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la Matthaus Passion di Bach

Post n°263 pubblicato il 17 Aprile 2014 da stradanelbosco

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La Matthaus Passion

di Johann Sebastian Bach

 

 

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Fin dai tempi della liturgia paleocristiana dentro il ciclo pasquale e in particolare durante la Settimana Santa, trova posto nei luoghi di culto la narrazione della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, basata su un testo tratto da uno dei quattro brani contenuti nel Vangelo. Il testo dell'Evangelista Matteo viene letto nella Domenica delle Palme; quello dell'Evangelista Marco il martedì; quello di Luca il mercoledì ed infine il testo di Giovanni Evangelista il Venerdì della Settimana Santa.

la rappresentazione del Sacrificio della Croce nel corso dei secoli si è sviluppato attraverso varie forme: da un carattere essenzialmente cerimoniale e rituale, cantato esclusivamente sul recitativo liturgico gregoriano con ilnflessioni melodiche particolarmente espressive nei punti chiave del racconto, si è passati ad una forma drammatico-rappresentativa nella quale si voleva evidenziare il lato umano del dolore del Cristo con il conseguente carico di pietà che esso emanava.Infatti la monodia medioevale si è venuta trasformando lentemente fino a divenire nel XVII secolo un grandioso insieme di voci in cui quella del Celebrante, nel canto si alterna a quelle del Coro.

L'architettura polifonica della Passione trova il suo più alto vertice in due capolavori di Johann Serbastian Bach: la Johannes Passion ( la Passione secondo Giovanni)e la Matthaus Passion( la Passione secondo Matteo), composte e rappresentate a Lipsia dove Bach era stato nominato Director Musices e Kantor della Thomasschule ( la Scuola di San Tommaso) facente parte della Thomaskirke ( la Chiesa di San Tommaso). E' indispensabile una breve digressione. La città di Lipsia ai tempi di Bach costituiva il centro dal quale partivano i messaggi culturali più significativi di quel periodo. Ed in tale contesto la Thomasschule era uno dei due pilastri del sistema scolastico d'istruzione permaria e secondaria della stessa città. L'altro pilastro, la Nikolaisschule ( la Scuola di San Nicola), si era affermata nel corso degli anni come la scuola dei ricchi mentre la Thomasschule era quella dei poveri. Però in quest'ultima si insegnava la musica in maniera efficacissima mentre era piuttosto trascurata nella Nikolaisschule.

(La Thomaskirke a Lipsia)

Tornando ai due capolavori di Bach, nel primo- la Johannes Passion- con un tratto realistico, viene messa in risalto la drammaticità della vicenda dolorosa del Cristo. Nella seconda- la Matthaus Passion- figurano, invece, in primo piano le considerazioni e le riflessioni dei fedeli: infatti, musica autenticamente liturgica si alterna a musica di carattere contemplativo e di meditazione sul dramnma, affidata a cori di grande contenuto lirico. Nella Matthaus Passion sono addirittura due i Cori che si oppongono, si fondono e si rispondono a seconda delle circostanze. Essi rappresentano la folla dei testimoni e degli attori, ma anche, mescolata a tale folla, l'Umanità intera per la quale si compie il sacrificio. Il coro partecipa all'azione e, a volte, come nella tragedia greca, si trasforma in spettatore che introduce e commenta gli eventi della vicenda.

(L'interno della Thomaskirke)

La prima rappresentazione della Matthaus Passion ebbe luogo il Venerdì Santo del 1727 nella Thomaschirke . Bach adattò il capolavoro all'impianto architettonico della Chiesa nella quale figuravano lungo una navata, ai lati dell'assemblea dei fedeli, due Cantorie e due Organi di cui uno disposto nella parete orientale al di sopra dell'altare.

(uno degli organi della Thomaskirke)

Sfruttando, quindi, lo spazio in maniera efficacissima, fece dialogare due orchestre, due Organi e due Cori creando un incredibile effetto " stereofonico". La gigantesca partitura dovette "scuotere" le esili mura della Chiesa tanto era innovativa e drammatica: Bach non scrisse mai un'opera ma è come se ne avesse scritta la più perfetta. Una testimonianza ci riporta i commenti di alcuni astanti, sconvolti dall'intensità della musica e dalla sua carica teatrale e drammatica: " Che significa tutto questo? Che Dio ci guardi, sembra di essere all'Opera!.." .

Il Kantor di Lipsia, così elevato e luminoso, si rivelava talmente genio nella sua carica di fede e di pietà, da sembrare sovversivo fra la quiescenza intellettuale delle Autorità locali. Lo stesso Bach scrive:" ..Le Autorità vi sono bisbetiche e poco amanti della musica e perciò mi tocca vivere in questi costanti alterchi, gelosie e persecuzioni, così che mi vedo costretto, con l'aiuto dell'Altissimo, a cercare fortuna altrove...." Eppure aveva creato un capolavoro rivelatosi pari ad un affresco di dimensioni michelangiolesche e apoteosi della musica sacra luterana. Il filosofo tedesco Hegel circa un secolo più tardi nel suo trattato " Estetica" ebbe a dire: "...Anche i protestanti hanno prodotto musiche estremamente profonde sia per senso religioso che per consistenza e ricchezza musicale di invenzione ed esecuzione: come ad esempio, soprattutto Sebastiano Bach, un maestro di cui solo recentemente si è saputa completamente apprezzare la grandiosa genialità autenticamente protestante, vigorosa, eppure, per così dire, erudita.."

(monumento a Bach sul fianco della Thomaskirke)

Nella Matthaus Passion i recitativi della narrazione evangelica, i cori delle scene collettive del Vangelo ( Giudei, discepoli, popolo,..) , i Corali tratti da preesistenti melodie della liturgia luterana, si dispongono e si alternano in maniera ordinatissima donandoci un Bach " sempre determinato da un rigoroso interesse speculativo e governato da un tenace esprit de geometrie, simbolo di ordine e di saggezza, specchio di un'intelligenza privilegiata e di una condizione umana edificante.." ( A.Basso).

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CORO INIZIALE

Nello stupendo coro iniziale, che ci richiama alla mente due tragedie greche di Eschilo," Le Supplicei" e " I Persiani", il dialogo è serrato, carico di tensione, descrive una folla atterrita e angosciata che si agita per le vie di Gerusalemme.

-" Venite, sorelle, unitevi al pianto!;/" Guardatelo!";/- " Chi?";/ " Lo Sposo! ";/ " Come?";/" Come un agnello";

e al doppio coro, lenta e maestosa, si sovrappone e si eleva la dolce melodia del Corale " O Lamm Gottes Undschuldig.." ( O Agnello di Dio, innocente! ) , mentre il Signore avanza sotto il peso della Croce: è una delle più grandiose invensioni di Bach, in cui la Musica e la Parola, l'azione scenica e la meditazione, si sovrappongono, si fondono e innalzano il tutto ad altezze vertiginose, lasciandoci senza respiro.

Il grande poeta tedesco Rilke, nel 1920, ascoltando la Matthaus Passion nella Cattedrale di Basilea, scrisse: " Durante il coro iniziale si sono ammassate di fronte a me montagne di dolori..!" Al coro iniziale seguono gli antefatti che annunciano e preparano il martirio di Cristo. L'attesa lentamente si fa carica di tensione, cresce a poco a poco, inarrestabile negli episodi dell'unzione di Betania, dell'Ultima Cena, della preghiera nell'orto del Getsemani e nel tradimento di Giuda.

("Erbame dich...)

Il racconto dilaga, gli attori si moltiplicano e invadono la scena : l'Evangelista, i Sacerdoti, la Folla, Pilato, Pietro e Gesù ci sottopongono a violente emozioni mentre la Comunità assiste e partecipa alla vicenda. Intanto Bach, padrone unico dell'azione, " entra ed esce dalla vicenda, partecipe ed estraniato, tra azione e contemplazione, tra realtà degli avvenimenti e riflessione dei fedeli su di essi" .I Corali, colonne partanti dell'edificio, irrompono direttamente sulla scena, annullando a volte la loro funzione di commento e di meditazione dialogando direttamente con la vicenda.

Come nell'episodio di Pilato, in cui al Governatore della Giudea che chiede:

" Was hat denn Ubels get? " ( Quale colpa commise dunque costui? ), il Corale risponde:

" Er hat uns allen wohlgetan;/Den Blinden gab er das Gesicht,/Die lahmen macht' er gehend,/Er sagt'uns seines vaterrs Wort/Er triebdie Teufel fort./Betrubte hater aufgerich't/Er nahm die sunder auf und am./Sonst hat mein Jesus nichts getan"

( Faceva del bene a tutti noi, ai ciechi ridonò la vista,Fece camminare gli storpi, Portò a noi il Verbo del Padre, scacciò i demoni .Consolò gli afflitti .Per lui tutti sono fligli suoi.Gesù altro non fece)

L'azione incalza con le negazioni di Pietro, il pentimento e il suicidio di Giuda, la flagellazione, l'incoronazione di spine e l'agonia fino all'urlo straziante:

" Eli, Eli, Lama Sabactani! ( Mio Dio, Mio Dio, Perchè mi hai abbandonato?),

che, sostenuto solo dalle note gravi dell'organo, esprime nella sua dinamica secca ed aspra il dramma del dolore e della solitudine.

Segue la sepoltura accompagnata da un commovente canto di pace e di ringraziamento, in cui tutti intonano: " Mein Jesu, gute Nacht ( buonanotte, mio Gesù).

Infine un altro grandioso coro a otto voci chiude il dramma che si trova così ad essere incastonato simmetricamente fra due Cori: due giganteschi pilastri, dentro i quali la Passione di Cristo, diviene simbiolicamente il dramma stesso dell'Umanità.

La forza del messaggio che Bach attraverso esso ci comunica ha un valore che si mantiene inalterato nel tempo.

Dice Pascal nei suoi Pensieri: " Jésus serà en agonie jusqu'à la fin du monde".( Gesù sarà in agonia sino alla fine del mondo!)

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In sottofondo il Coro iniziale della MatthausPassion di Bach

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(La tomba di J.S.Bach sull'altare della Tomaskirke)

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(la tomba di Bach - da notare il viso rivolto verso l'altare difronte all'Altissimo che così degnamente aveva cantato)

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coro finale

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A tutti i miei cari amici con gli auguri di Buona Pasqua

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ore 1500 del 17 aprile 2014, giovedì Santo Santo

 
 
 

il glicine

Post n°262 pubblicato il 12 Aprile 2014 da stradanelbosco

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 il glicine

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la poesia di Pier Paolo Pasolini è molto bella. Sentimenti così delicati educano l'animo di chi legge. Il mio di animo ha ancora da imparare.

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... e intanto era aprile,
e il glicine era qui, a rifiorire.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Prepotente, feroce
rinasci, e di colpo, in una notte, copri
un intera parete appena alzata, il muro
principesco di un ocra
screpolato al nuovo sole che lo cuoce ...
E basti tu, col tuo profumo, oscuro,
caduco rampicante, a farmi puro
di storia come un verme, come un monaco:
e non lo voglio, mi rivolto – arido
nella mia nuova rabbia,
a puntellare lo scrostato intonaco
del mio nuovo edificio.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Tu che brutale ritorni,
non ringiovanito, ma addirittura rinato,
furia della natura, dolcissima,
mi stronchi uomo già stroncato
da una serie di miserabili giorni,
ti sporgi sopra i miei riaperti abissi,
profumi vergine sul mio eclissi,
antica sensualità . . . . . . . . .

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invidia e pietà

Post n°261 pubblicato il 11 Aprile 2014 da stradanelbosco

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dalle mie parti si dice

" Megghiu invidia che pietà"

 ( meglio invidia che pietà)

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il dolore

Post n°260 pubblicato il 06 Aprile 2014 da stradanelbosco

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IN MEMORIA DELLE VITTIME DEL TERREMOTO A L'AQUILA

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dalle mie parti si dice:

"

Lu dolore è dde  ci lu sente,

no de ci passa e guarda sulaménte.

 ( Il dolore è di chi lo sente, non di chi passa e guarda solamente)

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il sublime recitativo " Erbarme dich"

 dalla Passione secondo Matteo ( MatthausPassion) di Bach

 

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la gelosia

Post n°259 pubblicato il 06 Aprile 2014 da stradanelbosco

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 dalle mie parti si dice

" chi è geloso, cornuto muore"

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