
Olimpiadi made in China: perfezionismo e
stranezze ai Giochi di Beijing 2008
Pubblicato da Elisa, Blogosfere staff alle
09:30 in Curiosità

Dopo gli spiedini di scorpioni, l'agopuntura olimpica e la decisione di
iniziare le Olimpiadi l'8 Agosto 2008 alle 8.08 pm, continuiamo a
scoprire le stranezze e i retroscena del palcoscenico olimpico made in
China.
Emanuela Zerbinatti in un interessante
post sul blog Arte e Salute svela alcuni "falsi"
olimpici che confermano ancora una volta l'esagerata smania di perfezione
cinese, come la bella bambina che ha commosso il mondo con la
sua voce angelica, peccato che cantasse in playback; i famosi fiori
addestrati a sbocciare a comando per avere a disposizione centinaia di
mazzi di fiori sempre freschi da consegnare agli atleti durante le premiazioni
oppure l'accusa che nelle medaglie consegnate ai vincitori non
ci sia vero oro ma piombo...
Ago 0818
A “tarocco” olimpico non si guarda in bocca.
Nemmeno se è cinese
Pubblicato da Emanuela Zerbinatti alle 19:52
in
Salutando
Pechino
La festa ai cinesi adesso la fanno gli altri.
Loro "volevano che fosse tutto perfetto non sapendo, forse, che la
perfezione non è di questo mondo" come avevo già
detto prima che la macchina olimpica cinese si mettesse in moto,
ben sapendo a quale delusione ci si condanna quando si vuole raggiungere un
obiettivo impossibile come questo.
La perfezione non è di questo mondo e nemmeno di quello cinese. A
partire dalla cerimonia di apertura di piccole imperfezioni ce ne sono state e
ce ne saranno ancora, come è umano che sia. È vero che solo puntando
in alto ci si può alzare da terra, ma pubblicizzare troppo questa volontà ben
sapendo che sarebbero stati comunque tutti lì a far le pulci al proprio lavoro,
non mi sembrava una scelta sensata.
E infatti la caccia grossa dei soliti detrattori, quelli che vivono non
per costruire qualcosa di proprio ma per distruggere ciò che costruiscono gli
altri, è partita subito dalla grande cerimonia di apertura: l'evento
olimpico che più di tutti doveva stupire, è stato quello che ha eccitato
particolarmente i loro animi. Contenti loro. Del resto sono innocui,
basta saperli riconoscere, altrimenti si finisce col credergli cadendo nel
tranello della trave e la pagliuzza. In pratica le piccole imperfezioni cinesi
rischiano di apparirci come grosse macchie nere su fogli bianchi e non sarebbe
corretto visto che la stragrande maggioranza di chi di cerimonie
d'apertura ne ha vissute parecchie, dal vivo o in diretta Tv, ha definito
quella di Pechino 2008 come la più bella in assoluto.
Ma cosa hanno già scovato i detrattori di queste olimpiadi?
Crash di sistema. Di tutto un po',
a partire dalla tecnologia, vera protagonista di queste olimpiadi. Primo
"errore" i fuochi artificiali
"virtuali" pre-registrati e consegnati alle Tv per
essere mandati in onda in caso di intoppi, ma sarebbe più corretto dire
"falso d'autore" a scopo preventivo, che per fortuna non è servito.
Secondo errore, e qui sì che si scivola in uno degli incubi peggiori degli
utilizzatori di computer, il Blue Screen
of Death comparso come proiezione su un soffitto del National
Stadium a far da sfondo alle immagini dell'ultimo tedoforo in volo verso il
braciere olimpico. Vabbé ma in fondo è capitato anche a Bill Gates presentando uno dei suoi
sistemi operativi e lui rispose che "Beh,
può capitare". Sì, "può capitare" ma è meglio se non capita quando il mondo intero è lì a
guardarti.
Due bimbe per una canzone.
Poi si passa alla discutibile soluzione cinese per l'eterno dilemma del mondo
dello spettacolo: meglio la bellezza o il talento? Per i cinesi a quanto pare
sono a pari livello e infatti la bella
bimba vestita di rosso che con voce straordinaria ha cantato l'Ode alla Patria,
si è rivelata un bluff.
La vera cantante era Yang Peiyi,
7 anni, con un talento canoro indiscutibile ma dentini giudicati troppo "storti e radi" per
essere mostrati a tutto il mondo, molto meglio il bel sorriso ammiccante di Lin Miaoke, due anni più grande e una
carriera già ben avviata in pubblicità. Perché accontentarsi quando si può
avere tutto? Le bugie però hanno le gambe corte e la frode è stata presto
svelata. In questo caso mi arrabbio anche io, avrei preferito si desse spazio
al talento, e poi Yang Peiyi non è mica così brutta: ha la bellezza spontanea
di una bambina della sua età che è molto meglio delle moine costruite ad arte
di Lin Miaoke e di tutti i bimbi usati a scopi pubblicitari.
Il ballo copiato.
Tra bugie e tarocchi, la cerimonia di apertura dei giochi non si è fatta
mancare nemmeno l'accusa di plagio.
A lanciarla è stato un nostro connazionale, Enzo Carnebianca, scultore, scenografo e pittore, con
quarant’anni di carriera alle spalle e un curriculum pieno di mostre e
rappresentazioni teatrali. Secondo lui il collega cinese Shen Wei avrebbe copiato le
figurazioni dei ballerini da una sua coreografia messa in scena nel 1994. Tra i
due artisti il contenzioso in realtà è aperto da un po'. Il plagio infatti era
stato già denunciato in occasione della Biennale 2004 per "Folding",
l'opera (del 2000) che ha dato notorietà a Shen Wei. Rivedendosi copiato alla
cerimonia dell'8 agosto, Carnebianca ha pensato di rilanciare l'accusa.
Natura ribelle.
Cerimonia a parte restano comunque molti i punti a cui ci si attacca per dire
che i cinesi hanno fallito la missione confermando la loro fama di
"taroccatori", l'aggettivo che va per la maggiore in questi giorni.
A Ferragosto, ad esempio, nella rubrica dal titolo emblematico "Un colpo
ai cerchi", TuttoSport
parla di "taroccatori sconfitti",
perché "nel Paese delle medicine e dei
ricambi d'aereo contraffatti (e non solo delle borsette) hanno dovuto
arrendersi: possono distruggere l'ambiente ma non taroccare il tempo".
In fondo lo avevo detto anche io a proposito dei fiori "addestrati" in laboratorio a
sbocciare all'unisono durante le olimpiadi, che alla natura
non si comanda. E infatti, come sottolinea anche il quotidiano sportivo, "la natura, che non si può né arrestare né censurare,
si è vendicata della spocchia degli organizzatori cinesi" e se
loro "dicevano che sarebbero state le
olimpiadi migliori di sempre e che erano attrezzati anche per controllare il meteo
... alla faccia dei missili antipioggia e delle fantasiose tecnologie
millantate alla vigilia, sono state già sospese le gare di canottaggio e di
canoa slalom per paura dei fulmini e non si è gareggiato nella vela per assenza
di vento".
Il quotidiano sportivo dimentica però anche
il tifone che ha colpito Hong Kong facendo saltare le gare di equitazione e
costringendo un cavallo francese al ritiro a causa di un infortunio procuratosi
nell'agitazione per i forti tuoni.
Rose al profumo di vaniglia.
Sempre in tema di natura, fiori e "tarocchi alla cinese", Laura Alari, l'inviata a Pechino per
il quotidiano Il Giorno, ha
raccontato tra le altre cose, che in questa sua avventura olimpica le è stato
regalato "un bel mazzo di fiori,
taroccati pure quelli, perché i cinesi quando ci si mettono d'impegno non li
batte nessuno". Il riferimento è proprio ai famosi ibridi
capaci di sbocciare a comando "per
avere a disposizione centinaia di mazzi da consegnare agli atleti durante le
premiazioni, per omaggiare gli ospiti e agghindare i saloni per i ricevimenti
ufficiali".
La riprova del taroccamento? Secondo la giornalista sta nel fatto che "arrivano a Pechino, freschissimi e profumatissimi (di
vaniglia!), dopo aver percorso migliaia di chilometri partendo dallo Yunnan,
regione del sud-est asiatico al confine con la ex-Birmania nota appunto come il
Paradiso dei fiori."
Tarocco o no, il mazzo di roselline
rosse e gialle al profumo di vaniglia glielo hanno regalato e, come si sa, a
"caval donato non si guarda in bocca". Ma forse Alari
un po' prevenuta lo è visto che esordisce scrivendo di essere "in attesa di scoprire un giorno che non siamo mai
stati a Pechino ma sulla spiaggia di Riccione, dove una città virtuale con i
templi e un mausoleo al centro di una grande piazza faceva da sfondo al
videogame delle Olimpiadi".
Oro, argento e piombo.
Non si parla direttamente di "tarocchi" cinesi, ma anche la notizia
appena pubblicata dall'Adnkronos
ci ricorda che sono in molti a vedere falsi ovunque in questa olimpiade. Il
segretario generale del Bocog, Wang Wei,
ha dovuto infatti ammettere che ogni
medaglia d'oro contiene solo il 6% del metallo più prezioso, precisando però
che ci sarà anche tanto argento e poco oro puro, ma di certo non c'è piombo,
come qualcuno aveva sostenuto sui blog on line.
Il portavoce del Comitato organizzatore dei Giochi cinesi ha bollato come
"uno scherzo" tale
ipotesi, spiegando che "il prezioso
metallo per le medaglie arriva dall'Australia ed è controllato dalle autorità
cinesi per attestarne l'autenticità".
SEGUE Pag.2/3
Inviato da: ehicomemivuoi
il 08/05/2011 alle 00:57
Inviato da: ITALIANOinATTESA
il 07/05/2011 alle 11:43
Inviato da: ITALIANOinATTESA
il 23/09/2009 alle 19:20
Inviato da: unblogaquattrozampe
il 17/06/2009 alle 20:13
Inviato da: ehicomemivuoi
il 28/05/2009 alle 22:31