Creato da erocold il 19/05/2009

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scritti e proscritti di poesia contemporanea

 

 

Adélia Prado, La Sposa di Dio.

Post n°61 pubblicato il 12 Luglio 2011 da erocold
 

adelia

Guida

 

La poesia mi salverà

Lo dico con disagio poiché solo Gesù

Cristo è il Salvatore, secondo quanto scrisse

un uomo­ – senza coazione alcuna-

dietro un crocifisso che portò come ricordo

Da Congonhas do Campo.

Eppure, lo ripeto, la poesia mi salverà.

Per mezzo suo comprendo la passione

che Egli ha sofferto per noi, morendo sulla croce.

Essa mi salverà, poiché il viola

dei fiori affacciato sulla siepe

perdona la ragazza  del suo brutto corpo.

In essa, la Vergine Maria e i santi consentono

al mio cammino apocrifo di comprendere la parola

attraverso il suo rovescio, di captare il messaggio

attraverso l’araldo, secondo come sono le sue mani e i suoi occhi.

Essa mi salverà. Non parlo ai quattro venti,

poiché temo i dottori, la scomunica

e lo scandalo dei deboli. Dio non lo temo.

Che cas’altro è la poesia se non il Suo Volto raggiunto

Dalla brutalità delle cose? 

 

De profundis

 

Quando verrà la notte e la mia anima ciclotimia

affonderà nei recessi dell’acqua senza porto,

salvami.

Quando verrà la morte salvami dalla mia paura,

dal mio freddo, salvami,

o dura mano di Dio con la sua frusta,

o parola inflessibile che mi ferisce il volto.  

 

I luoghi comuni

 

Quando l’uomo che avrei sposato

Venne la prima volta a casa mia,

stavo uscendo dal bagno, devastata

da angelismo e carenza. E tuttavia

lui mi guardò con occhi meravigliati

e strinse la mia mano più a lungo

di quanto facciano le persone

che si sono appena conosciute.

Non menzionò mai quel fatto.

Tuttora mi ama con amore

Fatto di lentezza, arrivi improvvisi.

Quando so che verrà,

chiudo la porta perché sia una sorpresa.

L’aprirò come fanno le spose

e le amanti. Il suo nome è:

Salvatore del mio corpo.

 

 

Adelia Prado Poesie a cura di Goffredo Feretto  F.lli Frilli Editori

 

Nata nel 1935 in Brasile, a Divinópolis, nello stato di Minas Gerais. Sposata, madre di cinque figli, ha pubblicato il suo primo volume di poesie, Bagagem [Bagaglio], nel 1976. Nel 1978 pubblica la seconda raccolta, O coração disparado [Il cuore accelerato], con il quale vince il Premio Jabuti, uno dei più prestigiosi del Brasile. Nel 1979 esordisce in prosa con l'opera Solte os cachorros [Sciogli la lingua], seguita da Cacos para um vitral [Tessere per una vetrata] e, nel 1984, Os componentes da banda [I componenti della banda]. Nel 1987 pubblica la raccolta poetica O pellicano [Il pellicano], seguita, l'anno successivo, da A faca no peito [Il coltello nel petto]. Nel 1991 esce la prima edizione della sua Poesia reunida [Tutte le poesie]. Nel 1994, dopo un lungo silenzio poetico, pubblica O homen de mão seca [L'uomo con la mano secca]. Nel frattempo alcune sue opere vengono adattate e rappresentate con successo a teatro. Nel 1999 escono, contemporaneamente, i libri Manuscritos de Felipa [Manoscritti di Felipa], Oráculos de maio [Oracoli di maggio] e il volume della sua Prosa reunida [Tutta la prosa]. Nel 2002 esce il libro di racconti Filandras [Filandre].
Nel 2004 viene pubblicata la ventesima edizione del suo libro d'esordio, Bagagem.

 
 
 

CIAO VITTORIO

Post n°60 pubblicato il 20 Aprile 2011 da erocold
 

vittorio

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese

 

 
 
 

MARE DENTRO

Post n°59 pubblicato il 11 Aprile 2011 da erocold

MARE

Lo Spatriato

 Lo hanno portato via
dal luogo della sua lingua.
Lo hanno scaricato male
in terra straniera.
Ora, non sa più dove sia
la sua tribù. È perduto.
Chiede. Brancola. Urla.

Peggio che se fosse muto.

Giorgio Caproni

 
 
 

AUGUSTO DOS ANJOS; "IO PORTO CARAVAGGIO DENTRO".

Post n°58 pubblicato il 15 Febbraio 2011 da erocold

ca

Versi Intimi

Vedi?! Nessuno assistette alla tremenda
sepoltura della tua ultima chimera.
Soltanto l'ingratitudine - questa pantera –
fu la tua inseparabile compagna!

Abituati al fango che ti aspetta!
L'uomo, che, nella miserabile terra,
tra le belve dimora, ineluttabile
sente l'esigenza di essere altresì fiera.

Prendi un fiammifero. Accendi la tua sigaretta!
Il bacio, amico, è la vigilia di un insulto,
la mano che carezza è la stessa che si scaglia.

Se qualcuno si dà tuttavia pena per la tua piaga,
lapida quella vil mano che ti carezza,
sputa in quella bocca che ti bacia!

(Tratto da “Augusto dos Anjos”, rivista “Tam tam”, Dicembre 2004, traduzione di Enrico Pietrangeli)

 

 
 
 

NIKKI GIOVANNI; ORGOGLIO SENZA PREGIUDIZIO

Post n°57 pubblicato il 10 Febbraio 2011 da erocold

lecca

l'età adulta       (per claudia)

mi chiedevo come sarei diventata

 quand'ero piccola a indianapolis

e sedevo sulla veranda del dottore con le future debuttanti

(chiedendomi se mia zia mi avrebbe trascinato in chiesa domenica)

 niente aveva senso di me

e mi chiedevo se la vita

mi avrebbe poi dato un senso

trovai nuova vita nell'isolarmi da tutto ciò

che non corrispondeva alla mia immagine

 

quando diventai più grande sedevo

sulle scale a parlare con il figlio

del professore di ginnastica dagli occhi a pescemorto

parlavamo dell'assoluto, l'essenza dell'universo

(e altre cazzate)

riconoscevo la mia totale impotenza

 

ma poi andai all'università e imparai

che proprio perché tutto ciò che ero era irreale

potevo essere reale davvero e non reale nel ritrarmi

in pasticci emotivi o in pretese intellettuali da borghesia nera

 

ma avrei potuto aver vita

impegnandomi in cose prossime alla realtà

cosi emozioni catatoniche e futili giochi sessuali

furono sostituiti da impegni funzionali alla logica

alla necessità e la zona grigia lentamente s'incupì

in una cosa nera

per un po' il progresso fu accompagnato da un certo grado

di felicità scrissi un libro mi innamorai

organizzai un teatro feci persino delle conferenze

sulla storia Nera

cominciai a credere che tutti i buoni potevano unirsi

e vincere senza spargimento di sangue

poi

hammarskjold fu assassinato

e lumumba fu assassinato

e diem fu assassinato

e kennedy fu assassinato

e malcom fu assassinato

e evers fu assassinato

e schwerner, chaneye goodman furono assassinati

e liuzzo fu assassinato

e stokeley fuggì

e leroi fu arrestato

e pollard,thompson e cooper furono assassinati

e king fu assassinato

e kennedy fu assassinato

e io talvolta mi chiedo perché non sono diventata una debuttante

che siede in veranda e va a messa, e pensa solo

al trucco se regge

o uno spostato che parla delle stelle e della luna

invece di una donna nera che deve provare

e infliggere

dolore

sognavo sogni militanti

sogni di conquistare
l’america per mostrare
a quel branco di bianchi come si doveva
fare
sognavo sogni radicali
di come far saltare tutti per aria con la mia facoltà
percettiva di analisi azzeccate
pensavo infatti di essere io la persona
che fermava le rivolte e negoziava la pace
poi mi sono svegliata e accorta
che se facevo sogni naturali
di essere una donna naturale
che fa tutto ciò che fa una donna
quando è naturale
avrei fatto una rivoluzione

Traduzione di Adoardo Piazza Niccolai

 

Nikki Giovanni è nata nel 1943 a Knoxville, Tennessee, la famiglia si spostò a Cincinnati, nell’Ohio, in agosto del medesimo anno. Le sue poesie apparse nei tardi anni sessanta, la piazzarono tra i migliori esponenti del “Black Rights Movement” (movimento politico/letterario lanciato da un gruppo di Negri americani). Ha pubblicato dodici libri di poesia, fra i quali Black Feeling Black Talk/Black Judgement (Sentimenti negri parole negre/giudizi negri), Re: Creation (Ri: creazione), My House (La mia casa), The Women and the Men (Gli uomini e le donne), Cotton Candy On A Rainy Day (Zucchero filato in un giorno di pioggia) e Those Who Ride the Night Winds (Coloro che galloppano sui venti notturni). Ha scritto due volumi di saggistica: Sacred Cows…and Other Edibles (Mucche Sacre …e altri commestibili), Racism 101 (Razzismo 101) come pure due libri di colloqui, A Dialogue: James Baldwin and Nikki Giovanni (Un dialogo: James Baldwin e Nikki Giovanni), e A Poetic Equation: Conversations Between Nikki Giovanni and Margaret Walker (Equazione poetica: conversazioni fra Nikki Giovanni e Margaret Walker). È docente di inglese alla Virginia Polytechnic.


  

 

 

 
 
 
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