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Dio della Bibbia

Post n°123 pubblicato il 08 Marzo 2010 da Piero_Calzona
 

Dio della Bibbia

Se Dio è stato l’ispiratore delle Sacre Scritture allora siamo proprio nei guai!

...

Tutta la Bibbia non è altro che una fusione di episodi fantasiosi, con aggiunte, correzioni, censure e contraffazioni cui furono costretti a ricorrere i religiosi per ovviare a tutte quelle inesattezze e contraddizioni che emerge­vano da una storia che era completamente inventata e improvvisata, e conti­nuamente soggetta alle continue critiche della ragione e del buon senso.

Sia il Concilio di Trento del 1545 sia il Concilio Vaticano I del 1870 hanno stabilito che il Vecchio e il Nuovo Testamento siano da ritenere sacri, canonici e divinamente ispirati.

Questi testi dovrebbero pertanto non solo essere esenti da errori, ma ispira­ti ai valori più autentici della fede cristiana: amore, salvezza e perdono. Sono tuttavia diffusi i passi in cui tali ideali sembrano disattesi. Questo Dio che vie­ne proclamato come essere perfetto, onnisciente e onnipotente, nei fatti risulta essere ben altro: un Dio che spesso sbaglia, partecipa alle battaglie, “visita” le donne sterili, fa a cazzotti con gli esseri umani, punisce con la morte.

 

Ecco solo alcuni episodi tratti dalle Sacre Scritture

 

Genesi 12,10

Abramo, insieme alla moglie e suo nipote Lot, scappati da Canaan per la carestia vanno in Egitto sperando di trovarvi condizioni di vita più accettabili. Entrando in Egitto, Abramo, convinto che l'avvenenza della moglie Sara avrebbe di certo conquistato il Faraone, le suggerisce di presentarsi agli Egiziani come sua sorella. Sara fu pertanto presa come com­pagna dal Faraone, con l'assenso di Abramo, che ricevette in compenso pecore, buoi, asini, cammelli e servitori.

 

Genesi 19,1-30

Rifugiatesi in una caverna presso la montagna di Zoar, le figlie di Lot fecero bere del vino al padre con l'intento di avere con lui rapporti di natura sessuale così da dargli una discendenza; perciò giacquero con lui, una per notte. A seguito di quel rapporto incestuoso col padre, concepirono due

figli. La maggiore partorì un figlio che chiamò Moab, che fu il padre dei Moa­biti, e la più piccola partorì un figlio che chiamò “Figlio del mio popolo”, che fu il padre degli Ammoniti. Tutto questo con la benedizione del Signore!

 

Genesi 29,18

Giacobbe chiese in sposa a Labano la figlia Rachele. Il padre Labano acconsentì a una condizione: Giacobbe avrebbe dovuto prima lavo­rare sette anni a suo servizio. Dopo che Giacobbe ebbe lavorato per sette anni, chiese ancora in sposa Rachele e stavolta vi riuscì. Fu celebrato il matrimonio e Giacobbe la stessa notte, preso dal trasporto amoroso, non si accorse che Labano aveva scambiato le figlie: Giacobbe si unì quindi non con Rachele ma con la sorella maggiore di questa, Lea. Al mattino seguen­te, accortosi di questo errore, infuriato si recò da Labano per reclamare la propria sposa Rachele, ma questi rispose che Lea, per diritto di età, doveva avere priorità su Rachele nel contrarre matrimonio: per avere Rachele avreb­be dovuto lavorare per altri sette anni. Giacobbe acconsentì e così dopo il tempo previsto poté finalmente avere Rachele come moglie, trovandosi in una condizione di bigamia. Da Lea ebbe 4 figli. Rachele era invece sterile; al fine di avere una discendenza accettò che il marito si unisse alla serva Bilia, da cui nacquero due figli. Anche Lea, divenuta nel frattempo sterile, desiderando avere altri figli diede a Giacobbe la propria serva Zilpa e da quest'unione nacquero altri due discendenti.

Cosa dire? Beato Giacobbe che si trovò due mogli e due amanti autorizzate.

 

Genesi 32,23

In questo passo tocchiamo l'apice delle assurdità: Giacobbe che fa a cazzotti direttamente con Dio.

Durante una notte Giacobbe prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici figli e partì; improvvisamente si trovò a lottare con uno sconosciuto. Poiché non riusciva a batterlo chiese almeno la benedizione. E questi lo benedisse per il fatto che si era comportato da guerriero e da uomo di lotta. Questo lottatore sconosciuto era Dio e questo passo fu inventato per infon­dere nello spirito degli Ebrei il culto della lotta e l'ansia del riscatto. Certo, siamo al colmo dei colmi. Questo passo potrebbe risultare un po' banale se non offensivo nei confronti di Dio a cui si fa recitare la parte di un pazzoi­de che va in giro di notte ad aggredire la gente.

 

Genesi 38,6

Giuda fece sposare il figlio Er con la bella Tamar. Essendo Er un perverso, il Signore lo fece morire. Allora Giuda invitò l'altro figlio Onan a unirsi con Tamar, affinché ci fosse una posterità per il fratello mor­to. Ma Onan, non volendo ingravidare Tamar, ad ogni incontro disperdeva il proprio seme; per questo il Signore decise di punirlo con la morte. Allora Giuda promise a Tamar che quando il terzo figlio sarebbe diventato adulto lo avrebbe avuto come sposo. Però Giuda non mantenne la promessa e Tamar per vendicarsi ingannò Giuda con un travestimento, facendosi ingra­vidare e dando alla luce due gemelli.

 

Esodo 13,1

II Signore ordinò a Mosè di consacrargli, oltre ai migliori capi di bestiame, anche i primogeniti: “Il primo parto di ogni madre tra gli Israe­liti, di uomini o di animali, esso appartiene a me”. Già Abramo, per obbe­dire a un ordine divino, era stato disposto a sacrificare il figlio Isacco, poi salvatosi perché sostituito con una vittima animale. Il sacrificio umano era pertanto contemplato nelle pratiche cultuali degli Ebrei (vedi anche Esodo 20: “Dirai agli Israeliti che chiunque tra di essi sacrificherà qualcuno dei suoi figli a Moloch, dovrà essere messo a morte per lapidazione”), probabile retaggio di culti preesistenti, quali il culto di Astarte e di Moloch. Al momento di imporre l'adorazione di una divinità unica gli scrittori della Bibbia non poterono non includere episodi che rassicurassero il popolo ebreo circa la possibilità di continuare a praticare gli antichi riti sacrificali.

 

Deuteronomio 22,13

Viene prescritta la lapidazione per qualunque donna trovata dal marito non vergine.

 

Numeri 5,11

“Se un uomo dubiterà della fedeltà della moglie, la condurrà dal sacerdote con un'offerta di due chili di farina d'orzo; se lei ha giaciuto con un uomo le si gonfi il ventre e avvizzisca il sesso.”

Se Dio avesse dato realmente quest'ordine avremmo chiese piene di fari­na e moltissime donne col ventre gonfio. Questa è la dimostrazione che non può essere stato Dio a far scrivere queste cose.

 

2 Samuele 16,22

II re David andò a letto con la moglie del suo capitano Uri. Per punizione, Dio fece morire il bimbo innocente, nato da questa relazio­ne, e lanciò contro le dieci mogli di David una maledizione: sarebbero sta­te stuprate da un parente prossimo. Così un mattino Assalonne, suo figlio, fece salire queste donne nude su un terrazzo e, in presenza della piazza affollata e sbigottita, le violò una dopo l'altra.

Cosa c'entravano queste sventurate con l'abuso fatto da David?

 

2 Samuele 7,16

Dio promette solennemente: “La sua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a lui e il tuo trono sarà reso stabile per sempre”. Ebbene, la storia ci insegna proprio il contrario: Dio nella Bibbia ci ripete che sterminerà i nemici d'Israele, invece questi si dimostreranno più forti di Lui, tanto da distruggere ripetutamente Gerusalemme e il suo tempio.

 

Levitico 1,14

“Non mi offrirete nessuna vittima malata o con i testicoli ammaccati, o tagliati. Se l'olocausto è fatto d'uccelli preferisco colombe o tortore e dopo che il sacerdote li pulirà saranno messi sulla brace dove sarà cotto a fuoco lento.”

 

Giudici 19-20

In questi versetti troviamo un altro episodio analogo a quello di Lot. Un viandante si recò con la propria consorte a Gàbaa, dove venne gentilmente ospitato da un vecchio levita del paese. Di notte la casa fu cir­condata da alcuni abitanti, i quali chiesero al padrone di consegnare loro l'o­spite perché abusassero di lui. Il vecchio rispose di lasciare in pace l'ospite, offrendo in cambio la propria figlia ancora vergine. Questi energumeni rifiu­tarono e il viandante offrì la propria concubina. La donna subì violenza tut­ta la notte e al mattino il marito la caricò sul mulo e la portò via. Giunti a casa, il marito si munì di coltello e, afferrata la concubina, la tagliò membro per membro in dodici pezzi, che poi spedì per tutto il territorio di Israele.

Poiché gli israeliti rimasero sbigottiti da questo delitto, chiesero spiega­zioni dell'accaduto al vecchio levita. Questi rispose: “Io ero giunto con la mia concubina a Gàbaa di Beniamino per passarvi la notte. Ma gli abitanti di Gàbaa insorsero contro di me e circondarono di notte la casa dove stavo; volevano uccidere me; quanto alla mia concubina le usarono violenza fino al punto che ne morì. Io presi la mia concubina, la feci a pezzi e li mandai per tutto il territorio della nazione d'Israele, perché costoro hanno com­messo un delitto e un'infamia in Israele.”

Il popolo, preso per buono quanto sentito, adirato mosse guerra contro Gàbaa. Gli ebrei subirono oltre cinquantamila morti e decisero di ritirarsi dal­l'assurda guerra. Ma il Signore Iddio disse loro di continuare la guerra, per­ché lui era dalla loro parte.

E c'era proprio bisogno di far morire cinquantamila esseri umani?

Il vecchio levita disse una bugia agli Israeliti, quando spiegò loro che non era stato lui a offrire la propria concubina, ma che questa era morta per mano degli assalitori. Dio si è fatto complice di questa bugia e per di più ha incitato alla guerra il suo popolo, stremato dalle difficoltà e dalle perdite umane.

 

Può mai essere questo l'atteggiamento di un Dio buono? Si può concepire un Dio così crudele? Possiamo credere ancora a queste favole?

 

Bibliografia:

L'invenzione delle religioni - di Nello Spirosa

La Bibbia - Edizioni Paoline

 

 

 
 
 
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