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Un blog creato da Ganimede.76 il 14/05/2007

Parole non dette...

"la vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita!" (Forrest Gump)

 
 

PREGHIERA DELL’OMOSESSUALE

di Fr. Angelo (Sud  Italia) 

il discepolo che gesù amava

Padre dell’umanità, come figlio mi rivolgo a te con fiducia: aiutami a sentirmi amato da Te, dalla Tua Chiesa, dalle persone a  me care e da tutti coloro che mi circondano. Non mi facciano sentire un verme, un errore della natura, un mostro da nascondere. Donami la forza di accettarmi  per come mi hai creato, di non vivere da ipocrita, nascondendo a me e agli altri  la mia tendenza sessuale. Aiutami a capire che sono anche io Tuo figlio prediletto, che Gesù è morto in croce anche per me. Metti davanti al mio cammino persone sagge che sappiano consigliarmi, che sappiano aiutarmi ad accettarmi. Molte volte, a causa dei pregiudizi e delle paure, sono tentato di  farla finita su questa terra, ma poi sapendo che “tu ami tutte le cose esistenti  e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l`avresti  neppure creata”(Sapienza 11,24) mi riprendo e vado avanti. Dona ai miei  genitori la rassegnazione e la serenità che sono sempre loro figlio, anche se  non potrò mai dargli la gioia di essere nonni, potrò donargli l’affetto di un figlio  che sa amare e vuole essere amato. Aiutami a non fare scelte sbagliate, matrimonio o vocazione di copertura, ma a fare scelte vere e libere. Se qualche volta ho bisogno di essere abbracciato e amato da uno del mio stesso  sesso…. Stammi vicino e abbracciami forte e fammi sentire la tua infinita misericordia e le tue lacrime che scendono sul mio capo, per dirmi che mi comprendi e mi ami per quello che sono. Ti voglio bene Gesù.

 

UN PÒ DI ME...

volto

"Omosessuale e credente"  di Alessandra Del Re:

LiberoBlog/Storie

MI RACCONTO...

"Essere o non essere..."

Una pagina del mio Diario su: Gionata.org

UNA MIA ESPERIENZA...

"Non guaritemi in nome di Cristo"

sul Blog: 1, 2, 3... Liberi tutti dell'Unità di Delia Vaccarello

"Una cristoterapia per guarire dai pregiudizi" su: gaynews

 

LA MIA MAIL:

BIBBIA E OMOSESSUALITÀ

Nel tentativo di approfondire tale tematica e, soprattutto, di individuare con esattezza i testi della Bibbia ed interpretarne correttamente il contenuto, ho ritenuto opportuno leggere due libri che affrontano l'argomento sul piano esegetico e che hanno come punto di riferimento la Bibbia nella sua interezza.

I libri che ho provveduto a leggere e ai quali mi riferirò nella presente trattazione sono:

- Bibbia e Omosessualità, Ed. Claudiana

- l'Omosessualità nella Bibbia, Ed. San Paolo

bibbia

 Introduzione (>)

I testi nei loro contesti antichi

Antico Testamento:

1) Genesi (>)

I resoconti della Teologia della Creazione

2) Sodoma e Gomorra (>)

C'è Omosessualità in questi racconti?

3) Gionata e Davide (>)

Si può parlare di Omosessualità?

(continua)

 

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AGEDO

AGEDO

L’A.GE.D.O. è costituita da genitori, parenti e amici di uomini e donne omosessuali, bisessuali e transessuali che si impegnano per l’affermazione dei loro diritti civili e per l’affermazione del diritto alla identità personale.

Vogliamo essere di aiuto e sostegno a quei genitori che hanno saputo dell’omosessualità della propria figlia o figlio e ne soffrono perché per loro è difficile comprendere e accettare. Pensiamo di poter condividere il loro disagio offrendoci come interlocutori per un dialogo su una situazione che noi abbiamo vissuto e superato.

 

DISCLAIMER

Questo Blog non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicita'. Pertanto, non puo' essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001. Gli articoli e le immagini inseriti in questo Blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarmelo e saranno subito rimossi.

 

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Bagnasco incontra le trans "Anche nei vicoli c'è luce"

Post n°395 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da Ganimede.76
 

Durante la visita pastorale del cardinale nelle chiese del centro storico, l'arcivescovo è stato raggiunto da un gruppetto di trans. "E' stato molto cordiale, ha stretto la mano a tutti", racconta Regina Satariano dell'associazione Transgenere. L'incontro nell'appartamento delle suore del Movimento contemplativo missionario padre de Foucauld in vico Untoria. "Abbiamo parlato del riconoscimento di Galileo Galilei da parte della Chiesa, della scelta del vescovo emerito di Pistoia di non dare la comunione agli omosessuali e di chiesa di base". Al termine, il presidente della Cei ha accettato di fare una foto ricordo

Bagnasco incontra le trans

Foto ricordo con il cardinale Angelo Bagnasco e i trans di vico Untoria. In occasione della sua visita pastorale nelle parrocchie del centro storico, il presidente della Cei e arcivescovo di Genova ha incontrato una quindicina di transessuali nell'appartamento delle suore del Movimento contemplativo missionario padre de Foucauld in vico Untoria. "E' stato molto cordiale, ha stretto la mano a tutti", racconta Regina Satariano dell'associazione Transgenere che ha partecipato all'incontro insieme a Lucrezia, vicepresidente dell'associazione Princesa, creata recentemente per difendere i diritti delle trans del centro storico.

"Sicuramente non ha condiviso la naturalezza del mio essere transessuale - ha detto Regina - ma siamo riusciti a dialogare. Vorrà dire che aspetteremo magari cent'anni, come secoli ha atteso Galileo prima che di essere accettato dalla Chiesa. Siamo convinte di essere nel giusto".

"Si è parlato del riconoscimento di Galileo Galilei da parte della Chiesa - ricordano le transessuali - degli errori degli uomini, della scelta del vescovo emerito di Pistoia di non dare la comunione agli omosessuali e di chiesa di base. Molte di noi trans sono credenti".

Un incontro con il cardinale, gli omosessuali l'avevano già chiesto a giugno, in occasione del Gay Pride, ma allora l'arcivescovado non rispose. Anche oggi l'appuntamento non era previsto dal protocollo, ma l'arcivescovo ha accettato comunque di fare una foto con le suore, le trans e alcuni abitanti della zona, osservando che "nei vicoli, anche nei più stretti, c'è ancora tanta luce"

 

(Articolo tratto da La Repubblica di Genova del 08 febbraio 2010)

 
 
 

Nulla ci separerà dall'Amore di Dio

Lettera aperta* dell'associazione Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani di Roma del 6 febbraio 2010 al Vescovo Emerito di Grosseto Mons. Giacomo Babini, al Vescovo Emerito di Pistoia Mons. Simone Scatizzi, al Vescovo Emerito di Lucera-Troia Mons. Francesco Zerrillo e, per conoscenza, al Vicario Generale di Sua Santità, Em.mo e Rev.mo. Card. Agostino Vallini

Carissimi Vescovi Emeriti...

Carissimi Vescovi Emeriti,

nelle ultime settimane le vostre voci, in diversi contesti, hanno rimarcato la vostra posizione di  considerare gli omosessuali, ora disordinati, ora anormali, ora rappresentanti di un modo di interpretare la sessualità non come volta alla riproduzione ma come "ricerca di lussuria", ora interpreti di una "pratica aberrante" che addirittura genera "ribrezzo" al solo parlarne (il virgolettato purtroppo è fedele alle vostre dichiarazioni)...

Noi, la gente di "Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani", non possiamo tacere la sofferenza che ci arreca sentire parlare, ancora una volta, rappresentanti della Chiesa con toni e frasi assai lontani da quel messaggio di Amore che Gesù Cristo ci ha lasciato.
Parole che, invece di dare la vita, alimentano le separazioni, il pregiudizio, il malessere di chi vive, il più delle volte, dall'adolescenza in poi, una condizione di isolamento ed emarginazione.

Siamo consci che le vostre affermazioni vengono da una cultura ancestralmente omofoba, in cui il diverso va emarginato, allontanato, e che sono parto del vostro essere uomini più che Padri, nati e cresciuti in una società non aperta all'accettazione del diverso.
Noi omosessuali cristiani ci sentiamo parte integrante della Chiesa, popolo di Dio in cammino; una Chiesa Madre e mai matrigna. Non crediamo di peccare di orgoglio affermando che "nulla ci separerà dall'Amore di Dio"; non ci separeranno l'incomprensione, la disinformazione, il pregiudizio, lo stigma.

Dio è nostro Padre e Cristo, suo Figlio, nostro modello nell'Amore. Ci piace ricordare in questa lettera che Gesù guardò benevolo e guarì l'emorroissa di sabato; e questo gesto assume un significato ben pregno se lo riconduciamo alla cultura farisea del tempo, che considerava sia la violazione del sabato come peccato gravissimo, sia il contatto con le donne emorroisse (con perdite mestruali continue) una cosa da evitare ad ogni costo, in quanto esse avrebbero reso impuro chiunque fosse venuto in relazione con loro ed erano pertanto destinate ad una vita di emarginazione.

Gesù supera, con gli occhi del cuore, il pregiudizio sociale, le prescrizioni della Legge e dona la vita ad una donna che aveva bisogno del Suo Amore per avere un'esistenza piena e dignitosa. E' solo guardando con gli occhi del cuore che si riesce a penetrare nelle storie altrui e a comprenderle. Non lo si potrà mai se si guarda agli altri con gli occhi della Legge o del Diritto.

Cosa significa essere omosessuali, cosa significa l'affettività omosessuale lo si capisce solamente incontrando le persone, ponendosi di fronte ad esse con la volontà di aiutare, capire, amare.
Purtroppo dalle vostre Parole non ci arriva Amore, solo giudizio. E il giudizio, si sa, divide e allontana. Molti di noi, battezzati e cresciuti in parrocchia, alla fine dell'adolescenza si sono trovati costretti ad abbandonare  quel contesto che è stato così importante per tutti noi.
E lo hanno fatto non perché irretiti dalla "ricerca di lussuria", quanto perché è risultato impossibile vivere in un contesto parrocchiale dichiarandosi apertamente omosessuali. Si vive spesso una condizione di morte, costretti a tacere una componente così importante della propria identità, a fingere di essere quello che non si è. E il più delle volte, quando si pretende visibilità, si viene allontanati.

Le vostre parole alimentano, inoltre, una tendenza assai pericolosa, quella di creare una dissociazione tra affettività e sessualità. Quante volte ci siamo sentiti consigliare, in sede di confessione o di guida spirituale, di non cedere alla tentazione di avere una vita affettiva piena, una relazione stabile; quante volte ci è stato prospettato come "male minore" il cadere in singoli rapporti sessuali, magari vissuti frettolosamente e in maniera nascosta.
Invece siamo convinti, confortati dalla voce delle nostre coscienze, che è l'affettività piena che va ricercata, perché l'amore fra due persone legate dall'impegno reciproco ad una relazione esclusiva, duratura ed altruistica è un bene da riconoscere, proteggere e incoraggiare.

Ripetiamo, siamo convinti che le vostre parole siano figlie della disinformazione; ed è per questo che, come associazione Nuova Proposta, ci proponiamo come supporto per chiunque (anche voi) voglia incontraci ed affrontare, serenamente e senza pregiudizi, il tema dell'omosessualità, cercando di conoscere e comprendere.
Lo abbiamo chiesto anche qualche mese fa al nostro Vescovo, il cardinal Vallini, ribadendo l'assoluta necessità di avere una pastorale specifica per le persone omosessuali che devono continuare a sentirsi parte, e figlie, di questa grande famiglia in divenire che è la Chiesa.

Crediamo nel dialogo, nel confronto ed è per questo che non ci stancheremo mai di ricercarli, di scrivere, di raccontarci. Fratelli in Cristo, vi salutiamo.


Le donne e gli uomini di Nuova Proposta



Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani di Roma

www.nuovapropostaroma.it - e-mail:
info@nuovapropostaroma.it

 
 
 

Prendete e mangiatene quasi tutti... quando l'Eucaristia viene negata ai gay

Post n°393 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da Ganimede.76
 

Articolo di Marco Pasqua tratto da Repubblica del 5 febbraio 2010

Prendete e mangiatene quasi tutti... quando l'Eucaristia viene negata ai gay

Niente comunione ai "gay conclamati", perché "l'omosessualità è un disordine" e i precetti della Chiesa non devono essere contraddetti. Per monsignor Simone Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia, i preti dovrebbero rifiutarsi di somministrare la comunione ai gay.

Parlando oggi con il sito religioso Pontifex, a proposito degli omosessuali "che proclamano la loro condizione e la praticano", l'esponente cattolico sostiene: "Il principio generale é che la conclamata e ostentata omosessualità é un peccato che esclude la comunione". Le parole del vescovo fanno il giro del web, suscitando reazioni e sdegno da parte della comunità GLBT, che già aveva registrato, lo scorso 25 gennaio, un'analoga presa di posizione.

Parlando con lo stesso sito, infatti, il vescovo emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini, era stato ancora più esplicito, arrivando anche a chiamare in causa il governatore della Puglia, Nichi Vendola: "La pratica conclamata della omosessualità é un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola".

L'ultima presa di posizione, in ordine di tempo, è del 79enne Scatizzi, già protagonista, nel 2005, di un'aspra polemica contro i gay, "colpevoli", a suo dire, della "crisi della virilità". "L'omosessualità in quanto tale é un disordine. E su questo non ci sta discussione", afferma categorico il religioso, salvo poi concedere che "con gli omosessuali é necessario usare delicatezza e misericordia e alla fine il giudice ultimo é Dio, pertanto sulla Terra nessuno é autorizzato ad emettere sentenze".

Il vescovo emerito di Lucera-Troia, monsignor Francesco Zerrillo, sembra andare oltre, arrivando a criticare persino le leggi contro l'omofobia. "Io non le ritengo giuste - ha tuonato il porporato, parlando il 2 febbraio con lo stesso sito - in quanto non é mai assimilabile, dunque omologabile, ciò che é la normalità, ovvero la famiglia eterosessuale fondata da uomo e donna e quella omosessuale che famiglia non é, per la semplicissima ragione che non é in grado di ottemperare alla riproduzione. L'atto sessuale é volto a questo e non alla ricerca di lussuria".

Secondo Zerrillo bisognerebbe invitare il gay credente a non chiedere la comunione, "per non alimentare lo scandalo": "Se davanti a me, specie in un centro piccolo in cui tutti sanno tutto di tutto, il dare la comunione ad una persona del genere può causare scandalo é quindi meglio non darla . Sarebbe saggio generalmente prevenire queste cose o al massimo amministrarla e poi dirgli amico non provarci più, per scongiurare uno scandalo ancora maggiore".

Aveva parlato invece di "pratica aberrante" il collega emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini: "Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura. I vescovi e i pastori devono parlare chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo, e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio e scandalizza". Cosa dovrebbero fare i gay? "Pentirsi di questo orribile difetto", l'invito di Babini.

Durissimi i commenti degli utenti in calce a queste interviste, fatte circolare in maniera virale su Facebook, i forum e i blog. "Una persona non può e non dovrà mai vergognarsi di quello che è. Dio ama tutti indistintamente e lei predica odio, incita le masse ignoranti alla violenza e contribuisce a rendere l'Italia un paese razzista, omofobo, antisemita", scrive un utente, mentre un altro aggiunge: "La chiesa dovrebbe essere simbolo di pace e non di intolleranza, lasci l'anello che porta con tanta prosopopea e riprenda in mano il Vangelo. Volgete lo sguardo alle mele marce che ci sono tra di voi (preti pedofili, ecc.) e non prendetevela con chi, realmente, è capace di amare".

"Vi rendete conto, signori, che voi stessi avete detto che Dio è amore? gli omosessuali non hanno bisogno di misericordia o di perdono, vi prego. Ora è veramente troppo", scrive l'utente "frangisca" commentando le parole di Scatizzi. Il quale sembra avere solo un consiglio per gli omosessuali: "Sarebbe opportuno che i gay si lasciassero portare sulla via della guarigione e della conversione".

Interviene il presidente dell'Arcigay "Ormai la strategia offensiva e discriminatoria del Vaticano è chiara: fare dire delle cose orribili a vescovi in pensione sul sito Pontifex, emanazione dei lefebvriani, per attaccare la dignità delle persone omosessuali".

 
 
 

Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare

Post n°392 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Ganimede.76
 

Quando lesbiche e gay diventano seminatori della Sua parola

Usì il seminatore a seminare

Riflessioni di Elisabetta de La Rondine di Torino

"Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra cadde tra i sassi, dove non c'era molta terra,e subito spuntò perchè non c'era un terreno profondo; ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si secco. Un'altra cadde tra le spine, le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. E un'altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne sù e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno" (Marco 4,3-8).

Sicuramente ognuno di noi si può domandare che tipo di terreno è quando ascolta la parola di Dio. Possiamo riconoscerci, a seconda delle volte e del modo in cui udiamo, nei diversi tipi di terreno e portare frutto o far morire la semente...

Il Signore usa l'imperativo: Ascoltate!! sottolineando che ascoltare è un'arte difficile che richiede accoglienza e quindi uno spazio vuoto dentro di noi,necessita di silenzio,richiede tempo e disponibilità.

Ma in questa parabola possiamo anche immedesimarci nel seminatore, quando organizziamo un Forum (I° Forum Italiano dei cristiani omosessuali), quando tentiamo un dialogo con la Chiesa o con i nostri fratelli che faticano a credere, il Signore ci chiede di essere dei testimoni, o meglio dei seminatori della sua parola. E' allora è obbligatorio aver fiducia, continuare a buttare il seme, sperare anche se sembra assurdo.

Bisogna continuare a gettare chicchi nel terreno anche se sappiamo che solo una piccola parte avrà vita, cadrà sul terreno buono! Perseverare nonostante gli insuccessi come ha fatto Cristo nei momenti in cui persino i suoi parenti o chi l'aveva conosciuto meglio dubitavano di Lui!!

L'IMPORTANTE E' SEMINARE

Semina, semina,l'importante è seminare:
un pò, molto, tutto il grano della tua vita.

Semina il tuo sorriso, perchè tutto splenda intorno.
Semina la tua energia, la tua speranza per combattere
e vincere la battaglia quando sembra perduta.

Semina il tuo coraggio per risollevare quello degli altri.
Semina il tuo entusiasmo per infiammare chi ti stà accanto.
Semina i tuoi sogni, i tuoi desideri, la tua fiducia, la tua vita.
Semina tutto ciò che è bello, piccole cose, i nonnulla.

Semina, semina e abbi fiducia, ogni granellino arricchirà
un piccolo angolo di terra.


(Anonimo)

 
 
 

Prima di tutto ama te stesso

Post n°391 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Ganimede.76
 

Riflessioni tratte da Queer Jihad, liberamente tradotte da Marta

Prima di tutto ama te stesso

Amarsi è molto difficile per un omosessuale. Il mondo esige altrimenti. Il mondo non capisce, e ciò che non capisce gli fa paura. E quando qualcosa gli fa paura, lo odia. I tuoi genitori, i tuoi amici, la società in cui vivi - vogliono solo che tu condivida il loro odio nei confronti dell'omosessualità. 

Vogliono essere sostenuti nel loro odio, giustificati. Dal momento in cui sgattaioli fuori dal ventre, hanno già iniziato ad odiarti. Nel corso dell'infanzia e della giovinezza, ti viene ripetuto così tante volte che devi odiarti. I tuoi amici scherzano sugli omosessuali. I tuoi genitori li ridicolizzano e li insultano. Le tue chiese e le tue moschee li giudicano dei pervertiti.

E tu, come un fiore che tenta d'aprire i suoi petali al calore del sole, tu, passi tutti gli anni della tua infanzia avvolto strettamente in te stesso. Non vuoi aprire i tuoi petali; non vuoi che gli altri vedano ciò che vedranno quando lo farai.
E' giusto così. Finché non sei più grande, finché non hai potere, è sensato da parte tua mantenere il segreto. Finché non sei preparato a venire abbandonato, finché non sei in grado di provvedere al tuo pasto sulla tua tavola, sì, davvero, rimani in silenzio. E' così che dev'essere ora.
Ma non devi cadere nella trappola che ti hanno preparato - non devi odiarti. Puoi fare una scelta; puoi prendere una decisione. Puoi andare in una direzione, e non nell'altra. Puoi scegliere una cosa, e fare a meno dell'altra. Puoi dire, "Io sono quel che sono, e va bene così".

Senza tenere conto di tutto ciò che ti hanno insegnato, puoi scegliere d'amare te stesso. Questa è una strada così difficile. Che tu sappia a cosa vai incontro. Se sei fortunato, troverai appoggio e incoraggiamento nella tua famiglia e forse in alcuni dei tuoi amici. Ma non si può contare su questo. Le cose che dicono con le loro labbra e quelle che sentono nei loro cuori possono essere molto diverse.
E tu ti accorgerai della verità. Guarderai negli occhi di tuo padre e vedrai disappunto. Guarderai negli occhi di tua madre e vedrai rassegnazione, sogni frantumati e spezzati. Potranno ingannarsi ed autoconvincersi che tu stia passando attraverso una "fase" - e che in futuro, un giorno, vedrai la luce.
Potranno angosciarsi senza fine per la paura che tu sia destinato a perdere l'anima, ad essere dannato. Potranno sentire d'aver fallito come genitori, d'aver fatto qualcosa di sbagliato, e vedere in te la loro punizione. In così tanti modi sottili ti saranno trasmessi questi messaggi.

Quando farai il tuo ingresso nel mondo, troverai un impiego, ti iscriverai ai corsi universitari, continuerai ad incontrare condanna e odio, disapprovazione sociale, lingue sciolte che si agitano alle tue spalle. Cento e una piccole morti ti attendono.
Non fare errori: migliaia di omosessuali ogni anno sono picchiati, mutilati e uccisi. Molti di più sono fatti oggetto di disprezzo e di derisione, il bersaglio di beffe, maldicenze e insinuazioni.

Se sei omosessuale scoprirai che il tuo datore di lavoro potrebbe non promuoverti ad una posizione più importante, che determinate porte ti saranno chiuse, che promozioni e opportunità potrebbero svanirti davanti agli occhi. Potresti non essere voluto come insegnante in un piccolo paese - i genitori potrebbero avere paura che tu possa molestare i loro bambini.
Potresti non essere accettato come infermiere all'ospedale locale - i medici potrebbero temere che tu, con la tua stessa presenza,  possa trasmettere l'Aids ai pazienti. Affronterai cento e una situazioni bizzarre, mentre gli "sfonda-finocchi" e i venditori d'odio attorno a te faranno il loro mestiere.

Avrai così tante ragioni per odiare te stesso, ma, ti dico, non farlo. Se lo fai, aggraverai soltanto la tua situazione. Ti potrebbe essere d'aiuto sapere che molti prima di te ci sono passati: gente come Socrate, Michelangelo, Oscar Wilde, Susan B. Anthony, Virginia Woolf, Alessandro Magno, Leonardo da Vinci, Shakespeare - eroi, geni, persone dotate, persone di talento, artistiche.
E nella nostra epoca e ai giorni nostri non c'è carenza di personalità celebri: Elton John, Melissa Etheridge, Freddy Mercury, stilisti come Versace, ballerini come Rudolf Nureyev, romanzieri come Gore Vidal - in ogni campo, in ogni prova, in ogni sfera della vita.

Puoi stare sicuro che ciascuno di loro ha raggiunto l'incrocio dove ti trovi ora: amare se stessi o no. Rifiutare l'odio della società; accettare ciò che si è; andare avanti e vivere la vita. Questa non è una decisione facile da prendere, ma se desideri vivere, se desideri essere felice, allora devi scegliere.
E che ti piaccia o meno, e che sia giusto o no, soffrirai per la tua omosessualità. Puoi soffrire in silenzio, nascosto, oppure puoi soffrire allo scoperto. Ma soffrirai. Non aggiungere altra sofferenza odiando te stesso.

Mi piacerebbe essere in grado di dirti che il mondo ti abbraccerà, che amerà la diversità che offri, "vivrà e lascerà vivere". In alcune società questo è vero, ma nella maggior parte non è così.
Sarebbe stupido fingere il contrario. Tuttavia, amandoti, allevierai un po' il peso, e ti darai almeno una possibilità d'essere felice e realizzato. Non amandoti, la battaglia sarà persa ancor prima d'iniziare.


Testo originale:
But first, love yourself

 
 
 
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no pedofilia

 

IL VANGELO DEL GIORNO

(clicca qui)

vangelo

"Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino." (Salmo 118,105)

 

CRISTIANI OMOSESSUALI DI PALERMO

"ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me” (Esodo 19,4)

Gruppo"Ali d'Aquila"

 Email: alidaquilapmo@altervista.org

Chiesa San Francesco Saverio

piazza San Francesco Saverio all'Albergheria

PALERMO

Gruppo

"Noi crediamo che, come gay, lesbiche, bisessuali e transessuali cattolici, nella nostra diversità siamo membri del mistico corpo di Cristo, e facciamo parte del Popolo di Dio. Noi abbiamo una intrinseca dignità perché Dio ci ha creati, Cristo è morto per noi, e siamo stati battezzati, facendoci tempio dello Spirito Santo, e canali attraverso cui l'amore di Dio diventa visibile. Per questi motivi, è nostro diritto, nostro privilegio e nostro dovere vivere la vita sacramentale della Chiesa, così che possiamo diventare più potenti strumenti dell'amore di Dio per tutte le genti"

(dalla Premessa alla Dichiarazione sugli scopi di Dignity Associazione di cattolici gay e lesbiche - Los Angeles - 1973)

 

Criteri di discernimento vocazionale di persone a tendenza omosessuale per l'ammissione al seminario e agli ordini sacri (2005)

Sempre nostri figli Un messaggio pastorale ai genitori di figli omosessuali e suggerimenti ai collaboratori pastorali (1997)

- La Pastorale nei confronti degli omosessuali a Innsbruck (1998)

 

DIRITTI NEGATI

bandiera arcobaleno

"Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione." (Art. 2 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - 1948)

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." (Art. 3 della Costituzione Italiana - 1948)

 

PUBBLICITÀ PROGRESSO

Dio non odia chi è gay

 

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SUGAR BABY LOVE

Il video racconta con ironia il percorso sentimentale di un ragazzo diventato uomo, che, dopo aver scoperto di essere Gay, vive la sua identità sessuale benchè vittima di alcune disavventure ... 

 

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