

La poesia delle voglie soddisfatte.

Non era stato poi così difficle ottenere la licenza.

Incensurato. Normodotato. Sano di mente. Buon impiego. Buona famiglia.

Tutto nella norma. 

Un periodo di addestramento al poligono. L'attestato. le visite mediche. La procedura per il rilascio.

Tutto fatto. Tutto eseguito a puntino.

Ottenuto il prezioso patentino, si era recato ad acquistarla.

E ora era sua.

Una 44 Magnum fiammante.

Numero di matricola contemplato con orgoglio. Più e più volte riletto e ripetuto mentalmente.

Era sua.

Non restava che usarla.

E lui, di occasioni per usarla, ne avrebbe avute. Certo che ne avrebbe avute.

E se non ne avesse avute, se le sarebbe inventate.

Gli prudevano le mani, dalla voglia di usare il nuovo, agognato giocattolo.

Che lo avrebbe usato, ne era certo.

La proprietà era esposta a rischi di ogni genere.

Con tutti quegli straccioni che giravano per il quartiere, recentemente cresciuti in misura direttamente proporzionale alla sua voglia di levarseli dalle scatole, non aveva dubbi che prima o poi qualcuno avrebbe provato a introdursi nel suo trilocale pianterreno con giardino.

E allora, non nutriva dubbi in proposito, avrebbe sparato.

Non vedeva l'ora. Fremeva al pensiero di usare il giocattolo nuovo, al momento inoperoso nella mano destra che saldamente lo impugnava, ricavando dal contatto con il metallo freddo e durissimo il medesimo piacere che avrebbe tratto dal seno di una donna stretto tra le dita. Un piacere che dall'oggetto si propagava, in una serie ininterrotta di impercettibili vibrazioni, fino alle estreme propaggini del suo ventre infoiato.

Meglio di una scopata. Certo. Sicuro.

Peccato che non era ancora giunto il momento di uisarlo, il giocattolo.

Gli venne voglia di portarselo in giardino.

E di mirare a qualche bersaglio scelto a caso.

Senza sparare.

Solo mirare.

Tanto per prefigurarsi l'istante in cui il grilletto lo avrebbe premuto davvero.

Per rendere la messinscena più verosimile, e trarne così un piacere accresciuto, tolse la sicura all'arma, innescandola come si stesse davvero preparando a sparare.

Un fruscio alle sue spalle lo ridestò all'improvviso dalle perversioni del suo immaginario innescato quanto e più dell'arma che stringeva saldamente nella mano destra.

Un fruscio seguito da piccoli colpi secchi, come di arbusti spezzati.

Che qualcuno stesse violando la sua proprietà facendosi largo tra le fronde della siepe?

Si volse di scatto verso la fonte del rumore, più eccitato che spaventato.

La penombra del crepuscolo gli consentì solo di distinguere la sagoma di qualcuno che si faceva largo tra il fogliame.

Non fece in tempo a sparare.

Un colpo lo raggiunse al torace, prima che potesse premere il grilletto.

Impossibile contare le lacrime versate dalla moglie ignara, quando, allertata dallo sparo, uscì in giardino, trovando il vicino di casa inginocchiato ai piedi del corpo esanime del suo congiunto.

Entrambi tenevano ancora la presa sulle rispettive pistole, solo che, lo avrebbe saputo in seguito da uno scarno rapporto delle forze dell'ordine, l'arma del vicino era una Smith&Wesson, nuova fiammante esattemente come quella del suo Neno.

La pistola non era l'unica cosa che avevano in comune.

Purtroppo avevano in comune, i due vicini di casa, anche il giardino, che solo una siepe aveva il compito di spartire nelle rispettive porzioni di appartenenza.

Versò tutte le sue lacrime, Clelia, quando si rese conto che era diventata vedova.

E ne versò di più quando capì che era diventtat vedova per uno stupido equivoco.

Ognuno dei due, nella foga di tenere a battesimo l'arma appena acquistata, aveva creduto di scorgere nell'altro l'aggressore che non vedeva l'ora di seccare con un colpo a bruciapelo.

Il vicino era stato più lesto.

Pianse tutte le sue lacrime.

Soprattutto quando, fugacemente, le passò per la testa  l'idea che l'uomo che aveva sposato fosse un perfetto idiota.

Ricacciò indietro le lacrime.

E anche i pensieri molesti.

Dei morti si pensa solo bene.

Tutto il bene possibile. 

 

 
 
 

In dispari...

Post n°2351 pubblicato il 14 Aprile 2017 da gratiasalavida

Oggi come ieri.

 In nome dell'Antifascismo e della Resistenza.

Valori da conservare e mettere in pratica.

 Ogni giorno.

 
 
 

D'Amore. E d'Ombra

Post n°2350 pubblicato il 14 Aprile 2017 da gratiasalavida
 
Tag: No war.

La curva dell'amore

è una promessa

incognita

in un disegno a colori.

Quando i bambini

fanno, di una casa,

una dimora ingenua

con il tetto spiovente

e il sole in vista,

con l'albero che svetta

in bella mostra

sul cielo azzurro e blu,

lo si conquista, l'amore,

in uno stelo di margherita candida

nel verde che ha risalto

di colore;

non un velo

traspare, di grigiore.

E' quello che l'amore

irradia: poca cosa grandiosa,

opzione del possibile

in un cielo stellato

e senza nubi,

o nel sole, dal faccione beato

che ha i capelli per raggi,

o in un mare tranquillo

su cui risalta vela.

E l'ombra,

come cera

nello sguardo,

non raggela

pastello:

nei sogni dei bambini

non c'è posto per l'ombra,

se hanno pane.

Laddove le parole

hanno ceduto il passo

alla scansione sporca

delle ore,

e ad aggressione segue

l'aggressione,

il pane è rovesciato

in malattia,

le primavere mancano di fiori.

Bambino non ha posto ove sognare

e i fogli dei disegni

non hanno altra dimora ove sostare

che macerie di adulti.

Nè pareti di aule,

né scale, né cortili

ove rimbalzi gaio

il vociare dei piccoli

nel limpido vivaio

del domani.

La curva dell'amore

s'è spezzata,

il tempo non è cova di promessa.

La vena delle ore

restringe la visione

a un punto nero.

D'odio.

 

 
 
 

In dispari...

Post n°2349 pubblicato il 08 Marzo 2017 da gratiasalavida
 

A tutte le donne,


che siano buoni, pieni di amore, di creatività, di consapevolezza 
e di Pace, soprattutto di Pace,
i trecentosessantaquattro giorni che seguono all'otto marzo...

 
 
 
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NOTA DELL'AUTRICE DEL BLOG

Tutti i testi qui pubblicati

sono esclusivo frutto della mia creatività. Cinzia M.

Tutti i diritti sono riservati.

Ho scorto su You Tube un canale intitolato Rubra Domus.

Non ha a che fare con me, che sono unicamente l'autrice

di questo blog e dei testi che vi sono quotidianamente

inseriti.

Cinzia M.

 

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