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Un blog creato da simurgh2 il 29/04/2010

Invidio il vento

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ALMOST BLUE-CHET BAKER

 

 

"In un mondo senza malinconia gli usignoli si metterebbero a ruttare"
(E. Cioran) 

 

Non so se quello che faccio possa chiamarsi "scrivere". Piu che altro confeziono dei brani che possano servirmi a riempire dei buchi (H. Murakami)

 

Messaggi di Maggio 2012

Seamus Heaney

Post n°457 pubblicato il 31 Maggio 2012 da simurgh2
 

Seamus Healey, disegnato con un'occhio chiuso. Come altri che ho fatto, sarà una cartolina da spedire. Bisogna chiudere un'occhio a volte, nella vita, per vederci meglio, per non distrarre lo sguardo, per prendere la mira.
Seamus Healey era uscito allegato al Corriere un paio di giorni fà per la collana "Cento anni di poesia". Non lo conoscevo. Mi ha incantato. La prima cosa adesso che faccio è aprire a pag. 88 poi, come fosse un oracolo cerco interpretazioni che mi contemplino. Questa sotto è una prosa. Ho beccato questa. Tutto il resto sono poesie di "District e Circle"

 

Alte Dame

" Anche se li chiamavano "gli zingari", lo sapevamo che gli zingari propriamente erano un'altra razza. Abitavano la terra di eros, scorta solo occasionalmente quando il circo piazzava le sue ruote su un campo e una chiaroveggente, avvolta in sete e perle, si chinava verso di noi dalla porta sul retro del carrozzone. Quelli che allora chiamavano "gli zingari" ora li chiameremmo nomadi, anche se a quel tempo e in quel luogo "tinker" era un termine onorevole che indicava lattonieri, calderai, proprietari di pony, presenze regolari sull'uscio di casa, occupanti del suolo pubblico. Meravigliose donne veraci avvolte in scialli di lana [..] i loro cesti ricolmi di colorati fiori di legno, il loro parlato cadenzato sulla richiesta di elemosina, sempre la stessa richiesta senza posa con tutta la capacità di resistenza di un cantore. Battendo le strade alla spicciolata, i bambini in braccio o alle calcagna. Squaw dei fossi, al passo con le "alte dame" di Yeats che passeggiano per Avalon.
Li incontravi in pieno giorno, intenti nei loro consueti traffici, eppure c'era sempre come la sensazione che ti venissero incontro da una qualche fiaba. Uno dei loro uomini sulla strada con un pezzo di cavezza, tu diretto a scuola, lui che emanava odore di fumo e che ti chiedeva se avevi visto un vecchio cavallo da qualche parte dietro la siepe. [..]
Ogni volta che approdavano in zona, c'era un non so che di straordinario nell'aria, come se un cancello fosse stato lasciato aperto nella consuetudine del vivere, come se qualcosa potesse entrare e uscire."

(Seamus Heaney, pag. 88)

 

 Da un'altra parte
 in quell'ora aprivano quel libro
 e pagina 88 era staccata
 e dal libro aperto pareva
 un colpo di scialle
 come cancello lasciato aperto, chiude
 per tenersi dentro qualcosa
 che non vorrei uscisse mai
 come ti volasse dentro una tincher
 e c'era qualcosa di straordinario nell'aria
 come quel circle
 il cerchio che chiude
 nel piccolo villaggio
 l'arrivo deli "zingari"
 quasi fossero le alte dame di Yeats
 a passeggio per Avalon
simurgh

 

Talijanska - Goran Bregovic

 
 
 

Crevalcore

Post n°456 pubblicato il 29 Maggio 2012 da simurgh2
 

Tom Waits - Gavin Bryars
Jesus' blood never failed me yet

Non esiste il male
Esiste Dio
che ogni tanto si ubriaca
(Tom Waits)

 

Crevalcore, come una crepa o cosa che ti cava il cuore;
Crevalcore.
E' successo ancora, nuovamente
che la gente muore
Ed ha sempre un'eco
che si divincola tra fatalità e dolore
Poi, la gente, come stamattina
normale
lavorava
Faceva come quelli che sono di Crevalcore.
Fanno, brigano
prendono il caffè sulla piazza
portano il bambino a scuola
buttano fuori le lenzuola dal balcone, che c'è il sole
a prender aria.
Cose cosi insomma.
Poi stamattina son venuti giu da sopra
La Paola ha fatto un gesto con la mano
mentre la Merchiori correva fuori
Stavano la sul piazzale a guardare, non so perchè
il cielo.
Poi ho sentito: terremoto. Ancora. Anche quà.
Morti là.
"C'e' ruggine in cielo al boato
sangue di scolo gia sette son morti"
il messaggio che ricevo a quell'ora. 
Conosco della gente la. Il telefono non prende.
La gente al bar ne parla.
La tv accesa. Pausa pranzo.
11 morti.
Sarebbe stato cosi anche là, a Crevalcore.
Quando la normalità s'interrompe
Quando poco più in là tutto è normale
Quando la normalità si interrompe
c'è come una sospensione del futuro
La normalità viene tradotta in un'altra lingua.
Osservare oltre i limiti della normalità,
lì dove uno direbbe che ormai non può esserci più niente,
riconoscendo in quel “guardare più in là del necessario”
la chiave di lettura dei destini individuali.
Cosa ci separa da quel dolore che agl'altri non si nega? 
“ci annoiano il proteggerci e il prevenire e lo stare all’erta,
e a tutti noi piace gettare lontano lo scudo
e marciare leggeri brandendo la lancia come un ornamento”.
Cosi, al bar in pausa pranzo
guardavo la vetrinetta dei tramezzini
Poi ho preso una piadina
con dentro delle verdure
del formaggio tenero.
Ce n'era una sola.
Ho preso quella perchè è romagnola la piadina.
A me sembrava di esser l'unico a voler cosi mostrare vicinanza.
Non so se va bene prenderla a questo modo.
Che la normalità mica sai quando muore
quando le cose cambiano e crolla tutto e la gente muore.

allora stai con chi scuote
perche' gli trovi dentro la grazia I'll garbo
A misura I'll silenzio d'epifania unheimlich....
C'e' questo confine di centochiodi
a chiudere I'll cerchio la condivisione
 

XXIX a. C.
  

 
 
 

Narimi

Post n°455 pubblicato il 28 Maggio 2012 da simurgh2
 

Rileggo delle pagine di "Lo stesso mare" di Amos Oz 
Cambio qualcosa nel trascriverle.

Un uomo solo seduto in cucina
Gomiti sul tavolo appoggia il mento sui palmi  
lo sguardo contempla perso in pensieri
una foto sulla credenza
Una foto in piedi di lei
Capelli nocciola raccolti sul capo
Gli occhi già un pò troppo rotondi
e forse per questo il suo viso esprime qualche stupore
un dubbio o una domanda: e allora, in fondo? Cosa?
Lui immagina allora anche se non si vede
ma ricorda l'effetto di quella peluria sulla nuca scoperta
Una peluria profumata,  soffice trasparente
Nella fotografia che c'e in camera da letto
ha presente sua moglie In quella ha un'aria diversa
Due piccoli orecchini l'ombra di un sorriso timido
che un pò chiede un pò promette.
Come una proroga: non ora.
Poi, tutto quello che vorrai
Erano fidanzati ancora in quella foto
Ricorda
Non ora gli aveva detto
Poi
Poi intendeva quando saremo sposati
Tutto quello che vorrai Tutto quello che vorrai
Poi
Fuori intanto un usignolo cantava
Narimi avrebbe detto sua moglie che quello era il suono del suo verso
Lui non sapeva.
Non aveva fatto in tempo a dirglielo.
Quella notte. 
L'aveva sentivo Nadia, sua moglie, la notte prima di morire
Rimani.
Rimani.

Narimi compare per la prima volta in questo post
http://blog.libero.it/simurgh/11169547.html

 
 
 

Il nuotatore

Post n°454 pubblicato il 24 Maggio 2012 da simurgh2
 

 

Ogni tanto mi torna, questo racconto di Cheever: "Il nuotatore".
Una quindicina di pagine al cloro delle piscine che attraversa, passando da una all'altra, saltando siepi, attraversando giardini e strade. L'ho letto bevendo una Tennent's, al Long Island una sera. L'avevo letto in altro modo da questo, recente.

L'incipit che ho scelto è questo 
" Gli sembrava di vedere, con occhio da cartografo, il dispiegarsi delle piscine, quel corso d'acqua quasi sotterraneo che si snodava attraverso la contea. Aveva fatto una scoperta, aveva dato un contributo alla geografia moderna e quel corso d'acqua l'avrebbe chiamato Lucinda, col nome di sua moglie. Non era uno che amava particolarmente gli scherzi, ne era buffone ma era volutamente orginale, e si considerava, in generale e modestamente, un personaggio leggendario. Era una bella giornata, e gli sembrava che una lunga nuotata ne avrebbe esaltato la bellezza" pag 12

"Quando Lucinda gli domando dove stava andando, le rispose che sarebbe tornato a casa a nuoto" pag 13

" L'impresa di avventurarsi verso casa seguendo questa insolita rotta gli dava la sensazione di essere un pellegrino, un esploratore, un uomo del destino, e sapeva che sul percorso avrebbe incontrato molti amici, tutti amici assiepati lungo il fiume Lucinda"

8 e passa miglia da percorrere, 16 piscine da attraversare. Attraversa, in questo modo parte della sua vita. Ritrova ex amanti, il bere smodato, un temporale, tavoli abbandonati e imbanditi dopo una festa.
Ciò che mi colpisce di più è questo impulso dell'uomo maschio di compiere l'impresa. Questo bisogno di epopea, di lasciare un segno grandioso su una vita, altrimenti vista come avvilente. Una sorta di riscatto. Simbolico, allusivo, una sorta di piccola, personale odissea, il viaggio, il ritorno a casa, dove non troverà piu nessuno, abbandonata da tempo, disabitata, l'inganno.
Con lui poi invece, condivido compassione. Gli sconfitti di Cheever, cosi come quelli di Carver, un nuovo umanesimo. Una tenerezza infantile, una disperazione che è psicotica.

 

Un'essenza non vera, la necessità del riscatto
Attraversare un mare inesistente
alla ricerca di un sollievo
alla ricerca di un verbo da compiersi,
un sillabario antico
da cui sei stato estromesso, senza più scuse.
Precipitare cosi,
privi di memoria,
in un fluido al cloro indistinto
Non offrirà riparo, ne infine riscatto.
Resterà un male deprezzato.
Un tuffo disperato dentro di sè.
Una piscina vuota dove sbattere sul fondo.
La vita è un fiume che sfocia e in un mare si perde.
Bracciate che spingono ancora piu lontano
chi fugge,
credendo di tornare.
ad un tempo impronunciabile e innumerabile
e sei un uomo perso
anche se hai una mappa
un fiume che ti porta verso casa
Resti un uomo in mutande

(simurgh) 

 

Una esauriente recensione
http://www.carmillaonline.com/archives/2009/06/003092.html  

Un sunto
http://www.railibro.rai.it/recensioni.asp?id=286 

 

 
 
 

The Reflecting Pool - Bill Viola

Post n°453 pubblicato il 22 Maggio 2012 da simurgh2
 

In realtà volevo dire de "Il nuotatore" di John Cheever.
Per analogia con l'acqua e la piscina mi si impone un saggino straordinario di Antonella Anedda, avuto in regalo tempo fà: "La vita dei dettagli".
C'è un modo del guardare che si rivolge al "sentire", nel mio caso funziona per fulminazioni, invoca il dettaglio e lo sperdimento e finisce per essere arbitrario ma, con questo, spalancare infinite porte; almeno pare a me.

"Lo sguardo non riunisce ma scompone. Libera dettagli.. e lascia che questi diventino altro. La storia non viene raccontata, ma solo resa possibile. L'enigma del riconoscimento in fondo è quello di una realtà della quale dubitiamo, per questo può ferire, per questo può consolare. Spesso, come tutte le cose del mondo, dipende dalla luce". Scrive nell'introduzione la Deledda.

 

"Questo è il dettaglio di un video che potrebbe essere raccontato nuotando. Amo nuotare lentamente con qualcuno e parlare lentamente immergendo alternativamente la guancia a sinistra e a destra. Trattengo l'aria, l'acqua e le parole. Tra le mie frasi e gli abissi c'è lo stesso dialogo dei vivi con i morti. Nulla di cio che vive sotto l'acqua respira a lungo sulla terra, nulla di umano vive a lungo sott'acqua. 
    Se mi distraggo e tu ti allontani, il mare mi riempie le orecchie, le labbra, il naso. Gli occhi si accecano, il sale si fissa in gola come calce accesa.
    Immagina i morti come creature ormai marine che cerchino di oltrepassare la parete dell'acqua e poi ritornino di nuovo dalla vita delusa come risacca.

(Antonella Anedda - La vita dei dettagli)

Bill Viola - The reflecting Pool 

  

 
 
 
 

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SAINKTO NAMTCHYLAK

 

I LIBRI SUL COMODINO

-Rilke - Tutte le poesie - Einaudi
-J. Franzen- Zona disagio-
-Jennifer Egan- Il tempo è un bastardo
-Tabucchi- Racconti con figure
-David F. Wallace- Tutto e di piu
-Ingo Shulze-Zeus e altre storie semplici 

 

Chi viaggia odia l'estate. L'estate appartiene al turista. Il viaggiatore viaggia da solo e non lo fa per tornare contento. Lui viaggia perchè è di mestiere. Ha scelto il mestiere di vento. (Mercanti di Liquore)