La provincia di Bolzano ha
deciso di abbattere più di 2000 marmotte (da sempre per loro simbolo di
attrattiva turistica). Una identica decisione era da loro già stata
adottata nello scorso anno, ma un riscorso l'aveva poi resa
nulla. Di seguito gli indirizzi:
>,
>, >
oppure, col ";" come separatore: >;
>; >
Questo è il
testo: ...............................
Buongiorno,
scrivo per aderire alla seguente
petizione:
Al Presidente della Provincia di
Bolzano Alla Camera di Commercio di Bolzano All'Unione Commercio Turismo
Servizi
In relazione alla notizia apparsa sul
quotidiano La Stampa, che riporta la decisione della Provincia di Bolzano
di aprire nei prossimi giorni la caccia alla marmotta, consentendo
l'abbattimento di più di duemila individui,
DATO CHE:
1) la marmotta è in Italia specie
protetta dal 1992; 2) il TAR ha condannato analoga deroga del 2007; 3) le
ragioni addotte per l'abbattimento, cioè che le marmotte vezzeggiate dai
biscotti dei turisti abbiano sviluppato denti troppo lunghi e quindi
danneggino gli alpeggi, non sembrano sostenibili.
I SOTTOSCRITTI
CITTADINI
esprimono il loro piu' fermo dissenso,
e chiedono che questa decisione venga immediatamente
ritirata.
L'Alto Adige, per indulgere ai desideri
dei cacciatori, sta perdendo attrattiva per moltissime persone che,
disgustate da episodi come quello dell'abbattimento del tutto non
necessario del cervo, e dalle continue deroghe alle leggi europee anche
per quel che riguarda gli stambecchi, non intendono più trascorrervi le
loro vacanze.
In fede ...
nome cognome
...
----------------------------------
DI seguito l'articolo de La Stampa
che parla della vicenda. Ciao
La Stampa, 18 agosto
2008
Via alla strage delle marmotte L'Alto
Adige abbatte i roditori: devastano gli alpeggi. Il Wwf: sono animali
protetti, ricorreremo al Tar ANNA SANDRI
L'amministrazione provinciale di
Bolzano ha dato il via libera: nei prossimi giorni circa 4.000 cacciatori
abbatteranno poco più di 2.000 marmotte. Inevitabili le polemiche e gli
appelli di animalisti e villeggianti. "Le marmotte - spiega il presidente
della Provincia (e cacciatore), Luis Durnwalder -, stanno minando i verdi
prati degli alpeggi destinati al pascolo e le tane rischiano di rompere
l'equilibrio della flora". Il censimento delle marmotte a Bolzano si è
appena concluso. "In tutta la provincia - ha sottolineato Giorgio
Carmagnola, responsabile dell'ufficio caccia - sono stati censiti 44.118
esemplari; di questi, 25.580 stanno provocando i maggiori danni ai
pascoli. Da qui l'esigenza di dare il via alla caccia". La stagione
venatoria aprirà il primo settembre. Da notare che nel resto d'Italia la
marmotta è una specie protetta, come sancisce una legge del 1992. Bolzano
è finita al centro di polemiche, recentemente, per l'abbattimento a colpi
di pistola di un cervo, finito tra i turisti nel centro della città:
l'ufficio caccia non aveva fucili in grado di sparare dardi con
anestetico. Che tu sia stambecco o marmotta, quando ti svegli comincia a
correre altrimenti a sera non ci arrivi. La saggezza della savana può
funzionare in Alto Adige, dove la vita è dura per le specie protette: di
anno in anno, di deroga in deroga alle leggi nazionali e sovranazionali,
animali che altrove sarebbero guardati con rispetto e contati con scrupolo
finiscono nel mirino dei cacciatori. Quest'anno la voce degli animalisti
si alza più forte perché è fresca la ferita del cervo abbattuto a colpi di
fucile e di pistola in un garage del centro di Bolzano: era arrivato per
sbaglio in città, impazzito di paura per le decine di pattuglie che lo
inseguivano con tanto di sirene si era rifugiato nel sotterraneo e lì,
siccome non si trovava un fucile da armare con anestetico, era finito in
un bagno di sangue. Un caso clamoroso, per il quale si dice abbiano pagato
anche gli albergatori della zona che si sarebbero visti arrivare non poche
disdette di prenotazioni da parte di clienti disgustati. Dopo il cervo, le
marmotte e gli stambecchi. Per le marmotte la stagione dei pallini si
aprirà a giorni: sono troppe e la Provincia ha deciso di concedere la
caccia in deroga a tutti quei Comuni che, in misura diversa, ne hanno
fatto richiesta. I roditori sono sotto accusa perché devastano gli alpeggi
e li sforacchiano con le loro tane. Una leggenda metropolitana dice che la
loro aggressività sia dovuta anche al troppo ravvicinato contatto con
l'uomo: nutrite a pezzi di pane e biscottini, le marmotte avrebbero smesso
da tempo di fare il loro mestiere di roditori, e avrebbero di conseguenza
incisivi lunghi e dannosi. "Questo non è dimostrato - dice Roberto
Maistri, responsabile del Wwf per la Provincia di Bolzano -, mentre è vero
che tra qualche giorno sparare alle marmotte non sarà reato, il che fa
dell'Alto Adige un posto davvero unico. È così da anni, le nostre proteste
e i nostri ricorsi ci servono solo per la soddisfazione morale: quando il
Tar ci dà ragione, le bestie sono già da mesi morte e imbalsamate, a fare
da soprammobile nei salotti dei cacciatori". Stessa sorte per gli
stambecchi. In Alto Adige erano estinti, nei primi anni Ottanta si è
deciso di ripopolare. Ancora Maistri: "Li hanno fatti arrivare da Valle
d'Aosta e Piemonte. Oggi dovrebbero essere circa duemila ma sono solo
7-800, perché ogni anno c'è la deroga a una legge europea e ne fanno
abbattere 70 o 80. Mica li mangiano: gli basta il trofeo". La caccia
è una passione dilagante; il primo dei praticanti è Luis Durnwalder,
presidente della Provincia e assessore alla Caccia, proprio lui che firma
le deroghe. Poi, su 5 mila e 400 tesserati, ci sono le donne: sono 200,
vestono completini di loden dei più tradizionali con tanto di cappello con
la penna, e si dice amino posare in foto con le loro prede. Eppure
proprio su queste stesse montagne l'orso Bruno aveva salvato la pelle:
spadroneggiava negli ovili e nessuno gli ha torto un pelo; appena ha
passato il confine lo hanno buttato giù come una sagoma da luna
park. "Verissimo - conferma Maistri -, ma la Provincia pagava agli
allevatori i danni provocati da Bruno perché avevamo addosso gli occhi di
tutta Italia, era una questione di immagine, non certo di attenzione per
l'animale". "Anche quest'anno sarà il solito teatrino - prevede
Claudio Calissoni della Lav -. Le associazioni animaliste chiederanno alla
Provincia e ai vari Comuni la lista delle deroghe. Loro ci manderanno una
montagna di incartamenti, migliaia di carte. Noi dovremo esaminarle una a
una fino a trovare quelle incriminate. A quel punto presenteremo ricorso
al Tar che, come ha fatto l'anno scorso, annullerà il decreto provinciale
di deroga, ma sarà troppo tardi. La sentenza nel 2007 è arrivata a maggio
per la caccia dell'autunno precedente". Gli ambientalisti vorrebbero una
cosa: "Chi firma la deroga paghi di tasca propria gli avvocati per
presentarsi al Tar. Che paghino i cittadini è davvero
troppo".
---
Mer 27/8/08, Graziella Zavalloni
ha scritto:
Da:
Graziella Zavalloni Oggetto: Bolzano
Piano abbattimento di marmotta A: "franca meotti"
Cc: "LAC"
, "Catia Acquaviva"
, "Simone Bonanomi"
, "elisabetta struzzi"
Data: Mercoledì 27 agosto 2008,
10:31
Ciao a tutti, domani l'avv. De Pascalis presenterà ricorso per impugnare la delibera piano abbattimento di marmotta. Graziella
franca meotti ha scritto: > > > ---------- Messaggio inoltrato ---------- > Da: *alberto meotti* > > > Date: 18 agosto 2008 13.04 > Oggetto: caccia alle marmotte > A: Drssa Franca Meotti > > > > > Da La Stampa di Torino 18 agosto 2008: > > > Via alla strage delle marmotte > <http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=622&ID_sezione=339&sezione=News#>
> <http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=622&ID_sezione=339&sezione=News#>
> > L'Alto Adige abbatte i roditori: devastano gli alpeggi. Il Wwf: sono > animali protetti, ricorreremo al Tar > ANNA SANDRI > L'amministrazione provinciale di Bolzano ha dato il via libera: nei > prossimi giorni circa 4.000 cacciatori abbatteranno poco più di 2.000 > marmotte. Inevitabili le polemiche e gli appelli di animalisti e > villeggianti. «Le marmotte - spiega il presidente della Provincia (e > cacciatore), Luis Durnwalder -, stanno minando i verdi prati degli > alpeggi destinati al pascolo e le tane rischiano di rompere > l'equilibrio della flora». Il censimento delle marmotte a Bolzano si è > appena concluso. «In tutta la provincia – ha sottolineato Giorgio > Carmagnola, responsabile dell'ufficio caccia – sono stati censiti > 44.118 esemplari; di questi, 25.580 stanno provocando i maggiori danni > ai pascoli. Da qui l'esigenza di dare il via alla caccia». > > La stagione venatoria aprirà il 1° settembre. Da notare che nel resto > d'Italia la marmotta è una specie protetta, come sancisce una legge > del 1992. Bolzano è finita al centro di polemiche, recentemente, per > l'abbattimento a colpi di pistola di un cervo, finito tra i turisti > nel centro della città: l'ufficio caccia non aveva fucili in grado di
> sparare dardi con anestetico. Che tu sia stambecco o marmotta, quando > ti svegli comincia a correre altrimenti a sera non ci arrivi. La > saggezza della savana può funzionare in Alto Adige, dove la vita è > dura per le specie protette: di anno in anno, di deroga in deroga alle > leggi nazionali e sovranazionali, animali che altrove sarebbero > guardati con rispetto e contati con scrupolo finiscono nel mirino dei > cacciatori. > > Quest'anno la voce degli animalisti si alza più forte perché è fresca > la ferita del cervo abbattuto a colpi di fucile e di pistola in un > garage del centro di Bolzano: era arrivato per sbaglio in città, > impazzito di paura per le decine di pattuglie che lo inseguivano con > tanto di sirene si era rifugiato nel sotterraneo e lì, siccome non si > trovava un fucile da armare con anestetico, era finito in un bagno di > sangue. Un caso clamoroso, per il quale si dice abbiano pagato anche > gli albergatori della zona che si sarebbero visti arrivare non poche > disdette di prenotazioni da parte di clienti disgustati. > > Dopo il cervo, le marmotte e gli stambecchi. > Per le marmotte la stagione dei pallini si aprirà a giorni: sono > troppe e la Provincia ha deciso di concedere la caccia in deroga a > tutti quei Comuni che, in misura diversa, ne hanno fatto richiesta. I > roditori sono sotto accusa perché devastano gli alpeggi e li > sforacchiano con le loro tane. Una leggenda metropolitana dice che la > loro aggressività sia dovuta anche al troppo ravvicinato contatto con > l'uomo: nutrite a pezzi di pane e biscottini, le marmotte avrebbero > smesso da tempo di fare il loro mestiere di roditori, e avrebbero di > conseguenza incisivi lunghi e dannosi. > > «Questo non è dimostrato - dice Roberto Maistri, responsabile del Wwf > per la Provincia di Bolzano -, mentre è vero che tra qualche giorno > sparare alle marmotte non sarà reato, il che fa dell'Alto Adige un > posto davvero unico. È così da anni, le nostre proteste e i nostri > ricorsi ci servono solo per la soddisfazione morale: quando il Tar ci > dà ragione, le bestie sono già da mesi morte e imbalsamate, a fare da > soprammobile nei salotti dei cacciatori». > > Stessa sorte per gli stambecchi. In Alto Adige erano estinti, nei > primi anni Ottanta si è deciso di ripopolare. Ancora Maistri: «Li > hanno fatti arrivare da Valle d'Aosta e Piemonte. Oggi dovrebbero > essere circa duemila ma sono solo 7-800, perché ogni anno c'è la > deroga a una legge europea e ne fanno abbattere 70 o 80. Mica li > mangiano: gli basta il trofeo«. > La caccia è una passione dilagante; il primo dei praticanti è Luis > Durnwalder, presidente della Provincia e assessore alla Caccia, > proprio lui che firma le deroghe. Poi, su 5 mila e 400 tesserati, ci > sono le donne: sono 200, vestono completini di loden dei più > tradizionali con tanto di cappello con la penna, e si dice amino > posare in foto con le loro prede. > > Eppure proprio su queste stesse montagne l'orso Bruno aveva salvato la
> pelle: spadroneggiava negli ovili e nessuno gli ha torto un pelo; > appena ha passato il confine lo hanno buttato giù come una sagoma da > luna park. «Verissimo - conferma Maistri -, ma la Provincia pagava > agli allevatori i danni provocati da Bruno perché avevamo addosso gli > occhi di tutta Italia, era una questione di immagine, non certo di > attenzione per l'animale». > «Anche quest'anno sarà il solito teatrino - prevede Claudio Calissoni > della Lav -. Le associazioni animaliste chiederanno alla Provincia e > ai vari Comuni la lista delle deroghe. Loro ci manderanno una montagna > di incartamenti, migliaia di carte. Noi dovremo esaminarle una a una > fino a trovare quelle incriminate. A quel punto presenteremo ricorso > al Tar che, come ha fatto l'anno scorso, annullerà il decreto > provinciale di deroga, ma sarà troppo tardi. La sentenza nel 2007 è > arrivata a maggio per la caccia dell'autunno precedente». > Gli ambientalisti vorrebbero una cosa: «Chi firma la deroga paghi di > tasca propria gli avvocati per presentarsi al Tar. Che paghino i > cittadini è davvero troppo». >
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Inviato da: ehicomemivuoi
il 08/05/2011 alle 00:57
Inviato da: ITALIANOinATTESA
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il 28/05/2009 alle 22:31