Creato da lapietraia_07 il 05/01/2011

La Pietraia Alghero

Storia del quartiere La Pietraia di Alghero

 

La vetreria

Post n°20 pubblicato il 11 Gennaio 2011 da lapietraia_07
 
Foto di lapietraia_07

Capannone dove si produceva il vetro

 

La prossima descrizione introduce un nuovo argomento: la Vetreria

"La Pedrera è nato come un quartiere popolare. Era costruito sul lato destro della strada, dove c'era un'estesa cava di tufo dalla quale si ricavavano i cantoni per fabbricare le case; c'era una vetreria, e si trovavano magazzini grandissimi dell'Aeronautica Militare che li utilizzava come deposito. Tutta la via principale era alberata con grossi alberi di eucalipto.
Nel lato sinistro era situato il caseificio: il resto del terreno fino ad arrivare al mare era occupato da orti ed ognuno aveva il pozzo.
La zona dove oggi c'è la mia casa era tutta orti con dei grandi vasconi colmi d'acqua per l'irrigazione.
Anche mia nonna paterna aveva l'orto con una casetta, i vasconi d'acqua e il pozzo. Poi, dopo il 1980, mia nonna ha costruito una casa grande. E nel 1982, sopra la sua abitazione, abbiamo costruito il nostro appartamento.
Gli orti venivano coltivati a patate, melanzane, zucchine, cetrioli, pomodori, ecc.
Nell'orto dove mio babbo da ragazzo lavorava c'era un cavallo che veniva usato per arare il terreno e anche per tirare il carro dove sopra ci mettevano le cassette delle verdure."

LA VETRERIA TURRITANA

Gli abitanti del rione ricordano la vecchia vetreria. Per saperne di più ho intervistato Antonio Ceravola che da ragazzo vi ha lavorato.

All'età di quattordici anni, Antonio lavorò come operaio alla vetreria per alcuni mesi ed ora racconta ciò che ricorda di quell'attività.
Nel 1945 i due capannoni in regione Taulera, di proprietà dell'Aeronautica, ospitarono la Vetreria che produceva bottiglie.
Era gestita da una società di imprenditori provenienti dalla Toscana.
Nel capannone di destra (rispetto al cancello d'ingresso) si svolgevano le varie fasi di lavorazione del vetro, mentre la costruzione che lo fronteggia era adibita a magazzino.
Al centro del capannone era situato un grande forno a bacino (colmo di vetro fuso), che rimaneva sempre acceso.
All'interno era costruito con mattoni refrattari e dopo alcuni mesi occorreva ricostruirlo poiché l'uso continuo ne logorava il rivestimento.
Per alimentarlo si utilizzava il gas ottenuto da un gasogeno. Nel gasogeno, che era situato vicino al forno, veniva messa della legna che bruciando formava il gas necessario. Un operaio lo caricava con la legna preparata dal taglialegna nel cortile dei fabbricati.

I forni raggiungevano una temperatura di circa 1500 gradi.

La materia prima era costituita dalla sabbia che raramente veniva prelevata dalle spiagge di Alghero (era troppo ricca di ferro), mescolata ad altri elementi.
Inoltre si riciclava il vetro che arrivava da ogni parte della Sardegna. Il vetro riciclato era preferito alla sabbia poiché era già depurato e privo di scorie; veniva lavato dalle donne lavavetri mediante geti d'acqua ed attrezzi adatti ad eliminare eventuali residui di sporco.

La materia prima arrivava al bacino da una bocca di carico; nel forno erano situate anche delle bocchette a forma di pipa dalle quali veniva prelevato il vetro fuso, pronto per la lavorazione.
Con una lunga asta metallica l'operaio prendeva dal bacino la quantità necessaria di vetro fuso e lo faceva cadere nello stampo fatto di ghisa. Qui il vetro assumeva la forma esterna della bottiglia. Quindi veniva immessa dell'aria all'interno in modo da creare il vuoto.
Vicino al forno erano situate le due macchine per la produzione delle bottiglie.
Ad ogni macchina erano addetti quattro operai che lavoravano per sei ore in ogni turno. Nell'arco della giornata si alternavano alle macchine dodici lavoranti.

Siccome era prevista anche una squadra in più per eventuali assenze, si avvicendavano alle due macchine ventotto operai.
La lavorazione iniziava alla mezzanotte della domenica e veniva sospesa alla mezzanotte del sabato. I forni rimanevano accesi anche alla domenica.
In una giornata di lavoro si dovevano produrre almeno 4000 bottiglie da litro, o un numero maggiore di bottigliette per bibite. Per ogni bottiglia prodotta in più rispetto a quanto richiesto, si riceveva un maggior compenso .

Si producevano anche fiaschi e bicchieri con la tecnica del vetro soffiato. I due artigiani addetti a tale lavoro non erano sardi.
Essi fabbricavano anche damigiane fino alla capacità di cinquanta litri, sempre con la tecnica dl vetro soffiato.

I fiaschi e le damigiane erano poi affidati ad altre persone che li impagliavano a domicilio.

Le bottiglie erano destinate agli stabilimenti sardi che imbottigliavano acqua minerale, bibite, vini, alcolici, ecc.

 Il secondo capannone fungeva da deposito. Erano annessi anche gli uffici per l'amministrazione dell'attività.
Un altro caseggiato era utilizzato come abitazione da uno dei soci.
Nella produzione e nella gestione erano impegnate oltre cinquanta persone.
All'inizio degli anni cinquanta l'Aeronautica non rinnovò la concessione per l'utilizzo dei suoi locali. La società si trovò così nella necessità di cercare un'altra collocazione.
A questo punto decise di trasferirsi a Cagliari, dato che il maggior numero di ordinazioni veniva dal capoluogo sardo.
L'Aeronautica poi non utilizzò i capannoni, ed Alghero perse un'attività produttiva.
In seguito i locali furono usati come palestra e come scuola di ballo.


Dai ricordi di Antonio Ceravola
Prof. Enrico Valsecchi, figlio di un socio della Vetreria.

 

 
 
 

La scuola Elementare

Post n°21 pubblicato il 11 Gennaio 2011 da lapietraia_07
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Caseggiato di Via Napoli che ha ospitato di volta in volta le Scuole Elementari, il CRES*, la Scuola Materna e le Scuole Medie. Attualmente (1999) hanno la loro sede i Vigili del Fuoco.

LE SCUOLE ELEMENTARI

Nell'anno scolastico 1959-60 furono istituite le Scuole Elementari della Pedrera.

Il plesso dipendeva dal Secondo Circolo Didattico di Alghero, che era stato istituito nell'anno precedente (1958).
Per diverso tempo le aule ebbero la loro sede nel fabbricato di Via Napoli all'attuale numero civico 25.
Nei primi anni il numero degli iscritti appare molto alto, soprattutto se si considera che il nascente rione, negli anni intorno al 1962, contava circa 2000 abitanti.

Consultiamo l'Archivio del Secondo Circolo Didattico di Alghero.
Nell'Archivio del Secondo Circolo Didattico di Alghero si trovano i registri delle classi del plesso, fin dalla sua nascita. Si possono così conoscere i dati utili per ricostruire la storia della scuola.
Per prima cosa dai registri ho rilevato il numero degli iscritti in ciascuna classe e in ogni anno scolastico, a partire dal 1959 fino ad oggi.
Per analizzare meglio i dati ho preso nota anche degli indirizzi dei ventinove alunni di una classe dell'anno scolastico 1964-65 ed ho osservato che:
- dodici abitavano in Via Venezia,
- otto in Via Porto Conte (il più alto numero civico presente è il n° 66),
- cinque vivevano in Via Amalfi,
- tre in Via Napoli,
- uno in Via Pisa.

È sempre difficile trarre delle conclusioni soltanto sulla base di alcune cifre, tuttavia si può notare che in una zona così ristretta vivevano molti bambini che frequentavano una sola classe e quindi erano quasi tutti coetanei.
Nell'anno scolastico 1967-68, come risulta dai registri, una classe quinta frequentava in Via Porto Conte ed un'altra classe quinta era sistemata in Via Napoli. Ciò significa che era iniziato il trasferimento delle classi in un'ala dell'Istituto Professionale Statale per l'Industria e l'Artigianato, dove si trovava un lunghissimo corridoio con le porte delle aule sulla destra di chi entrava.
Il caseggiato scolastico occupato dall'IPSIA in realtà era nato come Scuola Elementare, ma in fase di costruzione fu destinato ad ospitare la scuola di Avviamento, come si legge nelle delibere della Giunta Municipale.
Sui registri dell'anno scolastico 1968-69 si legge che la scuola è sita in Via Porto Conte n° 133.
Le strade di provenienza degli iscritti sono ora più varie. Tra gli indirizzi troviamo anche S. Agostino vecchio, Nucleo S. Agostino, Azienda Maria Pia, e la 39°, 41° e 46° Strada.
Nel 1969-70 la Via Porto Conte diventa Via Don Minzoni. Negli indirizzi compaiono le Vie Iglesias, Porto Torres, Pacinotti, Galilei e Fermi, oltre alla 38°,39°,41°,44°,45°,46° Strada.
Nel 1978-79 lo stradario si arricchisce ancora e troviamo le Vie Edison, Carbonia, Liguria, La Maddalena, Pais, Tiziano, Villanova, Don Gnocchi, e Volta. Sono scomparse le strade numerate alle quali evidentemente è stato dato un nome.

 In questo periodo si verifica un forte incremento demografico e le Scuole Elementari della città applicano i doppi e i tripli turni, complicati spesso dalla precarietà del rifornimento idrico che impedisce agli alunni una frequenza continua e regolare delle lezioni.
La situazione della "Pedrera" è migliore rispetto ad altre. Infatti nel plesso alcune classi possono frequentare solo di mattina; osservando i dati, si nota una lieve riduzione nelle iscrizioni.

Ora riporto alcuni dati sulle iscrizioni:

Anno 1959-60: 82 alunni

Anno 1960-61: 130 alunni

Anno 1965-66: 320 alunni

 * Il Cres era il Centro Ricreativo Educativo Scolastico. Il Centro offriva agli alunni un pasto e la possibilità di prolungare l'orario scolastico con insegnanti che organizzavano attività educative.

 
 
 

Nasce il nuovo caseggiato delle Elementari

Post n°22 pubblicato il 11 Gennaio 2011 da lapietraia_07
Foto di lapietraia_07

NASCE IL NUOVO CASEGGIATO

All'inizio degli anni ottanta, nell'oliveto che fronteggia l'IPIA, vengono eliminate alcune piante, in gran parte olivi, e si inizia a costruire. Sta per sorgere il caseggiato delle Scuole Elementari. L'edificazione si protrae nel tempo ed infine, viste le pressanti richieste della Scuola Media che è ospitata in via Napoli, si conclude il piano superiore. Nel 1983 le classi delle medie si trasferiscono nell'edificio in via provvisoria.
Nell'anno scolastico 1985-86 devono infine cedere il manufatto alla Scuola Elementare che in gran fretta vi trasloca le cinque classi a Tempo Pieno ad anno scolastico iniziato, in un pomeriggio d'autunno.

E' presente Michele Soggiu, allora assessore del Comune, forse l'assessore alla cultura. Io mi sono lamentata perché ho notato che non c'è nemmeno un ambiente con tende pesanti in modo da ottenere il buio necessario per proiettare diapositive o altro. L'assessore mi ha risposto che non è molto importante, che dobbiamo apprezzare ciò che è stato fatto. Inutile replicare.

La situazione non è delle migliori. In pratica gli alunni si ritrovano in un cantiere edile dove si demoliscono tramezzi, si fanno le tracce per gli impianti, si lavora a pieno ritmo. Non c'è l'impianto per il riscaldamento e durante l'inverno il freddo è insopportabile.

Il lavoro, soprattutto al pomeriggio, è indescrivibilmente pesante. Se iniziamo un'attività di lettura a voce alta, di spiegazione o interrogazione, dobbiamo interromperla ogni qual volta si mette in funzione il motopicco. Allora sospendiamo per riprendere quando quel rumore insopportabile finisce. Ma subito dopo dobbiamo zittirci per il fragore che ricomincia. Infine siamo costretti a cambiare attività.

Per quanto riguarda il freddo, quell'inverno c'è stata anche qualche spruzzata di neve e dentro la scuola la temperatura scende a 10-8 gradi. ma le nostre segnalazioni sono inutili.

Le ampie vetrate sono poco isolanti nei confronti delle basse temperature. In compenso anche il sole entra indisturbato, occupa tutti gli spazi delle aule ed è impossibile sfuggire ai suoi cocenti raggi, grazie all'ampia parete finestrata che non ha tende.
L'odore emanato dai pavimenti di linoleum color verde variegato contribuisce a rendere soffocante l'aria nelle calde giornate autunnali e primaverili.

I lavori continuano ed infine, nel settembre 1988, tutte le classi trovano una sistemazione nel caseggiato che, se non si tiene conto degli inconvenienti citati (alcuni permangono ancora oggi- 2002), si presenta luminoso e spazioso.
Nelle diciassette aule si distribuiscono le dieci classi, di cui cinque a Tempo Pieno con orario dalle 8,30 alle 16,30. C'è uno spazio per la mensa, uno per la sala proiezione, e sono disponibili altri ambienti di servizio.
All'inizio degli anni novanta si decide di dare un'ampia parte del piano terra alla Scuola Materna che è alloggiata in via Napoli.

La Scuola Elementare deve rinunciare ai progettati spazi per attività manuali, musicali, ed altro. In seguito, per recuperare i locali necessari, si procede a chiudere una zona a sinistra dell'ingresso, per ricavare un'aula.
Attualmente la Scuola Elementare ha la disponibilità di cinque aule al piano terra e nove al piano superiore, per un totale di quattordici aule. Dieci sono occupate dalle classi; vi è inoltre la sala proiezione, l'aula per l'insegnamento della lingua straniera, l'aula di musica e l'aula di sostegno per i portatori di handicap.
Si sente la mancanza di uno spazio adeguato per allestire un laboratorio di informatica; in questo momento i tre computer (due nuovi ed uno piuttosto vecchio) di cui la scuola è dotata sono sistemati in un locale non idoneo.
Le dieci classi del plesso formano cinque moduli. Le classi che hanno tra le materie anche la lingua straniera, per una giornata alla settimana rimangono a scuola per otto ore e mezza, dalle 8,30 alle 17,00. La mensa utilizza uno spazio che si apre sul corridoio e si trova al piano superiore.

 I due piani sono collegati da due vani scala e da un ascensore.

Al centro del caseggiato si trova un piccolo giardino interno, attorniato da vetrate, dove si trovano alcune piante tra cui palme nane, alloro, rosmarino, e molte erbe spontanee. Sulla fascia piastrellata che lo contorna sono sistemate numerose piante in vaso. Anche l'interno dl caseggiato ospita un gran numero di piante ornamentali che il personale ausiliario cura rendendo ogni angolo più accogliente.

 Per le attività motorie gli alunni hanno a disposizione uno spazio interno alla scuola che viene usato anche dalla Scuola Materna, ed una palestra coperta che si trova all'esterno, ad una trentina di metri di distanza. Il mancato collegamento coperto con il caseggiato scolastico la rende inutilizzabile nelle giornate molto fredde e piovose.
Negli orari nei quali la scuola è chiusa, la palestra coperta viene occupata da una società sportiva che pratica il Taekondo.
IL caseggiato scolastico è circondato da un vasto cortile che necessita di sistemazione. Mancano zone d'ombra dove sostare nelle giornate calde, e non vi sono gli allestimenti che consentirebbero di organizzare dei giochi o di svolgere educazione motoria all'aperto.
Vi si trovano alberi di olivo, residui dell'oliveto abbattuto per far posto alla costruzione.

 

 La descrizione rispecchia la situazione del 2000.

 

 
 
 

Aggiornamenti sulla scuola

Post n°23 pubblicato il 12 Gennaio 2011 da lapietraia_07
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Grafico delle iscrizioni dal 1959 al 1999 rilevate ogni 5 anni.

 

 

Aggiornamenti al giugno 2002

Nell'estate del 2001 finalmente sono stati sostituiti i pavimenti di linoleum con piastrelle di ceramica antisdrucciolo. I lavori si sono protratti anche ad anno scolastico iniziato. Si è intervenuti inoltre sul tetto, rifacendo l'isolamento.
Si è eliminato così l'inconveniente del cattivo odore che veniva aggravato dall'eccessivo calore della scuola. Inoltre sono state installate le scale antincendio con porte antipanico a norma di legge.
Non si è ancora risolto il problema delle tende. Sembra incredibile, ma non si è ancora riusciti a dotare di tende le pareti finestrate.
L'aula per l'insegnamento della lingua straniera è stata trasformata in laboratorio d'informatica. Ora i computer sono dieci. Quando le classi fanno la lezione di informatica si sistemano due bambini per ogni computer, e lavorano a turno.
A causa del forte decremento demografico nell'anno scolastico 2002-2003 si è formata una sola classe prima. Al momento vi sono infatti solo diciassette iscritti di classe prima. Ciò comporterà la perdita di due insegnanti e l'istituzione di un modulo con tre classi e quattro insegnanti.

 Aggiornamenti ad aprile 2004

Nel 2003 si è provveduto a tinteggiare le facciate e a dotare le finestre di tende.
Purtroppo nel frattempo sono diminuite anche le iscrizioni, dovute al continuo calo della nascite. Attualmente frequentano 8 classi: una prima di 25 alunni e una seconda di 20 sono unite in modulo; ci sono poi due terze, due quarte e due quinte.

Fornisco ora altri dati sulle iscrizioni.

Anno 1970-1971: 325 alunni

Anno 1975-76: 242 alunni

Anno 1980-81: 227 alunni

Anno 1985-86: 200 alunni

Anno 1990-1991: 178 alunni

Anno 1995-1996: 196 alunni

Anno 1999-2000: 186 alunni

 Foto, tabelle e grafici sono pubblicati nel blog:

http://la-pietraia.blogspot.com

 

 
 
 

La parrocchia di San Giuseppe

Post n°24 pubblicato il 12 Gennaio 2011 da lapietraia_07
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Interno della chiesa

"La Pietraia è un rione giovane, nato negli anni sessanta. È stato costruito lungo la vecchia strada Alghero-Fertilia: si trova in periferia e confina da una parte con le campagne, dall'altra parte con il quartiere del Lido, e dall'altra ancora con il resto della città. Ora è il quartiere più grande di Alghero e forse il più importante. C'è l'ospedale, la stazione ferroviaria, il mercato, la chiesa parrocchiale di San Giuseppe , la farmacia, i bar e tanti negozi.
È molto trafficato soprattutto d'estate perché chi va al mare nella zona di Fertilia, chi va all'Aeroporto, e a Porto Torres a prendere la nave, passa sempre qui; ci sono mezzi pubblici per il trasporto delle persone. Le case e i palazzi sono di diverse altezze; il massimo dell'altezza delle costruzioni è di cinque piani."

LA PARROCCHIA DI SAN GIUSEPPE

Parliamo ora della parrocchia della Pietraia, la chiesa di San Giuseppe. 
I primi abitanti del rione non avevano una chiesa e dovevano accontentarsi dell'atrio della Scuola Elementare che allora si trovava in via Napoli, che fu adattato per poter officiare le funzioni religiose.
Il Vescovo di Alghero e Bosa, che era allora Monsignor Adolfo Ciuchini, volle che nella zona sorgesse una parrocchia e desiderò che fosse intitolata a San Giuseppe.
La chiesa fu edificata negli anni dal 1960 al 1962.

Prima della sua costruzione nel terreno c'era un grande fosso che era stato scavato dai cavatori di pietra.
Quando fu aperta al culto non era ancora pavimentata.
La prima messa vi fu celebrata nel giorno di Natale del 1962.
Allora i confini de La Pietraia partivano dal Canalone che si trova presso la chiesa di San Giovanni. Nella zona si contavano circa cinquecento abitanti.
Il parroco era Don Giuseppe Sanna. Egli tenne la parrocchia per cinque anni, e nel 1967 fu sostituito dal parroco di Sa Segada, Don Potito.
Nel 1967 la popolazione era arrivata all'incirca a duemila unità.
Oggi nella parrocchia vi si possono contare circa seimila, seimilacinquecento abitanti ed i suoi confini sono i seguenti: via Angioy, via Azuni, via degli Orti, via Liguria, ed il mare.

Durante l'estate la popolazione cresce notevolmente dato l'alto numero di turisti che vi risiede nelle doppie case e negli alberghi.

 Descriviamo ora la chiesa di San Giuseppe

San Giuseppe esternamente ha la forma di una tenda, e pare che voglia ricordare la tenda dove gli Ebrei, in fuga dall'Egitto verso la Terra Promessa, custodirono le Tavole della Legge che Mosé aveva ricevuto da Dio sul Monte Sinai.
All'interno è molto luminosa e spaziosa. Ha un'unica navata che contiene due file di banchi centrali ed altre due file, con meno posti, lungo i muri perimetrali laterali.
Dietro l'altare c'è un grande mosaico.
Nel transetto sono collocati altri banchi.
A sinistra dell'ingresso c'è il Fonte Battesimale. Sulla parete è collocato un mosaico raffigurante Giovanni Battista che battezza Gesù.

 

 
 
 

La Parrocchia di San luca

Post n°25 pubblicato il 12 Gennaio 2011 da lapietraia_07
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La Parrocchia di San Luca

"Io vivo in una zona chiamata Maria Pia.
Tanti e tanti anni fa c'era una colonia penale con pochi detenuti, i quali di giorno erano liberi e lavoravano. Coltivavano la terra ed accudivano il bestiame.
Poi i detenuti vennero trasferiti nel carcere di Tramariglio e il territorio di Maria Pia venne occupato dall'Ente Sardo, che costruì delle case rurali per i suoi contadini, una stalla, una cantina e divenne un'azienda agricola.
Poi questa azienda venne acquistata dall'E.T.F.A.S. L'Ente vendette parte dei terreni a delle Cooperative per la costruzione di case, alberghi, ristoranti, negozi, ospedali, campi sportivi, campeggio, e la chiesetta di S. Luca. La zona divenne un quartiere, il quartiere di Maria Pia.
Attualmente i terreni liberi sono di proprietà del Comune di Alghero."

LA PARROCCHIA DI SAN LUCA

 

La Pietraia da diverso tempo è diventato un quartiere a forte vocazione turistica. Ciò comporta che la sua popolazione aumenti molto durante l'estate. Si sentiva l'esigenza di un nuovo luogo di culto per coloro che risiedono nella zona lontana da San Giuseppe. 

Nell'ottobre 1987, con un decreto del vescovo di Alghero e Bosa Monsignor Giovanni Pes, è stata eretta la parrocchia di san Luca che si trova in via Liguria. L'istituzione della nuova parrocchia è stata necessaria a causa dell'espansione dell'abitato oltre la via Liguria; inoltre occorreva tener conto delle esigenze di un gran numero di villeggianti che durante la stagione turistica risiede nella zona del Lido.

Si tratta di una piccola chiesa ricavata in un locale che si trova a fianco della pizzeria La Pergola. I fabbricati oggi adibiti a pizzeria e chiesa erano stalle dell'Azienda Agricola Maria Pia.

 
 
 

L'I.P.I.A.

Post n°26 pubblicato il 12 Gennaio 2011 da lapietraia_07
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 Il caseggiato scolastico dell'IPIA visto dalla via Don Minzoni.

 

"Dove io abito ci sono tanti palazzi. Prima c'era un territorio molto grande con tanti uliveti, molta vegetazione e tanti orti. I contadini coltivavano la terra e vendevano i propri ortaggi.
Il nome del mio quartiere è La Pietraia. È presente un ospedale importantissimo: l'Ospedale Civile. In periferia c'è la zona di Maria Pia dove di trova il Palazzo dei Congressi e intorno saranno costruiti degli alberghi; poi ci sono anche i campi di calcio, di tennis, di basket e altro ancora.
C'è la chiesa di San Giuseppe, tre grandi supermarket, molti altri negozi, alcuni bar e una farmacia. La via più grande è Via Don Minzoni perché collega Alghero con la Strada dei due Mari e anche con Fertilia. Alla Pietraia ci sono anche molte scuole: la Scuola Materna, le Elementari, le Medie, e gli Istituti Professionali (I.P.I.A.). In questi Istituti ci sono anche le palestre per gli studenti e un'aula con tanti computer.
Gli abitanti della Pietraia sono di solito tranquilli e laboriosi, anche se purtroppo non mancano i disoccupati e anche la povertà di tante famiglie."

L'I.P.I.A.

 Poco prima dell'Ospedale Civile si trova l'IPIA, Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato. Quando è nato, nel 1963, era una sezione distaccata dell'IPSIA di Sassari (Istituto Professionale Statale per l'Industria e l'Artigianato), ma già da diversi anni è autonomo.

Dall'anno scolastico 1967-68 al 1985-86, un'ala dell'Istituto Professionale Statale per l'Industria e l'Artigianato ha ospitato la Scuola Elementare Il caseggiato scolastico occupato dall'IPSIA in realtà era nato come Scuola Elementare, ma in fase di costruzione fu destinato ad ospitare la scuola di Avviamento, come si legge nelle delibere della Giunta Municipale. In corso d'opera la sua destinazione cambiò ancora e divenne un Istituto Professionale.

L'Istituto porta avanti numerosi corsi che si concludono con la specializzazione dopo tre anni, e con il diploma dopo cinque anni. La tipologia delle qualifiche ha seguito la tendenza delle richieste del mercato del lavoro e quindi si è modificata nel tempo.

Da una ricerca effettuata dal Distretto Scolastico nel 1983-84 si rilevano i seguenti dati.
Nell'anno scolastico 1979-80 l'IPSIA contava 242 iscritti.
Quattro anni dopo (anno scol. 1983-84) risultavano 330 iscrizioni, con un evidente incremento.
Mediamente si specializzavano circa 50 studenti ogni anno e se ne diplomavano 15.
In Via degli Orti si trova l'Istituto Tecnico Industriale.
Si può consultare il sito dell'IPIA su Internet.

"Orientamento Scolastico" Ricerca di una commissione del Distretto scolastico coordinato da Giovanna Tilocca. Anno 1983-84

 

 
 
 

Chi era Don Minzoni?

Post n°27 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07
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VIA PORTO CONTE DIVENTA
VIA DON MINZONI

 Della via, che era la strada provinciale di Porto Conte, fa un breve cenno il canonico Giovanni Spano (1874).
Egli dice:
"La strada che da Alghero conduce a Porto Conti, è stata eseguita nel 1866 dall'ingegner Bornini."
La principale strada del quartiere, che era la strada provinciale 127 bis conosciuta come Via Porto Conte, è stata dedicata agli inizi degli anni sessanta, a Don Minzoni.

CHI ERA DON MINZONI?

Giovanni Minzoni era nato nel 1885 a Ravenna. Divenuto parroco di Argenta, in provincia di Ferrara, si impegnò molto per creare delle attività ricreative giovanili. Così facendo, allontanava i giovani dalle strutture del regime fascista per il quale mostrava apertamente il suo dissenso. Egli partecipava al partito popolare ed era anche un solerte organizzatore sindacale.
Dice Achille Saitta:
"I fascisti l'odiavano perché era un abilissimo organizzatore e attirava nelle file cattoliche molti elementi, specie giovanili, che il fascismo avrebbe invece voluto avere nelle proprie organizzazioni. Il 23 agosto, verso le 11 di sera, il parroco tornava pacificamente a casa dopo la consueta passeggiata quando due giovanotti, armati di bastone, lo colpirono ripetutamente al capo producendogli una mortale frattura cranica. Due ore dopo don Minzoni cessava di vivere senza aver potuto pronunciare una sola parola.".
Come al solito le indagini della polizia e del giudice istruttore non approdarono a nulla. In quel periodo c'erano precisi ordini a Ferrara per perseguitare con ogni mezzo gli avversari del fascismo.

Forse la via Porto Conte prese il suo nome perché, lungo la strada, c'era l'Azienda agricola Maria Pia, affidata a famiglie ferraresi nel 1934. Ma questa è solo una mia ipotesi, non suffragata da testimonianze.
Nella pianta della città del 1998 si vede che ora la via Don Minzoni arriva solo fino alla stazione ferroviaria. Il tratto successivo, che va verso l'Ospedale Civile e termina all'incrocio con via Liguria, ha preso il nuovo nome di Luigi Nono che era un compositore di musica moderna. Egli aveva una casa ad Alghero, nella zona del Lazzaretto.

In realtà la strada continua a mantenere il suo vecchio nome.
La strada, nel 1945 era già asfaltata, secondo quanto ci ha detto Don Potito.

Bibliografia
Giovanni Spano - "Emendamenti ed aggiunte all'Itinerario dell'Isola di Sardegna del conte Alberto della Marmora. Cagliari 1874 - pag.122.
Nuova Comunità - Ottobre 1985 - pag. 35
Achille Saitta - La Ceka in Italia - Articolo pubblicato su "Storia Illustrata" Arnoldo Mondadori Editore - Maggio 1964 - pag. 637.
Municipi de l'Alguer - Pianta della città - La Celere Editrice, 1998.

 

 

 
 
 

La scuola materna

Post n°28 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07
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LA SCUOLA MATERNA

La prima sede della Scuola Materna fu un edificio di Via Napoli che aveva precedentemente ospitato le Scuole Elementari e le Scuole Medie.
All'ingresso c'era un ampio salone sul quale si aprivano cinque aule, un cucinino ed i servizi. Vi erano due sezioni di scuola statale ed una comunale.
Non c'era la sala mensa e si pranzava all'interno delle aule.
Nelle belle giornate i bambini potevano uscire fuori per giocare all'aperto in uno spazio adiacente l'edificio. Mancava un'adeguata recinzione ed occorreva una vigile e continua sorveglianza.
Nel caseggiato c'erano pannelli elettrici che non garantivano un sufficiente riscaldamento. I locali infatti erano freddi e umidi.
Inoltre non si effettuava la necessaria periodica manutenzione, per cui spesso si lamentavano inconvenienti ai quali si poneva rimedio in ritardo, con dei disagi per tutti.
Negli anni novanta la Scuola Materna si è trasferita nel caseggiato delle Scuole Elementari. L'edificio era stato ultimato nel 1985. È quindi relativamente nuovo ma presenta dei difetti che creano fastidi.
Il pavimento di linoleum sembra sempre sporco ed emana uno sgradevole odore , soprattutto con le alte temperature.

Le ampie vetrate, non opportunamente schermate, fanno entrare il sole in maniera diretta creando veri e propri stati di malessere nei bambini.

UN PO' DI STORIA


La sezione di scuola materna comunale della Pietraia era stata istituita con delibera della Giunta Municipale del 9 dicembre 1960.
Nella delibera si legge che:
"In considerazione della sempre maggior importanza e del costante progressivo aumento della popolazione verificatosi finora nella nuova borgata della ‘Pedrera', questo comune ha chiesto e ottenuto la istituzione ivi di una Scuola Materna."
Da allora il Comune si è sempre preoccupato di nominare annualmente l'insegnante e l'assistente.
Fino all'anno scolastico 1999-2000 funzionavano due sezioni di scuola statale ed una sezione comunale.
Con il pensionamento dell'insegnante della scuola comunale, la sezione verrà trasformata nel settembre 2000 in sezione di scuola statale.

 DESCRIVIAMO LA SCUOLA


La Scuola Materna si trova al piano terra del caseggiato della Scuola Elementare ed ha un ingresso indipendente. Ha a disposizione tre aule, una per ciascuna sezione.
Non c'è la sala mensa ed i pasti vengono consumati all'interno delle aule. Gli spazi esterni sono attrezzati per i giochi dei piccoli alunni con l'altalena, lo scivolo, ed altri giochi.
C'è da notare che le tre scuole del quartiere, la Materna, le Elementari e le Medie, sono vicinissime tra di loro. Le prime due dividono lo stesso caseggiato, e le Medie si trovano nell'altro lato della via Malta, di fronte al cancello della scuola Materna.

Si capisce dunque che in tal modo la continuità educativa è agevolata poiché i docenti possono stabilire i dovuti collegamenti in ogni momento e gli alunni possono conoscere agevolmente gli ambienti che li ospiteranno nel tempo.
Per i ragazzi c'è dunque il vantaggio di un passaggio quasi naturale, quando lasciano la Materna o le Elementari. Ex alunni ed insegnanti possono incontrarsi quotidianamente all'esterno o all'interno del caseggiato e possono così mantenere un rapporto certamente utile nell'ottica di una crescita nella continuità.
Diventa così più facile strutturare un percorso educativo e formativo che durerà per i ragazzi dai tre ai quattordici anni.

 
 
 

La Farmacia

Post n°29 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07

LA FARMACIA

"La Pietraia è un rione nato all'incirca tra gli anni cinquanta e sessanta. Il suo nome deriva da "pietra", perché in origine, dove ora sorgono i fabbricati antistanti la chiesa di San Giuseppe, vi era una cava per l'estrazione dei blocchi di pietra per costruire le case.
Con il passare degli anni si è popolata, infatti oggi si contano all'incirca nella zona della Pietraia circa quattromila abitanti.
Vi è sorto un grosso complesso ospedaliero molto importante, per tutta la città di Alghero. I lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1965. Per costruirlo hanno dovuto eliminare alberi di ulivo, da frutto, ed orti. Questo edificio fu terminato nel 1968, anno in cui iniziò l'attività ospedaliera.
In prossimità della zona ove oggi sorge l'Ospedale Civile viveva una signora di origine contadina che possedeva l'unico forno del rione. Questa signora era conosciuta come la "signora del forno" e si chiamava Elena. I pochi abitanti usufruivano del forno per cuocere il pane, la carne e i dolci.

Dove si trova l'edicola oggi, vicino alla chiesa di S. Agostino vecchio, gli uomini allora avevano scavato una galleria sotterranea per trovare l'acqua, l'unica fonte a quei tempi per la gente della Pietraia.
Nel 1939 costruirono un capannone come punto di appoggio per i militari dell'Aeronautica Militare nel periodo in cui ci fu la guerra. Finita la guerra, un'impresa di vetrai usò questo capannone come laboratorio per lavorare il vetro.
Maria Pia, una zona che si trova confinante con la Pietraia, era una colonia penale; questa colonia infatti dipendeva direttamente dalle carceri di Alghero. Le costruzioni di questa colonia esistono ancora e sono molto vecchie. Alcune stanze sono abitate da persone che ne hanno fatto la loro casa occupandole abusivamente.
L'edificio dove oggi ci sono i Vigili del Fuoco, un tempo era l'unica scuola dove i bambini e i ragazzi potevano studiare; questo stabile fu costruito dall'Impresa Visconti, la stessa impresa che costruì l'Ospedale Civile.
Negli anni sessanta fu eretta la chiesa di San Giuseppe. Il primo parroco che venne ad abitare alla Pietraia si chiamava don Sanna, uomo stimato e amato dagli abitanti. In seguito prese la parrocchia don Potito, che opera ancora oggi.
Tutti i terreni dove ora ci sono le Scuole Elementari, la Materna, le Medie, per la gente della Pietraia erano fonte di lavoro e di guadagno perché c'erano gli orti e gli uliveti. Col passare degli anni gli impresari comprarono i terreni per costruire le case che vediamo oggi.

Si può dire che la Pietraia oggi sia una piccola città perché ha fatto si che alla gente non mancasse tutto ciò di cui aveva bisogno e cioè le scuole, la farmacia, i supermercati, i giornalai, il tabacchino, il mercato, il negozio di abbigliamento, i parrucchieri, gli alberghi e la stazione ferroviaria."

LA FARMACIA

Negli anni sessanta il quartiere si andava sempre più estendendo, ma i servizi erano sempre molto carenti. Infine la Giunta Municipale si fece carico dei problemi più urgenti.
Nella riunione del 1° ottobre 1966 si discusse dell'istituzione di una farmacia e di un ufficio postale. Per capire meglio la situazione, leggiamo questa delibera della Giunta Municipale del 1° ottobre 1966 che riguarda la farmacia.

 "La giunta, preoccupata e sensibile per le continue persistenti lamentele degli abitanti della "Pedrera" frazione di Alghero,
rilevato che la popolazione residente nella zona Pedrera-Lido è di circa 3.000 abitanti e che durante la stagione turistica, da aprile a ottobre, raggiunge cifre di gran lunga superiori,
considerato che la popolazione ivi residente è composta in massima parte da braccianti agricoli ed operai che data la distanza ed il particolare stato di indigenza è costretta a sostenere un non trascurabile sforzo economico o recarsi, come spesso avviene, a piedi in città,
considerato che il servizio tranviario è assolutamente inadeguato (le corse si effettuano ogni mezz'ora) e che dalle ventuno fino alle otto non esiste alcun collegamento con il centro di Alghero,
FA  VOTI
affinché il Medico Provinciale voglia istituire una farmacia rurale..."

La delibera è molto interessante in quanto ci dà l'occasione di conoscere la situazione del quartiere ai suoi inizi.

 

 
 
 

Il mercato

Post n°30 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07

IL MERCATO

"Molti anni fa la Pietraia era composta da poche case, situate dove adesso c'è il tabacchino, e dalla fermata del treno a Sant'Agostino vecchio. Per qualsiasi cosa bisognava andare in centro: per la spesa, per la scuola, per le farmacie, e per ogni altra commissione.
Quindi gli abitanti erano disagiati. Successivamente il mio quartiere ha iniziato a crescere. Hanno costruito supermercati, alberghi, negozi di ogni genere, la farmacia, le edicole, il Mercato Rionale, le scuole e tanti altri esercizi che hanno fatto del mio quartiere il più attivo e il più popoloso di Alghero, ben collegato con il centro da tre linee di autobus; inoltre c'è l'unico Ospedale Civile della città e quello Ortopedico "Marino" in zona Maria Pia che, dopo quelli di Sassari, sono tra i più importanti della provincia.
Oggi la Pietraia è come un paese dentro Alghero, sempre in crescita."

Consultiamo l'Archivio Storico Comunale

Il 3 giugno 1964 la Giunta Municipale discusse dell'approvazione del progetto di costruzione del Mercato Rionale in zona "La Pedrera".
Il progetto era stato affidato all'ing. Costantino Porcu.

Il 27 dicembre 1965 ci fu una delibera riguardante i lavori di costruzione della struttura.

Il 26 novembre 1966 si deliberò sul 4° stato di avanzamento dei lavori.

Il 7 novembre 1967 la seduta della giunta si occupò della determinazione delle tariffe per la concessione dei negozi interni ed esterni del mercato pubblico in regione "Pietraia", ed alcuni giorni dopo, il 29 novembre, determinò le tariffe per la concessione dei locali e banchi di vendita.

In quest'ultima delibera (n° 766) si individuano all'interno della struttura:
- 10 banchi per la vendita del pesce
- 20 box centrali
- 8 loggette interne
- 5 botteghe per la carne
- 4 botteghe esterne
- 3 botteghe interne.

 

Nella seduta del 14 agosto 1968 si deliberò sull'incarico per la pulizia del mercato. La delibera fu confermata il 27 settembre 1968.
Infine il 9 marzo 1970 ci fu una delibera sul 5° ed ultimo stato di avanzamento dei lavori.

 

 
 
 

L'Ufficio Postale

Post n°31 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07

L'UFFICIO POSTALE

"Dove ora sorge la mia casa, in Viale Sardegna, c'erano orti e campagne; anni fa la strada si chiamava Via Porto Conte, Traversa, S.S. 127 bis.
I miei nonni vennero ad abitare nel 1962. Le strade non erano asfaltate, non c'erano i marciapiedi, né i lampioni della luce.  Nel 1985 la zona era già costruita anche se la strada non era ancora asfaltata. 
Le prime case che furono costruite sono quelle di Via Don Minzoni e Via Villanova nel 1958-59. Successivamente si costruivano le villette bifamiliari di Via Napoli.
Si trattava di una zona molto triste, nessuno voleva venire ad abitarci perché non c'erano mezzi di trasporto che la collegassero con il centro, e non c'erano nemmeno i servizi più importanti.

 Non c'era la chiesa e si celebravano le funzioni in un capannone; il parroco si chiamava don Giuseppe Sanna. La sede stradale non era asfaltata e non c'erano i lampioni per la luce.
La linea ferroviaria attraversava la zona. Il treno partiva dalla stazione che era ad Alghero, non c'erano fermate intermedie e per prendere il treno si andava a San Giovanni. Ora la stazione di Sant'Agostino contribuisce a rendere importante il quartiere.
Poi pian piano le cose migliorarono, e vennero messi i tram per portare i ragazzi a scuola. Nel 1967 venne costruito l'Ospedale Civile, quindi aumentarono le abitazioni. Nel nostro rione ci sono ben otto insediamento popolari costruiti a partire dal 1959. La situazione è cambiata con l'istituzione delle scuole, della farmacia, del mercato civico e dell'Ufficio Postale. Gli abitanti si sono impegnati a rendere il loro quartiere abitabile e funzionale, e oggi occorrerebbero più spazi per i grandi e i bambini.
Nel secondo dopoguerra c'era una vetreria nella quale c'erano dei forni per la lavorazione del vetro. Successivamente si è costruita la base aeronautica e vi vivevano tre famiglie. Ancora oggi quella zona è un bene del Demanio del Ministero.

Nel quartiere c'è la chiesa di Sant'Agostino che risale al 1300-1400. Si pensa che anticamente ci fosse un convento ed un villaggio. Infatti sono state trovate delle ossa, resti di sepolture.
La chiesa di san Giovanni apparteneva al rione della Pietraia. Fino ad una ventina di anni fa era annesso alla chiesa il convento di suore di clausura delle Clarisse.
La chiesa di San Giuseppe è stata costruita nel 1960 e terminata nel 1962.

Le Scuole Elementari e la Scuola Materna erano in via Napoli, nel caseggiato che attualmente ospita i Vigili del Fuoco. In seguito le Elementari sono state trasferite nell'Istituto Professionale, e la Scuola Media, istituita nel 1973, ha occupato il caseggiato di Via Napoli."

ARRIVA L'UFFICIO POSTALE

Negli anni sessanta - settanta il quartiere continuava ad espandersi, ma i servizi erano sempre molto carenti. Nella riunione del 1° ottobre 1966 si discusse della farmacia e dell'ufficio postale. Per capire meglio la situazione, leggiamo questo estratto della delibera della giunta municipale del 1° ottobre 1966 che riguarda le poste.
"La giunta, preoccupata e sensibile per le continue persistenti lamentele degli abitanti della "Pedrera" frazione di Alghero,
rilevato che la popolazione residente nella zona Pedrera- Lido è di circa 3000 abitanti e che durante la stagione turistica, per la presenza di numerosi alberghi, ville, camping, ecc. raggiunge cifre di gran lunga superiori,
considerato che nella zona esiste già un ospedale marino ed è in via di ultimazione il nuovo ospedale civile, constatato che la predetta frazione è sprovvista di ufficio postale, telegrafico e telefonico e che la più vicina succursale sita in Alghero via Columbano dista dal centro della "Pedrera" oltre 2000 metri
FA VOTI
affinché nella zona della Pedrera frazione di Alghero venga istituita al più presto una succursale postelegrafonica"

L'11 febbraio 1969 la giunta deliberò l'acquisto di una cassaforte per l'ufficio postale "La Pietraia", ma le poste non avevano ancora iniziato a funzionare.
Il 25 febbraio 1971 la giunta ritorna sull'argomento. Nella delibero n° 216 si legge:
"Premesso che da diversi anni viene sollecitato dal Ministero delle poste e Telegrafi la istituzione di una agenzia postale nel rione "La Pietraia-Lido"
Considerato che la zona interessata è in continuo sviluppo...
Che l'istituzione di tale servizio è indispensabile considerata la distanza di quel rione dalla città, la popolazione che gravita su quel centro (oggi superiore ai 4000 abitanti ai quali si aggiungeranno altre 100 famiglie assegnatarie degli alloggi popolari recentemente realizzati), la frequenza dei turisti, in gran parte stranieri, che vi affluiscono nella stagione balneare, la presenza di uffici pubblici, industrie, alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari, dell'Ospedale civile e dell'Ospedale marino,...
Che il Comune può concedere all'Amministrazione postale l'uso di uno dei locali del nuovo mercato rionale...

UNANIME DELIBERA

di concedere in uso all'Amministrazione delle Poste e Telegrafi un locale del mercato rionale della "Pietraia" perché ivi abbia sede l'istituenda agenzia postale...
di fornire ... la cassaforte acquistata con deliberazione n° 91 dell'11/02/69."


E così sembrerebbe conclusa la vicenda delle poste. Ma la giunta ritornerà sull'argomento il 9 maggio 1973. Infatti la cassaforte, appositamente acquistata dall'Ufficio del registro di Alghero per la somma di £ 10.000, non è stata ritenuta idonea dall'Amministrazione Postale.
Ed allora si delibera di procedere ad un nuovo acquisto. La nuova cassaforte costerà £3.428.000 + IVA, come si può vedere dalla delibera n° 768 del 7 luglio 1973.

Non so se il mercato abbia poi ospitato le poste.
Sicuramente ebbe sede in via Don Minzoni, nella zona di fronte al mercato.
Almeno da una quindicina d'anni (dal 1985 circa) si trova in via Carbonia in un locale piuttosto piccolo.

Aggiornamento al 25 aprile 2003

Da pochi giorni l'Ufficio Postale ha trovato una nuova collocazione in un ampio locale al piano terra di una palazzina della Via Azuni. È sicuramente una collocazione più idonea e consona alla crescita e all'importanza che ha assunto il quartiere nel passare del tempo.

 

 
 
 

Le Scuole Medie

Post n°32 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07
Foto di lapietraia_07

L'ingresso dell Scuola Media sulla via Malta

LE SCUOLE MEDIE

La Scuola Media come abbiano già detto era ospitata in via Napoli. Quando si ultimò di edificare il piano superiore delle nuove scuole elementari, nel 1983, vi si trasferirono  in via provvisoria le classi della scuola Media.

Ma nell'anno scolastico 1985-86 devono cedere il manufatto alla Scuola Elementare che in gran fretta vi trasloca le cinque classi a Tempo Pieno ad anno scolastico iniziato.

Gli alunni delle Scuole Medie raccontano...

"La nostra scuola si affaccia in via Malta e in via Don Minzoni. È un edificio molto ampio, strutturato su due piani, circondato da un gran cortile in parte adibito a parcheggio e in parte costituito da aiuole. Alcune di queste ospitano un certo numero di pini, palme ed altre piante; altre, invece, le stiamo coltivando noi, grazie alle piante forniteci dal Demanio Forestale e dal vivaio comunale.
L'aspetto esterno è bello, ma i muri sono un po' pasticciati.
Quando varchiamo il portone d'ingresso troviamo un grande atrio. Al centro dell'atrio partono tre corridoi che portano alle diverse aule; quattro destinate alle classi ed altre ad usi speciali quali la sala computer, l'auditorio, la sala professori, la biblioteca, la palestra con i ripostigli per gli attrezzi e gli spogliatoi; infine ci sono alcune aule destinate al Distretto Scolastico.

Vicino alla palestra si trova un'aula con dei computer ed altro materiale, destinato agli alunni portatori di handicap. Per passare al piano superiore ci sono tre rampe di scale che portano ad una serie di corridoi di forma quadrangolare dove si aprono dieci aule che non sono occupate e si potrebbero utilizzare per un laboratorio di scienze.
In tutti e due i piani ci sono i servizi.
Il caseggiato comprende anche un cortile interno, piastrellato, che non ha niente di speciale. "

Testo ricavato da una ricerca effettuata dagli alunni della Scuola Media n° 3 nell'anno scolastico 1998-99.

 

 

 
 
 

La Stazione Ferroviaria

Post n°33 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07
 
Foto di lapietraia_07

La vecchia stazione ferroviaria


LA STAZIONE DI SANT'AGOSTINO VECCHIO

Per lunghi anni si discusse ad Alghero sulla questione della vecchia stazione ferroviaria che sorgeva presso il porto nella zona fronteggiata dalla SAICA e dalla scuola Materna "E. Sella". Il fabbricato, costruito alla fine dell'Ottocento (anno 1889) risentiva di decenni di abbandono.
Mancava dei necessari interventi di manutenzione e versava in condizioni disastrose, come si può vedere dalla fotografia. Non c'era la volontà di restaurarlo poiché qualcuno affermava che la stazione e la ferrovia impedivano lo sviluppo della zona lungo il mare.

Nell'estate 1981 entrarono in funzione le ruspe e, con una cerimonia degna più di un'inaugurazione che di una demolizione, il caseggiato fu abbattuto e sostituito con una biglietteria sistemata in una roulotte.
Qualche giorno dopo apparve su un vagone la scritta fatta da anonimi dissidenti: "La giunta del Far West" che stigmatizzava quell'abbattimento con una frase lapidaria.
Il treno partiva sempre dal medesimo luogo e rimanevano i due passaggi a livello di san Giovanni e di Sant'Agostino vecchio che per un po' mantennero le sbarre azionate dai casellanti, ed in seguito divennero passaggi a livello senza barriere, con segnali acustici e visivi.
In questo periodo si segnalarono numerosi incidenti, alcuni molto gravi.
Infine si demolì il tratto della ferrovia che andava dal porto alla nuova stazione che, nel frattempo, era stata costruita e che divenne pienamente operativa nel 1988.

Per coprire il percorso dal porto alla Pietraia i passeggeri potevano usare gli appositi autobus che non facevano pagare la corsa a chi fosse munito di biglietto ferroviario. A tutt'oggi la situazione è ancora questa.
Si sta ora (marzo 2002) trasformando la strada di collegamento col Lido. Al suo posto ci sarà una passeggiata.
Transitando sulla via Garibaldi di fronte alla vecchia stazione ferroviaria si vedevano i capannoni dell'ex-SAICA abbattuti alla fine degli anni novanta. Al loro posto oggi c'è il Piazzale della Pace.

Aggiornamento 25 aprile 2003

La zona appare oggi totalmente trasformata. E' in via di completamento la passeggiata denominata "Busquet" (dal nome di un architetto catalano che l'ha ideata, pensando alla Rambla di Barcellona), voluta principalmente da Mino Sasso, che a suo tempo si era battuto per la demolizione del tratto di ferrovia. Al momento non c'è più il prefabbricato che fungeva da biglietteria. La sistemazione è vista con perplessità da molti, che lamentano la presenza di chioschi adibiti a bar o alla vendita di articoli vari, che allontanano il luogo del passeggio dalla vista del mare e lo avvicinano alla strada transitata dalle automobili.

 Aggiornamento 31 marzo 2005

Nell'estate del 2004 sono stati abbattuti i capannoni della SAICA e nella zona è stato allestito un ampio parcheggio che, dal 2004 ospita il mercatino del mercoledì. É di questi giorni (Marzo 2005) la notizia che sono stati prescelti i progetti per la sistemazione del vasto piazzale denominato Piazza della Pace. Nel sottosuolo verrà realizzato un parcheggio multipiano, mentre sulla superficie sorgerà un centro polivalente ad uso culturale, amministrativo e commerciale.

Dicembre 2005

Il lungomare si chiama ora Passeggiata Barcellona.

LA STAZIONE DI SANT'AGOSTINO VECCHIO

 Ed ora entriamo nella Stazione di Sant'Agostino vecchio per vedere come è fatta.

Dall'intervista al signor M. che gestisce il Bar-Tabacchi della Stazione.

La nuova stazione è un edificio moderno, entrato in funzione negli anni ottanta. Comprende diversi locali.
Vi si trovano la biglietteria, l'ufficio del capostazione, la sala comandi, la sala d'aspetto, il deposito bagagli e i servizi igienici.

 I passeggeri hanno inoltre a disposizione il Bar-Tabacchi. Nel piano superiore ci sono due appartamenti per i ferrovieri. Per la attività legate al trasporto lavorano diverse persone tra cui:
tre capostazione e tre manovratori che fanno i turni,
un capotreno ed un macchinista per ogni treno in arrivo e in partenza.
Nel Bar-Tabacchi sono impiegate due persone.
I locali della stazione aprono alle ore 5,30 del mattino e chiudono alle ore 21,30.

Fotografie molto belle della vecchia stazione ferroviaria si possono vedere collegandosi a: Lestradeferrate.it -Stazione di Alghero Porto

 

 
 
 

La Pietraia fino agli anni cinquanta

Post n°34 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da lapietraia_07
Foto di lapietraia_07

Nella foto si nota chiaramente come il territorio del Lido e della Pietraia fosse il gran parte occupato da campi. Si vedono poche case e la scuola elementare del Lido.  La strada appare deserta. Altri tempi!

 

 

Per maggior chiarezza farò adesso una sintesi del materiale da me raccolto.

IL QUARTIERE FINO AGLI ANNI CINQUANTA

Fino agli anni cinquanta l'abitato di Alghero terminava con la via La Marmora. Al di là, di fronte al mare ed alla ferrovia, c'erano il capannone della Saica, divenuto poi lo stabilimento di produzione del furfurolo, uno stabilimento del crine, la cantina di Sella & Mosca, la chiesa di San Giovanni, altri piccoli fabbricati, ed una serie ininterrotta di orti.
Nella seconda metà degli anni cinquanta anche queste zone, considerate di estrema periferia, cominciarono a popolarsi. Iniziò a sorgere qualche casa monofamiliare nella zona del Lido e anche nei terreni più interni, soprattutto lungo la ferrovia, ed ai lati della Via Porto Conte, nel tratto che precedeva il passaggio a livello di S. Agostino vecchio.
In realtà questi erano soltanto episodi isolati che portarono lenti e minimi cambiamenti al territorio.

Ma ben presto per la zona de La Pietraia si iniziò a studiare un vero e proprio progetto di urbanizzazione. Infatti i terreni di Cuguttu, già ceduti dal Municipio al Governo molto tempo prima, ritornarono al Comune che li acquistò dall'ETFAS che nel 1951-52 ne era diventato il proprietario. L'amministrazione comunale vi individuò l'area dove far nascere un nuovo nucleo abitativo dato che la città era interessata da un forte movimento immigratorio. Inoltre il centro storico era in gran parte inidoneo ad ospitarvi le famiglie residenti in quanto presentava gravi ed onerosi problemi di ristrutturazione.
Alghero stava crescendo, e gli abitanti, vecchi e nuovi, richiedevano degli standard che il centro storico non poteva offrire in quel momento.
Nel luglio 1956 iniziarono i lavori di costruzione delle case popolari per dipendenti comunali progettate dall'ing. Fausto Cella.
Nel dicembre 1957 si lavorò alla costruzione di "case minime" su progetto dei geometri Feniello e Piccinini.

Intanto si provvide all'acquedotto, alla rete idrica e a quella fognaria; in seguito si edificò la scuola elementare che in realtà venne data all'IPSIA, si istituì la Scuola Materna Comunale, e si eresse la parrocchia di San Giuseppe.
Nel gennaio 1963 si lavorò per aprire la strada "La Pietraia-Lido".
Il 24 ottobre 1963 la Giunta Municipale deliberò sulla sistemazione delle aree adiacenti alle nuove palazzine INA-Casa; nel dicembre si occupò degli allacci idrici al fabbricato I.S.E.S. (Istituto per lo Sviluppo dell'Edilizia Sociale), mentre nell'agosto 1964 provvide agli allacci idrici delle nuove case per i dipendenti agricoli.
Occorre aggiungere che non tutti coloro che ebbero l'assegnazione di un appartamento accettarono di trasferirsi.
Il nuovo quartiere era lontano dal centro, non era collegato, era carente in tutti i servizi, e forse era considerato anche troppo "popolare".

 
 
 

Alghero anni sessanta

Post n°35 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da lapietraia_07
Foto di lapietraia_07

Pianta di Alghero

ALGHERO ANNI SESSANTA

 

La pianta che puoi vedere nell'immagine ti mostra la città prima del 1968. Infatti l'Ospedale Civile si trova ancora sui Bastioni e si vedono i giardini della Mercede che risalgono ai primi anni sessanta.
Le strade parallele del Lungomare Dante hanno ancora i nomi delle regine italiane, via Nuoro si chiama Via Nuova. Via Nuoro è nata dopo la demolizione del muro di cinta del vecchio cimitero che impediva il passaggio tra Via Sant'Agostino e via Cagliari. Il vecchio cimitero si trovava nell'area oggi occupata dalla chiesa della Mercede (consacrata nel 1961) e dagli adiacenti giardini pubblici.
La via Manzoni presenta un lato ancora non costruito. Sembra che l'abitato finisca con i giardini della Mercede, ma in realtà sulla via Cagliari si trovavano alcune palazzine popolari costruite prima degli anni sessanta. La zona di congiungimento del centro con la Pietraia appare quasi priva di costruzioni.

 
 
 

La Pietraia anni novanta

Post n°36 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da lapietraia_07
 
Foto di lapietraia_07

La zona delle scuole nel piano regolatore di Alghero del 1967.

Legenda dei colori:

Viola: scuole. La freccia indica le elementari
Rosso: strutture ospedaliere
Blu: edilizia popolare
Fucsia: la Torre

Piano regolatore
 

LA PIETRAIA ANNI NOVANTA

A circa trent'anni dalla sua nascita il quartiere si è notevolmente esteso. Ormai la Via Don Minzoni è affiancata da case in tutta la sua lunghezza, soprattutto nel lato dell'Ospedale. Si edifica anche nella zona che va verso il Lido. Nasce il Viale Europa, che nel Piano Regolatore del 1967 era denominato "Scorrimento Cuguttu", ed ormai da diverso tempo sono presenti i servizi più importanti.
Di fronte all'IPIA e all'Ospedale Civile rimane ancora una vasta zona libera. È la zona che il Comune ha riservato per l'edilizia popolare, per quella cooperativistica, e per le scuole.
Tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta sorgono la "Torre"(edilizia popolare), le case in cooperativa della legge per l'edilizia 167, altre case popolari, la Scuola Elementare e la Scuola Media.
Questa volta nessuno più rifiuta le assegnazioni, ma bisogna anche riconoscere che la situazione ora è molto migliorata. Certamente lo sviluppo del quartiere è stato influenzato dalla sua vicinanza con il mare, ed in parte anche dalla presenza di una struttura così importante come l'Ospedale civile.

 
 
 

La Pietraia nel 2000

Post n°37 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da lapietraia_07

 

LA PIETRAIA DEL 2000

Negli ultimi venti anni il territorio ha subito continue trasformazioni ed ancora si interviene nei pochi terreni rimasti liberi. Dall'intervista a Don Potito, parroco del quartiere, abbiamo saputo che agli inizi degli anni sessanta nella zona vivevano 500 persone. Intorno al 1967 si raggiungevano le 2000 unità.
Oggi è difficile fare una stima della popolazione residente. Se osserviamo la pianta della città notiamo che "La Pietraia" occupa una ragguardevole superficie; siamo così indotti a pensare che conti 10.000 abitanti. In realtà molti appartamenti sono vuoti per gran parte dell'anno e vengono occupati nel periodo estivo dai proprietari o da turisti. Nei mesi di luglio ed agosto la popolazione del rione cresce notevolmente dato che si riaprono le "doppie case" rimaste vuote per gli altri dieci mesi dell'anno.

GLI ABITANTI DE "LA PEDRERA"


Per conoscere il numero degli abitanti del quartiere è stata fatta la richiesta all'Ufficio Anagrafe del Comune di Alghero.
L'Ufficio ha comunicato che al 31 dicembre 1994 i residenti erano 6.407, e al 31 dicembre 1999 la popolazione era arrivata a 7.714 unità.
L'aumento è stato di 1.308 unità nell'arco di cinque anni. In un periodo di generale calo demografico, è uno sviluppo consistente.

 Se controlliamo altri dati in nostro possesso, relativi alla città di Alghero, vediamo che la popolazione complessiva del comune negli anni 1995, 1996 e 1997 era la seguente:
- 42.325 abitanti nel 1995
- 42.489 abitanti nel 1996
- 42.621 abitanti nel 1997
con una variazione in più di 296 abitanti in tre anni.

 Naturalmente non si possono correttamente confrontare i dati della Pedrera con quelli complessivi di Alghero in quanto non si riferiscono agli stessi anni. Tuttavia l'impressione che si ricava è quella di un apprezzabile aumento di abitanti alla Pietraia.

 
 
 

Il metodo della ricerca

Post n°38 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da lapietraia_07

 

METODO DELLA RICERCA

La seguente ricerca è iniziata nel 1999 con interviste agli abitanti e si è protratta fino al 2005. Ho poi integrato le informazioni con altre interviste, ricerche d’archivio (Archivio Storico Comunale ed Archivio del 2° Circolo Didattico), consultazioni nella Biblioteca Comunale, documentazioni fornite dall’Ufficio Tecnico Comunale e dall’Ufficio Anagrafe, con la ricerca di immagini e con l’analisi d’ulteriori dati al fine di acquisire elementi utili a  completare, verificare, ed ampliare le notizie.
Nel corso degli anni ho inserito alcuni aggiornamenti resi necessari dai cambiamenti intervenuti nel territorio in oggetto nel corso degli ultimi anni.
Infatti la nostra città è stata caratterizzata negli ultimi tempi da un’inarrestabile espansione urbanistica che ne ha dilatato il perimetro e ne ha rialzato il profilo. Il nostro quartiere è stato coinvolto integralmente in tali cambiamenti e non potevo certo ignorarne la portata. Questo lavoro è dunque un punto d’incontro tra la nascita della Pietraia e la sua crescita  attuale e futura.

Posso concludere dicendo che i cambiamenti sono continuati nel tempo e non sono tutti buoni. Ad esempio l'Ospedale Civile ha perso molta della sua importanza e si teme la chiusura di alcuni reparti per mancanza di personale.

Già dal 2010 si sta provvedendo a sistemare la zona tra la stazione ferroviaria e la chiesetta di Sant'Agostino. Si può quindi dire che, nei limiti del possibile, il quartiere è sufficientemente servito. Credo che anche oggi gli abitanti ormai "storici" siano orgogliosi di appartenervi. 

 
 
 

Il Parco Stazione

Post n°39 pubblicato il 11 Agosto 2011 da lapietraia_07
 
Foto di lapietraia_07

Il 23 giugno 2011 è stato inaugurato alla Pietraia il Parco Stazione.

I lavori sono durati un paio di anni ed ora lo spazio prima inutilizzato che si trova tra la stazione e la chiesetta di sant'Agostino vecchio è diventato un giardino con alcune costruzioni che ospiteranno attività pubbliche e private.

La cooperativa Sociale "Creatures" insieme alla parrocchia di San Giuseppe si occuperà di organizzare un consultorio familiare e un centro di aggregazione sociale.

Il bar sarà gestito da una cooperativa sociale che in cambio della concessione dei locali dovrà provvedere alla pulizia e alle manutenzioni necessarie del parco.

All'interno dello spazio verde sarà ospitata anche un'attività commerciale.

Ingresso

La logica di questi provvedimenti è quella di unire pubblico-privato per la gestione di strutture al servizio dei cittadini. Mi sembra una buona strada da percorrere in quanto non si può pensare di continuare a gravare completamente sui denari pubblici per ottimizzare la fruibilità del territorio da parte della popolazione.

Fiori e alberelli del Parco

Con il Parco Stazione il quartiere ha valorizzato uno spazio che, se ci saranno la volontà e l'impegno, potrà diventare la meta di coloro che possono godere di tempo libero e che potranno farlo con ampie occasioni di socializzazione. Penso ai bambini, ai giovani, e agli anziani. Si verificherebbe anche un incontro tra generazioni che oggi è diventato sempre più sporadico nelle famiglie.

 
 
 
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