Creato da Red1dgl il 28/03/2006

DUE DI DUE

"...la prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due cosi' magri e perplessi ,cosi' provvisori nelle nostre vite da stare a guardare come spettatori mentre quello che ci succedeva intorno entrava a far parte del passato. Il ricordo che ho del nostro primo incontro e' in realta' una ricostruzione ,fatta di dettagli cancellati e poi modificati . In questo ricordo io sono in piedi al lato della strada ho le mani in tasca e il bavero del cappotto alzato e cerco di assumere disperatamente un senso di non appartenenza al mondo . Ma ho 14 anni ed odio i vestiti che indosso , odio il mio aspetto in generale , e l'idea di essere qui in questo momento..."

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La tua poesia mi fa scaldare il cuore ed E dolcissima
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ce la stai facendo! :)
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potrei farcela!!!
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il 19/01/2012 alle 19:47
 
Grazie a...
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grazie... :) "Tutto dipende da te, da quello che sai...
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« QUELLO CHE NON...STUPORE E TREMORI - AMEL... »

IL FASCIOCOMUNISTA - ANTONIO PENNACCHI

Post n°413 pubblicato il 20 Aprile 2007 da Red1dgl
 
Tag: Libri

immagine

E' il 1962 e "Accio" ha 12 anni. E' in seminario - sognava di fare il missionario -

ma ora s'è stufato e vuole tornare a casa, a Latina. Lì, però, non lo accolgono

troppo volentieri: sette tra fratelli e sorelle, più un padre operaio e madre in

crisi di nervi. E allora scappa da casa, non va più a scuola, s'iscrive al MSI. Gira

con la catena sotto l'impermeabile, entra ed esce dalla questura, lo espellono

dall'MSI, entra nel Movimento Studentesco, diventa maoista...

***

è il primo libro che leggo di Antonio Pennacchi e mi ha sorpreso per quanto è bello,

scorrevole, divertente, violento, ideologico...in alcune pagine mi ha addirittura

ricordato alcune righe del romanzo DUE DI DUE di Andrea De Carlo (mi riferisco agli

scontri tra fascisti e comunisti)...

Antonio Pennacchi comunque in questo libro ha fatto solo metà del suo dovere

(riprendendo la frase che amava dire sempre la madre di Accio Benassi)...

oggi è in uscita al cinema anche il film tratto da questo libro, si chiama "MIO

FRATELLO E' FIGLIO UNICO" (il titolo di una canzone di Rino Gaetano) e tra gli attori

ci sono Elio Germano e Riccardo Scamarcio...

l'inizio del libro:

A un certo punto mi sono stufato di stare in collegio. Son andato da padre Cavalli e

gliel'ho detto: "Io non mi voglio più fare prete, voglio tornare nel mondo".
"Il mondo?"
"Voglio tornare a vedere come è fatto."
Lui non voleva crederci. Ha insistito in ogni modo: "Ma la tua m'era sembrata una

vocazione profonda. Ripensiamoci, magari è una crisi che ti passa. Chiediamo

consiglio al Signore, aspettiamo".
Io niente. M'ero stufato e basta...

alcune citazioni:

...Tutti mi volevano bene. Solo a pallone non mi voleva nessuno. Quando si facevano

le squadre i capitani - i migliori - sceglievano gli altri a turno, uno alla volta, e

io restavo sempre per ultimo: non mi voleva nessuno, nemmeno regalato. A dire il vero

restava pure Panzini, quello di Siena, e alla fine ci dovevano prendere solo perchè

glielo ordinava padre Tosi. Ma non ci volevano proprio. Il più delle volte, poi,

Panzini nemmeno voleva giocare, non gli piaceva. Allora io restavo dispari, ma volevo

giocare per forza - a volte, a occhi aperti, sognavo di diventare più bravo di loro e

scartarli tutti, ma non m'è mai riuscito - e alla fine facevano la conta per chi

dovesse prendermi e quello a cui toccavo protestava e voleva rifare: "Hai contato

male". Mi mettevano sempre a fare il terzino: "Non ti muovere da lì" mi ordinavano,

"e se arriva qualcuno con la palla buttalo per terra". L'arbitro era padre Tosi e una

volta che Donati fece una brutta entrata a metà campo - giuro che era proprio metà

campo - fischiò rigore. "Ma non si può fare, padre" strillava Donati. "Come non si

può fare?" diceva padre Tosi. "Io lo faccio".
"Ma non si può fare" insisteva quello, "lei mi può espellere ma non può dare rigore."
"Rigore!" continuava padre Tosi. "E poi ti espello pure." E Donati si mise a

piangere. Accucciato a ridosso della rete di recinzione, con la testa in mezzo alle

gambe. E non piangeva per l'espulsione, era un pianto contro il sovvertimento delle

regole: "Non può dare rigore" continuava a dire in mezzo alle lacrime. Chi glielo

avrebbe detto che vent'anni dopo la Juve, con Boniek, ci vinceva una Coppa dei

Campioni all'Heysel, per un rigore a metà campo? Donati starà a piangere ancora

adesso...

***

...A Gennaio - oltre al fatto che avevo compiuto diciotto anni - m'era pure

finalmente arrivata la lettera di convocazione per l'assise della commissione

nazionale di disciplina del Msi, che doveva esaminare il mio ricorso contro il

provvedimento d'espulsione. L'avevo aspettata per mesi, non vedevo l'ora che

arrivasse. Ma quando è arrivata non ci sono andato. Fino al giorno prima m'ero fatto

il piano di difesa: "Gli dico questo, gli dico quest'altro". Ma quando all'improvviso

è arrivato - era un venerdì - il sole splendeva e allora mi sono detto: "Quando la

rifà una giornata così? Meglio che vado a Milano". Non lo so che era successo, so

solo che quando sono arrivato su, da Francesca, le ho detto: "Non sono più fascista".
Lei era tutta contenta: "Sei diventato comunista?"
"No, anarchico."
"E' già qualche cosa."...


 
 
 
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LIBRI CONSIGLIATI

 

POESIA

"Il tempo perso" di Jacques Prévert
 
 
 
Sulla porta dell'officina
 
d'improvviso si ferma l'operaio
 
la bella giornata l'ha tirato per la giacca
 
e non appena volta lo sguardo
 
per osservare il sole
 
tutto rosso tutto tondo
 
sorridente nel suo cielo di piombo
 
fa l'occhiolino
 
familiarmente
 
Dimmi dunque compagno sole
 
davvero non ti sembra
 
che sia un po' da coglione
 
regalare una giornata come questa
 
ad un padrone?