Tutto e niente

pensieri

 

I MIEI LINK PREFERITI

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Settembre 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 11
 

ULTIME VISITE AL BLOG

akradioania1981daunfiorehieronimusbMarisa63casalinga_spensieratannare38ingegnersalvobal_zacWIDE_REDlaurafanocamara70lunaemareaperverso_e_felice_io
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

Rughe

Post n°116 pubblicato il 18 Maggio 2014 da Marisa63
Foto di Marisa63

Non mi guardo molto allo specchio, non mi piaccio.
Non mi piace rimirarmi, mi specchio il minimo indispensabile per non andare in giro con una nutria morta in testa o per truccarmi.
Non sono mai stata una vanesia che si piace, non mi piaceva specchiarmi nemmeno da piccola.
Non mi piaccio, va bene?
Non mi sono mai piaciuta.
Non mi trovo nemmeno particolarmente simpatica se è per questo, e quindi? E non mi tirate fuori tutte le storie zen sul bisogna piacersi per stare bene con se stessi. Sono antanni che sono così e oramai mi trovo bene.
E poi specie se sono stanca mi sembra di vedere la faccia di mia nonna allo specchio e proprio non mi piace.

Ma non è di questo che volevo scrivere.

Volevo scrivere della drammatica scoperta che ho fatto una delle rare volte in cui mi sono specchiata con un po’ più di attenzione ho fatto una orribile scoperta, più tremenda di quando scopri che un orribile pelo nero e  stile Amelia la strega che ammalia spuntava che compare imperterrito dal neo vicino alla bocca.
Ho scoperto che mi sono venute altre rughe.
Sì, così, all’improvviso...a tradimento....maledette.
No, non é la prima volta che le noto, ma prima erano accucciate in un angolo, in sordina, indisponenti, sì, ma anche un filino irrilevanti.
Ora no. 
 
Le rughe d’espressione, ai lati della bocca e sulla fronte.
Ovunque, insomma.
LE RUGHE.
Non ero preparata, a dire il vero, non ho mai nemmeno lontanamente pensato di comprare una crema antirughe e ora scopro che è troppo tardi.
Che poi, non è possibile, non ero preparata, non posso.
Cioè, le rughe: era ieri quando andavo in discoteca, combinavo mille casini! Vabbè, proprio ieri no, diciamo l’altro ieri al massimo!
Sono troppo giovane, è troppo presto! Ma come, a mio padre le rughe sono iniziate a spuntare a sessant’anni e io? Io non ho forse il suo DNA? Ma che legge è?
Ma non è giusto!
 
E soprattutto, che faccio?
Ci sono modi di evitare di diventare uno sharpei?
Ginnastica facciale?
Docce gelate?
Creme a base di bava di lumaca?
Gite a Lourdes?
Botulino come se non ci fosse un domani?
Rassegnazione al cubo?
 
L’ho presa bene in fondo, no?

 
 
 

Post N° 115

Post n°115 pubblicato il 30 Giugno 2013 da Marisa63
Foto di Marisa63

Un giorno ne varrà la pena, forse.
Per tutte quelle volte in cui tutto è sempre andato storto, di quelle volte che accadeva l’opposto di ciò che t’aspettavi.
Per tutte quelle delusioni, le mancate attenzioni, quelle porte in faccia, quei pianti durati ore.
Un giorno ne varrà la pena, forse.

È sempre così…non arriva nulla quando aspetti con ansia.
Come i treni che, non arrivano mai in orario, arrivano quando smetti d’aspettare.


E così arriveranno anche i momenti “giusti”, quelli del “ne è valsa la pena”, quei treni eternamente in ritardo per noi…un giorno arriveranno in orario…forse…

 
 
 

Quesiti domenicali..in fase REM

Post n°114 pubblicato il 02 Giugno 2013 da Marisa63
Foto di Marisa63

 

 

 

Come si fa ad essere felici nella vita?

Dunque, siorno della propria vita  fianco ogni divisione reciproca.e manca l’esperienza, il rispetto...

la stima...una condivisione reciproca…

beh…ci vuole una bella botta di culo…

E cosa sarebbe una botta di culo?

Beh…una botta di culo si potrebbe identificare…

"nell’amico del cuore" che ognuno di noi vorrebbe al proprio fianco…

ogni giorno della propria vita © ®

 

 
 
 

Una volta al mese...

Post n°113 pubblicato il 08 Maggio 2013 da Marisa63
Foto di Marisa63

 

Sei nervosa? Stressata? Non ce la fai più?
Ti mangeresti a colazione il vecchino col cappello che procede 10 all’ora con la sua “850” vintage e non si lascia sorpassare?

Per gli uomini c’è solo una spiegazione valida: hai il ciclo.

Non è per la montagna di panni da stirare che ti guarda minacciosa, per il capo che non ti ascolta quando parli in modo intelligente di lavoro, per il fatto che nessuno si accorga che hai passato tre ore dal parrucchiere e dall’estetista per sembra accettabile.
No.
E’ per il ciclo mestruale….croce di tutti gli uomini…certo, come no.
Che, detto per inciso, per gli uomini rimane una attività misteriosa e complessa, quasi da setta satanica, ed impossibile da comprendere fino in fondo senza avere l’utero.
Poi gli uomini nella loro ignoranza assistono impotenti ad un bombardamento mediatico fatto di ali, donne che fanno la ruota, che vanno in bicicletta, tessuti innovativi, incomprensibili paure e fobie di sporcarsi i pantaloni bianchi.
Che poi, mica è necessario metterli proprio nel momento topico del ciclo, signora mia…un po' di cervello, che noi donne ce ne abbiamo da vendere, eh suuuuuu via.

Senza considerare quella che definisce timidamente il ciclo quei giorni lì, manco fosse una cosa da vergognarsi e conferendo alla cosa più naturale del mondo un’aura di mistero tale da paragonarlo al terzo segreto di Fatima.
Problemino, indisposizione, impedimento, palloncino rosso.
Uomini, donne: fate lo spelling con me.

M-E-S-T-RU-A-Z-I-O-N-I.


Mestruazioni.
Non è una parolaccia, ma chiamare le cose con il nome più consono.
Il  fatto che il ciclo mestruale di una donna sia ancora oggi tabù fa ridere...Donne che ballano seminude in fascia protetta mimando rapporti orali va bene, questo no.

Perché da sempre nel corso del secoli il ciclo mestruale rendeva la donna impura, era il segno che non avrebbe portato eredi nemmeno quel mese e probabilmente puzzava anche.

In tempi più recenti non è che sia andata meglio, considerando che a mia nonna era stato insegnato a non toccare l’acqua in quei giorni lì nemmeno per lavare l’insalata.  E lei ne approfittava per riposarsi in barba ai pregiudizi, convinta però che se si tagliano i capelli da indisposta ricresceranno male, ribelli e indisciplinati….ovviamente...

Oggi, dopo che le femministe hanno bruciato in piazza badilate di reggiseni noi donne ci siamo leggermente emancipate.

A dodici anni dovevo partire per le vacanze e quei giorni lì coincidevano con i giorni di mare.

Mia madre timidamente mi mise in mano una scatola di Ob mini con la stessa faccia con cui mi avrebbe affidato una scatola di preservativi….non mi spiegò nulla, non disse nulla. Mi mise in mano la scatola e chiuse la porta del bagno. Io, seduta sul water, ho dovuto capire da sola il dove/come/perché….Lei non ha saputo proferire verbo, chiusa nella vergogna.

Per fortuna che poi, col passare degli anni, le cose sono andate meglio, grazie ad OB che non mi ha mai delusa ed a fatto di me una donna più sicura di sé e con meno frustrazioni.

Perché si sa, gli assorbenti interni sono da ragazza facile, lo dicono tutti.
Non importa se sono comodi, ti fanno sentire libera e senza il pensiero del si sposta tutto.
Non assomigliano forse a piccoli falli?
Ecco, allora non son per le brave ragazze.
Almeno questo affermavano i giornalini per ragazze di allora.
Le stesse autorevoli fonti che affermavano con certezza che sì, un bacio con la lingua poteva farti rimanere incinta.

Ora che sono adulta e le cose sono cambiate, il ciclo è un momento di complicità con le mie amiche, da vivere in tutta serenità.
Certo, forse per gli uomini rimarrà sempre un mistero…un enigma che loro non possono capire e per questo sono terrorizzati dal doverlo spiegare un giorno ad una loro ipotetica figlia.


Ma a volte il mistero non guasta...

 

 
 
 

Si...lo so!!!!!

Post n°112 pubblicato il 16 Aprile 2013 da Marisa63
Foto di Marisa63

Ci sono giorni in cui mi sento impotente.

Inadeguata

Miserrima.

Giorni in cui non riesco a spostare nemmeno di un grado il baricentro del mio mondo, in cui mi sento schiacciata e sopraffatta. Giorni in cui vorrei una mano sulla spalla, la rassicurazione che andrà tutto bene, quella che si dà ai bambini prima di andare a dormire.

Insomma chi è che non ha giorni sì, e giorni no.

Oggi, ad esempio, è un giorno quasi sì.

Forse perché il sole occhieggia da dietro alle nuvole, forse perché mi sto imponendo di non pensare e rimuginare sulle cose storte della mia vita…e pare stia funzionando o magari sono io che voglio crederci che stia funzionando…oppure forse solo perché è così, perché non si può stare di malumore per sempre e sempre ad arrovellarsi il cervello…ora per quello…poi per quell’altro…e basta..e cheeeeeeeeee, tanto le situazioni “rotte” non si possono rincollare con il super  attak… prima  o poi si rirompono.

La vita fa schifo. Sì, lo so.

Al lavoro non mi sento ancora soddisfatta come dovrebbe essere. Sì, lo so.

Vorrei tante cose, e chissà. Sì lo so.

Tra qualche mese compirò 50 e c’ho l’ansia. Sì. Lo so.

E quindi?

Non posso fare nulla di più di quello che già faccio, posso solo continuare a dare il meglio di me.

Oggi, e dico oggi, visto che vedo il mondo non dico rosa, ma almeno semi colorato, mi sembra inutile innalzare inascoltabili preghiere alle divinità della sfiga e della frustrazione.

Occorre essere lucidi e costrutti, le lacrime non servono a un bel niente.

Ecco, magari dovrei imparare a puntare di più i piedi, ad alzare la voce ed incazzarmi con le persone giuste.

E dovrei sorridere di più…distende i muscoli e ritarda le rughe.

Ah, le rughe.

Quelle sì che sono un problema…

 
 
 

Attrazione

Post n°111 pubblicato il 13 Aprile 2013 da Marisa63
Foto di Marisa63

Ogni donna sa da cosa è attratta:

personalmente so che se un uomo non mi colpisce nei primi cinque minuti di conversazione non ci riuscirà mai più.

Venti frasi per giocare a freccette con il mio cuore, chiedo solo questo.

Uno che mi faccia sorridere, che mi faccia riflettere, che mi dica una cosa che pesca nel mio passato con l'intento di illuminarmi il futuro prossimo.

La simpatia ce l'hanno anche gli idioti, l'educazione si può tranquillamente fingere, perlomeno all'inizio, ma la lucentezza intellettuale non si può sfoggiare se non è reale.

E la sintonia, poi, è un valore assoluto aggiuntivo, un dono del Cielo senza possibilità di simulazione.
- G. Cucciari.

 
 
 

Hope

Post n°110 pubblicato il 07 Aprile 2013 da Marisa63
Foto di Marisa63

Tutti noi siamo i protagonisti del nostro viaggio, ognuno di noi è protagonista della sua avventura.

Incontriamo ogni tipo di sfide e le scelte che facciamo durante questa avventura ci formano lungo il percorso.

Queste scelte ci spronano e ci mettono alla prova e ci spingono fino ai nostri limiti e la nostra avventura ci rende più forti di quanto non avremmo ritenuto possibile.


C’è una frase del mio autore preferito, Joseph Campbell, che recita così: ‘Cerca un posto dentro di te dove c’è gioia e la gioia brucerà la sofferenza.’

 
 
 

Tron Legacy

Post n°109 pubblicato il 25 Gennaio 2013 da Marisa63
Foto di Marisa63

Qualche sera fa, mi sono autoconvinta a vedere Tron Legacy.

Premesso che io Tron del 1982 non l’ho visto.
Mi sono sentita spesso ripetere che fu innovativo, uno spartiacque nel modo degli effetti speciali e della fantascienza, un mito, un cult, un’icona, ma io non l’ho visto.
E forse un perché c’era...non c’ho nemmeno mai giocato, a Tron il videogioco.
Ad essere sinceri, l’ho sempre confuso con
Thor, ma non ditelo in giro...che resti tra noi.
 
Anche per colmare questa lacuna, ho deciso che era arrivato il momento di vederlo.
Il film inizia...dopo circa 120 minuti, posso affermare che il film ha pro e contro.
Più contro che pro, a dire il vero, ma ci sono entrambi.
 
Contro.

Jeff Bridges in versione Kevin Flynn anziano sembra Obi Wan Kenobi, c’ha pure il saio del maestro jedi ed anche il codino...fa yoga ed ascolta il rumore del cielo.

Al contrario, Jeff Bridges in versione supercattivo sembra fatto col pongo...anzi, botulinato. Possibile che anni ed anni di effetti speciali e badilate di dollari buttati al vento  non possano produrre una roba migliore di questa?. Che poi, questo Clu supercattivone è feroce e spaventevole come un bambino di sette anni quando perde a Memory. 
Noioso....in alcune scene mi aspettavo di vederlo sbattere i piedi e infilarsi il pollice in bocca


Vogliamo infierire? E infieriamo, allora: la sceneggiatura.
 

Che dire della sceneggiatura? Mi ha fatto pensare a Transformers.
Devo aggiungere altro? Davvero?
Magari sullo spessore dei personaggi?

Ma la cosa grave è che in questo film manca il “naturalmente” figo, chessò, non dico Hugh Jackman,  ma uno gnocco qualunque con l’addominale ricamato che tenga viva l’attenzione un minimo. Ma si sa che i peggiori film si salvano e meritano almeno un paio di stelline se  c’è il Daniel Craig di turno che risolleva l’ambaradan. Per i maschietti ci sono  Olivia Wilde e Beau Garrett avvolte in tutine supersexy e noi donne nulla. E non mi dite che c’è Garrett Hedlund e che mi devo accontentare, come lo vedo penso a Patroclo che di suo non è che sia esempio di virilità, mapperfavorevà.

 

Mi sono venuti in mente almeno sei  film a cui questo capolavoro si ispira o deve qualcosa. In ordine sparso Matrix, 2001 Odissea nello spazio, Occhi bianchi sul pianeta Terra, Star Wars, Blade Runner (anatema!!!), Transformers, varie ed eventuali. Collage?

Pro.

Sì, ci sono.
Prima di tutto la bellissima colonna sonora dei Daft Punk, presenti nel film come DJ di un futuribile discopub, come un videogioco, appunto.
E poi, invecchiato e semiirriconoscibile eccolo lì:
Bruce Boxleitner. Come non commuovermi davanti ad uno dei miei primi sogni erotici infantili (insieme a Capitan Harlock?).
Fenomenale e da segnalare 
Micheal Sheen nel ruolo di Zuse, ambiguo proprietario del suddetto discopub a metà tra una drag queen, e il bianconiglio.
Bella l’ambientazione, la città in rete tutta buia ed illuminata solo dai neon. Belle le moto, le cosiddette lightcycles. Ne voglio una. Subito. Ma ci vorrà la patente?
 
Insomma, un giocattolone, adoro la fantascienza ed i film fatti per stupire, però questo è troppo....almeno per me
L

 
 
 

Ormoni impazziti...

Post n°108 pubblicato il 18 Gennaio 2013 da Marisa63
Foto di Marisa63

Lo so che tra qualche minuto mi farò un gran numero di nemici...umpff...ma se c'è una cosa al mondo che mi infastidisce è quando, credendo di essere divertenti e smaliziati, gli uomini davanti ad una reazione femminile leggermente aggressiva si sentono in diritto di chiedere “Ma che hai il ciclo?”.
Grrr... grrr.... posso parlare? parlo? Allora vado, eh!?
Ecco, a parte che non sanno assolutamente di cosa si parla, io vorrei tanto chiedergli “Vi siete mai chiesti perché è toccato a noi donne avere il ciclo e fare figli? Perché un uomo con 37 di febbre è già in punto di morte!”
Ecco...come stavo dicendo....appunto....sono preda degli ormoni.
Sarà che sono in lotta con me stessa, sarà che c'ho 40ove anni e la menopausa si avvicina.

E visto che va così, ho deciso di rendere il mio sclero quasi pubblico(ne siete felici, eh?).

Quindi, veniamo al sodo...o all'argomento del contendere, che poi sennò vi illudete.
 

Tu, amico del naneronzolo orgoglioso, tu che sei una specie rara perché in Italia tutti dicono che non l'hanno votato, sì proprio tu.

Tu che mi hai detto che non c'è niente di male nelle feste di Arcore, perché ognuno a casa sua fa quello che vuole.

Tu che ridacchi e dai di gomito con i tuoi amichetti, ridendo sotto i baffi all’annuncio che il Silvio s’è fidanzato,  proprio a te vorrei dire una serie di cosette:
 

Tu che vedi i festini di Arcore come il non plus ultra del figo e li rimiri con invidia e una punta di lussuria, non ti fai nemmeno un po' schifo? Ma se tua figlia minorenne andasse ad una festa ad Arcore, tu saresti contento? Ce l'accompagneresti bella bella, in mezzo ai vecchietti allupati? Magari le faresti anche le codine Lolita style o le accorceresti la minigonna?

Dimmi, dimmi.

Ti ascolto.

Come dici?

Quelle lì non dimostravano la loro età?

E che ne sai come sarà tua figlia a 17 anni?

Amico del naneronzolo mio, non ti senti male a vedere un Big Jim con il lucido da scarpe in testa e con la fronte intronata dal botox e lucida come il culo di un neonato che blatera del nulla in televisione mentre i problemi dell’Italia sono ben altri e diversi dall’utilizzo intelligente del Viagra?

Tu, che magari sei operaio o sottopagato, non ti sconvolge che il tuo premier ideale invece di attuare politiche che incentivino il lavoro e tutelino le parti più deboli, sia culo e camicia con Marchionne (“Ma almeno lui è maggiorenne!” Luciana Litizzetto op.cit.) e inciti alla delocalizzazione delle imprese come se fosse un imprenditore qualunque e non il tuo Presidente del Consiglio del cuore?? Ma lo sai che tuo figlio non troverà un lavoro precario e malpagato nemmeno sventolando la tessera del PDL?

Caro amico che voti fiero la faccia da culo di Berlusconi, pensi davvero quel che dici o è solo che undici anni di Grande Fratello t’hanno sfaldato quei pochi neuroni che la natura ti aveva fornito gratis? Oppure trovi solo comodo e facile sederti ed ammirare la cultura dominante imbottita di populismo e chiappe all’aria che ti viene scodellata tutte le sere da Striscia la Notizia?

L’ho già detto che mi vergogno un pò di essere italiana?..uhmmm...già più di una volta?
Eh, ma non è cambiato niente!!!!
E che voglio emigrare a Cuba, tanto dittatura per dittatura lì almeno fa sempre caldo e c'è il mojito :-D
E che la sinistra rappresentata dal PD fa schifo ed è degenerata?
L’ho già detto?..si mi sa di si...sopportatemi please...

Lo ridico semmai qualcuno non l’avesse chiaro: Bersani, sei un bravo economista, ma per il resto sei un uomo inutile, capo di un partito vecchie idee che non ha più obiettivi e che falcia i giovani che vogliono emergere!
Come dite? Ho detto troppe volte culo in questo post? Davvero?
Scusatemi, non volevo.
 
E’ che non posso dire sempre Silvio, mi servono dei sinonimi…

 
 
 

Un giorno come tanti...

Post n°106 pubblicato il 02 Dicembre 2012 da Marisa63
Foto di Marisa63

Tempo fa mi avevano parlato dell’apertura di uno di quei mega capannoni destinati alla vendita di prodotti per la casa.

Una specie di outlet del detersivo, non so se mi spiego.

Comodo e conveniente, sembrerebbe da fuori.

 

Ovviamente, la casalinga che giace addormentata in me si è subito risvegliata in preda all’eccitazione più totale.

Come non andare subito immediatamente a vedere cosa propone il mercato del clean up?

 

All’ingresso, adornato di palloncini per l’inaugurazione, c’è un omino dall’aria triste e scura più che triste mi sembra proprio di tanto inca@@ato che suona la fisarmonica chiedendo l’elemosina.

Entro e subito lo squallore tipico dei discount mi assale, ma giustamente si tratta di un capannone, ci sono scatoloni un po’ dappertutto e gli scaffali non sono curati. Ma il posto è fornitissimo, con 35 tipi diversi di detersivo per i piatti, un vasto assortimento di pasticche per la lavastoviglie ed una infinità di ammorbidenti di tutti i colori e profumi da lasciare di stucco Nonna Papera.

Bello, mi piace!

Ipnotico e commerciale quanto basta.

Ed i prezzi sono davvero convenienti!

 

Vagando per gli scaffali ne trovo uno fatto solo di tazzine e servizi da caffè o tè, ed ecco che rimango folgorata da un bellissimo set di tazzine con tanto di zuccheriera e vassoio decorato in tema.

Una sciccheria.

il tema? Beh…uhmmm….Star Trek…ma bellineeeeee….mi dovete credere..fatte bene che sembrano decorate a mano.

A dire il vero farei follie per qualsiasi cosa decorata a mano.

Guardo il prezzo: euro 6! Un affarone!

Ma come faccio? Ci sono solo quelle esposte!

Cerco una commessa allungando il collo come una giraffa.

Eccola, arriva!

Io: “Buonasera, mi scusi vorrei questo servizio da caffè

Commessa: “Guardi non so dove possano essere, dovrebbero essere qui sopra” e così dicendo con il dito mi indica la parte superiore dello scaffale, ingombra di centinaia e centinaia di scatoline tutte uguali se non per il codice a barre.

Io: “E quindi?

Commessa: “E quindi questo non è il mio reparto e non so dove mettere le mani. Mi spiace

Io “Ma non posso nemmeno prendere quello esposto?

Commessa (con aria da rottweiler a cui è stata pestata la coda): “No, se le vuole deve ripassare

Delusissima, maledicendo il santo protettore dei detersivi, me ne vado.

 

Testarda, dopo una settimana ripasso.

Quelle tazzine saranno MIE!

Parcheggio, passo velocemente a fianco dell’omino con la fisarmonica, mi dirigo diretta allo scaffale incriminato, il set da caffè è ancora lì....aspettava me!!

Dietro il set esposto ci sono quelli inscatolati (non oso pensare al poveraccio che ha messo a posto) e ne prendo uno con orgoglio.

Ma mi accorgo che manca il prezzo sia sulla scatola che sullo scaffale.

Becco una commessa (diversa da quella della settimana scorsa) che mi possa illuminare.

Io: “Mi scusi, una domanda

Commessa2: “Mi dica

Phoebe: “Ma quanto costa?

Commessa2: “Non c’è scritto?

Io: “Eh, no!

Commessa2: “Un attimo che glielo porto alla cassa, così faccio leggere il codice a barre

Nell’attesa mi crogiolo pensando alle meraviglie della tecnologia che rendono la nostra vita così bella e semplice., una strisciatina e TACCCCCCC!

Sorrido ancora quando torna la commessa.

Commessa2: “Mi dispiace, non glielo posso vendere. Non sappiamo il prezzo.”

Io: “Eh???????”

Commessa2: ”E’ così mi spiace., dobbiamo ricontrollare l’inventario

Io: “Ma l’avevo visto una settimana fa, costava sei euro!”

Commessa2: “Guardi, non posso proprio. E se poi costa di meno lei che fa? Ci fa causa?

Io: (guardandomi intorno per cercare le telecamere di un qualche show di scherzi): “Ma dice sul serio?

Commessa2: “Le sembra che abbia voglia di scherzare?” quindi gira sui tacchi e se ne va.

Sono senza parole.

La mia mente per un attimo è attraversata dall’immagine di me che prendo a calci gli scaffali e faccio venir giù tutte queste stramaledette tazzine, ma la situazione mi sembra così surreale da farmi andare via ridendo a crepapelle….risata isterica?

Mah, chi può dirlo.

 

Dopo una settimana, tignosa come un cane con la rabbia, mi ripresento lì.

VOGLIO LE TAZZINE, CHIARO? Oramai è una questione di principio, e che cavoloooo!!!

Arrivo con passo marziale, scavalco l’omino con l’organetto, attraverso i corridoi con sguardo truce, arrivo allo scaffale incriminato… e le tazzine non ci sono più.

Finite.

Svanite.

Ma @*###@@ ladra bestia!

Maremma tazzina!

Non ci credo!!!

E ora?

Come faccio?

Come vivo senza?

Uhhhh, guarda… hanno appena aperto un negozio tutto a due euro…

 

 
 
 

Suggerimenti per vedersi meglio....

Post n°105 pubblicato il 24 Ottobre 2012 da Marisa63
Foto di Marisa63

 

In questa Italia occupata a reinventarsi per non soccombere, dove tutti sono alla ricerca di un nuovo lavoro, non solo per migliorarsi o per appagare il proprio ego, ma anche e sempre più spesso per far fronte a necessità ben più impellenti come l’IPhone5, il curriculum vitae diventa uno strumento necessario ed importante.

No, non dite che tanto in Italia ci vuole la classica botta di culo, sennò non si va da nessuna parte.

Se in parte è vero, dall’altro lato conta anche sapersi presentare e fare una bella impressione per essere chiamati ad un colloquio e non finire nel cestino. O peggio ancora nel “delete” senza neanche passare per la stampante.
Come fare un curriculum che finisca nel raccoglitore “In evidenza” e non in quello “Nel cestino insieme alle bucce della frutta di stagione”?
Prima di tutto il formato, meglio il classico formato europeo.

E’ chiaro da leggere, semplice, efficace e senza fronzoli.

Formati tabellati, incasinati o simili rendono complicata la lettura al selezionatore che in una mattina ne deve leggere dieci o magari cento.

Evitate di usare il grassetto se non in casi estremi e scrivete con il NERO.

Curriculum scritti in viola acceso o in blu elettrico non vi fanno sembrare più creativi, affatto.
Non scrivete a mano, MAI, non siamo nel 1945 e anche  allora era buona norma battere a macchina questo genere di richieste.

Foto allegata, mandatela solo se ne avete una in cui siete venuti bene, sorridenti e professionali. E possibilmente ben pettinati.
Una foto in cui sembrate una persona affidabile cui una vecchietta chiederebbe di aiutarla ad attraversare la strada.
Se avete la cresta, sembrate un galeotto, uno scippatore o una pornostar è meglio non mandarla, non fa nulla. Vale anche se avete gli occhi chiusi. E no, la foto del compleanno del vostro migliore amico, quella in cui siete ubriachi, nemmeno quella va bene.

Indirizzo mail, se il vostro indirizzo mail abituale è un po’ particolare o legato a certe vostre attività (legali e legittime, eh!) in rete, buona norma sarebbe crearne uno ad hoc per l’invio curriculum.

Uno molto semplice tipo nome.cognome@quellochevipare.com andrà più che bene, indirizzi come miciomicio29, cuorechebatteonlyyou, ironia, batman&robin non aggiungono fascino al vostro cv, ma scatenano solo ilarità in almeno due piani dell’azienda…e magari anche del condominio di fronte

Rifletteteci. 

Esperienze di lavoro, elencarle SEMPRE dalla più recente. Non mi stancherò mai di dirlo, ma la lettura dei curriculum inizia con una scrematura superficiale e se sulla prima riga c’è scritto babysitter part-time o barista freelance il selezionatore 9 volte su 10 non si fermerà a leggere fino in fondo, ma invierà il curriculum tra le clementine non rendendosi conto della vostra evoluzione dai tempi del liceo e perdendo la fantastica possibilità di assumervi presso l’azienda. Perciò indicate sempre la vostra ultima (o attuale) occupazione e poi procedete a ritroso.

Idem con patate per l’istruzione e formazione e solo le più significative ed inerenti alla posizione per cui fate richiesta.

Se avete fatto una vacanza di 10 giorni a Londra non è significativo e no, non vale come esperienza all’estero, ve lo posso assicurare, nemmeno se avete parlato inglese tutto il tempo con il receptionist dell’albergo.
Indicate solo le esperienze scolastiche COMPIUTE. Se avete fatto due anni di Università e poi avete mollato, è meglio non scriverlo. Stesso vale (a maggior ragione, anzi) per gli studi superiori. Non vergognatevi di quanto avete, mostratelo invece con orgoglio.
E’ l’elenco delle vostre doti e dei vostri successi e non dei vostri fallimenti, dovete valorizzarvi non dimenticatelo.

Per le conoscenze informatiche e/o linguistiche un solo, ma importantissimo, consiglio: NON MENTITE.
Non millantate conoscenze approfondite del finlandese o del giapponese se non ne avete.

Ma non scrivete nemmeno “ottima conoscenza dell’inglese” quando non sapete dire nemmeno “Where is the pen? senza sembrare Christian De Sica che ci prova con qualche buzzicona.

Rischiate figuracce ad un colloquio e vi giochereste quel poco di credibilità che esprimete dal curriculum.
Se non siete stati in grado di impaginare il curriculum in una maniera almeno decente, non scrivete che avete una perfetta conoscenza del pacchetto Office. Non ci credo. Non fate finta di conoscere gestionali assurdi, programmi fantascientifici o di saper programmare in Access un modellino innovativo per il teletrasporto. Scrivete solo quello che sapete fare, sarà più che sufficiente.
E no, non scrivete che sapete navigare bene in Internet o che avete un blog. Non è molto ben visto, ahimè! Siamo pur sempre in Italia!

Infine, non fate appelli ricordando servilmente la magnificenza dell’azienda, non piangete, non elencate 5 figli affamati ed urlanti  attaccati alle gambe né spiacevoli rapporti con consorti/parenti/vicini di casa. Non entrate nei dettagli della vostra vita privata, in nessun caso.
Non serve a nulla, se non a rendervi pittoreschi e  chi cerca personale non vuole personaggi da baraccone ma persone competenti ed affidabili. Proprio come voi.
Per essere pittoreschi avete tutto il tempo. Una volta assunti, chiaramente.
Se il vostro attuale capufficio è uno stronzo, non lo dite: non sta bene e non vi fa fare una bella figura.
Se state facendo vertenza al vostro vecchio datore di lavoro, fossi in voi non lo indicherei nemmeno se avete vinto.
Poi fate voi.

Più in generale, controllate l’ortografia almeno 3 volte prima di inviare il curriculum.
Non è un consiglio banale, fidatevi.
Le vostre esperienze lavorative potrebbero risultare molto meno interessanti, così come conoscere le vostre “manzioni”  precedenti all’invio.
Basta poco che ce vò…

E in bocca al lupo!

 

 
 
 

Datemi 6 numeri...

Post n°104 pubblicato il 16 Ottobre 2012 da Marisa63
Foto di Marisa63


Non credo assolutamente di essere l’unica, ma  non sono mai stata una persona interessata all'aspetto monetario degli altri.
E questo lo dico non per vantarmi della mia innata moralità, ma solo perchè è vero: sono stata capace di scartare i partiti migliori guardandone la libreria. Il campione assoluto è stato un ragazzo, la cui libreria era ordinata per COLORE, giusto giusto per intonarsi all'arredamento.
Insomma, tutto questo per dire che ho sempre avuto altre priorità nello scegliere le persone, senza dover necessariamente sentire il bisogno di spulciarne il conto in banca familiare.
Solo che ultimamente i soldi mi sembrano essere divertati  sempre più un legaccio, una costrizione.
Lavoro 8 ore al giorno in un posto che non mi piace più tanto, facendo cose che non mi piacciono solo per il 27 di ogni mese quando, puntuale, arriva la busta.

Bisogna pur vivere, si dice.
Ma non è solo questo.

E' che mi sento disgustata dal denaro.
Debiti, crediti, prestiti, tassi di interesse: i soldi fanno girare al mondo, ne sono il motore.
Ma schiacciano anche i più deboli.

Vengo da una famiglia "normale", sono figlia di lavoratori. I miei mi hanno sempre dato tutto non facendomi mai dimenticare però il valore del denaro.
Ma oggi, per la prima volta in vita mia, vorrei essere ricca, così ricca da non dovermi preoccupare del domani, così schifosamente ricca da poter fare quello che voglio senza preoccuparmi della pagnotta, così paperonianamente ricca(passatemi il neologismo) da non preoccuparmi se qualche avanzo di periferia non ha voglia di saldare il suo debito con me perchè pensa che io sia stupida.

Meglio di tutto, a dire il vero, sarebbe un utopistico e fantastico mondo senza soldi.
Ma sarebbe Pufflandia.
Che poi, tra l'altro, i puffi erano pure comunisti…e che centra questo? Boh…mi è venuto cosi non ho trovato un finale diverso…o forse perché non è finita qui…azz…sembra quasi una minaccia.

 
 
 

Paranoie in un venerdi d’autunno

Post n°103 pubblicato il 12 Ottobre 2012 da Marisa63
Foto di Marisa63

Esiste un modo…ma serio eh? Che permette di essere felici?, a gioire delle piccole cose, a essere allegri come Pollyanna?
Bisogna essere un pò “speciali” secondo me, senza tanta coscienza di sé e del mondo: un po' Forrest Gump forse, col sorriso stampato in faccia e la certezza che la vita va così e che il mondo è bello e la gente buona.
E invece il mondo fa schifo.

Magari ce ne possiamo dimenticare un attimo, ma ci sono giorni che non è facile farlo: la guerra, la cattiveria, la disperazione, la fame, l'ignoranza.
La noia.
L'odio.
Porcherie tutte in ordine sparso.
Conoscevo una donna, no non era una amica, era solo una conoscente, sembrava uscita da un quadro dell’ottocento coi suoi lineamenti delicati.
Uccisa così, nella notte, senza sapere neanche il perché, senza sapere se il suo sacrificio sia stato per una giusta causa…BANG BANG!
Ma poi cos’è la morte, è davvero la fine? Ci penso spesso prima di addormentarmi ultimamente: ”Ma morire è come dormire?” Che succede poi?
Sarà che ultimamente mi pare tutto senza senso, forse dovrei fare meditazione come mi è stato consigliato. Forse mi dovrei riavvicinare a Dio.

Ci son giorni che sembrano difficili da finire.

Giorni in cui è faticoso anche alzarsi quel pochino da terra in modo da non strisciare.

Volare, certo, è un'altra cosa.

"Ti devi accontentare di quello che ti è toccato in sorte in questa vita, magari sarai più fortunata nella prossima"

Forse è il caso che la smetta di pensare, in fondo oggi è pure venerdi ...e allora forza…tutti in coro TGIF…TGIF….TGIF….TGIF….oggi proprio non ce la posso fare :D

 
 
 

MODI DI DIRE

Post n°102 pubblicato il 28 Settembre 2012 da Marisa63
Foto di Marisa63

MODI DI DIRE:

TE PO' COMPRA' CHI NUN TE CONOSCE

La spiegazione del modo di dire è piuttosto semplice ma è carina la storiella che è legata a questa frase.


Si racconta che un certo Cuccumella, un uomo semplice e credulone, mentre camminava con il suo asino, incontrò due ladri: uno sciolse l'animale e lo portò via senza che lui se ne accorgesse; l'altro si legò la corda al collo e continuò a camminare come se fosse l'asino.

Quando Cuccumella si accorse che non portava legato alla corda un asino ma un uomo si sorprese moltissimo e cominciò a fargli domande.

Il ladro raccontò quindi di aver commesso un gravissimo delitto e di essere stato condannato ad essere asino per un anno e un giorno.

Quindi ora aveva espiato la sua pena e chiedeva al povero credulone di lasciarlo libero. Cuccumella lo lasciò subito andare.

Quando poi si recò al mercato per comprare un nuovo asino riconobbe subito il suo vecchio animale, ma credendo si trattasse nuovamente del malfattore che aveva peccato di nuovo, e che quindi era stato nuovamente trasformato in asino, gli si avvicinò e all'orecchio gli disse: "Ce sei aricascato! Hai fatto quarch'antra fesseria. Te ce sta bene. La lezione nun t'è bastata e mo stai fresco, perchè io nun t'aricompro davero. Peggio pe te, te po' comprà chi nun te conosce"

 
 
 

Senza titolo...

Post n°101 pubblicato il 24 Settembre 2012 da Marisa63
Foto di Marisa63

Non guardare mai indietro, potresti vedere qualcosa di bello che non tornerà più…

Non guardare avanti, potresti immaginare qualcosa di bello che non arriverà mai….

Chiudi gli occhi e riaprili solo quando avrai la forza...

di guardare indietro senza piangere...ed il coraggio di guardare avanti sorridendo!!!

 
 
 

Pura follia...

Post n°100 pubblicato il 19 Settembre 2012 da Marisa63
Foto di Marisa63

 

Ci sono uomini che ti scivolano addosso come l’acqua sotto la doccia.
Non hanno fatto niente di male, beninteso.
Spesso sono anche persone buone, belle, gentili, non è rilevante, non è colpa loro.

E’ finita? Ok, mannaggia, mi spiece, tanti saluti, rimaniamo amici? Boh, non so, forse, vabbè.
E non perché siano persone cattive, anzi.

E’ solo che proprio il tuo cuore non fa stump-stump.

Poi ci sono uomini che non riesci a scollarli dalla mente.
Persone che vivono sulla tua pelle, come i nei..., i brufoli, una vertigine dei capelli.

Ti sembra di veder muovere il pensiero di lui accanto alle falangi, passare vicino alle ossa del braccio e risalire su fino alla testa.
E non importa quante lacrime hai versato, quante volte hai pregato Dio di resettarti l’anima e quanto la parte razionale che alberga in te cerchi da sempre di affogarlo sotto la nebbia densa dell’indifferenza.
Non è dolore fisico, nè malinconia.
E' un pensiero sottile che ti cammina saltellando tra i neuroni.

Stai lì, magari davanti al PC o a vedere un film, o stai in compagni di amici, o con un amico seduta in pizzeria o al bancone del bar.
Ed eccolo, è con te. PUF! Ti arriva in mente.

E non fa niente se l’ultima volta che l’hai visto sono stati cinque minuti rubati a non si sa che cosa.
Anzi sì, sì che lo sai.
Rubati alla sua vita vera, quella di cui tu non fai parte e lo sai.
Eppure di quei cinque minuti sei grata, sono vissuti come un regalo.

Mi domando, è un’illogica ossessione?
Oppure le persone che si sono amate restano sempre incastrate in un pezzetto d’anima?
Le ferite non si rimarginano mai?
E’ il peso del rimpianto di ciò che poteva essere?
Cos’è questa cosa a cui non si riesce a dare nome?

Forse è solo follia…

 

 
 
 

Meglio una beauty farm

Post n°99 pubblicato il 18 Settembre 2012 da Marisa63
Foto di Marisa63

 

Gli ospedali mi hanno sempre angosciato, e non poco, anzi, diciamo pure che li odio da morire. Ma, volente o nolente, negli ultimi mesi è toccato frequentarli più del dovuto anche se, per mia fortuna, per bellissimi o banali motivi.

 

Mi sono sottoposta ad una ecografia e radiografia renale.

 

 

Arriva il mio turno, e scopro che il radiologo assomiglia a “Doc” lo scienziato di ritorno al futuro e questo non mi rende molto tranquilla. Ha anche due occhietti da furetto un tantino inquietanti… Sicuramente fa esperimenti transgenici nel suo studio privato. Spero che le radiazioni non mi facciano nascere un’altra testa, ci mancherebbe solo questo visto che quella che c’ho già mi avanza.

Mi metto su di un  fianco, trattengo il respiro  e diamo il via alle danze.

Sorridi prego!!!!

Ferma, così!

cheeseeeeeeeeee!

 

Poco dopo sono fuori, saluto, ringrazio e finalmente esco.

Esco pensando a quanto sarebbe bello un mondo senza ospedali, senza gente che sta male, senza quest’odore di disinfettante che ti entra nelle narici e poi non se ne vuole più andare.

O un mondo in cui in ospedale ci si va solo per cose belle, tipo la nascita di un bambino, una liposuzione o  paio di tette nuove.

 

Utopia?

 

 
 
 

Liste di nozze

Post n°97 pubblicato il 14 Settembre 2012 da Marisa63
Foto di Marisa63

 

Ho sempre creduto di potermi considerare una donna abbastanza navigata.

Attenzione ai termini, navigata nel senso di evoluta, moderna, insomma con zero pregiudizi o quasi

Pensavo che difficilmente qualcosa sarebbe stato in grado di sorprendermi.

Meno che mai potesse accadermi ora alla mia veneranda età.

E invece…

Proprio ieri, causa matrimonio di un amico, ebbene si anche chi ha superato gli anta può un giorno decidere di sposarsi, mi sono trovata nella condizione di dovergli fare un regalo, pure?...ma perché la mia presenza non sarebbe stata sufficiente? eheheheh


E’ un amico caro, compagno di goliardiche serate estive, avvezzo a rimorchiare bariste e cubiste, come la brava ragazza di paese con almeno 3 neuroni in testa, che oggigiorno non sono mica pochi.

Così, mi sono recata in uno di quei negozi molto trendy e chic in cui si fanno le liste di nozze. Dicono.
Timorosa, sono entrata.
Ed all’improvviso sono stata travolta da un mondo fatto di piatti quadri, tondi, ovali, esagonali, di bicchieri poliedrici di 14 dimensioni diverse, tovaglie di Fiandra o di raso e vasi in cristallo multisfaccettato, portaombrelli a forma di anatra e portafotografie in argento massiccio alto tre dita lavorato finemente a mano da minatori ucraini.

 

La claustrofobia aumenta.

Mi viene incontro una simpatica ragazza, acchittata come se ci fosse già ad un matrimonio.
Io, dopo 9 ore e rotti di lavoro, prerferisco sorvolare sul mio aspetto in modo particolare sul trucco ormai sfattissimo, lei mi guarda come se fossi uno scarafaggio, andiamo bene.

Mi guida tra cento tavolini diversi, cento liste di 200 disgraziati che a breve convoleranno a giuste (o ingiuste, chi può dirlo) nozze in un lasso di tempo abbastanza breve. Tazze, tazzine, taglieri, centrotavola, candelabri, vassoi pesanti come un bambino di 5 anni, portacaramelle in cristallo swarovski preziosissimo… ma quanto saranno grandi ‘ste case dei futuri sposi?

Annuncio il nome della coppia alla commessa che sorpresa come gli indigeni davanti a Colombo esclama: “Ma è domenica prossima!!!! NON SI PUO’!!!” Non si può che???? Comprare un regalo???? Ma vattene…

Parecchia claustrofobia.


Navigando tra i tavolini delle varie liste, sbirciando i nomi in barba alla paranoica legge sulla privacy, becco pure una coppia di amici miei che, orrore, non solo non mi hanno né invitata né considerata, ma nemmeno avvertita dell’evento! Ma che bastardi...
E mentre sto ponderando di mandargli un telegramma con su una di quelle frasette  sceme tirate su da qualche sito specializzato,  sento salire in me un vago senso di inadeguatezza.
Ma che ci faccio qui IO???
cosa ci faccio qui, nel tempio della presina ricamata a mano dalle suore del convento di Santiago de Compostela?
Che ci faccio tra piatti di limonge e servizi d’argento con 182 posate a cranio?
E, eventualmente, qual è la posata giusta per il pesce?
Ma soprattutto, cos’è il limonge?


Immersa nei miei pensieri, mi ritrovo sola ed abbandonata dalla commessa, nel reparto Thun.

 

Moltissima claustrofobia.


Solo io sono spaventata dai pupazzetti di Thun?
Solo io ne sono profondamente e mortalmente angosciata e minacciata?
Mi sembra che possano da un momento all’altro sbattere chi occhietti tondi distogliendosi per un attimo dalla loro ebete fissità, digrignare i denti e saltarmi al collo strappandomi la giugulare.
Mi terrorizzano, oltre a spaventarmi per il prezzo esoso.

Ma succede solo a me? Eccoli, si stanno muovendo, si sono mossi!!! L’ho visto!!!
AIUTO!

Insomma, in quella fiera dell’inutile e del pacchiano non sono riuscita a trovare niente che incontrasse il mio gusto spartano e assolutamente poco incline al limonge. Qualsiasi cosa sia.

Deciso…vado fuori lista, acquisto un vaso da terra con una bella orchidea di seta dentro.

Cinquantacinque euro e passa la paura, consegna e bigliettino compreso.

Uscita dal negozio demoniaco, chiamo la mia amichetta per cercare conforto.

Ho comprato il regalo per M. Un vaso da terra, bello.”

Bene. Quanto hai speso?

“Cinquantacinque. Sarà poco?

No, va bene. Tanto questi soldi non li rivedrai più.”

Mica ti risposi, TU!”

Ma che bello, non so se essere consolata dall’affermazione della mia sincera amica o mettermi a piangere.

 

Grazie di cuore..umpfff

 

 
 
 

Ognuno ha la propria

Post n°96 pubblicato il 12 Settembre 2012 da Marisa63
Foto di Marisa63

Ognuno ha la propria area 51.

Ognuno ha i suoi piccoli segreti.
Oscuri, scabrosi e terribilmente confidenziali minuscoli nei nella vita di una persona rispettabile ed in gamba.
Ognuno ha i suoi.
Qualcosa di non presentabile, che non si vuole mostrare ai conoscenti, ma solo agli amici più cari.
Una piccola macchia che ci rende diversi da come appariamo in superficie.
Una specie di sfaccettura irregolare.

C’è chi ascolta di nascosto Gigi D’Alessio (Claudia, Andrea, Silvia, Paolo, Alessandra, Daniele, Vik…solo per citarne qualcuno)  e finge di adorare i primi dischi degli U2 per darsi un tono dotto.
Chi non perde una puntata di “Un posto al sole”, ma lo denigra in pubblico etichettandolo come “robaccia di terza categoria”.
Omaccioni palestrati che nel tempo libero coltivano petunie.
Intellettuali occhialuti e spocchiosi che adorano i film di Meg Ryan.

Io, nel mio piccolo, uno scabroso segreto ce l’ho: Tv shows.
Sì, lo so che non è poi cosi un segreto però ogni volta che lo dico le persone mi guardano con aria interrogativa…Tv chè?.

Cito da wikipedia…Tv Shows, programma televisivo,  è un segmento di contenuti destinati alla trasmissione in tv.

Può essere una tantum produzione o parte di una serie periodicamente ricorrenti. Un programma unico in una serie è chiamato episodio.

Una serie televisiva che è destinato a comprendere un numero limitato di episodi di solito chiamato  miniserie o seriale.

Serie senza una lunghezza fissa di solito sono divisi in stagioni o serie , annuali o di rate semestrali di nuovi episodi.

Insomma ormai sono diversi anni che mi sono appassionata al genere, serie tipo Lost, CSI, Dexter, Fringe, ma non solo di questo genere anche di tipo comedy come the big bang theory, cougar town, Mike and Molly, oppure sul filone medico..eheheheh.. grey's anatomy, ma non credo v’interessi l’elenco completo giusto? Perché se cosi non fosse, la lista diventerebbe davvero interminabile.

Non ricordo com’è iniziata, sta di fatto che ormai è diventata quasi un abitudine, al punto che durante il periodo estivo, in cui tutte le stagioni terminano dando appuntamento a settembre (se va bene) o all’anno successivo..beh io mi sento quasi orfana…

Sono da ricovero vé?...ahahahahah…umpfff

 

 

 
 
 

Oggi no...

Post n°95 pubblicato il 11 Settembre 2012 da Marisa63
Foto di Marisa63

Oggi no...meglio il silenzio, decisamente più eloquente di mille parole!!!



Solo due date:


1973


2001

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: Marisa63
Data di creazione: 21/07/2011