Creato da Red1dgl il 28/03/2006

DUE DI DUE

"...la prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due cosi' magri e perplessi ,cosi' provvisori nelle nostre vite da stare a guardare come spettatori mentre quello che ci succedeva intorno entrava a far parte del passato. Il ricordo che ho del nostro primo incontro e' in realta' una ricostruzione ,fatta di dettagli cancellati e poi modificati . In questo ricordo io sono in piedi al lato della strada ho le mani in tasca e il bavero del cappotto alzato e cerco di assumere disperatamente un senso di non appartenenza al mondo . Ma ho 14 anni ed odio i vestiti che indosso , odio il mio aspetto in generale , e l'idea di essere qui in questo momento..."

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SCUSA MA TI CHIAMO AMORE

Post n°396 pubblicato il 31 Marzo 2007 da Red1dgl
 
Tag: Libri

immagine

Ho appena finito di leggere il nuovo romanzo di Moccia. A parte la consistenza che rende difficoltosa la lettura, 670 pagine sono davvero troppe. Certo il sontuoso volume potrebbe favorire un diverso utilizzo del romanzo. Ho un amico che mi ha assicurato di essersi trovato molto bene quando lo ha utilizzato come sostegno per il suo portatile, favorendogli così una giusta visuale, avendo caricato sul suo pc il div-x del suo film preferito. Ma il vero motivo per cui 670 pagine sono troppe è un altro. Federico Moccia nelle sue pagine canalizza l'attenzione esageratamente sui cibi e sui locali dove i protagonisti del romanzo si recano. Il libro diventa così un'ottima guida per chi ama scoprire nuovi locali a Roma e soprattutto per sapere dove si mangia il pesce migliore. Non saranno delusi nemmeno gli amanti della frutta. C'è di che entusiasmarsi anche per i fans dei digestivi e del caffè. Insomma davvero pieno di dettagli culinari sto libro. Però uno dopo aver letto Tre metri sopra il cielo e Ho voglia di te, prendendo in mano questo Scusa ma ti chiamo amore e considerando le 670  pagine (662 per la precisione), si aspetta davvero un ottimo trattato sull'amore. Si aspetta di leggere le varie sfaccettature di questo sentimento in dettagliatissimi particolari. Soprattutto ci si aspetta un bel po' di pathos e di colpi di scena. O almeno emozioni forti. Niente di tutto questo. Moccia in questo libro cura quasi alla stessa maniera la descrizione di un'emozione provocata dal mangiare una spigola e quella causata dal sentimento dell'amore.
E quando secondo me c'erano da scrivere pagine e pagine sul fatto che Alessandro non fosse più innamorato della sua Elena, l'autore si limita a liquidare tutto facendo dire al protagonista del romanzo uno sbrigativo "non ti amo più". Così all'improvviso. Senza una spiegazione.
A parte la strana cura dei particolari questo libro è comunque piacevole anche se non all'altezza dei romanzi precedenti di Moccia.
Ma vale la pena leggerlo. Anche per commentare questo post e smentire tutto quello che ho scritto. immagine

 
 
 
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"Il tempo perso" di Jacques Prévert
 
 
 
Sulla porta dell'officina
 
d'improvviso si ferma l'operaio
 
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per osservare il sole
 
tutto rosso tutto tondo
 
sorridente nel suo cielo di piombo
 
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