Ad occhi chiusi...*Regalami un sorriso* |

Ad occhi chiusi dipingo la mia vita,
di tutti i colori dell'arcobaleno.
Ad occhi chiusi posso sognare...

*DI ME*
"Per la prima volta ho incontrato qualcuno che cerca le persone e vede oltre. Può sembrare banale, eppure credo che sia profondo. Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all'incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell'altro guardiamo solo noi stessi, che stiamo soli nel deserto, potremmo impazzire. (...) Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno."

*TO READ*
*MY IPOD*
*BE HAPPY*
Ricetta per la Salute
Vivi la tua vita.
Dai ascolto alla tua splendida intelligenza interiore.
In essa è contenuto il programma per essere veramente te stesso.
In un senso mistico, il seme da cui sei cresciuto conteneva il progetto
del tuo sviluppo fisico, intellettuale, emotivo e spirituale.
Lascia che questo evento si realizzi pienamente; cresci e fiorisci.
Fà che la gioia ti guidi e sii ciò che vuoi essere.
(Bernie Siegel "Amore, medicina e miracoli")
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Post n°693 pubblicato il 17 Novembre 2009 da Stellina_IO
Il romanzo inizia raccontando la tranquilla vita di Edoardo e Carlotta. Si erano innamorati da giovani, ma poi le famiglie avevano deciso che si sarebbero sposati con altre persone molto ricche. Una volta rimasti entrambi vedovi i due si sposano. Abitano in campagna, in un castello circondato da un grande parco. Edoardo propone alla moglie di invitare al castello il capitano, vecchio amico di Edoardo, che li aiuterebbe a sistemare il parco, principale occupazione della coppia. Carlotta teme che una terza persona in casa possa rompere l'equilibrio finalmente raggiunto. Luciana, figlia del primo matrimonio di Carlotta, e Ottilia, figlia della sua migliore amica morta, sono in collegio. Le due ragazze hanno un carattere opposto: la prima è estroversa e trascinatrice, invece Ottilia è introversa e soffre. Carlotta vorrebbe ospitarla al Castello per aiutarla. Carlotta acconsente a che venga il capitano a patto che venga anche Ottilia. I quattro diventano inseparabili amici, ma piano piano si formano due nuove coppie: Edoardo con Ottilia e Carlotta con il capitano. Mentre Carlotta e il capitano sono persone mature e pragmatiche, Edoardo, pur non essendo più giovanissimo, si comporta ancora come un bambino viziato, come se non si rendesse conto delle conseguenze che potrebbero avere le sue azioni. L'interesse che Edoardo prova per Ottilia cresce con il tempo fino a quando i due si baciano nel giorno del compleanno di Ottilia. Nello stesso momento Carlotta e il Capitano vanno contro le loro reciproche proibizioni e si scambiano un bacio, ma si rendono subito conto che il loro amore non può sbocciare e quindi cercano di evitare che la situazione degeneri sia tra di loro che tra Edoardo e Ottilia. Il capitano si allontana dal castello avendo ricevuto da un amico di Edoardo un'interessante offerta di lavoro. Carlotta affronta Edoardo e gli comunica l'intenzione di mandare Ottilia da una sua amica in modo che ella possa essere introdotta nell'alta società e che loro possano tornare alla tranquillità coniugale. Edoardo, per evitare di allontanare Ottilia, decide di lasciare il castello informando la moglie che fino a quando Ottilia fosse rimasta lì, lui non l'avrebbe cercata, ma che se la ragazza avesse dovuto abbandonare la proprietà lui si sarebbe sentito libero di cercarla e corteggiarla. Edoardo parte senza salutare Ottilia. Ottilia soffre molto della sua mancanza e aspetta che Edoardo torni. Carlotta è molto dura con lei: non le spiega niente e non accenna mai a Edoardo. Edoardo vive qualche mese in una bucolica cascina sognando e sperando che Ottilia lo raggiunga poiché è la prima volta che lui ama, capisce che è quello il senso della sua vita. Edoardo scrive una lettera a Carlotta chiedendole il divorzio, Carlotta risponde di aspettare un figlio da lui. Edoardo vede infrangersi i suoi sogni e decide di arruolarsi, sperando di soccombere al più presto. Il bambino nasce, ma tutti notano che assomiglia al capitano e ad Ottilia e non a Carlotta e Edoardo. Quando i due coniugi lo concepivano in realtà sognavano di essere abbracciati ai rispettivi amanti. Edoardo al suo ritorno dal fronte crede di essersi guadagnato il diritto di prendersi Ottilia poiché non è perito, e non sopporta più ostacoli. Riesce a convincere il capitano del suo piano: il capitano sposerà Carlotta e alleverà il bambino, mentre Edoardo sarebbe partito con Ottilia. Manda il capitano nel castello a convincere Carlotta e mentre lo aspetta Edoardo non resiste alla tentazione di vedere Ottilia e la sorprende nel parco, che porta a passeggio il bambino di Carlotta. Edoardo le parla, le spiega il suo amore, i suoi piani, lei tentenna, poi si baciano appassionatamente e si lasciano con fatica. Sta imbrunendo e Ottilia deve tornare al Castello. Per accorciare il tragitto decide di attraversare il laghetto in barca e vogando le cade il bambino in acqua: riesce a tirarlo fuori subito ma è inutile, il bambino è morto. Ottilia ha degli enormi sensi di colpa e interpreta la tragedia come una punizione per aver amato Edoardo, un uomo sposato. Nonostante tutte le attenzioni di Edoardo ella si rinchiude in sé stessa e infine si suicida morendo di fame. Edoardo è sconvolto. Poco tempo dopo anche Edoardo si lascia morire e Carlotta ordina di seppellirlo accanto ad Ottilia. Il titolo del romanzo deriva da una caratteristica di alcuni composti chimici che pur se legati con un altro composto chimico in presenza di un terzo composto chimico tendono ad abbandonare il primo legame per formarne uno nuovo con il nuovo composto. Questo succede perché il composto di partenza ha un'affinità maggiore con la nuova specie chimica rispetto all'affinità che aveva con l'altro componente chimico. Il titolo utilizza un termine chimico per alludere chiaramente alle faccende amorose tra i personaggi. Infatti fin che erano soli il legame di Carlotta e Edoardo era stabile e saldo, ma con l'arrivo del capitano e di Ottilia il legame si rompe per permettere a Edoardo di unirsi ad Ottilia e a Carlotta di legarsi con il capitano. |
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Buongiorno People! Sono tornata! A dire il vero sono rientrata lunedì, ma ieri mi sono presa un giorno di riposo per recuperare le fatiche (ENORMI!!) e godermi mio figlio! Il Congresso è andato molto bene, nonostante i soliti imprevisti dell'ultimo minuto!!! Sono molto soddisfatta, soprattutto per l'affetto che mi è stato dimostrato, per la professionalità che mi è stata riconosciuta e per la capacità di essermela cavata in tantissime situazioni davvero critiche. Per incominciare, mercoledì appena atterrata a Fiumicino, la mia valigia era dispersa!!!! Non vi dico l'ansia: oltre a tutte le divise congressuali e gli abiti da sera, avevo imbarcato anche quei pochi gioielli che mi porto per queste occasioni. Per cui la prima giornata di congresso l'ho passata a sollecitare telefonicamente l'ufficio reclami per avere info in merito alla valigia.. "dispersa, atterrata, no - non è atterrata, ci scusiamo per l'erronea informazione", ect... Ma porc!!!! Alla fine, anche su consiglio delle mie amiche romane, alle 20.00 sono dovuta tornare al magazzino di Fiumicino per cercarla.. era su un carrello in partenza per non so dove!!! Dopo questa "serena" news, ho dovuto partecipare alla prima cena, organizzata in un posto davvero carino, sicuramente conosciuto dalle mie amiche blogger romane: "La Gattabuia". Posto accogliente e divertente, ho cenato divinamente e finalmente ho avuto modo di assaggiare le vere specialità della cucina tradizionale romana. In assoluto, ho scoperto di adorare la pasta alla Gricia, gli Scottadito e le Puntarelle!! Il giovedì è iniziato con un bel disagio organizzativo relativamente all'Esame IBO che dovevo seguire. Tra i mille problemi sorti, sono sopravvissuta, fino alla serata, quando ci aspettava un emozionante Concerto dedicato al Progetto Solidarietà (nel dietro le quinte, mi sono fatta quattro risate con Daniele Pecci, Veronica Maio, Manuela Arcuri e Fabrizio Frizzi!). A seguire, la Get Togheter, che ci ha un pò deluse per il catering...che non si è sprecato molto circa l'assortimento dei cibi. I problemi sono durati anche il terzo giorno, venerdì, ma ero rasseranata dal "giro di boa" verso il rientro. La cena sociale allo Spazio Etoile (una fantastica location!) è stata graziosa: ottima cucina, e tante risate durante lo spettacolo di Raoul Cremona. SABATO, finalmente, ha visto la chiusura di tutto, con i primi riscontri positivi che ci interessavano. Aereo di ritorno Fiumicino-Linate delle ore 21.00. Questa volta, la valigia c'era! Vi lascio con quella che ho deciso essere la colonna sonora di questi giorni trascorsi a Roma, ascoltata sul taxi, che attraversava le bellezze di Roma, bagnate dalla pioggia.. P.s: per le mie amiche blogger romane: mi spiace non avervi avvisate e sentite, ma non ce l'avrei fatta a dedicarvi nemmeno una serata! Spero per l'anno prossimo! Vi adoro amiche belle! |
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Arrivederci People a settimana prossima.. Roma mi aspetta...
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Questi sono giorni frenetici. In ufficio siamo sotto pressione... Il prossimo Congresso è alle porte, e quindi ci sono tutte le cose "finali" da fare. Ci sono giorni in cui non ho nemmeno il tempo di respirare. Che fatica! Per cui, dal 4 al 7 novembre sarò a Roma. Il primo Congresso da mamma.. lontano da mio figlio. A volte penso che non so se ce la farò. A non vederlo, abbracciarlo, baciarlo, coccolarlo, annusarlo, mangiarmelo di amore. Non so davvero se ce la farò. E non riesco a pensarci. Continuo a dire a me stessa che, data l'intensità del lavoro, i giorni voleranno. Ma so già che la sera, sotto le coperte, mi abbandonerò a dei grandi pianti liberatori... per tutto quello di cui sentirò la mancanza. Per questi giorni di assenza, ho pensato di scrivere una letterina al giorno, che lascerò da leggere a Riccardo. In queste letterine, gli racconterò cosa farò ogni giorno, oltre a qualche "attività" da fare con la nonna o con il papino...Tipo favole da ascoltare, filastrocche con cui scoprire il mondo, disegni colorati da guardare e attaccare nella cameretta... Così magari, mi sentirà più vicina. Ed io, forse, mi sentirò meno in colpa... |
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Post n°688 pubblicato il 23 Ottobre 2009 da Stellina_IO
Con questo primo libro,a metà tra il romanzo e il reportage, Roberto Saviano si propone un obiettivo semplice e ambizioso, ben sintetizzato da una frase di Hannah Arendt: "comprendere cosa significa l'atroce, non negarne l'esistenza, affrontare spregiudicatamente la realtà".
Questo non è certo un romanzo. E' una lucida rappresentazione di una realtà che sembra davvero aliena. Mi viene da chiedermi se sia davvero reale: è quasi troppo facile pensare che sia una esagerazione, e questo potrebbe aver salvato la pelle all'autore. E, sinceramente, ora NON sono più così fiera di essere ITALIANA... |
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...ieri è storia, (Dal film cartone "Kung fu Panda") |
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Post n°686 pubblicato il 15 Ottobre 2009 da Stellina_IO
Ieri sono stata al funerale della mamma di una mia amica, Renza. In realtà Renza è anche una "quasi parente" poiché è la moglie del cugino di mio marito. Ogni volta che partecipo a questi tristi eventi, oltre al profondo dolore che rivivo, ricompare quel rancore, nei confronti di Dio, che provai per la perdita di mio padre e che provo per tutte le persone care che chiama a sé. Il prevosto, durante l'omelia, ha detto che dobbiamo ricordarci che "i fiori belli non piacciono solo a noi, ma anche a Lui...". Io vedo che in questo mondo ci sono tante persone cattive e brutte che fanno SOLO del male. E restano qui, a perpetrare le loro malvagie azioni. E le persone belle, di cuore, che allietano le nostre vite, spesso devono soffrire atrocemente, prima di raggiungere la luce eterna. Non è giusto. Solo questo. Non è affatto giusto. Renza era davvero affranta, distrutta. Mi ha così commossa abbracciarla, che pensavo di non farcela. Perché quello che sta vivendo è il dolore più forte, un dolore difficile da accettare e sopportare. E non servono altre parole...
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Dobbiamo semplicemente |
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In Valtellina, tornano protagonisti tra le mura delle più antiche cantine del centro storico di Morbegno e Traona, i prestigiosi vini DOC e DOCG, le Riserve e gli Sforzati, in un’atmosfera suggestiva e indimenticabile. Un’offerta ineguagliabile di vini, accompagnati dai più conosciuti prodotti tipici locali, dai prelibati formaggi ai salumi, dal pane di segale alla tradizionale bisciola, questo e molto altro viene proposto a chi acquista il pass di Morbegno in Cantina.
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Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant... dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée. BELLISSIMO... Aspiro all'eleganza del riccio. Aspiro alla ricerca di un sempre nel mai. |
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Post n°682 pubblicato il 30 Settembre 2009 da Stellina_IO
C'è talmente tanta umanità in questa capacità di amare gli alberi, talmente tanta nostalgia dei nostri primi stupori, talmente tanta forza nel sentirsi così insignificanti in mezzo alla natura... sì, è proprio questo: l'evocazione degli alberi, della loro maestosità indifferente e dell'amore che proviamo per loro da un lato ci insegna quanto siamo insignificanti, cattivi parassiti brulicanti sulla superficie terrestre, dall'altro invece quanto siamo degni di vivere, perché siamo capaci di riconoscere una bellezza che non ci è debitrice. [L'eleganza del riccio - Muriel Barbery] |
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Post n°681 pubblicato il 30 Settembre 2009 da Stellina_IO
"Settembre.
C’è un non so che in questo mese che mi ricorda marzo e i primi giorni d’aprile, quando la primavera ancora esita sulla soglia e il giardino trattiene il respiro in attesa. C’è nell’aria la stessa dolcezza, il cielo e l’erba paiono uguali ad allora; ma le foglie raccontano una storia diversa, e il rampicante che si colora di rosso sul muro della casa si avvicina in fretta al suo ultimo e più splendido momento di gloria". |
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Post n°680 pubblicato il 24 Settembre 2009 da Stellina_IO
Prima di morire i gabbiani agitano freneticamente le ali in una sorta di danza macabra. Montalbano si lascia incantare dal gabbiano morente dalla finestra della sua casa di Marinella, ma fa presto a dimenticarlo. Sta infatti per andare in vacanza con Livia che è già giunta a Vigàta. Solo un salto al commissariato per lasciare tutto in ordine e poi finalmente partire. Giunto in ufficio Montalbano chiama i suoi a raccolta. Manca solo Fazio, il più fedele e puntuale dei suoi uomini. Non è tornato a casa, il cellulare è muto; il timore diventa allarme. Il commissario ripercorre le più recenti tracce di Fazio: è stato visto per l'ultima volta al molo, aveva appuntamento con un vecchio compagno di scuola, un ex ballerino finito nei pasticci. Qualcuno poi l'ha notato in campagna, in una zona disseminata di pozzi artesiani, forse un cimitero di mafia. E in effetti un primo cadavere affiora... |
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