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delle tue mani.
Ansante,
dalla tua
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Voglio morire
per te...

Prendimi e
amami...

Prendimi e
uccidimi......

Uccidimi
d'amore...

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Post N° 160

Post n°160 pubblicato il 03 Ottobre 2008 da diariodialice

Conigli sotto la luna

Nel giardino la luna, e quel profumo d'erba e piante che ricorda certe lontanissime mattine
(saranno mai esistite?) quando alle prime luci, con gli scarponi e il flobert, si usciva a
caccia. Ma adesso c'è la luna quieta, le finestre sono spente, la fontana non getta
più: silenzio. Sul prato quattro cinque piccole macchie nere. Ogni tanto si muovono
con buffi salti veloci, senza il minimo rumore. All'ombra delle aiuole, come aspettando.
Sono i conigli. Il giardino, l'erba, quell'odore buono, la quieta luna, la notte
così immensa e bella che fa male dentro per incomprensibili ragioni, tutta la notte
meravigliosa è loro. Sono felici? Saltellano a due a due, non viene dalle loro zampe
il più lieve fruscio. Ombre si direbbero. Minuscoli fantasmi, genietti inoffensivi
della campagna che intorno dorme, visibile sotto la luna a grandissima distanza.
E debolmente splendono anche le remote pareti bianche di roccia, le montagne solitarie.
Ma i conigli stanno con le orecchie tese, aspettano, che cosa aspettano?
Sperano forse di poter essere ancora più felici? Là, dietro al muretto, nel
cunicolo che viene dal tombino, dove all'alba si nascondono a dormire, è tesa
la tagliola. Loro non lo sanno. Neppure noi sappiamo, quando insieme agli amici si gioca
e ride, ciò che ci attende, nessuno può conoscere i dolori, le sorprese, le
malattie destinate forse all'indomani. Come i conigli noi stiamo sul prato, immobili, con
la stessa inquietudine che ci avvelena. Dove è tesa la tagliola? Anche le notti
più felici passano senza consolarci. Aspettiamo, aspettiamo. E intanto la luna ha
compiuto un lungo arco di cielo. Le sue ombre di minuto in minuto diventano più lunghe.
I conigli, con le orecchie tese, lasciano sull'erba illuminata mostruose strisce nere.
Anche noi, nella notte, in mezzo alla campagna, non siamo più che ombre, fantasmi
scuri con dentro l'invisibile carico di affanni. Dove è tesa la tagliola?

Al lume favoloso della luna cantano i grilli.


Dino Buzzati

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Ricevuto in data 12/09/09 @ 17:05
Gli uomini sognano.

 
Commenti al Post:
associazione.aefula
associazione.aefula il 03/10/08 alle 18:44 via WEB
Bel pezzo!
 
diariodialice
diariodialice il 04/10/08 alle 00:52 via WEB
grazie di cuore!
 
il_ramo_rubato
il_ramo_rubato il 06/10/08 alle 07:38 via WEB
:) ho una simpatia particolare per il coniglio. Ne ho tenuti anche in casa, perchè pur essendo meno intelligenti dei gatti, sono sicuramente animali più simpatici. (non sono vegetariano, amo anzi molto la carne, ma il coniglio non lo tocco per rispetto). Un bacio anima in fuga... spero di trovarti presto. Ciao
 
perlarosadifiume
perlarosadifiume il 25/12/08 alle 16:07 via WEB
gli auguri di lori hanno la forma d'infinito..pace e amore per te e per chi ti ama..:-)
 
annalisa196
annalisa196 il 02/09/12 alle 12:11 via WEB
Ciao. un saluto solo per augurarti buona giornata... bello ritornare qui dopo tanto tempo.
 
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Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire, dormire, nulla di più, e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne, è soluzione da accogliere a mani giunte. Morire, dormire, sognare forse: ma qui é l'ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene: é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti. Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell'uomo borioso, le angosce del respinto amore, gli indugi della legge, la tracotanza dei grandi, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale? Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte, la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore, a sgomentare la nostra volontà e a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d'altri che non conosciamo? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l'incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso: e dell'azione perdono anche il nome...
 
 
 
 
 
 
 

Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.

 
 
 
 
 
 
 

A te si arriva solo attraverso te.
Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutto mi chiamano.
Però non so dove sono stato con te.
Là mi hai portato tu.
Come avrei imparato la strada
se non guardavo nient'altro che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fu quando ti sei fermata?
Che altro poteva esserci
più di te che ti offrivi, guardandomi?
Però adesso che esilio,
che mancanza,
e lo stare dove si sta.
Aspetto, passano i treni,
i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stato mai.
Ma io non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stato.
Con te, ritornarci.
Che intensa novità,
ritornare un'altra volta,
ripetere mai uguale
quello stupore infinito.
E fino a quando non verrai tu
io resterò sulla sponda
dei voli, dei sogni,
delle stelle, immobile.
Perché so che dove sono stato
non portano né ali, né ruote, né vele.
Esse vagano smarrite.
Perché so che dove sono stato con te
si va solo con te, attraverso te.
 
 
 
 
 
 
 

Amica mia, questa sera
mi sembra che,
attraverso mondi innominabili
dove già siamo vissuti,
abbiamo lasciato
il ricordo della nostra unione,
Tu e Io.
Quando leggo antiche
leggende, ispirate
da passioni spente, oggi,
mi sembra che una volta
eravamo una persona sola,
Tu e Io
e che la memoria ritorni
a quel tempo...

 
 
 
 
 
 
 

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