Creato da SnoopyHood il 20/05/2010

These are the days

viaggi e piccole esplorazioni fra parole e fotografie

 

Ginevra - Novembre 2010

Post n°13 pubblicato il 02 Febbraio 2011 da SnoopyHood
 

Ho la febbre da otto giorni e sono piuttosto stufa di ciò. Sono stufa anche di passare il tempo a guardare film e telefilm quindi ho deciso di tentare di essere produttiva (non fino ad arrivare a scrivere la tesi, ma almeno a far qualcosa), quindi ho pensato di aggiornare il qui presente blog con un intervento. Avrei una marea di post ancora da fare... un tot sugli Stati Uniti, l'ultimo sulla vacanza in Francia dell'estate scorsa e uno su Ginevra, comunque ho deciso di optare per l'ultima meta...

Weekend a Ginevra, Switzerland. Partenza il 13 Novembre 2010 in auto, io e la mia compagna di viaggio Chiara.
Mia madre, siccome è Novembre e siccome andrò in Svizzera, nota ai più come la patria di Heidi e delle caprette che le fanno ciao mentre i monti sorridono, è preoccupata che una bufera di neve mi travolga e butti la mia piccola C3 giù da un burrone. Quindi, all'ultimo minuto la mia ovo-mobile è dotata di pneumatici invernali. Ma naturalmente non servono a nulla. All'arrivo ci accoglie il sole e ci sono 300°C, non serve neanche mettere la giacca.

Il viaggio procede senza problemi, anche se Formule1passiamo l'ultima ora e mezza a capire dove sia il maledetto albergo. Abbiamo prenotato un Formule1, dei motel economici diffusi in Francia, ne avevamo già visitato uno quest'estate. L'indirizzo dato su internet non è molto preciso: c'è il nome di una via, ma non il numero civico, ma ho copiato anche le coordinate GPS. Tra l'altro, la sera prima di partire, prendendo le indicazioni, noto qualcosa di strano... PERCHE' DIAMINE C'E' SCRITTO FRANCIA??? Il nostro bell'albergo, spacciato come hotel dell'aeroporto di Ginevra è in realtà in Francia (è una città proprio sul confine). E' infilato in un angolino non segnalato dietro a un Novotel. Ci vuole un miracolo per trovarlo (o le coordinate GPS!).
Un breve commento su questa catena di motel: le stanze sono davvero mignon. C'è un letto, un mini tavolino e un lavandino. Bagni al piano. Ovviamente c'è un forte risparmio economico, quindi se non vi interessa la qualità è ok.

La mattina seguente partiamo nella visita della città (che ovviamente dobbiamo raggiungere in auto... ma il traffico a Ginevra è davvero snervante). Jet d'EauOrologio fiorito e giardino all'inglese, vista in lontanantza del Jet d'Eau, il getto d'acqua, una fontana simbolo della città che spruzza fino a 140 m d'altezza (uno sputo di 140 metri, non è che come simbolo sia niente di che, a parere personale, ovviamente). Vediamo un sacco di giovani papà che passeggiano coi figlioletti. Passiamo davanti alla Cattedrale di Saint Pierre, al municipio, in viette carine. Raggiungiamo poi un parco con grosse scacchiere in cui la gente può giocare a scacchi e dama liberamente. Dedichiamo parecchio tempo ad un'appassionante partita a scacchi. Calcolando che a malapena ricordo come si muovano i vari pezzi, l'aver vinto è cosa non da poco! La zona è molto viva, ci sono un sacco di persone di tutte le età, anche riunite in gruppi, che passano del tempo insieme a giocare. Credo che a Milano di quelle pedine non ne rimarrebbero molte se lasciate in un parco pubblico...

Scacchi

Diamo un occhiata all'imponente muro dei riformatori. La nostra attenzione è però calamitata da un mercatino e uno skate park poco distante che pullula di ragazzi e ragazzini con pattini, tavole e bmx e che fanno un sacco di salti, talvolta senza mostrare troppo sforzo. Come si può saltare con tanta sicurezza con un monopattino??? Complimenti.a
Altra cosa carina della città (non ho detto nulla sui monumenti, ma le cretinate ci tengo a descriverle) sono i... come li chiami quei cosi? Ehm... scatole che contengono... ehm... boh... cavi elettrici? In realtà non saprei, sono oggetti che uno dà per scontati, quindi non saprei dire. Comunque a Ginevra sono decorati: paesaggi, disegni, anche con una serie di giochini, indovinelli ed effetti ottici. :)


Alla sera concerto, di cui ho ampiamente parlato

La mattina dopo decidiamo di visitare il palazzo delle Nazioni Unite. Per entrare ti metal-detectano, ti fanno una foto e ti danno un cartellino per visitatori. Si può rimanere in zona solo per il tempo della visita (guidata), poi devi menar le tolle. Palazzo delle NazioniRoba seria, insomma. La visita è interessante. Mostrano diverse sale dove di solito si riuniscono rappresentanti di tutto il mondo, fanno sedere sulle poltrone ufficiali così che i turisti giapponesi possano esaltarsi con un milione di foto (noi avevamo la famiglia di padre, madre e figlia grande. Erano sempre indietro per scattare fotografie). Visitiamo un'edificio in stile anni '30 (che da fuori ci ricorda un po' il nostro Ospedale Niguarda di Milano) e uno anni '70. Ci sono doni da ogni parte del mondo e varie sculture e opere d'arte lungo le pareti. Una sala è molto particolare, avendo il soffitto molto decorato, con spuntoni colorati che vanno verso il basso. Fa pensare un po' ad un fondale marino.

Pranzo in un McDonald's (possibile che i parcheggi dei centri commerciali siano a pagamento?), poi in viaggio. Un viaggio infinito, soprattutto perché non sono abituata a guiare per lunghe tratte. Ma ce l'ho fatta!

Concludendo: Ginevra non è entrata nelle mie città preferite. Di gente ce n'è, ma è piuttosto tranquilla (traffico a parte). Ma le manca qualcosa...


Consigli in tema:
- per gli uomini: diventare dei bravi papà che portano i figli al parco nel fine-settimana
- dedicate una o due orette ad una partita di scacchi con un amico
- ascoltate qalche canzone di Jamie Cullum!!!

 
 
 

Ginevra - Jamie Cullum World Tour 2010

Post n°12 pubblicato il 16 Novembre 2010 da SnoopyHood
 

Ieri si è concluso il mio fine-settimana a Ginevra per assistere al concerto di Jamie Cullum. Della città parlerò poi; questo post è per il grande evento.
Sono più che consapevole che in Italia c'è un numero bassissimo di fan di questo artista (e me ne dispiaccio perché lo trovo davvero bravissimo), quindi è facile che questo intervento sia più per me che per gli altri (vale probabilmente anche per i precedenti, ma in quelli qualche possibile informazione utile l'ho data, in caso qualcuno volesse raggiungere le mie stesse mete). Questo post sarà da fan esaltata che vuole ricordare la serata. Siete avvertiti

Arriviamo davanti all'Arena di Ginevra domenica 14 novembra alle 18, mezz'ora prima dell'apertura dei cancelli (beh, di più, dato che li hanno aperti tardi... dov'è finita la puntualità svizzera?). L'attesa ci sta torturando dato che grossi cartelli vietano di portare un tot di cose che noi abbiamo: bottigliette d'acqua (armi pericolossissime, si sa), macchina fotografica, un ombrellino e dei coltelli. E' vero, portare i coltelli è poco furbo, ma li avevamo dimenticati nello zaino dopo il pranzo, non sono lì per cattiveria. Imboschiamo tutto alla benemeglio (non credo si scriva tutto attaccato, ma vabbè) e incrociamo le dita. Mostrerò la bottiglietta così me la faranno travasare subito in un bicchiere e saremo a posto. Il mio zaino è ok, la macchina è sotto alla giacca... forse sembro incinta, ma... ehi... sarebbe un mio diritto esserlo! I coltelli li ha Chiara in fondo allo zaino. Contiamo sul fatto che non rovistino davvero e che un rotolo di carta igienica e degli assorbenti creino disagio in quelli che controllano. Una signora italiana davanti a noi ci assicura che sono precisi e a volte perquisiscono gli uomini, ma il nostro piano funziona!

Entriamo e ci piazziamo in prima fila, alla balaustra davanti al palco. Io lì volevo essere; forse un paio di metri più a sinistra per vedere meglio i tasti del pianoforte, ma è fantastico comunque. Assurdità: lo schermo dietro al parco che proietta pezzi di un video di Jamie dice ogni tanto di caricare sul suo sito le i propri video/foto. Tutti sti controlli per cosa, allora? Meglio così, scatterò un tot di foto.
Compro la maglietta. Non ho mai preso una t-shirt ad un concerto, ma questo è il mio cantante preferito e dato quanto è stato bello lo spettacolo è stato un affare. La tizia al bancone è inglese... un sollievo. I franco-svizzeri spesso non capiscono l'inglese e non ci provano neanche e io e Chiara siamo decisamente della capre in francese (però chissà come mai quando Jamie parlava in inglese capivano più di me e ridevano della grossa, le carogne...).
Sul palco ci sono dei simil-bonghi. Penso subito che sarebbero perfetti per Next year, baby, come l'aveva fatta al live a Blenheim (di cui ho il dvd), però dubito che canterà questa canzone. Magari sono lì per You and me are gone.

In apertura c'è una donna che canta e suona la chitarra. Ci piace molto. E' francese, ma canta in inglese e le sue canzoni sono davvero piacevoli. Se vi interessa si chiama Madjo.

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Passa il tempo. Arrivano le 21. Ed ecco la band che entra sul palco: violoncello, tromba, sax e batteria. Speravo tanto ci fosse la tromba (data la piccola delusione ai concerti di Peter Cincotti per la sua mancanza).
Jamie Cullum _n his pianoEntra anche lui! Get your way (So what game shall we play today? How about the one where you don't get your way? )Camicia bianca a pois neri, giacca e cravatta, jeans scuri attillati e delle scarpe imbarazzanti. Alla seconda canzone si sta già spogliando. Dopotutto è Twentysomething e i ventenni ribelli non stanno ingessati nelle cravatte. Non perde tempo neanche a salire in piedi sul pianoforte. E' un suo classico, mi sarei stupita se non l'avesse fatto. Lui il pianoforte lo suona per intero: sui tasti, batte le mani sul legno, a Blenheim ci tamburellava da sotto, toccava direttamente le corde, faceva tip tap sopra di esso. L'effetto è notevole e il ritmo trascinante. Dopo, ovviamente, bisogna saltar giù dal piano con un bel salto!
Poi c'è I'm all over it, primo singolo dell'ultimo cd, non poteva mancare. Ammirate le sue scarpe nel video.
Not while I'm around (è una canzone di Sweeney Todd) la canta e suona con una dolcezza incredibile, che non si sentiva nel cd.
Just One Of Those Things (la inizia completamente diversa dal cd, poi la ricomincia come la conosco), All At Sea (una delle più belle...  sentite la tromba ad 1:19... magica), If I Ruled The World (amo l'inizio con le note basse).Jamie Cullum
Ogni tanto racconta qualcosa. Ad esempio di una figuraccia esorbitante fatta recentemente su MTV: cantando si è infilato il microfono nell'occhio, si è accorto di avere la patta aperta e prendendo una rincorsa per saltare e giungere alla tastiera a suonare è scivolato schiantandosi contro il piano e cominciando poi a sangu
inare copiosamente. Devo trovare quella registrazione!
Ci parla dei suo cd. Chi di voi ha l'album Twentysomething? Si alzano delle mani, la mia compresa. Molti pensano che sia il mio primo album, - spiega (non io, don't worry) - ma ne ho fatto due prima. Il primissimo in 500 copie (e quello proprio non ce l'ho) che vendeva dal bagagliaio della sua Clio. Con le vendite ha finanziato il secondo Pointless Nostalgic. Annuncia che farà una bonus track del terzo album: Next year, baby. E' lei! Quella dei bonghi! L'avevo indovinato! Infatto sono lì solo per questa traccia. Guardate il video linkato di questa canzone perché è straordinario.
Jamie Cullum
Giunge il momento di Don't stop the music, cover della canzone di Rihanna. La prima volta che l'ho sentita, quando è uscito il singolo, non me l'aspettavo e mi ha lasciato molto dubbiosa, ma poi me ne sono innamorata. Nel video fa esplodere il suo pianoforte.
Lo so, lo so che adesso canta Umbrella, le sento le note. Attacca con Singin in the rain. Lo sapevo. E' il suo mashup Singin in the rain/Umbrella.
Va alla tastiera ed ecco
I Could Have Danced All Night (a cui sono legata perché la canta Caravan- Jamie Cullum and his bandanche David Tennant in una scena fantastica della serie Doctor Who).
These Are The Days, forse la mia preferita fra tutte le sue canzoni. Da questa viene il nome del mio blog. Mi dà un'idea di serenità. I feel the stillness of the sun and I feel fine.
Caravan è fantastica (come se il resto non lo fosse stato). Lui e i musicisti vengono in proscenio coi loro strumenti e suonano/cantano senza microfono. Sono davvero bravissimi e credo sia tutto improvvisato, anche se è già stato suonato altre volte. Questo concerto è pieno di assolo e improvvisazioni di tutti quanti, è una cosa che amo molto.
High & dry è il momento più bello. Sarà che è una canzone che adoro. Inizia a suonare, finisce la prima strofa e si ferma. Scusate, sono una testa di c****, fate finta che non sia successo niente. Suppongo avesse sbagliato tonalit
Jamie Cullum - Gran Torinoà. Ricomincia da capo. Ad un certo punto si rivolge al pubblico, ci divide in tre settori che dovranno intonare l'ooooh oooh della canzone in tre toni diversi, insieme viene un grande coro. Dice a tutti di muovere i cellulari sopra le nostre teste. L'arena si riempie di lucine partecipi. E' spettacolare!
Si finisce con Mixtape, la mia preferita dell'ultimo cd, la più scatenata. Speravo che l'arena cominciasse a saltare. Ad un certo punto Jamie chiede di battere le mani in aria e poi al suo tre di saltare. E tutti fanno su e giù scatenandosi.
Ringrazia, dice che siamo stati un gran pubblico. Inchini ed escono. ma la folla li richiama con l'ooooooooooh di Mixtape e rientrano con Wind cries Mary. Strabella.
Alla fine resta da solo sul palco e suona Gran Torino, scritta per il film omonimo di Clint Eastwood. Una canzone splendida ed emozionante, soprattutto le prime volte che la si sente.
Quando finisce si asciuga gli occhi e fa un inchino. Sembra proprio soddisfatto. Dopo aver cantato e battuto il tempo per due ore noi lo siamo di sicuro.

Grazie Jamie!

Jamie Cullum - Gran Torino


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Aggiungo un paio di video del concerto presi da youtube. Il primo ha delle clip da varie canzoni (fantastica l'ultima parte, purtroppo tagliata, con "And I feel fine"). il secondo del momento più bello del concerto, il coro di High & dry.

 
 
 

In partenza per Ginevra

Post n°11 pubblicato il 12 Novembre 2010 da SnoopyHood
 

Domani si parte. La mia amica Chiara mi accompagna a Ginevra per il fine settimana.
Il motivo? Il concerto di quello che è attualmente il mio cantante preferito. Da una delle sue canzoni più belle deriva il nome di questo blog).

Ginevra

Jamie Cullum arriviamo!!!

Jamie Cullum

 
 
 

Tour di Campeggi in Francia - Loira

Post n°10 pubblicato il 11 Novembre 2010 da SnoopyHood

Continuiamo a parlare di quest'estate. Vi ho lasciati un paio di giorni fa tra le sabbie e le paludi della Camargue, coi suoi torineri/cavallibianchi/fenicotterirosa/zanzareferoci. Giunge il momento di proseguire, quindi... Allons-y! (It's french. For Let's go)

 

Giorno 7:
Si smonta un'altra volta l'accampamento, si rieseguono i calcoli millimetrici per far stare tutti in auto (la pasta continua a viaggiare nelle tasche delle portiere). Una mini-mantide decide di seguirci all'interno di una tenda fino alla distante tappa successiva: Valle della Loira. Arriviamo che è ormai tardi, le autostrade in micro-salita sono talvolta impegative per la macchina stracolma e anche andando a tavoletta poco le importa.
Raggiungiamo stremati Amboise. Il campeggio municipale Ile d'Or è molto grande e molto affollato (ovviamente pullula di italiani), ma non c'è problema a trovare posto. Inoltre è molto economico e vicino al centro. Pecca: i bagno non sono esattamente un granché, dato che la folla è affollante.

Siccome si ha iCampeggiol timore di scrosci nottetempo e la tendina rossa di Chiara e Fede non è molto water-proof, si valuta di issare un telone di cerata per creare una tettoia. Questo telo azzurro è stata la cosa che ci ha fatto litigare più di tutta durante la vacanza... un po' per le discordanze su come metterlo, come legarlo, dove piazzarlo... un po' perché io e Claudio dicevamo di non volerlo sulla nostra tenda super-water-proof (così da guadagnare spazio coperto per cenare) mentre l'altra coppia voleva a tutti i costi che stessimo sotto anche noi...

Giorno 8:
Ma. Che. Freddo.
Note passata a criogenarci. E' necessaria una soluzione per sopravvivere a quella successiva (compreremo poi due fantastiche coperte polari a cui mando ancora uno speciale ringraziamento).

Comincia così il tour dei catelli (per cui è famosa la Loira). In programma per oggi i due di Amboise (ma che belle le casette coi teti grigi appuntiti!). Compriamo ua sorta di carnet con cui abbiamo i boglietti ad alcuni castelli specifici. Con 23,30 euro a testa possiamo vederne 3.
Cominciamo dal più vicino, il castello reale di Amboise. Cosa positiva dei musei/castelli che Amboiseabbiamo visto è che ti danno sempre una audioguida o un depliant di varie pagine che spiega quello che si può vedere, insomma, anche senza portarsi una guida qualche informazione si riesce a racimolarla. Il castello è bello, marcondirondirondello, anche se sviluppiamo un odio profondo per le comitive di turisti con guida che non ci lasciano possibilità di scattare foto, dato che veniamo circondati da un gruppo dopo l'altro e aspettare o passare avanti è inutile. Vabbé, noi vi odiamo, sappiatelo!
Nel giardino facciamo una marea di foto inutili. Nasce in questa data la cosiddetta foto casuale, che continuerà ad accompagnarci. In pratica il fotografo dà un soggetto (che può essere di qualsiasi tipo: torre d'avorio, mezzaluna fertile, chiocciola, verde acido, blasone, australopitecus...) e gli altri tre devono improvvisare una posizione che la rappresenti. E' stato incoredibilmente divertente, è un gioco che consiglio a chi non ha problemi a farsi vedere in condizioni assurde in mezzo alla strada.

Castello pomeridiano: Clos-Lucé, dove si dice che Leonardo da Vinci abbia passato i suoi ultimi anni, ospite Clos-Lucédi... ((corsa a recuperare le informazioni corrette))... Francesco I (mi ricordavo giusto, ma volevo evitare errori). Conversavano insieme e Leonardo progettava e inventava. Cosa positiva: il castello è "arredato". Non ci sono antiche sale vuote, con veccchie sedie negli angoli con scrotto vietato sedersi. No, nelle cucine c'è il tavolo con vari oggetti sopra, fiori e piante, come se il palazzo fosse ancora abitato. Insomma, non c'è l'atmosfera un po' sterile che sono abituata a vedere in giro, qui sembra tutto più vero.
Parte della casa contiene dei modellini delle macchine inventate dal genio italiano con filmati e descrizioni e in tutto il giardino ci sono grosse riproduzioni di alcune di esse (la macchina volante, una pompa per prendere l'acqua dal fiume, una specie di mitragliatrice...). E con queste cose si può giocare e toccarle davvero. Se non sono già circondate dai bambini, è ovvio. Inoltre ci sono le papere. E io amo le papere.

 

Giorno 9:
Chenonceau. Altro bel castello,
Chenonceaumarcondirondirondello. Tante stanze tutte diverse, arredate in vari colori. Mini-guidina molto esplicativa, anzi pressocché infinita. Molto interessante il simbolo in cui le iniziali di Enrico II (H) e Caterina de' Medici (C) intrecciate formano la D di Diana di Poitiers, l'amante di Enrico. Per Caterina è il danno e la beffa...
Ormai ci è chiaro che l'arte italiana torna e ritorna nell'architettura di questi castelli. Insomma... se siamo fyki, siamo fyki... Il palazzo è anch'esso piacevolmente arredato, bei giardini fioriti, millemila fiori e anche i ciuchini. E io amo i ciuchini.

Chambord. Straspettacolare e strabellissimo (più da fuori che all'interno, bisogna ammetterlo). Patrimonio dell'Unesco. Per i minori di 25 anni ingresso gratuito... questa è promozione della cultura! E' un edificio enorme, ci hanno messo moltissimo tempo a costruirlo, aggiungendo delle zone di volta in volta. Calcolate che il suo giardino è un parco in cui Francesco I cacciava cinghiali e quant'altro e il cui recinto è lungo 32 km.
Di sera fanno uno spettacolo proiettando sulla facciata del castello, con speciali apparecchi tecnologicamente avanzati. Ci sono immagini e colori in movimento molto affascinanti. Non siamo riusciti ad assistere, am credo proprio ne sarebbe valsa la pensa (la versione ridotta che vedremo a Rouen è moooolto bella). Vediamo una sorta di nutria-roditore sbucare dall'acqua paludosa. E io amo i roditori.

Chambord

Giorno 10:
Ultimo giorno in Loira. Vorremmo vedere delle dimore di trogloditi, la popolazione che viveva in case
nella roccia di tufo (quella bianca dei castelli). Cava di tufoFraintendimenti coi depliant, alla fine vediamo solo una cava. E' comunque interessante, ma alle donne sarebbe piaciuto un po' più di informazioni sulla vita di casa, rispetto all'estrazione dei sassi, che gli uomini hanno preferito. Ci rifilano una guida in inglese, un telefono e ci chiudono dentro alla cava da soli, nella penombra, regna solo il silenzio e il gelo. Ci facciamo coraggio a vicenda, indossiamo tutti gli indumenti che abbiamo dietro e ci incamminiamo per il sentiero sotterraneo. Sono spiegate le fasi delle estrazioni, l'utilizzo delle pietre e come/quando veniva usata la cava. Qua e là appaiono dei manichini e delle ricostruzioni. Ciò che più ci turba sono le installazioni di un artista che sono in alcune zone e che si attivano al passaggio dei turisti, facendo suoni e rumori inaspettati. Molto belli, ma qualche incipit d'infarto ci ha colto alla sprovvista.

Note finali:
1. La spesa. Ore e ore per fare la spesa, per mettere tutti d'accordo e per trovare ciò che ci soddisfava. Davvero assurdo. Fantastici i pacchi di pasta da 5kg (5kg?!?!) e le confezioni giganti ultrarisparmio di pelati, legumi, ecc.

2. In Francia è pieno di api. E io odio le api.

vetrata


Consigli in tema:
- fare tante foto casuali coi propri amici
- cercare informazioni sulle affascinanti macchine progettate da Leonardo
- sperimentare un ingegnosi sistema di tiranti per coprirvi durante un picnic a rischio pioggia.

 
 
 

Tour di Campeggi in Francia - Provenza

Post n°9 pubblicato il 09 Novembre 2010 da SnoopyHood
 

Sono passati più di due mesi dalla fine della mia vacanza estiva del 2010. Forse sarebbe il caso di parlarne un po'...

Avevo già preannunciato quello che sarebbe stato il mio viaggio e a grandi linee l'itinerario è stato mantenuto, salvo qualche cambiamento di rotta per esigenze di sopravvivenza (come evitare una tirata da millemila ore l'ultimo giorno, decidendo quindi di splittare il rientro in due date). 

Riassumendo:
Tour in auto di Campeggi della Francia: Provenza, Loira, Normandia.
4 persone. Un automobile. 2 tende.
Durata: 18 giorni.
Spesa: circa 550 euro a testa.

Partenza iniziale in 6, tre coppie, ma una ci accompagna solo all'inizio (e non sempre durante il giorno è con noi), poi proseguirà lungo la costa mediterranea, mentre noi ci avventureremo verso il gelo del continente. La nostra auto è una Skoda Octavia riempita in ogni suo pertugio: abbiamo borse ovunque, pacchi di pasta in ogni dove, dato che campeggeremo e abbiamo intenzione di risparmiare a più non posso.



Primo giorno:
Il giorno della partenza è martedì 10 Agosto. Sveglia prestissimo. L'auto, ovviamente, è stata già caricata la sera prima dagli uomini. Alcuni compiti devono essere divisi in base al sesso: caricare l'auto è un lavoro lasciato all'ala maschile, così come preparare il fuoco per il barbecue, cosa che il mio ragazzo ama fare e che risveglia in lui lo spirito da uomo delle caverne che deve procacciare il cibo. Potrei aiutare anche io in queste attività, ma lascio a loro il divertimento. Non fa parte del mio ruolo.

Pronti, partenza, via. Si parte verso la prima tappa. Più o meno. Dobbiamo raggiungere un qualche capeggio che sia vicino a CampeggioNizza, ma anche ad altri posti che dobbiamo visitare. Finiamo in un paesino fra i monti, Bagnols en Foret, dove provo la primissima esperienza di campeggio della mia vita. Montiamo le nostre meravigliose tende (questa cosa la faccio anche io, non si può mica lasciare tutto il divertimento agli uomini), cerchiamo di capire come devono stare le gambe home-made del fornelletto da campo, apriamo i tavolini e le sedie, sistemiamo corde qua e là per lampade e biancheria, ci agganciamo alla corrente. Efficientissimi. Che figata!
Non c'è tempo per veder molto in questa giornata. Con questa vacanza ho imparato a calcolare con più attenzione i tempi di viaggio, sono cose che uno deve capire sul campo.A

Alla sera cena a Cannes. McDonald's. A noi ci piace. Lo stare in questa città, a contatto con ricconi e yatch di varie forme e dimensioni ci fa avviare una discussione sulla gente facoltosa che spende una barcata (anche letteralmente parlando) di soldi per potersi divertire e che non conosce i piccoli piaceri della vita (la fiera dei luoghi comuni, direte... essendo comuni, la gente dovrà pur parlarne, no?). Passeggiata fra mercatini dell'artigianato poi rientro a casa, guidati dal mitico navigatore Garmin di Fabio. Fantastici i Garmin... ne riparlerò più avanti in questo post.

[[Giusto! Un accenno ai nomi dei viaggiatori. La nostra auto: io (Laura), il mio ragazzo (Claudio), Chiara e Fede. Altra auto: Elena e Fabio.]]

 

Secondo giorno:
Nel corso della notte avviene qualcosa di misterioso. Elena deve andare in bagno, posto qualche metro più in là rispetto alle tende e Fabio l'accompagna. Sono davanti al gabinetto, al buio, con la loro torcia accesa, quando si sente la vice di una bambina italiana. “Mamma, mamma” inizia a dire. Poi comicia ad urlare: “Aaaaaaah. Aiutooooooo! Mammaaaaaa. Aaaaaaaaaah!” Elena e Fabio nel panico: loro non vedono nulla, ma tutti possono vedere loro dato che sono quelli con la torcia. Noi ci svegliamo di soprassalto (tranne Chiara che dorme della grossa). Uno “sssssht” deciso zittisce di botto la bambina terrorizzata e tutto torna calmo. Come prima notte in campeggio non c'è male.Spezie provenzali

La nostra auto si dirige ad Eze. Promontorio vista mare. Godibile visita al borghetto antico, pieno di botteghe di vario tipo. Concettualmente mi ricorda un po' Calcata, ma la città laziale mi è piaciuta di più. Una bancarella di spezie ci calamita per qualche minuto e la sommergiamo di fotografie, affascinati da quelle polverine colorate. O per lo meno lo siamo io e Chiara. Amare i colori delle spezie è cosa da donne.

Seconda tappa è il Parco Phoenix di Nizza. Il biglietto costa solo 2,00 euro ed è una sorta di zoo-giardino botanico. Adorabile lo spettacolo delle fontane danzanti che fa quasi danzare anche noi. Io poi impazzisco a guardare gli animali quindi mi è piaciuto un sacco trovarmi tra wallaby, patatosissimi cani della prateria, iguane, gufi, struzzi, ecc. Ho avuto una discussione animata con un rumoroso pappagallo. Ci tenevo a fargli capire che non era lui a comandare. Andate a vedere la civetta lappone, a noi ha fatto crepar dal ridere solo a guardarla... spero non s'offenda. Se amate i vaporizzatori andate anche dove c'è il parchetto dei giochi per bambini e sballatevi lì. Altra nota: attenti alle oche;iguana sfidarle potrebbe essere rischioso. Ho iniziato a prenderne in giro una e questa ha cominciato ad agitarsi ed inseguirmi. Sono quindi uscita dal suo recinto, ma lei ha radunato il suo esercito e da dietro le sbarre si è avvicinata a noi per minacciarci. Un po' di strizza l'ho avuta.Dopo aver dato da mangiare ad altre, più pacifiche, papere (cosa che mi ha reso molto felice), ci siamo riavviati verso l'auto. Accendiamo il navigatore per tornare in campeggio. Ok. Ho detto, accendiamo il navigatore per tornare in campeggio. Non so se mi sono spiegata. Accendiamo il navigatore per tornare in campeggio. Fantastico!!! E' il secondo giorno e il navigatore si è già impastato. Non perdiamo la calma. Sfoderiamo lo stradario e avventuriamoci per i monti. Evitiamo le strade a pedaggio che dobbiamo risparmiare. Ecco appunto, facciamo la strada più difficile che è sempre uno spasso continuare a perdersi. Comunque, alla fine ce la facciamo. D'ora in poi dovremo riuscire a girare con stradario e fotografando il percorso in qualche internet cafè, su viamichelin. Ce l'abbiamo fatta e io sono piuttosto soddisfatta.

 Gole del Verdon

Terzo giorno:
Quattro viaggiatori a Castellane. Contiamo (alcuni ci sperano, altri incrociano le dita che non si possa fare) di vedere le Gole del Verdon in canoa o a dorso di cavallo, ma niente. Bisogna prenotare le visite parecchi giorni prima perché c'è molta richiesta. Non ci resta che spostarci  in macchina, facendo qualche tappa fotografica e scendendo in basso, dove scorre il fiume. Questo posto è considerato il Gran Canyon d'Europa, per la sua grandezza. Ci assomiglia relativamente, è molto più verde, ma è carino. Mentre i miei compagni di viaggio fanno una puciata di piedi circondati da una marea di altri italiani, io mi avventuro su sassi e fra gli arbusti lungo il corso del fiume, mi arrampico su una roccia e mi godo la pace in solitaria. Fantastico.


Quarto giorno:
Bisogna cambiare campeggio. Sveglia presto per smontare tutto e partire. Vedo sbucare dal sentiero qualcosa in movimento. Un rospo in posizione da combattimento viene deciso verso la mia tenda. Proviamo a fermarlo con una ciabatta, ma continua a spingere assolutamente non intenzionato a rinunciare al suo obiettivo. Non posso fare a meno di scoppiare a ridere e faccio di tutto per farlo piano, dato che sono le 7/8 del mattino. La bestia, ingrossata e gommosa, viene infine afferrata e allontanata e si riprende la fase di smontaggio. Molto meno divertente di quella di montaggio.
Secondo campeggio a Tarascon. Adocchiate immediatamente delle griglie che i clienti del camping possono utilizzare.Le Baux

Visita pomeridiana a Le Baux, un borgo medievale, in parte visitabile solo dopo aver acquistato un biglietto (5,80 euro). Lo compriamo e ci danno una buona audioguida in italiano a testa. La visita ci piace e anche la vista panoramica (vitigni, campi e altri vitigni). Assistiamo all'utilizzo di una catapulta: viene caricata, preparata e un pallone è scagliato. Forte! Ci facciamo anche delle foto alla berlina. Consiglierei questa tappa.

Dato che abbiamo visto le griglie andiamo a comprare carbonella, carne e verdure per una super-cena-barbecue. Gnam!

 

Quinto giorno:
Avignone. Che fa rima con delusione. Insomma... Avignone, la città dei papi... quella della cattività Avignonese (non che io sappia altro su questo posto)... chissà che bello sarà! Insomma. Il palazzo non è male, mezzo ponte d'Avignonema costa una manata (9,50 a testa da studenti) e non soddisfa. All'interno sono esposte opere di un artista innegabilmente disturbato (non so se avete presente un elefante un po' sciolto a testa in giù sulla proboscide... credo sia attualmente a Barcellona). Il ponte d'Avignone è un mezzo ponte. Diciamo che questa non è la tappa che più abbiamo apprezzato. Però c'erano degli artisti di strada bravissimi davanti al Palazzo dei Papi. E siamo riusciti a pranzare in 4 con qualcosa come 3 o 4 euro. Baguette con salame norvegese (Oh, è Norvegese!). Sossoddisfazioni!
Altro divertimento è fare sequenze fotografiche idiote davanti al ponte d'Avignone. Credo che le foto idiote siano per molti viaggiatori le cose più belle delle vacanze e vale anche per noi.

 

Sesto giorno:
Elena e Fabio ci salutano e proseguono per la loro strada. Noi invece ci dirigiamo in Camargue, a Saintes-Maries-de-la-Mer desiderosi di vedere cavalli bianchi, tori neri e fenicotteri rosa. Li vediamo! Assieme ad un plotone di animaletti spappolati lungo la strada, che passa attraverso ad una riserva, che è appunto il Parco regionale della Camargue. Per chi non lo sapesse, cito Wikipedia: “Con un'area di oltre 930 km² la Camargue è il più grande delta fluviale dell'Europa occidentale (tecnicamente è però un'isola, essendo completamente circondata dalle acque). Essa è una vasta pianura comprendente vaste lagune (étangs) di acqua salata divisi dal mare da banchi di sabbia e circondati da paludi coperte da canneti, a loro volta attorniati da grandi aree coltivate. Approssimativamente un terzo della Camargue è formato da laghi o paludi.
Però aspettate... vi devo citare anche questo pezzo perché mi piace: “Gli stagni sono poi favorevoli anche alla vita di insetti, fra cui alcune delle più feroci zanzare di tutta la Francia.
Avete capito? Le più feroci zanzare di tutta la Francia!!! Portatevi un bazooka!

Pranzo: prosciutto e melone su una panchina sul lungomare. Di Saintes-Maries... Ci imbrattiamo mani e bocca all'inverosimile, anche perché disponiamo solo di fazzoletti e di un coltellino svizzero tarocco per nutrirci. Comunque è buono :)
La cittadina è molto carina, piena di negozietti tentatori (compriamo solo del riso Camarguese  tricolore per le nostre famiglie... che tra l'altro non ho ancora mangiato).

Il nostro sogno è fare una passeggiata fra i fenicotteri a dorso dei cavalli bianchi e riusciamo a realizzarlo. Ci facciamo un'escursione di un'ora emmezza in uno dei millemila maneggi che sono lungo la strada per il paese. Ovviamente ricerchiamo il più economico,a cavallo in Camargue anche se i prezzi sono a grandi linee simili. Spendiamo 28 euro a testa. Purtroppo i tizi del maneggio non capiscono nulla di italiano ed inglese, ma a gesti ci facciamo capire (naturale che non sappiamo nulla di francese!). Ovviamente mi danno il cavallo più pigro di tutti, infatti sono l'unica a cui viene consegnato un rametto-frustino per risvegliarlo un po' quando finisce in stato comatoso. Una delle ragazze che ci guida (tra l'altro mia omonima) cerca di farmi capire come tenere Oscar e come convincerlo a non appisolarsi. Pian piano prendo confidenza con lui. Non completamente, ma, ehi, siamo principianti! Cerco di recuperare tutti i miei ricordi di equitazione provenienti da una campo WWF fatto dieci anni fa in Toscana e in una maniera presumibilmente imbarazzante riesco a trottare senza farmi rimbalzare stroppo su e giù dal mio pigrone. La passeggiata è molto bella e mi lascio affascinare dalle ombre della nostra carovana di cavalieri sulla sabbia. Credo siano poche le cose al mondo più belle di questa, non so spiegarlo, ma è magico. Il ritorno è piuttosto traumatico: siamo a passeggio da molto tempo e le mie gambe non sono conformate per andare a cavallo quindi ho l'impressione che perderò le rotule e/o le caviglie a breve. Inoltre sono reduce da un colpo di frusta (se avete letto il mio post sulla Tuscia viterbese ne sapete qualcosa), e la cosa non aiuta di certo. Alla fine sopravviviamo, ognuno orgoglioso del suo cavallo.

Spezie provenzali


Consigli in tema:
- ascoltare la canzoncina “Sur le Pont d'Avignon”, anche se non sarà mai bella come quella improvvisata per noi da Fabio :P
- guardare il corto Ferdinando, della Walt Disney, in tema di tori neri della Camargue.
- aiutarmi a spiegare il mistero della bambina terrorizzata la prima notte (nessuno l'ha mai vista, tra l'altro).

 
 
 

Tour di Campeggi in Francia - Estate 2010

Post n°8 pubblicato il 08 Agosto 2010 da SnoopyHood
 

Ed eccomi in quasi-partenza per la mia vacanza estiva di quest'anno. Farò un viaggio di 19 giorni in Francia, girandola un po'. Quattro amici (quelli del week-end in Svezia). Un'automobile. Due tende. Una chiavetta da 8Gb di musica (un po' di spazio per uno... ognuno ascolta cose diverse perdincibacco).
Il mio primo esperimento di campeggio. Speriamo di sopravvivere all'esperienza. Il dolore alla schiena/collo da colpo di frusta non aiuta, ma sono proprio curiosa di provare questo modo di viaggiare.

Ecco qui i luoghi che visiteremo:

Nizza - Eze - Gole del Verdon - Roussillon - Le Baux en Provence - Les Saintes Marie de la Mer - Chambord - Chaumont - Chenonceau - Clos Lucè - Amboise - Villandry - Saumur - Broceliande - capo Frehel - Dinan - Mont Saint Michel - Beyeux - Pointe du Hoc - Caen - Le Havre - Etreat - Rouen

Ovviamente alte aspettative circa i luoghi, il divertimento e il risparmio (conti sempre di spendere poco, ma resti fregato ogni volta).
Un tot di preoccupazioni sulla vita da campeggio (soprattutto in caso di pioggia), i possibili problemi all'auto, il fatto che nessuno sa nulla di francese, se non parole a caso tipo baguetteje suis Catherine Deneuve, la mer, tour Eiffel.
Ma noi siamo pronti!

ALLONS-Y!!!

 
 
 

Las Vegas - La Disneyland antipuritana

Post n°7 pubblicato il 06 Giugno 2010 da SnoopyHood
 

in Viaggio

Il viaggio di avvicinamento alla più celebre città del Nevada è molto lungo, dato che sta in mezzo al nulla. E' come una sorta di oasi nel deserto; ti allontani da tutto e vieni a folleggiare per una notte o più, facendo in modo che la coscienza debba penare sotto il sole per molte miglia prima di raggiungerti.
Quando arrivi ti sembra di essere in un altro mondo. E pensare che già sei nel Nuovo Mondo, ma questo è ancora più strano. Se avete un'idea di questa città sapete quanto particolari siano alcuni edifici, alcuni casinò per lo meno: a forma di piramide e di Sfinge, di campanile di San Marco (con tanto di canali, ponti e gondole), di torre Eiffel, di Colosseo... Tutti illuminati da luci colorate di ogni tonalità. E per quanto ne so io, nel MGM Grand hanno un leone vivo (avete presente il leone ch ruggisce nei titoli della metro-Goldwin-Mayer?).

Quando arriviamo nel nostro albergo, il Circus Circus, dobbiamo metterci in coda per chiedere le camere. C'è una merea di gente, il parcheggio è grosso, cartelloni con indicazioni. Mi viene in mente Disneyland. Las Vegas è una Disneyland meno puritana. La notizia più entusiasmante e inaspettata è che abbiamo le montagne russe nell'albergo. Cioè... non vicine... DENTRO. Non so in che tipo di hotel siete abituati ad andare voi, ma nei miei se è tanto c'è una palestrina. In questo c'è un piccolo luna park, rendimocene conto! Ovviamente noi gggiovani ci fiondiamo subito nell'esperienza montagne russe & co. Siamo ancora minorenni qui (io per 6 mesi, mannaggia) quindi niente casinò, ma un po' di divertimento possiamo godercelo comunque. Oltre al luna park l'albergo, che ha più edifici, contiene un circo (sennò che senso avrebbe il nome), piscine, casinò, una serie di negozietti e ristorantini, la mega mensa a buffet, un cinema, credo.
La nostra camera d'albergo è ad un altezza che non ho mai sperimentato. Se non ricordo male attorno al 24esimo piano. Vedere le luci della città da là sopra è incredibile.

Casinò RoyaleDopo cena ci avviamo verso la Strip, la via principale dei Casinò. Il nostro è un po' lontano dal vero centro della vita notturna, ma lo raggiungiamo a piedi. A San Francisco avevamo visto le cassette dei giornali (quelle in cui metti una monetina e poi puoi prenderne una copia). Ci sono anche qui, ma coi giornali spinti.
Se vedete da qualche parte la pubblicità dell'ipod con le ombre che danzano con della musica sudamericana, pensate a me. La proiettavano a loop suun mega schermo davanti alVenetian e mi ci sono affezionata.
Vaghiamo in alcuni casinò facendoci sorprendere da quanto siano grossi e da come gli alberghi siano grandi e belli. Sono tutti decorati diversamente, ognuno vuole offrire un'ambientazione differente, per accontentare tutti i possibili clienti. Una marea di tavoli, machinette, slot machines.

Fontane del BellagioAndiamo quindi a vedere lo spettacolo delle fontane danzanti del Bellagio (che si vede alla fine di Ocean's Eleven). Gli spruzzi d'acqua illuminati si muovono con la musica All that jazz, da Chicago (un film che mi piace molto). Una marea di gente le osserva, le fotografa, le riprende. Sono ancora più belle se si tiene l'albergo sullo sfondo e le coreografie sono splendide, in sincronia con i suoni.
Lì davanti trovo anche tre tizi travestiti da Marilyn Monroe, Elvis Presley e Michael Jackson. Possono sembrare dei luoghi comuni, ma è vero. Per farsi fotografare voglioni dei soldi.

Il grande acquisto è una tazza con la scritta Las Vegas/Nevada/CSI. Ero un'amante delle prime serie ed ero contenta di essere nella città di Grissom & co.

Da pazzi. Una città da pazzi!

Nota conclusiva: il tempo dedicato agli spostamenti non è molto breve negli Stati Uniti. Gli spazi sono diversi qui, tutto è più grosso (le strade, le auto, i bicchieri), tutto è più lontano, tutto è più alto, tutto è più tutto. Anche i treni: abbiamo visto passare dei treni merci con più di sessanta vagoni. Una cosa simpatica delle auto con cambio automatico che avevamo è che si poteva impostare una velocità di crociera e bloccarla e non dover più tener premuto il pedale dell'accelerazione. Certo che con le mega strade rettilinee che abbiamo trovato si correva il rischio di addormentrsi dopo un po'. Comunque fyko!
Vista dal Circus Circus

Consigli in tema:
- guardare qualche episodio di CSI (Las vegas, non le altre cretinate)
- rivedersi Ocean's Eleven che è carino (e rendersi conto che Brad Pitt non fa altro che mangiare)
- comprare un Gratta e Vinci, per il brivido del gioco d'azzardo

 
 
 

Sequoia National Park - Avete mai abbracciato un albero gigante?

Post n°6 pubblicato il 05 Giugno 2010 da SnoopyHood
 

PescheLasciata San Francisco ci dirigiamo verso il parco delle sequoie.
Prima, però tappa pranzo ad un negozio di frutta fra i campi. Compriamo delle succose pesche e ci danno dei cestini di plastica per lavarle al pozzo. Oh, ma come siamo salutisti!

Come vi aspettate le sequoie? Grandi, grosse e altissime, vero? Beh, è così. Enormi alberoni dalla corteccia rossa, che fanno un certo effetto. Ho provato ad abbracciarne una... era morbida, è stato piacevole. Bisognerebbe trovare il tempo per dare un abbraccio ad un albero, ogni tanto. Qualche scoiattolino in stile chipmunk, ma con la coda, fa capolino nel parco e scava una buca sotto i nostri occhi.

Sequoia National Park

Veniamo quindi alla presentazione del Generale Sherman: una sequoia che non è la più alta,Sequoia National Park non è la più vecchia, non è la più larga alla base... insomma mi chiedo cosa abbia di così speciale. Pare sia il suo volume insuperabile. Cioè... è come dire che ha le ossa grosse? Pare cresca piuttosto rapidamente... forse Sherman è un adolescente grasso che dà la colpa alla genetica per la sua stazza. Bah!

Alla sera raggiungiamo Visalia, una cittadina che ha un non-so-che di inquietante. E' formata da casette molto basse, mini villette prefabbricate che hanno la consistenza più o meno del cartone.
Noi abbiamo riservato tre camere in un motel, ho provato a bussare ai muri della reception, incuriosita dall'apparente instabilità delle pareti e in effetti il toc toc conferma la mia teoria. Ora mi spiego la scena assurda vista in un tg all'aeroporto: un pick-up era finito dentro ad una casa. Certo che se le case sono dello stesso materiale di quelle di Barbie (color rosa escluso), posso capirlo.
Il motel è il classico che si vede nei film: primo piano con il corridoietto esteno con la ringhiera nera, le porte delle camere con i finestroni accanto; sotto i parcheggi per le auto e una rientranza con le macchinette per le bibite e per il ghiaccio.

Non ho detto perché Visalia mi è apparsa inquietante. Beh, perchè era pressoché deserta. Non Motel a Visaliaricordo a che ora di preciso siamo arrivati. Facciamo alle 20? Facciamo alle 20. Nessuno in giro. Facciamo che alle 21:30 andiamo alla ricerca di un posto per mangiare (troviamo solo un ristorante messicano). Ancora nessuno in giro. C'è un cinema ricavato da una chiesetta in cui proiettano La Stangata. Ma abbiamo viaggiato nello spazio o nel tempo?
Credo che farò una chiacchierata con il Dottore. Magari i nostri Dodge erano delle specie di T.A.R.D.I.S.

Il mistero di Visalia resta irrisolto.

Consigli in tema:
- aiutarmi a risolvere il mistero di Visalia
- mangiare frutta e verdura che fa bene
- guardare qualche episodio del Doctor Who con David Tennant

 
 
 

San Francisco - Golden Gate I love you

Post n°5 pubblicato il 05 Giugno 2010 da SnoopyHood
 

Descrivo quindi la prima tappa del tour che ho presentato nel post precedente.

Il viaggio sopra l'Atlantico è pressoché interminabile. Rileggendo un diarietto su cui ho scritto delle cose durante il viaggio si possono rilevare segni di delirio di questo livello: "Non so cosa fare e mancano ancora 3 ore emmezza...uffaffa! Siamo sopra le nuvole. A sprazzi si vede l'oceano... è blu! Un mantello di schiuma! Schiuuuuuuuuuma... si sto sclerando"
E' proprio vero che i pazzi a volte si accorgono di cose che nessuno nota, come ad esempio che il mare è blu.
Comunque l'aereo tocca il suolo americano nella città di Philadelphia. In fase di atterraggio già vediamo i tipici quartierini americane con le villette, più dei campi da football e baseball. Ma quanto sono americani gli americani?!
Prima di salire su un secondo velivolo c'è il passaggio alla dogana, ci fanno una foto e ci prendono le impronte digitali. Possibile che siamo già schedati prima ancora di commettere un crimine? Col controllo pidocchi mi sarei sentita un emigrante italiana di inizio '900.

Prendiamo la BART (monoraaaaail!)
Quando scendiamo alla nostra fermata un simpatico poliziotto ci scorta fino all'albergo. Lo fa per ingraziarsi il popolo italiano dato che ci dice che ha in programma un viaggio a Firenze, Roma e Venezia. Siamo qui da poco, ma io già mi faccio affascinare da tutto, dal classico piedipiatti americano ai sacchetti di carta per chi ha comprato gli alcolici, agli ineterruttori della luce a levetta. Dopo aver visto tutte queste cose nei film, trovarmele davanti agli occhi mi sembra incredibile.

Sondaggio della giornata: Secondo voi com'è la vita di un americano (trovato sul'elenco telefonico) che si chiama Fidel Guevara? Io dico che ha il telefono sotto il controllo dell'FBI...

Schacchisti ambulantiLa mattina dopo nasce il mio amore per i pancake.

Il quartiere dell'hotel non è esattamente dei migliori, non è il più ricco e ci sono un tot di cinema erotici (e ne trovo uno proprio accanto ad una missone cristiana). Su un grosso marciapiede c'è un uomo che si è portato dei tavolini con delle scacchiere e sta facendo una partita con un altro tizio, mentre un po' di gente li osserva. Al ritorno, il pomeriggio tardi, la zona è circondata dal nastro giallo della polizia, un uomo fa delle misurazioni e mi è sembrata di intravedere del sangue a terra. Chi perde a scacchi non perdona!

cambio direzione dei cable carPrimo obiettivo (post colazione) è salire sui cable car, i classici tram di San Francisco. C'è una bella coda per farlo, ma non demordiamo. Curioso è il modo in cui cambiano direzione: alla fine dei binari c'è una pedana rotonda girevole con dei binari. I cable car ci salgono sopra, degli omoni giganti la fanno ruotare e il tram può riprendere la corsa nel'altra direzione.

Su questo interessante mezzo di trasporto diamo un'occhiata agli edifici e le villette ai lati della strada e raggiungiamo Fisherman's Wharf, un quartiere sulla costa pieno di chioschetti che vendono granchi e frutti di mare. Guardiamo un po' di barche, un po' di navi, un sottomarino, qualche gabbiano (sono quasi riuscita a farne mangiare uno in volo direttamente dalle mie mani, ma per paura che mi amputasse le dita la missione non può dirsi superata). Una tizia passa con un'iguana (iguana è maschile o femminile?), due clown litigano in mezzo alla strada, un ragazzo sullo skateboard si fa trascinare da un'automobile. Io mi trasferisco qui... Escludendo il gelato; credo di aver mangiato una delle cose più dolci del mondo... bleah...

Via ancora coi cable car su e giù verso downtown, per raggiungere il Ferry Building, con la scritta Port of San Francisco e la statua di Gandhi per adornare la città della pace. Prendiamo l'11... ops, scusate, la linea F... saliamo su un tram che viene direttamente da Milano, scritte in italiano comprese. Tutti 'sti chilometri per prendere gli stessi mezzi che ho a casa? Massì, ne siamo soddisfatti ed orgogliosi!

Alla sera sono devastata. Il jet lag si fa sentire, sostenuto dal sole della giornata che mi ha abrustolito il naso e forse dal vento sconclusionato che c'è qui. Non mangio e mi abbatto sul letto in un momento di depressione. La mattina seguente possiamo riprendere il tour senza problemi.

Golden GateGiro sul battello sotto il Golden Gate (il ponte rosso che è costantemente dipinto perché mantenga il colore) e attorno ad Alcatraz.

Visita a Chinatown, quella più grande del mondo se non sbaglio... beh, escludendo Pechino, ovviamente.  Osservo il piacevole contrasto fra le lanterne cinesi rosse e la Transamerica Pyramid, che sbuca da sopra i palazzi.

Avviandoci verso la compagnia con cui abbiamo noleggiato le auto troviamo un palazzo assurdo: dei mobili deformi sono appesi sui muri esterni ed escono dalle finestre. Tutto l'edificio è una sorta di opera d'arte. Molto simpatica.

Ecco che riceviamo i nostri bestioni: due Dodge Gran Caravan che ci permetteranno di continuare il viaggio verso le nostre altre mete. Prima meta è l'altro lato del ponte per fare foto panoramiche. Il Golden Gate mi piace un sacco.

Avremmo poi dovuto visitare l'Exploratorium, un museo della scienza in cui ci sono degli strumenti da sperimentare liberamente... la scienza diventa divertente. Ci tenevo un sacco, ma era chiuso -.-
Ci limitiamo a dare una veloce occhiata al bellissimo Palazzo dell Belle Arti. Mia sorella, in una tappa al bagno ha l'emozione di sentire una coppia imboscata in fase di divertimento.

Un ultimo giro, discesa per la Lombard Street, la stradina tutta a tornanti con tante piante intorno (ortensie credo). E' stata creata per rendere la via meno ripida e facilitarne la salita. Ha un limite di velocità di 5 miglia all'ora.

E questo è un riassunto della mia San Francisco.

Golden Gate

Consigli in tema:
- guardare le mie foto di San Francisco nell'album USA Today 1.
- ascoltare la canzone Goodbye Philadelphia di Peter Cincotti
- ascoltare Over my head (Cable Car) dei The Fray
- giocare a GTA San Andreas perchè la riproduzione di San Francisco è uguale (ridotti gli spazi, ma molte somiglianze)

 
 
 

USA - Estate 2007

Post n°4 pubblicato il 05 Giugno 2010 da SnoopyHood
 
Tag: America, USA

Salve a tutti!

Ho deciso di parlare del mio mega-viaggio negli Stati Uniti di tre estati fa.
Siccome che ("Si dice siccome che?" diceva spesso una mia professoressa d'inglese del liceo, senza la quale non mi sarebbe mai venuto in mente di dire siccome che) è stata una vacanza di tre settimane, in cui abbiamo visto molto, splitterò in vai post la sua descrizione per me e anche per gli eventuali lettori che altrimenti frustrati e annoiati si troverebbero in coma davanti allo schermo.
Indi per cui inizio con un riassuntone generale delle tappe. I commenti dopo i nomi un senso e un collegamento con i luoghi ce l'anno, anche se alcuni potrebbero sembrare folli.

1. San Francisco (I left my heart in San Francisco)

2. Sequoia National Park (P. Sherman, 42 Wallaby Way, Sydney)

3. Las Vegas (Vivaaaaa Las Vegas)

4. Bryce Canyon (un fottuto posto per perderci una vacca)

5. Arches National Park (Beep Beep)

6. Dead Horse Point e Canyonlands (cacchio è difficile trovare un commento idiota per tutto)

7. Mesa Verde e Four Corners (alla facciaccia del dono dell'ubiquità)

8. Monument Valley (ehia ehia ehia ehia)

9. Antelope Canyon (ma che figata!!!)

10. Gran Canyon (Tank, corso di pilotaggio per elicottero B212)

11. San Diego (Shamu Shamu)

12. Los Angeles (Ehi, C.J.)

13. New York (arriviamo noi, crolla la borsa, si abbatte l'uragano

Ecco, queste erano le tappe maggiori.
Un viaggio davvero bellissimo, che mi ha strappato circa 2600 fotografie (e c'è chi ne ha fatte il triplo).
Siamo partiti in 11 (e siamo tornati in 11, non preoccupatevi), tre famiglie di Milano. Età tra i 16 e i 50nonsocosa anni. Abbiamo noleggiato dei super macchinoni e ci siamo lanciati in questa impresa!
Per ora chiudo. Ci rileggiamo nel prossimo post.

America!

 
 
 

Stockholm - Febbraio 2009

Post n°3 pubblicato il 24 Maggio 2010 da SnoopyHood
 

Febbraio 2009. Fra poco finisce il periodo d'esami. Partiamo? Va bene, dove andiamo? Non so, cerchiamo su internet sui siti dei voli low cost? Spulciamo le partenze per varie capitali europee e facciamo sapere al sito che siamo flessibili con le date, un week-end vale l'altro. Bene, proposte interessanti. Londra a 35€ è un prezzo folle! Bruxelles a 7€ A/R ci piace, ma dovremmo partire sabato, perdendo troppo tempo. Invece per Stoccolma a 15€ si può lasciare l'Italia già venerdì sera. Deciso. Andiamo a Stoccolma!!!
Ovviamente ci fanno aggiungere 10€ di tasse varie, ma è comunque un prezzo più che accettabile, direi.

E così con bagaglio a mano riempito di vestiti pesanti e merendine per la colazione ci avventuriamo in Svezia. Siamo in quattro, due coppie di amici (a proposito, in quel momento avevamo 21/22 anni... io sono la vecchia che fa gli anni a Gennaio).

LangholmenCerchiamo degli ostelli sul nostro sito di fiducia (hostelsworld) e ne troviamo alcuni interessanti, ce n'è uno su una barca. Io mi innamoro di un altro, che però costa più di quanto miriamo a spendere sisolito. Tuttavia è l'unico che esplicita che è aperto all-night-long, quindi ci buttiamo su quello. Il Langholmen! (mettete un pallozzo sopra la A per avere il nome corretto). Cosa ha di così particolare da avermi colpito immediatamente? E' un ex carcere!!! (aggiungete punti esclamativi a profusione)
Le camere sono le celle della prigione, si dorme sui letti a castello e potete immaginare quanto sia particolare e affascinante l'ambientazione. Superato il primoattacco di claustrofobia nelle stanze è troppo bello essere qui.

Stoccolma in inverno

Atterriamo in Svezia tardi. Abbiamo fatto già su internet il biglietto per il pullman che va dall'aeroporto alla stazione dei bus in città, per evitare code e strane sorprese. Il paesaggio, anche se è buio intorno, è diverso dall'Italia. Quest'amosfera nordica a metà fra Babbo Natale e l'Ikea (non mi chiedete il senso di quel che ho appena scritto, perchè non è detto che ne abbia). Comunque spero invano di vedere apparire una renna dagli alberi.

Il programma per il giorno dopo è andare al Palazzo Reale a vedere il cambio della guardia. In qualche modo riusciamo ad orientarci coi biglietti della metro, grazie anche ai consigli dei bigliettai che ci offrono il carnet più vantaggioso. La metropolitana di Stoccolma è considerata una sorta di grande museo, essendo piena di opere realizzate da svariati artisti. Noi ne abiamo viste poche, ma ci fidiamo.

Cambio della guardiaIl cambio della guardai ci piace. I soldati coi fucili ci marciano accanto, camminano, suonano tamburi e le trombe, armeggiano con le bandiere. Noi facciamo amizcizia con "lo svedese crucco", che fa il cambio con un altro soldato che sembra avere 15 anni. Mi viene il dubbio che i "cambia-guardia" siano le nuove leve schiavizzate in questo spettacolino per turisti. (Nota: facciamo amicizia vuol dire che ce lo vediamo passare davantiin continuazione, mentre cerca di contenere la folla e che gli dedico alcune foto. Nota 2: Svedese crucco perchè è biondo e ha un elmetto con una punta sulla testa che ci fa pensare al rigore tedesco).
Devo ammettere che la cosa che più mi è rimasta impressa dei vari musei del palazzo reale è il seggiolino. Hanno questi sgabellini neri pieghevoli, piuttosto leggeri, che i visitatori si possono portare in giro per le sale. L'ho trovata un'idea geniale!
Ricordo anche un po' di armi, armature, vestiti e stendardi, monete, foto e rirtatti della casa regnante, ecc. Ragazzi, qui c'è il re, non è mica da tutti!

Sempre imbacuccatissimi continuiamo l'esplorazione della città (almeno dell'isoletta Gamla-Stan, il centro storico). Io sono notoriamente freddolosa, quindi ho collant, pantacollant da sciatori dell'Himalaya e calze in materiale isolante. Ovviamente pile e giacca da sci. Mia madre mi ha comprato delle specie di guantini che si scaldano una volta aperta la busta, raggiungendo i millemila gradi centigradi; si dovrebbero mettere in tasca per diffondere del tepore, nella speranza di non prendere fuoco. Ho deciso di evitare il rischio di provocare un'utocombustione. Freddo sì, ma non abbastanza.

Stoccolma

Una cosa positiva degli svedesi è che parlano l'inglese. In tv gurdano i film anglo-americani in lingua originale con i sottotitoli. Se si chiede informazione in giro, bene o male capiscono quel che dici. Poi magari sei tu a non capire quello che ti rispondono loro, ma questa è un'altra storia.
Nel McDonald's dove abbiamo pranzato abbiamo trovato un altro elemento che mostra la superiorità degli scandinavi su di noi: il Ketchup! Prendi la tua vaschetta e la riempi al distributore di ketchup. Non devi pagare 10 o 50 centesimi una scatoletta. In Svezia puoi fare il bagno nel ketchup!

Problema dell'inverno svedese: alle tre del pomeriggio inizia il tramonto. Per carità, affascinante,Stoccolma ma se alle quattro i musei/chiese chiudono, per i poveri turisti può essere un problema. Dopo essermi fatta affascinare dal fiume ghiacciato, andiamo a vagare fra le vie del centro storico, sempre muniti di cartina. Ovviamente riusciamo a perderci e a finire su non si sa quale delle isole della città (ah, già, non l'ho detto... è una città divisa suvari isolotti. Langholmen, dove c'è l'ostello e uno di queste, Gamla, un altro). Vaghiamo anche tra vari negozietti di souvenir, tentati di comprare gli elmetti con le corna da vichingo. Alla fine acquito solo un peluchetto a forma di renna con le zampe calamitate, da piazzare sul frigo.
Per le strda incontriamo un paio di volte un gruppo di donne travestite con vaporosicostumi bianchi. Fanno dei versi da piccione e corrono via. O da oche... boh, strano comunque.

La domenica vediamo due posti bellissimi: il municipio e il museo Vasa.
MunicipioIl municipio è un bel palazzone in cui si possono effettuare delle visite guidate. Ti appiccicano un bollino colorato addosso e puoi seguire il tuo abile cicerone di turno che ti mostra molte stanze tutte diverse e proprio belle. Se volete, in questo palazzo ci si può sposare in maniera ultrarapida. Se non sbaglio la cerimonia più veloce può essere di 3 minuti e poi via, sei sposato!
Dato che le cerimonie lunghe e i ricevimenti non mi piacciono troppo, mi sembra perfetto: matrimonio in tre minuti, pranzo da McDonald's e siamo a posto. Ketchup per tutti!

Il secondo posto bellissimo è il museo costruito intorno al veliero Vasa.Vasa
Un po' di storia: quel gallo di re Gustavo II si stava facendo costruire una super nave. Venuto a conoscenza del fatto che anche delle nazioni concorrenti stavano costruendo qualcosa di simile, ha deciso di farlo allungare e di aggiungere un altro ponte di cannoni. Il maestro carpentire, ovvero l'unica persona davvero competente, era morto e i suoi apprendisti non sapevano, o non vollero dire al sovrano, che ci sono delle leggi fisiche che permettono alle barche di navigare. La nave è stata ingrandita e decorata all'inverosimile. E quel campione del re di Svezia si è visto il suo vanto nautico affondare davanti agli occhi ad un chilomentro dalla partenza.
In questo museo c'è il vascello, delle ricostruzioni di alcune zone, con statue dilegno, video, immagini, reperti, software per giochicciare (in uno, ad esempio, devi organizzare la nave: mettere sassi, cibi, barili e decidere la forza del vento per vedere se e come si ribalterà se è mal progettata). Consigliato sicuramente!

Alla sera ci siamo lanciati nell'esperienza pomelo. In un supermercato abbiamo comprato delle cose per la cena, cucinata in ostello. Ecco spuntare (da un mondo lontano) uno strano frutto sconosciuto. Questa specie di pompelmo-pera gigante. Dai, compriamoci la creatura-pomelo, è troppo interessante. Ecco... abbiamo imparato che interessante e buono non coincidono. Immaginate questo frutto di una quindicina di cm di diametro. Fatto? Bene, ora cominciamo a sbucciarlo. Fatto? Sì, ti piacerebbe... scava, scava. In pratica metà pomelo è materiale bianco (quel che c'è sotto la buccia degli agrumi). La parte commestibile ha una consistenza strana e il sapore non ci soddisfa. Posso dire però che da quel giorno il pomelo è diventato un idolo per noi. Il frutto dei valorosi!

Alla reception ci siamo fatti prenotare un taxi per le 5 del mattino di lunedì (dato che una di noi deve andare a lavoro, quando arriva a Milano, senza passare neanche da casa). Prendiamo il bus per l'aeroporto. Colazione, chek-in. Gl svedesi vogliono un solo bagaglio a mano, quindi la mia borsa finisce nella valigia. Mi chiedo cosa abbia fatto il tizio che aveva la valigia più il computer. Come avrà risolto il problema?

Un viaggio breve in una bella città che si riflette sull'acqua. Ci sarebbe ancora molto da vedere. Polpette di renna, prima o poi vi mangerò!

Stoccolma

 
 
 

Tuscia Viterbese - Ponte del 1° Maggio 2010

Post n°2 pubblicato il 20 Maggio 2010 da SnoopyHood
 

Mi fa piacere notare che già dal secondo post inizio ad avere problemi con libero... chi be comincia...

Partirò narrando dell'ultimo viaggetto che ho fatto.
Tre coppie e un automobile a 7 posti.

Partenza nel tardo pomeriggio per raggiungere il nostro B&B a Vetralla, in provincia di Viterbo. B&B Il Pozzo RomanoIl Pozzo Romano è stato uno degli aspetti più soddisfacenti della vacanza, che è andata piuttosto bene (conclusione esclusa). Situato in campagna, comodamente raggiungibile in automobile, è gestito da una giovane coppia simpatica e disponibile, che ci vive con due cani (Dora la socievole e Tazio il pauroso) e un trio di gatti.
Le casette che affittano sono graziose e abbiamo potuto fare anche una bella grigliata serale all'aperto, grazie alla torcia che ci hanno prestato i gestori del B&B... Nessuno di noi aveva minimanete tenuto in considerazione il problema buio. Risolto il problema buio si presenta il problema elicotteri. No, non nel vero senso della parola; mi riferisco a insetti di tutti i tipi che iniziano ad attorniare la lampada (che abbiamo fatto calare dai rami di uno degli ulivi accanto al tavolo). Necessario spostare la lampada sull'albero accanto se vogliamo evitare di nutrirci di strani scarafaggi volanti (gli infidi che si fingono morti di giorno e rompono le scatole di sera) che piombano dal cielo. Dopo il trasferimento più nessun problema. Comunque. B&B molto consigliato, data l'atmosfera piacevole che vi abbiamo trovato (inoltri i prezzi sono più che buoni).

 

ErcolePrima tappa: Parco dei Mostri di Bomarzo (ingresso 9 euro, un po' troppo forse, ma si può stare tutto il giorno ed è pieno di gente in equipaggiamento da pic-nic).
Il parco è stato fatto costruire da Vicino Orsini nel XVI secolo ed è pieno di grossi monumenti di personaggi e mostri mitologici. Noi ci siamo divertiti a replicare le sculture, cercando l'accuratezza dei dettagli e sfoggiando abilità acrobatiche (vedi foto a destra). Ambientazione molto caratteristica. Strana sensazione a camminare nella casa inclinata, costruita non perpendicolarmente al suolo e quindi quando ci si entra l'effetto che ci percepisce confonde, ci si sente tirare verso una parete.
Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son faccie horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi


Al pomeriggio abbiamo visitato Viterbo, partendo dal Museo della Macchina di Santa Rosa. No, Santa Rosa non si era fatta il Porsche, è un altro tipo di macchina. Il museo, che consiste in un'unica stanza (ingreso libero) è dedicato a questo particolare artefatto. Cito il sito ufficiale: "La Macchina di Santa Rosa è una struttura di quasi 30 metri, pesante oltre 50 quintali, che la sera del 3 settembre viene trasportata fino al Duomo da oltre 100 Facchini: tale cerimonia è tutt'oggi sentita dall'intera città. Nel Museo sono esposti modellini in scala di diverse macchine che hanno San Pellegrino in fioreeffettuato il trasporto dal 1924 al 1955; in una sala predisposta sono visibili i filmati delle cerimonie, fotografie e materiale documentario". Una manifestazione che mi appare quasi assurda e mi trasmette un'idea di "vecchio mondo", che è più difficile trovare a Milano.
Il museo si trova accanto alla chiesa di Santa Rosa, che contiene le spoglie della monaca. Piuttosto inquietanti in effetti.
Ci dirigiamo poi verso il quartiere di San Pellegrino, tra le zone più antiche della città. Tappa in una gelateria chic (perchè il pranzo si può fare con panini alla porchetta/salsiccia seduti per terra... ma per il gelato serve un locale storico in cui gustarsi la merenda sfoggiando un mignolo alzato da snob ;P). Per il ponte del primo Maggio San Pellegrino è in fiore. I vicoletti medievali sono pieni di decorazioni floreali e bancarelle, negozi e botteghe sono aperte, un mucchio di gente passeggia (troppa, in effetti). Il quartiere, così addobbato fa proprio una bella figura.

Il giorno successivo partiamo con Tuscania. Carina, anche se la nostra vera meta nel luogo è la CalcataTrattoria da Alfreda, che offre un pranzo completo con piatti tipici (provate i lombrichelli) a meno di 15 euro. Mi è piaciuta molto la chiesetta del monastero delle clarisse di San Paolo, piccola, ma bella.
Molto più gradevole la visita alla città vecchia di Calcata, che spicca sopra uno sperone di roccia, circondato da alberi a perdita d'occhio. I vicoli sono caratteristici e in un angolino troviamo dei musicisti che intonano canzoni regionali, circondati da una piccola folla. Ci sono diverse botteghe interessanti, sono particolari anche alcune delle persone che le gestiscono; in una è vietato l'ingresso a chi non saluta :). C'è anche un negozio di bellissime maschere di cuoio. Da una balconata a strapiombo riusciamo a vedere un cinghiale con un paio di cinghialini, bellissimo! Consigliatissima.

Capatina a Sutri per vedere l'arena, che troviamo chiusa. Facciamo quindi un giringiro, ma non siamo pienamente soddisfatti. La cattedrale divide i nostri pareri, ma il suo pavimento di mattonelline colorate un po' storte affascina l'intero gruppo.


L'ultimo giorno avevamo come obiettivo Bagnoregio (borghetto patrimonio dell'UNESCO) e Tarquinia, ma un tamponamento ci ha fatto passare la giornata divisi tra pronto soccorso e carrozziere.

Ci diciamo più che soddisfattti. Passando da un paese all'altro ammiriamo il paesaggio di campagna, con la flora e la fauna annessa (cavalli, pecore, gazze, corvi, upupe, uno struzzo, ecc.).
Avremmo potuto visitare anche una delle numerose necropoli etrusche della zona, ma il tempo era nostro nemico. Sarà per la prossima volta. La Tuscia Viterbese non è molto pubblicizzata, ma è bella da visitare.

 
 
 

Inaugurazione

Post n°1 pubblicato il 20 Maggio 2010 da SnoopyHood
 

Salve popolo di internet!

Ho aggiunto un altro blog all'esercito di web log che infestano la rete. Uno in più non farà saltare tutto in aria (mi auguro che questa frase non rientri nella categoria delle UPF: le Ultime Parole Famose).

Come nasce l'idea di questo spazio? Nasce da un altro blog che avevo aperto con degli amici un paio di anni fa per descrivere il nostro viaggio estivo in Spagna. Il diario di viaggio è purtroppo rimasto incompleto per mancanza di collaborazione, ma rileggendolo mi è tornata la voglia di condividere le mie piccole esperienze di viaggio sul web. Non so se qualcuno leggerà oppure no. Non so se sarò in grado di gestire bene questo spazio. Non so quali saranno i viaggi che mi aspettano. So che voglio provarci, anche solo per tenere un diario personale per trattenere i ricordi della mia memoria troppo selettiva.

Concludo inserendo il link al blog del mio viaggio in Spagna del 2008: Pan di Spagna

Ciao!

 
 
 

THESE ARE THE DAYS

Questo blog racconta i viaggi che ho fatto attraverso le mie descrizioni, i miei commenti e le mie fotografie.
Buona lettura e buon divertimento!

 

QUOTES

Io preferisco raccontare ciò che i miei occhi hanno visto e la mia testa ha pensato, non sarà la verità oggettiva ma almeno è la verità di qualcuno, cioè la mia.

Syusi Blady

 

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