
E’ stato rilevato che circa il 5% della popolazione infantile è costituito da superdotati. Ma cosa vuol dire “superdotazione” e cosa comporta?
Quando si parla di superdotazione la prima cosa a cui si pensa è a un alto quoziente intellettivo, ad esempio ad una persona che risolve difficili calcoli matematici o a un grande scienziato, ma la superdotazione non riguarda esclusivamente l’intelligenza, può anche essere data da una capacità specifica o da un talento particolare che non ha alcun legame con le capacità cognitive; se prendiamo, ad esempio, un pittore, egli non è tale grazie alla sua intelligenza ma per altre caratteristiche come l’originalità, la capacità di impressionare lo spettatore, il tratto, il modo di utilizzare il colore…
Possiamo anche incontrare un altro tipo di superdotazione, la precocità, quasi un “anticipo”, S. Sansuini la definisce “una superdotazione transitoria” che può trasformarsi in una superdotazione stabile oppure diminuire con il tempo fino a tornare nella norma.
Essere bambini precoci, dotati o superdotati, genera molti problemi, la causa principale è la disarmonia che ne deriva.
A volte i problemi nascono proprio dal fatto che queste doti non vengono riconosciute e fatte fruttare.
Molti di questi bambini vengono spesso scambiati, erroneamente, per bambini con disturbi dell'attenzione o della personalità in quanto il loro disagio interiore li porta spesso a non riuscire a creare legami positivi con i compagni, ad annoiarsi in classe e quindi a disturbare in continuazione oppure a isolarsi.
Non è solo per aiutare i bambini a sviluppare le loro doti o i loro talenti, quindi, che la scuola deve adoperarsi ma anche, e soprattutto, per permettere loro di superare queste tensioni interne che rischiano di compromettere l’intero corso della loro vita. I bambini hanno bisogno di trovare nella scuola un ambiente in grado di riconoscere e far sbocciare ciò che essi hanno da dare, ma ogni bambino è diverso dall’altro, quindi perché ciò si realizzi e necessaria la creazione di una “scuola su misura” che sappia mettersi a disposizione di ogni singolo alunno e non solo del gruppo-classe.
Per questi bambini, soprattutto in Italia, è stato fatto ben poco, l’attenzione delle istituzioni scolastiche, infatti, è quasi sempre rivolta verso gli alunni svantaggiati mentre coloro che sono al di sopra dello standard vengono spesso ignorati. L’intervento dell’ambiente, delle esperienze e di stimoli positivi aiutano il bambino a sviluppare le proprie doti; in che misura non si sa ancora e neppure se le doti che si svilupperanno saranno quelle che il bambino ha nel proprio bagaglio genetico oppure se sarà in grado di “costruirsene” di nuove. Ma questa conoscenza “parziale” non deve impedire che vengano loro offerti gli elementi per aiutarli a crescere secondo le proprie inclinazioni e possibilità.
Non è importante sapere se un bambino ha in sé il gene della musica, o della pittura, è più importante che allo stesso bambino venga data la possibilità di avvicinarsi a quei mondi se lo desidera oppure di approfondire argomenti che lo appassionano.
Inviato da: RINGHIOSO72
il 01/05/2017 alle 14:44
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il 01/05/2017 alle 14:42
Inviato da: atapo
il 24/09/2010 alle 21:30
Inviato da: Kim74x
il 24/09/2010 alle 18:46
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il 15/09/2010 alle 22:35